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martedì 30 giugno 2026

Bretella Reno-Setta, si riaccende la speranza: partiti i sondaggi sulla Carbona-Rioveggio, ma la strada è ancora lunga

 



Forse questa è davvero la volta buona. La bretella Reno-Setta, il collegamento tra Carbona e Rioveggio atteso da decenni, potrebbe finalmente entrare in una fase più concreta. L'avvio dei sondaggi geologici lungo il tracciato, reso noto nei giorni scorsi da Il Resto del Carlino, lascia infatti intendere che il progetto stia compiendo un nuovo passo avanti. Resta però la consapevolezza che i tempi saranno tutt'altro che brevi e che il percorso amministrativo e progettuale presenta ancora numerosi ostacoli.

La notizia dell'avvio delle indagini sul terreno è stata accolta con soddisfazione, ma anche con un certo scetticismo. C'è chi teme che si tratti soltanto di un'iniziativa preliminare destinata a dimostrare che il progetto è ancora all'attenzione degli enti competenti, senza che ciò si traduca, almeno nell'immediato, in decisioni operative.

L'ultimo incontro pubblico dedicato all'opera aveva illustrato lo studio predisposto da Anas, che individuava tre possibili tracciati tra Carbona e Rioveggio. Lo studio era stato presentato come base tecnica sulla quale gli enti locali avrebbero dovuto esprimere le proprie valutazioni, individuando la soluzione ritenuta più idonea. Da allora, tuttavia, non erano emerse notizie né sulla scelta del tracciato né su incontri istituzionali finalizzati a raggiungere una decisione condivisa. Da qui l'interrogativo: quale significato attribuire all'avvio dei sondaggi?

Per fare chiarezza abbiamo interpellato il sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri, uno degli amministratori direttamente interessati dall'opera. Il primo cittadino ha ammesso di essere stato sorpreso dalla notizia, spiegando di non avere ricevuto alcuna comunicazione preventiva da parte di Anas.

Argentieri ha però ribadito con decisione la posizione favorevole del Comune di Vergato alla realizzazione della bretella Reno-Setta, ricordando che anche l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese si è già espressa a sostegno dell'infrastruttura.

«È presumibile – osserva il sindaco – che i sondaggi siano finalizzati a raccogliere tutti gli elementi tecnici necessari affinché gli amministratori possano scegliere il tracciato sulla base di dati completi, valutando vantaggi e criticità di ciascuna soluzione. Si tratta di una decisione particolarmente delicata, anche perché l'area comprende una zona protetta e sottoposta a tutela ambientale.»

Argentieri ricorda inoltre che Anas ha recentemente avviato, senza preavvisare le amministrazioni comunali, analoghe indagini geologiche anche lungo il tratto della strada statale Porrettana tra Vergato e Marzabotto. «Anche in questo caso – conclude – ritengo che si tratti di rilievi tecnici destinati a fornire agli amministratori gli strumenti necessari per assumere decisioni consapevoli.»

Insomma, il "pachiderma" della viabilità della valle del Reno sembra essersi rimesso in movimento, anche se procede con estrema lentezza.

E il ritardo accumulato negli anni è evidente. Le opere attese dal territorio sono numerose e strategiche: dalla soluzione della storica strozzatura della Rupe di Sasso Marconi all'ammodernamento della Porrettana tra Vergato e Sasso Marconi; dal completamento del nuovo casello autostradale di Rioveggio, strettamente collegato alla realizzazione della bretella Reno-Setta, fino al raddoppio della linea ferroviaria Casalecchio-Sasso Marconi, considerato fondamentale per garantire una mobilità moderna a pendolari, studenti e lavoratori dell'intera valle del Reno e non solo.

A queste si aggiunge, secondo diversi amministratori e operatori economici, la necessità di realizzare anche la Bretella delle Ganzole, ritenuta strategica per migliorare il collegamento tra l'Autostrada A1, Pianoro e la sua importante area produttiva.

Non meno urgente è il tema della manutenzione della rete stradale provinciale e comunale dell'Appennino. Senza interventi strutturali e una manutenzione costante, il rischio è quello di penalizzare ulteriormente imprese, attività commerciali e residenti di un territorio che continua a fare della manifattura, dell'artigianato e del turismo una parte importante della propria economia.

La partita della bretella Reno-Setta, dunque, va ben oltre la realizzazione di una singola strada. È uno dei tasselli di un più ampio disegno infrastrutturale dal quale dipende una parte significativa del futuro economico, produttivo e demografico dell'Appennino bolognese. Perché senza collegamenti efficienti sarà difficile parlare davvero di rilancio, di nuovi investimenti e di contrasto allo spopolamento della montagna.

lunedì 23 marzo 2026

Referendum, affluenza alta nelle valli del Reno e del Setta: prevale il NO, ma il territorio si divide

 

 



Partecipazione sostenuta e risultato complessivamente orientato verso il NO: è questa la fotografia che emerge dai comuni delle valli del Reno e del Setta, dove l’affluenza si mantiene su livelli elevati e in linea con il dato regionale dell’Emilia-Romagna, trainato dal capoluogo.

Il quadro complessivo evidenzia una partecipazione diffusa, con punte superiori al 70% a Casalecchio di Reno (71,17%) e Sasso Marconi (71,84%), segno di un forte coinvolgimento civico. Buoni anche i dati negli altri comuni, quasi tutti sopra il 60%, a conferma di un territorio attento e mobilitato sul tema referendario.

Sul piano dell’esito, prevale il NO nella maggior parte dei centri. Risultati netti si registrano proprio nei comuni più popolosi: a Casalecchio di Reno il NO raggiunge il 66,29%, mentre a Sasso Marconi si attesta al 60,49%. Andamento simile a Marzabotto (62,63%) e Grizzana Morandi (61,81%), a indicare una tendenza piuttosto marcata nelle aree di maggiore densità abitativa.

Non mancano però segnali di controtendenza. Il SÌ prevale a Camugnano (56,53%), Gaggio Montano (54,41%) e, seppur di misura, a Castel d’Aiano (51,22%). Si tratta in gran parte di realtà più piccole, dove il voto appare più equilibrato o orientato diversamente rispetto ai centri maggiori.

In diversi comuni il confronto resta serrato: è il caso di Lizzano in Belvedere (49,41% SÌ e 50,59% NO) e San Benedetto Val di Sambro (48,82% SÌ e 51,18% NO), dove lo scarto minimo riflette una comunità sostanzialmente divisa.

Nel complesso, il voto nelle valli del Reno e del Setta restituisce un’immagine articolata: alta partecipazione e un orientamento prevalente verso il NO, ma con differenze territoriali significative tra aree più urbanizzate e comuni montani, che confermano la presenza di sensibilità locali diverse su un tema evidentemente sentito.

Nel dettaglio:

  •                                 Votanti             SI        NO

 

  • Alto Reno Terme:    60,89%          46.19     53.81
  •  Camugnano:            63,46%          56.53     43.47
  • Casalecchio di R.:    71,17%          33,71      66.29
  • Castel d’Aiano:        62,93%          51.22      48.78
  • Castel di Casio:        66.91             46.24      53.76
  • Castiglione dei P.:    65,97%         46.82       53.18
  • Gaggio Montano:     62,57%         54.41       45.59
  • Grizzana Morandi:   65,25%        38.59       61.81
  • Lizzano in Belved.:  66,97%        49.41       50.59
  • Marzabotto:             68,62%         37.37       62.63
  • Monzuno:                63,00%         42.93       57.07
  • San Benedetto:        66,78%         48.82      51.18
  • Sasso Marconi:       71,84%          39.51      60.49
  • Vergato:                 63,26 %         44.64      55,36

lunedì 19 maggio 2025

Appennino Tosco-Emiliano: primo incontro operativo tra le associazioni locali per la valorizzazione delle Valli del Bisenzio, del Reno e del Setta

 


Si terrà domenica 25 maggio alle ore 10, presso il Centro Le Caselline Etrusca (Pian di Setta, Grizzana Morandi ), il 1° Incontro Operativo tra le associazioni dell’Appennino Tosco-Emiliano, dedicato alla cura, valorizzazione e promozione turistica delle valli del Bisenzio, del Reno e del Setta, nell’ambito del progetto "La Via del Ferro Etrusca".

Un’occasione per l’Appennino

L’appuntamento rappresenta un momento di confronto e progettazione comune per rilanciare, in chiave culturale e sostenibile, un itinerario archeologico di oltre 260 km: la Via del Ferro Etrusca. Un percorso tutto da riscoprire, con l’obiettivo di mettere in rete persone, associazioni e risorse del territorio.

Ordine del giorno

  • Benvenuto e introduzione al progetto: perché siamo qui e quale occasione rappresenta questo progetto per l’Appennino.
  • La Via del Ferro Etrusca: riscoperta e rilancio di una via archeologica che attraversa territori ricchi di storia, natura e tradizioni.
  • Obiettivi comuni: cura del paesaggio, valorizzazione culturale e turistica, promozione ambientale e cittadinanza attiva.
  • Presentazione delle realtà presenti: chi siamo, da dove veniamo, cosa offriamo e come possiamo collaborare.
  • Struttura della rete e proposta organizzativa: creazione di gruppi di lavoro tematici (promozione, eventi, accoglienza, paesaggio, scuole, mappature, attività sportive e culturali).
  • Costituzione del Tavolo Permanente della Rete “Via del Ferro Etrusca”.

Primi passi concreti

Durante l’incontro si darà avvio a:

  • Attivazione dei referenti locali per il coordinamento tra le associazioni.
  • Raccolta di adesioni e mappatura collaborativa di sentieri, siti storici, aziende e strutture ricettive.
  • Coinvolgimento delle scuole e delle comunità locali.

Chiusura e brindisi conviviale

La giornata si concluderà con uno spazio di riflessione collettiva e un brindisi conviviale per celebrare l’avvio di una rete fondata su fiducia, rispetto e collaborazione concreta.

Info e contatti:
📞 320 179 3002
📧 arca9bologna@gmail.com

Ogni contributo conta: insieme possiamo fare la differenza.

mercoledì 3 aprile 2024

Il punto sulle ultime indiscrezioni in campo politico nei comuni delle Valli del Reno e del Setta.

 A volte hanno più ‘sale’ della realtà.



Si sta completando il puzzle dei candidati sindaci dei Comuni dell’Appennino che il prossimo giugno dovranno eleggere gli amministratori per il prossimo quinquennio. 

A Casalecchio di Reno sarà una corsa a quattro, per il PD è in campo Matteo Ruggeri, assessore allo sport uscente, si attende l’ufficializzazione della lista Odorici ‘Potere al Popolo’; il candidato del centro destra è Enrico Pasquariello della Lega, quello dei civici è il professor Dario Braga, sostenuto  da Azione di Calenda , lista ‘Centro Sinistra, Verdi, Girasole e ‘ Lista Civica per Casalecchio di Reno’. Il progetto di quest’ultima formazione è partito da un’idea fondante dei Girasoli e dei  Civici Storici guidati da Bruno Cevenini il quale precisa: “La divisione in atto fa ritenere che nessuno del candidati raggiungerà il 50% più uno dei voti dei casalecchiesi e che quindi si andrà al ballottaggio. Noi puntiamo a essere la seconda forza in campo e di essere punto di approdo di tutte le attuali opposizioni.  

A Sasso Marconi la corsa alla poltrona di sindaco sarà a due: Robero Parmeggiani, sindaco uscente, è stato riconfermato candidato della lista civica sostenuta dalla sinistra e giovedì prossimo le opposizione unite ufficializzeranno l’entrata in gioco del proprio  portabandiera.

A Monzuno sarà  una corsa a tre e non a quattro, come annunciato poche settimane fa. Maurizio Recla, proponente della lista civica ‘  Il Movimento per un’Italia Pulita’  avrebbe optato per la rinuncia : la sinistra  ha rinnovato la fiducia a Elisabetta Di Natale e il centro destra più la civica Dimmi al sindaco uscente Bruno Pasquini.  La terza lista sarebbe di sinistra.

A San Benedetto Val di Sambro è stata ufficializzata la ‘ridiscesa in campo ’ del sindaco uscente Alessandro Santoni. Manca la lista di opposizione e c’è chi sostiene che potrebbe addirittura non essere presentata. Scoraggia  la  forte prevalenza del consenso elettorale di cui godrebbe Santoni, tale da pescare anche oltre il proprio campo partitico di riferimento, il centro destra.

Chiuso il cerchio anche a Grizzana Morandi: ufficializzata la riconferma del sindaco uscente a capo di una formazione di centro sinistra e, anche se non ancora dichiarata,  anche il centro destra ha il suo candidato, Aldo Bai .

Bocce ancora in movimento a Marzabotto e a Vergato. Nel primo Comune la sinistra ha due liste di riferimento: quella del sindaco uscente Valentina Cuppi di centro sinistra e una seconda, nata a Pioppe di Salvaro, di estrema sinistra. Si parla però sempre con maggior insistenza di una ricomposizione in una unica lista, quella della Cuppi. Chi manca all’appello è ancora il centro destra che, a sua volta, sembra dividersi fra una lista di novità dirompente che vedrebbe il matrimonio fra Fratelli d’Italia, una componente uscita dal PD e i Cinque  Stelle e una seconda riferita a Forza Italia e  Lega. Ci sono stati  incontri-confronti fra gli esponenti  delle due cordate per valutare una ipotesi di accordo che superasse la divisione e concentrasse tutte le forze di opposizione in una unica formazione, ma non hanno avuto  successo.

Discorso simile per Vergato: ufficializzati i due candidati, quello di centro destra e quello di centro sinistra. E’ ancora possibile però una terza lista che ha fra i proponenti gli insoddisfatti dell’attività politica del  mandato che si conclude. Si parla, anche in questo caso, di contatti alla ricerca di una ‘ricomposizione’ utile a non intaccare i ‘portafoglio elettorale’ dei due contendenti. Non si riesce a ipotizzare quale delle due formazioni già ufficializzate ne avrebbe maggior danno.

Finita la ricerca dei candidati sindaci si cerca ora di concretizzare le formazioni delle liste che formeranno le squadre dei vari candidati. Altro elemento questo che contribuirà, a seconda delle scelte, a portare alla vittoria o meno i contendenti. E’ fortemente gettonato il professor Monaco che in molti vorrebbero appunto nell’elenco: dato in un primo tempo addirittura come candidato sindaco per il centro destra a Sasso Marconi, poi come candidato a Marzabotto nella lista FDI –usciti dal PD più Cinque stelle, non si sa se come candidato sindaco o possibile futuro assessore in caso di vittoria, ora si afferma con certezza che farà parte della squadra di Argentieri a Vergato. Una riconferma poiché, come assessore, è stato a Vergato anche in questo mandato. In definitiva è certo che il professor Monaco è il candidato più conteso della Valle del Reno.

domenica 3 marzo 2024

Come ci si avvicina all'appuntamento elettorale dell'8 e 9 giugno

 Nei comuni delle valli del Reno e del Setta ancora molte incertezze.

Con la presentazione del candidato sindaco sostenuto dal centro destra di venerdì scorso,  Enrico Pasquariello, i cavalli che correranno per il palio elettorale di Casalecchio di Reno  potrebbero già portarsi all’ingresso dei canapi per la chiamata, ma il mossiere tentenna,  è in attesa poiché c’è chi dice che ad entrare in gara arriveranno altri pretendenti al palio di giugno. Si parla con insistenza di una quarta lista organizzata da chi, insoddisfatto da un PD in forte fibrillazione, intende organizzare una nuova lista in alternativa. L'attore proponente sarebbe Marco Odorici, ex consigliere comunale per Rifondazione Comunista. In questo modo tra i canapi si troverebbero in  quattro:  l’erede del sindaco uscente, il cavallo dei  civici casalecchiesi, quello  portato dalla triplice di centro destra e il fantino della quarta lista, non ancora ufficializzata. C’è poi chi dice che addirittura l’elenco non finirebbe qui, altri pretendenti alla poltrona del sindaco potrebbero presentarsi   Sarà interessante vedere le prossime mosse delle formazioni politiche. D'altronde a Casalecchio di Reno è previsto il secondo turno nel caso che nessuna formazione politica ottenga il 50% più uno dei voti. E, stando alle divisioni già consumate fra le opposizioni e quelle che potrebbero arrivare , è da ritenersi che nessuna lista ottenga la maggioranza assoluta dei voti. Ricompattarsi sarà possibile nel secondo turno. Il primo potrebbe servire solo per stabilire chi potrà fare la voce grossa perché maggioritario nella sfera di appartenenza.

Diversa è la situazione negli altri comuni delle valli del Reno e del Setta dove il sindaco sarà quello che ha avuto più voti al primo turno (non è previsto il secondo poiché nessun altro comune supera 15.000 abitanti).

A  Sasso Marconi nulla si muove. Si sa  che la sinistra ha riconfermato il sindaco uscente Roberto Parmeggiani e che le opposizioni hanno deciso di unirsi in una sola lista , ma non si sa chi sarà il capolista e quindi candidato sindaco. Sono girate diverse ipotesi con diversi nomi, ma nulla di certo. Si ipotizza addirittura un nome esterno al Comune.

A Marzabotto la pentola politica bolle ancora in attesa di ciò che farà Morris Battistini che comunque ha confermato con certezza di presentarsi all’appuntamento di giugno con una propria lista sostenuta da Forza Italia e Lega. Se la presenterà sarà una corsa a quattro: due liste di orientamento di sinistra e due, con una che guarda anche a sinistra,  di centro destra. 

Sbuffa invece il treno elettorale di Vergato. Dopo la ufficializzazione del candidato della lista civica di sinistra Adriano Gentilini , si aspetta quella del sindaco uscente e si parla con insistenza di una terza lista che partirebbe da insoddisfazioni seguite al mandato amministrativo che si conclude.

Si è inoltre in attesa della lista che si opporrà a Alessandro Santoni a San Benedetto Val di Sambro e di chi raccoglierà il testimone di Andrea Fabbri a Castiglione dei Popoli. Si racconta che Fabbri punti ad altri impegni amministrativi e quindi non intenderebbe ricandidarsi. L’incertezza dovrà risolversi comunque a breve.

Le bocce non sono ancora ferme anche a Monzuno: tre le liste in campo, quella del sindaco uscente, quella di sinistra con portabandiera la capogruppo uscente della minoranza consiliare, una terza che si dà di ispirazione di sinistra e si parla sempre più con insistenza di una possibile quarta che si proporrebbe di indebolire l’attuale maggioranza. Insomma ci sono ancora molte incertezze e si attendono  evoluzioni anche se i tempi per una campagna elettorale efficace si stanno assottigliando.

Il vice coordinatore provinciale di Forza Italia, Morris Battistini riferisce poi  che a Castel di Casio la gara è  a quattro, due formazioni  di Centro sinistra e due di Centro destra.  Forza Italia deve ancora decidere con quale delle due liste di centro destra  stare.

A Grizzana Morandi, è certa la ricandidatura del sindaco uscente e   il centro destra  sta valutando ancora un possibile candidato sindaco.

A Lizzano in Belvedere il Centro destra  candida Giuliano  Riccioni  e il centro sinistra il sindaco uscente.

A Castiglione dei Pepoli  il Centro destra  unito sosterrà Simone Querzola.

sabato 11 marzo 2023

Viabilità valli del Reno e del Setta. Mastacchi: “Serve una visione complessiva”.

 I ritardi hanno reso anacronistica la proposta in campo


 Il capogruppo di RETE CIVICA, MarcoMastacchi ( nella foto) ,  ha presentato una risoluzione che impegna la Giunta regionale a valutare interventi strutturali da attuare nell’area dell’Appennino, per risolvere gli annosi problemi di viabilità che lo affliggono. 

Mastacchi rileva: "Manca una visione globale che riporti sollievo agli abitanti, a tutti coloro che sono coinvolti nell’intero traffico veicolare e al territorio stesso. Da anni assistiamo a una politica fatta di scelte autoreferenziali che non hanno portato a nulla se non il dilatarsi dei cantieri di opere che oggi risultano superate e del tutto inutili alla vera soluzione del problema. Stiamo assistendo a una proposta viaria della Regione Emilia-Romagna che risulta anacronistica ancor prima di essere realizzata e che nel suo complesso non risolverebbe né le criticità legate ai tempi di percorrenza per arrivare al capoluogo emiliano, né agevolerebbe i transiti provenienti  o diretti in  Toscana, senza contare l‘impatto ambientale”. 

 Mastacchi ha messo nero su bianco in  una risoluzione quale è la sua ricetta dell’importante tematica, determinante nel definire il futuro dell’area Reno Setta e chiede alla Giunta regionale di valutare la realizzazione della Bretella Reno – Setta quale opera strategica e nuovo investimento, finanziabile a tariffa  secondo quanto previsto dagli articoli della Convenzione Unica del 2007 tra Anas e Società Autostrade per l‘Italia e a utilizzare i fondi ora previsti per la realizzazione della riqualificazione della Strada Statale Porrettana fra Vergato e Sasso Marconi, che ammonterebbero a circa 600/700 milioni di euro secondo quanto afferma l’assessore Taruffi, per realizzare lo studio di fattibilità e le relative infrastrutture per il  collegamento fra Pianoro a Sasso Marconi, nelle valli del Savena e del Reno e per il collegamento della Strada Statale 64 con la Strada Provinciale 325, in zona casello autostradale Sasso Marconi sud. Questo porterebbe, sostiene Mastacchi,  alla risoluzione dei problemi legati alla mobilità ordinaria ed alla sicurezza stradale, oltre al rilancio dell’economia e del turismo dell’Appennino Bolognese.

 



Pubblichiamo integralmente  la Risoluzione  “Viabilità in Appennino” sottoscritta da Marco Mastacchi , presidente del Gruppo RETE CIVICA Progetto Emilia-Romagna.

 

Premesso

che il tema  della  viabilità nel  bacino  dell’Appennino bolognese  è  di  grande  attualità, sia  dal  punto   di vista   strutturale che   dal punto   di   vista   delle situazioni   di   emergenza che   si   sono concentrate negli  ultimi anni  e  l’eterna  discussione politica  sulle infrastrutture  da  realizzare si  risolve costantemente con una contrapposizione, fra un intervento e l’altro, fra la realizzazione della bretella Reno-Setta rispetto  al  miglioramento della  Porrettana e  la  realizzazione  del  Passante di Mezzo rispetto al Passante Sud;

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il  passante  di  mezzo, è  una  scelta  antistorica  già  oggi,  infatti chi  viene da Milano  si trova  regolarmente imbottigliato nel  traffico in  condizioni  normali  e  se  poi  c’è  qualche  fiera  si  blocca  tutto: la tangenziale, l’autostrada e la città, mentre  se si verifica un incidente tagliamo in due l’Italia, perché non abbiamo una via alternativa, fra pochi mesi inizieranno i lavori per la realizzazione del Passante  di  Mezzo  e  questo  aumenterà  le  criticità,  considerato  che  anche  adesso  quando c’è  il restringimento anche  solo  di  una  mezza  carreggiata, come  succede  nella zona  dell’aeroporto, il traffico si blocca;

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a una viabilità già precaria, tra qualche mese, si sovrapporrà il cantiere per il tram in città e mentre oggi i veicoli che escono dalla tangenziale entrano in città aumentandone il traffico, domani saranno bloccati in autostrada e troveranno anche la città intasata;

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le   nuove   infrastrutture   che   s’intende   realizzare   non   risolveranno   i   problemi,   che diversamente  potrebbero  essere  risolti  con  il  Passante  Sud,  ma  continueremo  ad  avere  le  stesse criticità  con  un’infrastruttura  già  datata  e  insufficiente  a  smaltire  il  flusso  del  traffico,  che  verrà invece   concentrato   sulla   città   peggiorandone   la   qualità   dell’aria,   già   oggi   compromessa dall’inquinamento  e  inevitabilmente,  se  pur  con  grande  ritardo,  questo  porterà  a  riconsiderare l’ipotesi della chiusura dell’anello a sud di Bologna;

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distribuendo il traffico su due direttrici l’impatto verrebbe “diluito” e le emissioni in galleria, con le moderne tecnologie, potrebbero essere trattate e filtrate, abbattendo così la concentrazione  in atmosfera e accorciando la direttrice sud-ovest e viceversa (Firenze A1 – A14 mare), riducendo ancor  di  più  le  emissioni  considerato  che  questo  tratto  autostradale,  secondo  gli  studi  effettuati  intercetta  già  oggi,  circa  il  20%  del  traffico,  senza  considerare  l’incremento  di  traffico  che intercetterebbe da e per Milano;

 

Evidenziato che

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il 9 febbraio 2023 al lago di Brasimone, nel comune di Camugnano, è stata presentata l’intera  road map dei progetti il "Programma di sviluppo sostenibile Sistema Appennino”, quale strumento di governo che mette a sistema politiche e interventi per la nostra montagna;

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sulla Valle del Reno esistono ormai sedimentate negli anni, diverse criticità che rendono la viabilità  un  percorso  ad  ostacoli,  che  vanno  dalla  chiusura  della  statale  325  per  lavori  in  corso  in località  Gardelletta,  al  casello  di  Rioveggio  interrotto  a  più  riprese  nel  2012  e  nel  2019  e  ancora incompleto, al cantiere per i lavori di decostruzione e costruzione del Ponte Da Vinci, i lavori sulle gallerie della A1 di Monte Mario sempre a Sasso Marconi e per finire con il mancato collegamento tra  Pianoro  e  Sasso  Marconi  nelle  valli  del  Savena  e  Reno,  a  ciò  si  aggiungono  periodicamente ulteriori  criticità  come  ad  esempio  il  distacco  del  materiale  roccioso  in  località  La  Rupe  di  Sasso Marconi verificatosi a novembre 2022;

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il collegamento tra le vallate del Reno e del Setta, fra la Carbona e Pian di Setta o Rioveggio, rappresenterebbe  la  soluzione  ottimale  per  ridurre  i  tempi  di  percorrenza  e  per  collegare  questi territori in cui la viabilità risulta essere difficile, oltre che per garantire livelli più adeguati di sicurezza e competitività a tutto vantaggio dei cittadini e delle oltre 400 imprese insediate sul territorio;

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l’Assessore  Taruffi,  ha  recentemente  sostenuto,  che  la  Regione  “non  è  a  conoscenza  dei contenuti dello studio realizzato da Autostrade per l’Italia sulla bretella Reno-Setta” mentre sarebbe  auspicabile che il nostro Ente, rispetto ad un progetto già dichiarato prioritario dal Governo si attivi, seguendo l’esempio dei sindaci di Castel di Casio, Gaggio Montano, Monghidoro, Monzuno, Vergato e  San  Benedetto  Val  di  Sambro,  per  chiedere  al  Ministero  un  incontro  per  visionare  lo  studio elaborato da Autostrade;

 

Atteso che

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il progetto elaborato dai tecnici di Anas su richiesta della Regione prevede, per un costo di circa  600/700  milioni  di  euro,  un  intervento  di  oltre  20  chilometri,  da  Vergato  a  Sasso  Marconi  e prima  della  Rupe  di  Sasso,  e  ipotizza  un  collegamento  della  Strada  Statale  64  con  la  Strada Provinciale  325,  nei  pressi  del  casello  autostradale  Cinque  Cerri,  ma  nel  suo  complesso  non risolverebbe    le  criticità  legate  ai  tempi  di  percorrenza  per  arrivare  al  capoluogo  emiliano,   tantomeno agevolerebbe i transiti provenienti dalla Toscana, senza contare l‘impatto ambientale a seguito della realizzazione delle infrastrutture  e la necessità di dover poi costruire diversi viadotti sopra i corsi d’acqua per agevolare il passaggio;

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il  miglioramento  del  tempo  di  percorrenza  fra  Alto  Reno  e  Bologna  realizzando  invece  la bretella  Reno-Setta  consentirebbe  una  viabilità  veloce,  in  grado  di  collegare  i  due  punti  in  circa 35/40 minuti (A.Reno-Carbona 15’ – Carbona-Valle del Setta A1 10’ – Valle del Setta-Casalecchio di Reno  15’)  e  dimezzerebbe  i  tempi  attuali  di  percorrenza,  al  contrario  della  riqualificazione  della  Porrettana che migliorerebbe il tempo di percorrenza soli di pochi minuti;

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non si può inoltre continuare ad ignorare il problema della necessità di un miglioramento del collegamento tra Pianoro e Sasso Marconi nelle valli del Savena e Reno, anche se nel recente studio fattibilità della Città Metropolitana, relativo al miglioramento del collegamento fra Pianoro e Sasso Marconi nelle valli del Savena e del Reno, si legge che “gli effetti del collegamento sarebbero di fatto solo  a  beneficio  del  traffico  diretto  dal  versante  est  alla  rete  autostradale,  quindi  per  un  numero molto limitato di utenti”, perché è opinione consolidata che questa riflessione non corrisponde ai disagi che  rilevano quotidianamente coloro che vivono in quei territori, i soli a rendersi conto del reale miglioramento che avrebbe la viabilità con la realizzazione del collegamento delle Ganzole;

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il  medesimo  intervento  finanziario,  circa  600/700  milioni  di  euro,  se  indirizzato  alla realizzazione del  collegamento di Pianoro a Sasso Marconi, nelle valli del Savena e del Reno e del collegamento  della  Strada  Statale  64  con  la  Strada  Provinciale  325,  coadiuvato  anche  con  la realizzazione  della  Bretella  Reno    Setta,  finanziata  invece  quest’ultima  a  “tariffa”,  quale  nuovo investimento  ai  sensi  del  combinato  disposto  degli  artt.  19,  21  e  22  della  Convenzione  Unica  del 2007 tra Anas e Società Autostrade per l‘Italia, garantirebbe diversamente dal progetto regionale una riduzione dei tempi di percorrenza da e per il capoluogo bolognese, agevolando nel contempo il transito dei mezzi pesanti della vicina Toscana e svincolerebbe il finanziamento di circa 600/700 milioni  di  euro,  che  potrebbe  essere  utilizzato  per  realizzare  a  stralci  il  collegamento  fra  la Porrettana  e  il  casello  di  Sasso  Marconi  (per  risolvere  il  nodo  della  Rupe)  e  un  intervento  sulle Ganzole (vedi allegato con le due proposte);

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per dare sviluppo e futuro all’Appennino Bolognese è fondamentale garantire servizi, scuole, sanità, e potenziare le infrastrutture materiali e immateriali, assicurando un’adeguata viabilità che permetta  a  quel  territorio  di  non  rimanere  isolato,  mentre  oggi  la  tortuosità  della  strada  già  in condizioni  normali  rende  complicato  il  passaggio  dei  TIR,  che  creano  lunghe  file,  dovendo  salire quasi a passo d’uomo sui tornanti e i problemi si complicano quando nevica e c’è ghiaccio, come è successo nello scorso mese di gennaio, dove si sono verificati diversi casi di blocco del traffico in soli due giorni;

1

 Art.19 Formula revisionale della tariffa media ponderata, Art.21 Componente X investimenti, Art.22 Componente per la remunerazione dei nuovi investimenti non inseriti alla data del 3 ottobre 2006 nel piano finanziario vigente alla stessa

data, dello “Schema di Convenzione Unica ai sensi dell’art 2 commi 82 e segg. del Dl 3 ottobre 2006 N. 262 convertito dalla legge 24 novembre 2006 N.286 e s.m.i”

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è necessario coordinare tutti gli investimenti tenendo conto comunque che il rafforzamento della  linea  ferroviaria  rappresenta  ad  ogni  modo  una  soluzione  più  che  ottimale  e  anche  più compatibile  a  livello  sia  economico  che  ambientale,  oltre  che  essere  in  linea  con  le  direttive dell’Unione Europea;

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l’assessore Corsini rispondendo alla mia interrogazione “oggetto 1584” relativa alla Bretella, ha affermato che rimane “sempre valida la possibilità di esplorare la fattibilità tecnico-economica di nuove soluzioni trasportistiche, qualora se ne ravvisi la necessità per risolvere particolari criticità, anche  in  variante  agli  strumenti  pianificatori  vigenti“  e  che  oggi  appare  più  che  opportuno, considerato  il  susseguirsi  dei  disagi  sulla  viabilità  dell’Appennino,  realizzare  il  collegamento  di Pianoro a Sasso Marconi nelle valli del Savena e del Reno e costruire sia la Bretella Reno – Setta che il  collegamento  della  Strada  Statale  64  con  la  Strada  Provinciale  325,  per  dare  finalmente  una soluzione anche al nodo della Rupe sulla statale di Sasso Marconi;

 

Impegna il Presidente e la Giunta Regionale

a valutare, per una riduzione dei tempi di percorrenza da e per il capoluogo bolognese, la  realizzazione  della  Bretella  Reno    Setta,  quale  opera  strategica  e  nuovo  investimento finanziabile   “a   tariffa”   secondo   il   combinato   disposto   degli   artt.   19, 21   e   29  della Convenzione Unica del 2007 tra Anas e Società Autostrade per l‘Italia,  per la risoluzione dei  problemi  legati  alla  mobilità  ordinaria  ed  alla  sicurezza  stradale,  oltre  che  per  il  rilancio dell’economia e del turismo dell’Appennino Bolognese

ad utilizzare i fondi ora previsti per la realizzazione della riqualificazione della Strada Statale Porrettana  fra  Vergato  e  Sasso  Marconi,  che  ammonterebbero  a  circa  600/700  milioni  di euro,  secondo  quanto  afferma  l’assessore  Taruffi,  per  realizzare  lo  studio  di  fattibilità  e  le relative infrastrutture per il  collegamento fra Pianoro a Sasso Marconi, nelle valli del Savena e del Reno e per il collegamento della Strada Statale 64 con la Strada Provinciale 325 in zona casello autostradale Sasso Marconi sud, per una riduzione dei tempi di percorrenza da e per il capoluogo e per il transito dei mezzi e utili anche per un rilancio turistico ed economico dell’Appennino,  considerato  che  l’economia  montana  attualmente  risulta  sempre  più penalizzata da una viabilità ormai datata e risalente ai primi del ‘900. 

Primo firmatario

Marco Mastacchi