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venerdì 3 luglio 2020

Prorogate al 31 ottobre le esenzioni ticket per disoccupazione/reddito e per i lavoratori colpiti dalla crisi.

Gli interessati non dovranno recarsi agli sportelli di anagrafe sanitaria

L'Azienda USL di Bologna informa:


Prorogate al 31 ottobre 2020 gli attestati di esenzione ticket per i lavoratori colpiti dalla crisi (codice esenzione E99) e per i disoccupati e familiari a carico (codice esenzione E02) con reddito complessivo inferiore a 8.263,31 euro, che sale a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico. 
Sono oltre 10 mila i cittadini con esenzione E02, ai quali si aggiungono gli oltre 1300 con esenzione E99, nell’area dell’Azienda Usl di Bologna, che si vedranno prorogare automaticamente le esenzioni ticket senza recarsi agli sportelli di anagrafe sanitaria.
La Regione Emilia Romagna, infatti, ha ulteriormente prorogato le esenzioni ticket E02 e E99 al fine di garantire continuità nell’assistenza e limitare gli spostamenti dei cittadini in relazione alle disposizioni in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Si ricorda, infine, che da Novembre 2019 la Regione Emilia Romagna ha reso illimitate le esenzioni per i titolari di assegno sociale (E03) e di pensione minima (E04), che non devono essere quindi rinnovate, a condizione che non si verifichino variazioni al reddito.

mercoledì 14 novembre 2018

Bankitalia, resta in crescita l'economia in E-R

Bene produzione, export e prestiti banche. Cala disoccupazione
 

Da ANSA

Un'economia regionale che continua a crescere, grazie all'andamento positivo di investimenti ed esportazioni, malgrado alcuni segnali di rallentamento. E' quanto emerge dall'aggiornamento congiunturale sul primo semestre dell'anno stilato dalla sede bolognese della Banca d'Italia. Un rapporto che evidenzia un incremento della produzione industriale, delle esportazioni e dei prestiti bancari a imprese e famiglie e, sul fronte del lavoro, una crescita degli occupati e un calo della disoccupazione.
    Secondo i dati dell'istituto - che stima un Pil in progresso dell'1,4% a fine 2018 - nella prima metà dell'anno la produzione industriale è cresciuta del 2,6% contro un +3% a giugno 2017 mentre le esportazioni sono salite del 5,9% (+6,7% nel 2017) ben oltre il +3,7% nazionale.
    Guardando al lavoro il tasso di disoccupazione è diminuito al 6,2% (era al 6,5% a giugno 2017) mentre gli occupati sono aumentati dell'1%. Quanto al credito bancario, è aumentato dello 0,2% alle imprese e del 2,8% alle famiglie.

lunedì 23 gennaio 2017

Solidarietà espansiva: lavorare meno per lavorare tutti. Una risposta al problema della disoccupazione.

di Piergiovanni Alleva
capogruppo regionale l'Altra Emilia – Romagna

Naturalmente mi aspetto che la mia proposta di solidarietà espansiva, specialmente se non studiata approfonditamente, possa dar luogo ad una serie di fraintendimenti ed equivoci. Uno potrebbe essere la difficoltà o impossibilità di finanziamento della misura, l'altro, sul versante diverso, una critica che la intenda come proposta di decrescita anziché di maggior utilizzo degli impianti con aumento della produzione e dell'occupazione. 
In realtà, tra riduzione dell'orario settimanale da 5 a 4 giornate e possibile maggior utilizzo degli impianti in presenza di una domanda aggiuntiva non solo non c'è contraddizione, ma anzi vi è sinergia perché se la settimana lavorativa è di 4 giorni diventa agevole pensare ad un ulteriore turno di lavoratori di nuova assunzione che saturi pienamente la potenzialità degli impianti mentre con l'attuale settimana di 5 giornate la saturazione dovrebbe avvenire per la via improbabile e comunque discriminatoria delle "squadrette week end" (lavoratori a part time, in somministrazione, precari, insomma un'occupazione di serie B che non garantisce un reddito sufficiente).

Ovviamente la proposta di ridurre la settimana lavorativa a 4 giornate, aumentando in parallelo il numero dei lavoratori, non tocca affatto il monte ore lavorato e lascia pertanto intatta la produzione mentre diverso è la riflessione su come aumentarla all'occorrenza con l'istituzione di nuovi turni e per questo, come detto, è opportuno che ogni turno settimanale sia più breve e non esteso fino a 5 giorni.
Altre perplessità, in realtà infondate e generiche, possono riguardare l'esigenza in generale di definire l'organizzazione aziendale moderna prima di toccare il tema degli orari di lavoro, ma resta il fatto che una diversa distribuzione su una platea più ampia di risorse umane dell'insieme delle ore lavorative è criterio che può adattarsi a molti modelli industriali, l'importante è comprendere che un'occupazione più ampia significa anche un mercato più ampio, più ricettivo e più equilibrato. E che non è mai troppo presto per dare una risposta concreta alle troppe persone che hanno perso la speranza di trovare un lavoro anche nella nostra regione.





venerdì 19 luglio 2013

“Voglio una casa e un lavoro, altrimenti kaputt!”. Quarantaquattrenne disoccupato denunciato dai Carabinieri.



Scambia gli uffici sociali per una agenzia di collocamento e, nell’intento di dare forza alla sua richiesta di lavoro, minaccia di uccidere l’impiegata se non gli darà un lavoro e una casa. Invece di una nuova sistemazione ha però trovato una denuncia per interruzione di pubblico servizio e inosservanza delle norme sull’immigrazione. La denuncia ai danni di un marocchino di quarantaquattro anni è stata redatta ieri pomeriggio intorno alle 14, dopo che la centrale operativa del 112 ha ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un impiegata  dei Servizi Sociali di  via Faenza a Bologna. La donna ha riferito ai Carabinieri che un uomo si è presentato allo sportello, minacciando il personale e impedendogli di lavorare. All’arrivo dei militari l’impiegata ha indicato  la presenza di un uomo che si trovava nei pressi delle scale che conducono agli uffici. La stessa ha poi precisato che il soggetto era giunto fino lì con una pretesa inesistente (voleva una casa dal Comune di Bologna e un lavoro) ed al loro giustificato rifiuto di fornirgli quanto richiesto, l’uomo era andato in escandescenza, urlando negli uffici e nei corridoi e minacciando di morte l’impiegata, promettendole che l’avrebbe aspettata fuori dall’edificio per ucciderla. Per intimorirla ancora di più, il marocchino mimava il gesto di tagliarle la gola, urlando: ‘Kaputt!’. I Carabinieri lo hanno tranquillizzato e accompagnato fuori dagli uffici, dove è stato identificato. Il quarantaquattrenne, privo di occupazione, coniugato e incensurato, ha esibito una regolare carta di identità, rilasciata dal Comune di Bologna nel  2009. La persona denunciata è titolare di una Carta di Soggiorno per Stranieri a tempo indeterminato, rilasciata dalla  Questura di Bologna. Alla vicenda hanno assistito altre due impiegate. 




Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna
 

giovedì 18 aprile 2013

Fondo di solidarietà per lavoratori. Iniziative e proposte. La prossima dalla Festa dell'Unità del Chiù.



Il PD di Sasso Marconi informa, in un comunicato del segretario dell’ Unione Comunale Davide Nuvoli, che ancora una volta sarà assicurato  il ricco menù della cucina della Festa Dell’Unità, che si tiene come ogni anno al parco del Chiù, oltre a tutte le  iniziative politiche e ludiche che caratterizzano la festa.
I molti estimatori dell’appuntamento politico, sociale e ricreativo avranno a disposizione ben 17 giorni per soddisfare il loro interesse. La festa avrà inizio il 1° maggio e terminerà il 26,  con qualche piccolo intervallo di chiusura.


Davide Nuvoli
Nuvoli  informa poi dell’iniziativa che darà un valore aggiunto alla festa e una ragione in più per aderirvi. “ Il Pd di Sasso Marconi, insieme a ‘Valore Coop’, ha deciso di proporre all'Amministrazione Comunale di Sasso Marconi l'apertura di un Fondo, in cui  verranno versati parte degli incassi della Festa, volto all'erogazione di tirocini per la formazione dei lavoratori che hanno perso il lavoro. Riteniamo che la formazione rappresenti un investimento strategico per le aziende’ sottolinea Nuvoli, “ e pensiamo che qualità del prodotto e formazione del personale, siano un binomio fondamentale per riuscire a competere nel Mondo”.

La festa si caratterizzerà con un'ampia scelta di generi musicali: dai Giovedì del Chiù con “Montagna di Suono”, ai Venerdì Latini con “Dadaumpa Dance Lab” alle orchestre tradizionali del liscio che si esibiranno il Sabato e la Domenica.
Saranno inoltre presenti le  Associazioni  che si occuperanno del mercatino del riuso e della vendita ad offerta libera di libri usati.
                                   
“Al menù del ristorante”, ha inoltre informato Nuvoli,  “è stato aggiunto un piatto vegetariano composto di sole verdure “a km 0” coltivate a Sasso Marconi; sosterremo inoltre l'Associazione “Libera Terra” acquistando gli spaghetti di sua produzione”

Per visualizzare il programma della FestUnità 2013:             


Eugenio Salamone
Riguardo al fondo di solidarietà per i lavoratori che hanno perso l’impiego, è giunto anche il comunicato del consigliere comunale di minoranza Eugenio Salamone che, aprendo con il titolo ‘Il lavoro prima di tutto’, ha salutato con soddisfazione l’iniziativa del PD di destinare addirittura parte degli introiti della Festa dell’Unità al fondo. L’idea di finanziare corsi di riconversione era stata da lui già proposta qualche tempo fa, come si legge nel comunicato, nel quale dice: “ Ciò mi gratifica poiché di recente ho presentato in commissione bilancio una proposta che va esattamente in questa direzione con la creazione di voucher  lavoro e di tirocini in aziende organizzate a carico del fondo.  Io ed altri consiglieri stiamo lavorando per altre iniziative su questa direzione e ci auguriamo di trovare l’adesione generale". 
"In commissione bilancio", aggiunge Salamone, "ho chiesto di  verificare la fattibilità di istituire un ciclo di corsi professionali ASCOM/Confartigianato proponendo a  esercizi commerciali e imprese sassesi, in accordo con le associazioni di categoria, di favorire esperienze formative che diano la possibilità di arricchire quanti sono alla ricerca di un lavoro, di nuove esperienze. In alternativa, ancora più facile da attuare qualora la risposta del tessuto produttivo sassese non fosse all’altezza delle aspettative, si potrebbero stanziare alcune quote per permettere a cittadini di Sasso Marconi di partecipare ad esperienze di questo tipo già attive presso ASCOM Bologna. In entrambi i casi", prosegue la proposta di Salamone, "si potrebbe chiedere un contributo ad hoc alla Regione per attingere dal fondo formazione in apprendistato. In alternativa il progetto potrebbe essere inserito nelle opere di intervento sociale della fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna”, conclude il consigliere illustrando la sua proposta alla commissione bilancio.

domenica 3 marzo 2013

Marzabotto: il dramma di venti famiglie continua dalla lontana chiusura della Cartiera di Lama di Reno.





Gli orfani di lavoro della Cartiera di Lama di Reno sono la prova che  ‘al peggio non c’è mai fine’.
Tutti infatti ancora a spasso e con nessuna speranza di rioccupazione a breve termine,  i  venti operari della Cartiera di Lama di Reno che avrebbero dovuto essere riassorbiti dall’azienda che, riutilizzando uno dei capannoni della ex Borgo,  opera nel settore del riciclaggio di materiali elettronici: in particolare vi si smontano elettrodomestici e vi si selezionano i particolari recuperabili per essere inviati al riutilizzo. L’azienda fu accolta a braccia aperte e con molta enfasi sia perché si proponeva di risolvere un problema imminente, quello appunto dei 20 senza lavoro che avrebbero dovuto essere assunti con l’incremento dell’attività, sia perché ritenuta l’apripista  per altre aziende attese  per  la  riconversione produttiva  e per il recupero occupazionale  di tutto il grande complesso dell’ex cartiera Borgo.
Invece, non solo non sono seguiti altri arrivi, i venti operai  sono ancora senza lavoro e da due anni privi anche di qualsiasi sostegno economico.  L’azienda impegnata nel riciclaggio utilizza operatori arrivati da altri poli produttivi e i 20 operai sono ormai al dramma. Tutti con età superiore ai 50 anni hanno già terminato i risparmi e il problema esistenziale quotidiano si presenta pesante: il dramma è già una realtà. La delusione è dovuta anche al fatto che l’azienda ha avuto anche agevolazioni e sostegni da parte degli enti pubblici, proprio perché poteva rispondere a una esigenza occupazionale locale.
L’impressione è quella del  ‘raggiro con la falsa promessa di posti di lavoro’.
Della vicenda è stato coinvolto il sindacato che sta valutando l’opportunità addirittura di adire alle vie legali: “Stiamo valutando la vicenda con il nostro legale”precisa Amos Vezzali delegato territoriale della Fiom. “Chi  non ha il lavoro che gli era stato promesso non è neppure un esodato e non ha alcun sostegno sociale essendo gli ammortizzatori sociali per loro ormai scaduti da due anni. Siamo di fronte a situazioni drammatiche, anche se la dignità dei lavoratori li porta a non esternare  questa loro difficilissima situazione”.
 Intanto diventa più che un sussurro la tesi che l’aver voluto opporsi alla proposta di collocare nel sito industriale la Turbogas sia stato un errore. C’era infatti la proposta di ampliare la centrale a gas già presente nello stabilimento per rispondere ai picchi di richieste di energia. Una alzata di scudi generalizzata dei residenti, intenzionati a preservare la salubrità ambientale, ha impedito la realizzazione di questo impianto che avrebbe creato nuovi posti di lavoro per coloro che erano rimasti senza occupazione dopo la chiusura della cartiera.