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venerdì 29 maggio 2026

Enti locali, Unioni e servizi ai cittadini: in Consiglio comunale il confronto sul futuro del territorio

 


di Daniela Tesol


Nel corso del Consiglio comunale del 28 maggio si è aperto un ampio confronto sul futuro degli enti locali, sulla gestione associata dei servizi e sulla necessità di fornire risposte sempre più concrete ai cittadini.

Al centro del dibattito il tema delle Unioni dei Comuni: da una parte enti più piccoli ma con maggiori possibilità di prossimità amministrativa, dall’altra strutture più grandi e organizzate, ritenute in grado di garantire servizi più efficienti. Un confronto che ha evidenziato come molti Comuni si trovino oggi in condizioni di difficoltà e squilibrio, soprattutto nella gestione dei servizi fondamentali, tra cui quelli educativi.

Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione dell’Unione Valsamoggia e di Sasso Marconi, con la decisione degli uffici verbali della Polizia Locale di distaccarsi dall’Unione stessa. Una scelta definita da diversi interventi come un segnale negativo, indice di criticità organizzative e amministrative che non possono essere sottovalutate.

Nel corso della discussione si è affrontato anche il tema delle fusioni tra Comuni e delle stesse Unioni, sottolineando la necessità di rendere questi percorsi più solidi attraverso leggi efficaci e strumenti concreti capaci di premiare i Comuni virtuosi, ovvero quelli in grado di fungere da “locomotiva” per il territorio e trainare gli altri enti verso modelli di gestione più efficienti.

Dal dibattito è emersa inoltre la richiesta di una vera riforma degli enti locali, finalizzata a ridurre la burocrazia e a restituire centralità alla volontà politica e alla capacità decisionale delle amministrazioni. È stato evidenziato come l’esperienza dell’Unione, nata dalla collaborazione tra cinque Comuni, venga oggi considerata da molti un modello che non ha raggiunto gli obiettivi inizialmente prefissati.

Un altro passaggio rilevante ha riguardato il valore dei servizi concreti alle persone: al centro non devono esserci soltanto le strutture amministrative, ma soprattutto la capacità di offrire risposte reali ai cittadini, alle famiglie e ai territori.

Nel confronto si è parlato anche della trasformazione di ASC (Azienda Speciale Consortile)  in ASP ( Azienda pubblica Servizi alla Persona) e dell’importanza della commissione mensa scolastica, considerata uno strumento fondamentale per garantire partecipazione, ascolto e coinvolgimento delle famiglie nelle scelte.

Il Consiglio si è così concluso con una riflessione condivisa sulla necessità di costruire amministrazioni più efficienti, meno burocratiche e maggiormente vicine ai bisogni reali delle persone, attraverso una politica capace di programmare il futuro del territorio con responsabilità e concretezza.

martedì 22 giugno 2021

Tagliaferri (Fdi): sostenere i Comuni con meno di 15.000 abitanti esclusi dai fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

 Una risoluzione chiede alla Regione di prevedere interventi a sostegno delle amministrazioni a cui il governo ha precluso di attingere alle risorse europee

Da Regione sostenga le attività dei Comuni con meno di 15.000 abitanti esclusi dall’accesso ai fondi per il Piano  Nazionale di Ripresa e Resilienza ( Pnrr).

A chiederlo, in una risoluzione, è il consigliere Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come “il governo ha limitato l’accesso alla fruizione dei contributi per investimenti e progetti di rigenerazione urbana ai Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti: l’esclusione dall’ottenimento dei fondi da parte dei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti è stata confermata anche con il Recovery Plan PNRR”.

Da qui la risoluzione per impegnare la Giunta “a farsi parte attiva nel sostenere l’istanza dei Comuni con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti circa la possibilità di ottenere contributi per finanziare gli interventi di rigenerazione urbana nel rispetto delle disposizioni di legge e a non escludere i suddetti Comuni dai fondi da assegnare in forza del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)”.

(Luca Molinari)

 

mercoledì 6 giugno 2018

Stalking, nel Bolognese una 'stanza rosa'

In stazione Cc di Castenaso. La testimonial è Gessica Notaro


Da ANSA


Un salotto con colori tenui e giochi per i bambini. Una 'stanza rosa' allestita nella stazione dei carabinieri di Castenaso, in provincia di Bologna, dove le donne vittime di violenza o i più piccoli potranno ricevere aiuto dai militari dell'Arma e personale specializzato. I locali protetti, inaugurati oggi, sono stati realizzati dal Comune con un contributo della Regione Emilia Romagna.
    Secondo i dati dei carabinieri, aggiornati a maggio e riferiti al territorio bolognese, sono stati 129 i casi di maltrattamenti in famiglia in cui vittime sono state le donne, 164 nel 2017; 19 le persone arrestate per violenza nei confronti delle donne nei 2017, 11 nei primi 5 mesi del 2018. Assente la testimonial del progetto Gessica Notaro, aggredita con l'acido dall'ex fidanzato. "Non c'è per un problema di salute - ha riferito la consigliera comunale alle Pari opportunità Elisabetta Scalambra - ma ha detto che aiutare le donne e non farle sentire sole, quando soffrono, è il primo passo per aiutarle a reagire".

venerdì 27 aprile 2018

Dal Governo all'Emilia Romagna per il maltempo.


Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza a causa delle avversità atmosferiche verificatesi dal 2 febbraio al 19 marzo 2018 nei territori di alcuni Comuni delle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena e di Rimini, nei territori montani e collinari delle province di Piacenza e di Parma e nei territori dei Comuni di Faenza, di Casola Valsenio, di Brisighella, di Castel Bolognese e di Riolo Terme in provincia di Ravenna. I contributi, puntualizza in una nota la Regione Emilia-Romagna, finanzieranno interventi di somma urgenza, compresa una compartecipazione per quelli straordinari dopo le eccezionali nevicate e il gelicidio.
   
Il Cdm, viene spiegato in un comunicato di Palazzo Chigi, ha deliberato anche la proroga dello stato di emergenza in relazione alla crisi di approvvigionamento idrico nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino.

lunedì 5 marzo 2018

Maltempo, Emilia Romagna chiederà stato emergenza

Oltre 60 i Comuni che hanno chiesto sostegno dopo precipitazioni


Da ANSA
 
Alla luce del maltempo e delle nevicate che si sono abbattute sull'Emilia-Romagna la scorsa settimana la Giunta regionale "ha deciso di chiedere lo stato d'emergenza nazionale". La scelta, si legge in una nota, giunge "dopo le segnalazioni che continuano ad arrivare in Regione e alla Agenzia regionale di protezione civile da parte di Comuni montani di praticamente tutte le province".
    Al momento, viene sottolineato, "sono già oltre 60 i Comuni che hanno richiesto sostegno e le province più colpite sono quelle di Rimini, Forlì-Cesena, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma. Le amministrazioni locali - viene spiegato ancora - sottolineano la presenza di frane e dissesti nei loro territori.
    Ora, "verrà effettuata in tempi rapidi la ricognizione puntuale dei danni effettivi e degli oneri finanziari sostenuti dai Comuni" necessaria per la richiesta al Governo della dichiarazione di stato d'emergenza

sabato 30 settembre 2017

Smog: limitazioni alla circolazione veicolare in 30 comuni dell'Emilia Romagna.

Da ANSA

Da domani primo ottobre al 31 marzo 2018 in 30 Comuni dell'Emilia-Romagna dal lunedì al venerdì e nelle domeniche ecologiche dalle 8.30 alle 18.30 non potranno circolare i veicoli diesel fino all'euro 3 e benzina fino all'euro 1 e i ciclomotori pre-euro.
    Sono le misure antismog previste nel 'Piano aria integrato regionale', oltre alle misure emergenziali previste, firmate dall'Emilia-Romagna al ministero dell'Ambiente, insieme per la prima volta a Lombardia, Piemonte e Veneto.
A Bologna la data di inizio è stata posticipata di un giorno per agevolare gli spostamenti della visita di Papa Francesco in programma domenica.
   
Sul sito www.liberiamolaria.it sono pubblicate le informazioni Comune per Comune. Le misure antismog verranno prese a: Bologna, Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell'Emilia, Imola, Ozzano dell'Emilia, Pianoro, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi e Zola Predosa nel Bolognese; Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine e Sassuolo (Modena); Ferrara e Cento (Ferrara); Cesena; Forlì; Ravenna, Faenza e Lugo (Ravenna); Parma; Piacenza; Rimini e Riccione (Rimini).

    On line sui siti www.comune.bologna.it e www.cittametropolitana.bo.it le novità previste dal Piano regionale.
   

domenica 3 luglio 2016

On line i dati sulle società partecipate o controllate da enti locali. Valgono appena “il 6-7%" della spesa totale del settore pubblico allargato.


Segnalato. Da Regione.it

Le società partecipate o controllate direttamente dagli enti locali sono, secondo gli ultimi dati del Sistema Conti Pubblici Territoriali, 5.645 e 'valgono' appena “il 6-7%" della spesa totale del settore pubblico allargato (che comprende anche le spese delle imprese pubbliche nazionali), cosa che ""dovrebbe far riflettere"" sul peso che viene dato alle ipotesi di riorganizzazione in chiave spending review, ha spiegato Alessandra Tancredi, dell'unità tecnica centrale del Cpt, presentando in Senato il nuovo portale 'openpartecipate' dell'Agenzia per la Coesione Territoriale.
Il portale, che passa ai 'raggi x' 3.267 società degli enti territoriali di 18 Regioni (all'appello mancano ancora Lombardia, Valle D'Aosta e provincia autonoma di Trento) mette “a disposizione di cittadini e policy maker delle schede” con una serie di dati che vanno dalla dimensione alla spesa totale, a quella per dipendenti e investimenti, fino alle quote di partecipazione.
Per la riorganizzazione delle partecipate - sottolinea Tancredi - si deve partire da dati e informazioni articolate da cui tratte indicazioni di policy”.
Secondo i dati del Sistema Conti Pubblici territoriali il peso delle partecipate locali sulla spesa pubblica totale è calato negli ultimi anni, passando dall'8% di media del 2008 al 6% di media del 2014. I dati sono molto differenziati non solo tra Nord e Sud ma anche tra Regione e Regione. Al top la Valle D'Aosta dove le società degli enti locali rappresentano il 20% della spesa complessiva, ma in altre regioni settentrionali, come Piemonte o Lombardia, si fermano al 6-7%. Minima l'incidenza nel Mezzogiorno dove le percentuali oscillano tra il 4% della Campania e il 2% della Basilicata.
Ora, come si legge sullo stesso portale, si potranno effettuare alcune analisi sull'universo delle partecipate attive al 2013 (in autunno saranno rilasciati i dati 2014), selezionando diversi filtri che, oltre ad alcuni indicatori della spesa finanziaria comprendono anche le caratteristiche anagrafiche delle partecipate, ovvero settore di attività, tipologia e enti partecipanti. Per ciascuna partecipata presente nell'universo è possibile evidenziare una scheda di dettaglio, con le principali informazioni anagrafiche e la distribuzione dei partecipanti pubblici e privati.
Dal sito dell'Agenzia della coesione territoriale
On line il portale web OpenPartecipate

domenica 23 agosto 2015

Tasse: lo Stato centrale spreme tre volte di più degli enti locali. Nell’immaginario collettivo si è diffusa l’idea che in questi ultimi anni governatori e sindaci sarebbero diventati dei nuovi gabellieri. Ma non è così




Un lettore ha inviato questo articolo del Giornale.it

Le tasse nazionali sono tre volte superiori a quelle locali. Nel 2014, come l'ufficio studi della Cgia di Mestre, all’erario sono confluiti ben 379,7 miliardi di euro, mentre nelle casse dei governatori e sindaci sono stati versati solo (si fa per dire) 106,1 miliardi di euro.
Sul totale delle entrate tributarie incassate dalle Amministrazioni centrali, il 60% circa è riconducibile all'Irpef (161,4 miliardi), all'Iva (97,1 miliardi) e all'Ires (31 miliardi).
A livello locale, invece, le imposte più pesanti sono l’Irap (30,4 miliardi di gettito), il combinato di Imu e Tasi (21,1 miliardi), l’addizionale regionale Irpef (10,9 miliardi) e l’addizionale comunale Irpef (4,4 miliardi). Su un totale di 485,8 miliardi di entrate tributarie percepite l’anno scorso dal fisco, il 78% circa è finito nelle casse dello Stato centrale e solo il 22% circa agli enti locali. "Nell’immaginario collettivo - dice Paolo Zabeo della Cgia - si è diffusa l’idea che in questi ultimi anni governatori e sindaci sarebbero diventati dei nuovi gabellieri, mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti". in realtà, le cose non sono andate proprio così. Se è vero che negli ultimi quindici anni le tasse locali sono aumentate del 48,4%, quelle in capo alle amministrazioni centrali sono cresciute del 36,1%. Un po' meno, ma non di molto. "In termini assoluti - prosegue Zabeo -, dalle Regioni e dagli enti locali abbiamo subito un aggravio fiscale di 34,6 miliardi di euro, mentre il peso del fisco nazionale è aumentato di ben 100,7 miliardi". Insomma, se dal 2000 le imposte locali hanno cominciato a correre, quelle erariali hanno registrato in valore assoluto un’espansione molto più vigorosa, con il risultato che le famiglie e le imprese, loro malgrado, sono state costrette a pagare sempre di più.
Per la Cgia di Mestre è doveroso sottolineare che enti locali e Regioni hanno aumentato i tributi in misura superiore ai tagli praticati dal centro: "Un confronto diretto tra la dinamica dei tributi locali e l’andamento dei trasferimenti risulta non del tutto agevole, anche in ragione dell’ampiezza dell’arco temporale considerato ovvero dal 2000 ad oggi". In questo periodo, evidenziano i tecnici della Cgia, sono state introdotte numerose modifiche normative che hanno avuto degli impatti significativi sui rapporti finanziari tra Stato e le amministrazioni locali. "In ogni caso - conclude Zabeo - in questi ultimi anni i trasferimenti correnti statali a beneficio di Regioni ed enti locali sono passati dai 53 miliardi di euro nel 2000 ai 35 miliardi nel 2013, ultimo anno disponibile, con una flessione del 35%, pari a 18 miliardi di euro. Sempre nello stesso periodo, le entrate tributarie a livello locale sono cresciute di 32,6 miliardi. Un importo, quest’ultimo, nettamente superiore ai 18 miliardi di tagli subiti".

mercoledì 20 agosto 2014

Marco Mastacchi: " Lo Stato addebita ai Comuni persino gli '80 euro in busta paga'".



Ci siamo trovati con il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi (nella foto)  a Loiano per  gustare l’ottima cucina dei castanicoltori, impegnati nel riproporre antiche ricette a base di marroni e castagne al fine di recuperale alla tradizione montanara. Si parlava del tempo incerto di questa estate, delle difficoltà in agricoltura per la stagione piovosa e delle numerose ‘bombe d’acqua’ che hanno martoriato il territorio nazionale, a cui si è aggiunta un’altra bomba lanciata dal sindaco, questa volta di tipo amministrativo: il primo cittadino ha detto infatti che i famosi 80 euro che il Governo nazionale ha assegnato ai lavoratori dipendenti li dovranno sborsare i Comuni.

Increduli, abbiamo chiesto a Mastacchi di chiarire meglio.

“Il  decreto 66 del 24 aprile, il cosiddetto decreto Irpef,  che prevede una riduzione del cuneo fiscale sulle buste paga dei dipendenti, all’articolo 8, sotto la voce razionalizzazione della spesa pubblica, prevede un ulteriore taglio dei trasferimenti agli enti locali per finanziare appunto gli  80 euro”.

Beh. La riduzione dei trasferimenti nazionali agli enti locali è un processo in corso da tempo, come fa a dire che l’attuale riduzione è per pagare gli 80 euro?

“E’ già dal 2010 che gli enti locali partecipano in modo consistente alla riduzione della spesa pubblica. In questo caso la riduzione del trasferimento si aggiunge a quello già attuato per l’anno in corso ed è contestuale al finanziamento degli 80 euro”.

Cosa comporta questo secondo taglio annuale per la programmazione economica del suo ente?

 “Monzuno ha già approvato il bilancio del 2014 considerando il primo grande taglio dei trasferimenti di 170.000 euro. Ora a bilancio chiuso dovrà trovare altri 29.000 euro per i quattro mesi che mancano al termine dell’anno solare. L’occasione mi consente di denunciare un trend veramente inaccettabile: negli ultimi 5 anni i trasferimenti al Comune di Monzuno da parte dello Stato sono diminuiti di circa 1 milione e trecento mila euro. Carenze finanziarie in parte sopperite con aumenti di tassazione a carico dei cittadini . Questa è una delle ragioni che hanno portato la pressione fiscale italiana alla percentuale più alta del mondo”.

Dove li troverà questi 29.000 euro che mancano all’appello?

“Bella domanda. Sarebbe consolante avere qualcuno su cui scaricare la ‘patata’ come fa il Governo. Purtroppo siamo gli ultimi della filiera amministrativa e non possiamo passare il cerino a nessuno. Non sappiamo ancora come, ma il risultato dovrà essere raggiunto, per cui non potremo che fare appello al buon senso del padre di famiglia.  Non è da escludere un aumento dei costi dei servizi a carico dei cittadini. Ne consegue che l’amministrazione pubblica con una mano dà e con l’altra prende e in questo gioco vizioso il Governo fa la figura del generoso e il Comune quello del gabelliere”.

Sarà l’ultima brutta novità questa che ci ha raccontato ?

“Speriamo,  anche se recentissime notizie di stampa lo escludono. Nella riforma degli enti locali infatti si nasconderebbe una ulteriore manovra aggiuntiva. Se così fosse,  ancora una volta i Comuni sarebbero costretti a registrare disavanzi per mancati introiti e a dover finanziare tali ammanchi con altri interventi a carico dei contribuenti”.

Il sindaco ha infine informato che il Governatore del Veneto Luca Zaia ha già pronto un ricorso alla Consulta con cui viene impugnato davanti alla Corte Costituzionale il pacchetto di norme che prevedono gli ulteriori tagli agli enti locali.