La partecipazione del
vicesindaco di Marzabotto, Cristina Cuppi, domenica scorsa, alla
sfilata di protesta per la presenza in piazza Maggiore del centro
destra ritenuto ' razzista e fascista', scalda il clima politico
della cittadina della Valle del Reno.
I consiglieri di Uniti per
Cambiare Marzabotto, Morris Battistini e Maria Francesca Carbonaro,
hanno chiesto che il tema venga trattato in un Consiglio comunale
urgente e che Valentina Cuppi si dimetta. Motivano la richiesta scrivendo:
“Seppur senza fascia
tricolore, l'istituzionalità della Cuppi è provata dalla sua carica
di Vicesindaco. Crediamo quindi che non si possa permettere
scivoloni simili. Siamo certi che ogni politico locale ha una propria
identità politica di riferimento nazionale e non ci permettiamo di
certo noi di giudicarla. Altra cosa però è presenziare ad una
contromanifestazione, che per altro seppur con l'intento pacifico, si
sapeva già da giorni poter degenerare facilmente, tanto da obbligare
un sovra potenziamento delle forze dell'ordine a tutela e garanzia di
chi liberamente voleva scendere in piazza ad ascoltare i propri
leader politici.
Nessuno ha mai pensato che il
Vicesindaco non possa presenziare o partecipare a manifestazioni
politiche, anzi. Crediamo proprio che Ella avrebbe dovuto saper
scindere la legittimità di una manifestazione dall'illegittimità di
una contromanifestazione.
Vani i tentativi di voler
motivare e giustificare la presenza del Vicesindaco, come presenza
privata da libera cittadina, perchè allora c'è da interrogarsi su
quando si cessi di essere istituzione e si diventi semplice cittadino
e/o il contrario, no?
Vogliamo davvero giustificare
chi per anni ha combattuto politicamente l'avversario, spiandolo dal
buco della serratura e giudicano in ogni occasione i suoi
atteggiamenti circa le amicizie, le frequentazioni o le feste private
a casa propria? Perchè allora bisogna scegliere da che parte stare,
o si giudica tutto e tutti in ogni momento del giorno e della notte
quando si ricopre una carica istituzionale, oppure no, ed è bene
dichiarare da subito l'incoerenza della propria linea politica tenuta
negli ultimi 20 anni”.


