Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Referendum. Mostra tutti i post

lunedì 23 marzo 2026

Referendum, affluenza alta nelle valli del Reno e del Setta: prevale il NO, ma il territorio si divide

 

 



Partecipazione sostenuta e risultato complessivamente orientato verso il NO: è questa la fotografia che emerge dai comuni delle valli del Reno e del Setta, dove l’affluenza si mantiene su livelli elevati e in linea con il dato regionale dell’Emilia-Romagna, trainato dal capoluogo.

Il quadro complessivo evidenzia una partecipazione diffusa, con punte superiori al 70% a Casalecchio di Reno (71,17%) e Sasso Marconi (71,84%), segno di un forte coinvolgimento civico. Buoni anche i dati negli altri comuni, quasi tutti sopra il 60%, a conferma di un territorio attento e mobilitato sul tema referendario.

Sul piano dell’esito, prevale il NO nella maggior parte dei centri. Risultati netti si registrano proprio nei comuni più popolosi: a Casalecchio di Reno il NO raggiunge il 66,29%, mentre a Sasso Marconi si attesta al 60,49%. Andamento simile a Marzabotto (62,63%) e Grizzana Morandi (61,81%), a indicare una tendenza piuttosto marcata nelle aree di maggiore densità abitativa.

Non mancano però segnali di controtendenza. Il SÌ prevale a Camugnano (56,53%), Gaggio Montano (54,41%) e, seppur di misura, a Castel d’Aiano (51,22%). Si tratta in gran parte di realtà più piccole, dove il voto appare più equilibrato o orientato diversamente rispetto ai centri maggiori.

In diversi comuni il confronto resta serrato: è il caso di Lizzano in Belvedere (49,41% SÌ e 50,59% NO) e San Benedetto Val di Sambro (48,82% SÌ e 51,18% NO), dove lo scarto minimo riflette una comunità sostanzialmente divisa.

Nel complesso, il voto nelle valli del Reno e del Setta restituisce un’immagine articolata: alta partecipazione e un orientamento prevalente verso il NO, ma con differenze territoriali significative tra aree più urbanizzate e comuni montani, che confermano la presenza di sensibilità locali diverse su un tema evidentemente sentito.

Nel dettaglio:

  •                                 Votanti             SI        NO

 

  • Alto Reno Terme:    60,89%          46.19     53.81
  •  Camugnano:            63,46%          56.53     43.47
  • Casalecchio di R.:    71,17%          33,71      66.29
  • Castel d’Aiano:        62,93%          51.22      48.78
  • Castel di Casio:        66.91             46.24      53.76
  • Castiglione dei P.:    65,97%         46.82       53.18
  • Gaggio Montano:     62,57%         54.41       45.59
  • Grizzana Morandi:   65,25%        38.59       61.81
  • Lizzano in Belved.:  66,97%        49.41       50.59
  • Marzabotto:             68,62%         37.37       62.63
  • Monzuno:                63,00%         42.93       57.07
  • San Benedetto:        66,78%         48.82      51.18
  • Sasso Marconi:       71,84%          39.51      60.49
  • Vergato:                 63,26 %         44.64      55,36

domenica 22 marzo 2026

Referendum, seggi aperti oggi e domani: affluenza al 14% alle 12 (dato parziale).

 



 

Urne aperte per il referendum sulla giustizia. Gli italiani sono chiamati a esprimersi sul referendum confermativo della legge costituzionale recante «Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare».

I seggi restano aperti oggi fino alle 23 e domani, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15. Secondo i dati del Viminale, gli aventi diritto al voto sono 51.424.729, di cui 5.477.619 residenti all’estero. Trattandosi di un referendum confermativo, non è previsto il raggiungimento del quorum.

Alle ore 12 l’affluenza si attesta intorno al 14%. Il dato, in continuo aggiornamento sul portale Eligendo del Viminale, è al momento riferito a circa il 25% delle sezioni.

lunedì 9 giugno 2025

Referendum, urne riaperte in tutta Italia fino alle 15

Il quorum è lontano, affluenza intorno al 22%. Meloni al seggio ieri sera. Mattarella a Palermo. Secondo giorno di voto anche per i ballottaggi comunali



Urne riaperte in tutta Italia fino alle 15 per la seconda giornata di voto sui 5 referendum su lavoro e cittadinanza.

Si vota fino alla stessa ora anche per i ballottaggi nei 13 Comuni sopra i 15mila abitanti, tra cui Taranto e Matera, e nei 7 Comuni in Sardegna al primo turno, tra cui Nuoro.

L'affluenza dei votanti per i 5 quesiti referendari alle 23 di ieri è di circa il 22%. E' quanto si legge sul sito del ministero dell'Interno. I seggi si sono chiusi alle 23 e sono stati riaperti questa mattina alle 7 per restare aperti fino alle 15.

L'affluenza per le elezioni nei 13 Comuni nei quali si deve scegliere il sindaco, alle 23 è complessivamente di circa il 35,9%. In calo rispetto al primo turno quando era andato a votare il 45,82% di elettori. 

 

Un dato quello dell'affluenza in linea con l'ultima tornata referendaria - quella del 2009 sulla legge elettorale - in cui si votò su due giorni come quest'anno e in cui tuttavia non fu raggiunto il quorum. Ai seggi si sono recati tutti i leader che sostengono i quesiti ed anche la premier Giorgia Meloni che però ha detto di non voler ritirare le schede per non far raggiungere il quorum. A votare è andato anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo seggio di Palermo.

Diverse le violazioni del silenzio elettorale e le polemiche da parte del Comitato promotore dei referendum per il fatto che in alcune sezioni i presidenti di seggio abbiano chiesto preventivamente agli elettori se volessero ritirare o meno tutte e 5 le schede.
Il Viminale ha comunicato un'affluenza alle 12 tra il 7,41 e il 7,43%, lontana dalla soglia del 10% che storicamente assicura il raggiungimento del quorum. Un dato che, guardando i numeri del Ministero dell'Interno, è condizionato soprattutto dal Sud e dalle isole dove a votare sono andati davvero in pochi. La Regione più astensionista è la Calabria con il 10,14% alle 19.

Mentre la più presente alle urne è la Toscana con il 22%, che alle 19 supera l'Emilia Romagna che si ferma al 21,21%.
Nell'ultima tornata referendaria in cui il quorum fu raggiunto, quella del 2011 sull'acqua pubblica, il dato segnò l'11,64% a Mezzogiorno, salito poi al 30,33% alle 19, mentre quest' anno alla stessa ora l'affluenza si ferma al 16% nei 5 quesiti. I promotori auspicano che lunedì gli elettori andranno alle urne "per far sentire la loro voce" e rendere validi i referendum.

Tutti i leader dei partiti che sostengono la consultazione, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Riccardo Magi votano di buon ora, invitando sui social i cittadini a fare altrettanto. Maurizio Landini, il padre dei 4 referendum sul lavoro, vota a San Polo d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, rispettando il silenzio elettorale. Anche Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati si reca al seggio, ma annuncia di aver detto NO a tutte e 5 le domande. Le polemiche tuttavia non riguardano solo le violazioni del silenzio elettorale. Il comitato promotore invia una lettera al sindaco di Roma Gualtieri e al Prefetto lamentando che alcuni presidenti di seggio chiedono "preventivamente agli elettori" se vogliano o meno ritirare tutte le schede. E "tale domanda potrebbe risultare orientativa e turbativa" sostiene il Comitato. Altre disfunzioni si registrano a Roma a Trastevere, a Via dei Genovesi, dove i seggi sono al primo piano, senza ascensore, il che rende impossibile l'accesso agli anziani e ai disabili che protestano. Il problema si risolve quando una giornalista della Rai chiama le telecamere a riprendere il disservizio. A quel punto il personale addetto allestisce in tutta fretta un seggio al piano terra e gli anziani possono così votare dopo oltre 3 ore di attesa. A Sala Consilina, la novantacinquenne signora Rosa va a votare in sedia a rotelle senza alcuna difficoltà. Dal referendum del 2 giugno 1946, dice di non aver "mai saltato un voto e finché posso - dichiara ai giornalisti presenti - continuerò a farlo". Nell'isola di Giannutri, nell'arcipelago toscano, dove non ci sono seggi e dove il traghetto per il Giglio passa solo il giovedì, il sindaco organizza a spese del comune il trasporto per i 15 aventi diritto, ma solo due di loro ne approfittano. Costo dell'operazione: 1.200 euro, spesa che il sindaco Armando Schiaffino, chiede inutilmente al Ministero dell'Interno di sostenere. 

(ANSA)

sabato 22 aprile 2023

I referendum di 'Italia per la Pace'


 

Dante Franchi scrive: 

  

Parte oggi, sabato 22 aprile,  la possibilità di firmare per tre Referendum con i quali gli Italiani potranno far pesare il proprio pensiero sulle spese militari e sui conflitti di interesse che gravano sul sistema sanitario.

Nell’ultimo Documento di Programmazione Economica il Governo ha ridotto di 2 miliardi la spesa Sanitaria per il 2023 e aumentato di 12 miliardi la spesa Militare.

In pratica cresce l’investimento per strumenti di morte, che forniamo ai paesi in guerra, a discapito della salute e della qualità di vita.

E’ l’ora di dire STOP ALLA GUERRA e di dare invece un forte segnale, attraverso una consultazione popolare impegnativa per il governo, per porre fine alla fornitura di armi e per prestare una doverosa attenzione alla salute, evitando l’ingerenza dei privati nella pianificazione della spesa sanitaria.

·       L’esito favorevole del primo quesito comporterà l’arresto della fornitura dei mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari italiani in Ucraina.

·       L’esito favorevole del secondo quesito referendario comporta l’impossibilità per i nostri governi di emanare norme che autorizzino la fornitura di materiali di armamento ai Paesi in stato di conflitto armato.

·       L’esito favorevole del terzo quesito referendario comporterà l’esclusione dei privati dai tavoli annuali di pianificazione della spesa sanitaria pubblica, attualmente prevista invece dalla Legge 502/1992, per consentire un più libero investimento di risorse sanitarie adeguate orientandole unicamente all’interesse pubblico. 

A questo punto la parola passa ai Cittadini!!

 

ü  Ogni Elettore può facilmente firmare nel proprio Comune negli orari d’ufficio!

 

ü  Può firmare altresì online accedendo alla piattaforma itAgile.it con lo SPID!

 

 

ü  Ai banchetti che saranno allestiti nelle piazze d’Italia da volontari con la presenza di Certificatori autorizzati.

 

mercoledì 16 febbraio 2022

Ammissibili 4 referendum: Incandidabilità, misure cautelari, separazione funzioni di magistrati, elezione togati CSM

 

La Corte costituzionale ha proseguito oggi in Camera di consiglio l’esame sull’ammissibilità dei referendum cominciato ieri.

In attesa del deposito delle sentenze, previsto nei prossimi giorni, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha finora ritenuto ammissibili i seguenti quesiti referendari:

1) Abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità

2) Limitazione delle misure cautelari

 3) Separazione delle funzioni dei magistrati

4) Eliminazione delle liste di presentatori per l’elezione dei togati del CSM

I suddetti quesiti sono stati ritenuti ammissibili perché le rispettive richieste non rientrano in alcuna delle ipotesi per le quali l’ordinamento costituzionale esclude il ricorso all’istituto referendario.

I lavori della Corte proseguono con l’esame dei rimanenti quesiti referendari.

(Segnalato da Dubbio)

lunedì 21 settembre 2020

Appennino. Vince ovunque il SI con percentuale schiacciante

Risultati definitivi del referendum costituzionale del 20-21 settembre



 

                                                          SI         NO

 

Bologna                                          57.24      42.76                                                                              Alto Reno Terme                            72.83       27.17

Camugnano                                    71.24       28.76

Casalecchio di Reno                       66.33       33.67

Castel d'Aiano                                70.16       29.84

Castel di Casio                               73.25        26.75

Castiglione dei Pepoli                    74.89        25.11

Gaggio Montano                            76.00        24.00

Grizzana Morandi                          70.02        29.88

Lizzano in Belvedere                     71.44        28.56

Loiano                                            72.49        27.51

Marzabotto                                     69.17        30.83

Monghidoro                                   68.64         31.36

Monte San Pietro                           69.42         30.58

Monzuno                                        69.06         30.94

Pianoro                                           68.15         31.85

San Benedetto Val di Sambro        79.39         20.61

Sasso Marconi                               67.18          32.82

Valsamoggia                                  70.79          29.82

Vergato                                           71.85         28.15

Zola Predosa                                  69.22         30.78


Fonte Ministero dell'Interno

 

domenica 20 settembre 2020

Referendum costituzionale

Percentuali affluenza alle ore 23 di domenica 20 settembre



Bologna prov. 43,95

Alto Reno Terme             35,54

Camugnano                     34,40

Casalecchio diu Reno      44,69 

Castel d'Aiano                 40,08

Castel di Casio                37,66

Castiglione dei Pepoli     37,22

Gaggio Montano             36,99

Grizzana Morandi           41,08

Lizzano in Belvedere      42,56

Loiano                             39,56

Marzabotto                      43,76

Monghidoro                    37,30

Monte San Pietro            45,91

Monzuno                         36,18

Pianoro                            44,24

San Benedetto V. di S.    36,95

Sasso Marconi                44,66

Valsamoggia                   42,98

Vergato                           36,63

Zola Predosa                  46,79

 

Fonte Ministero dell'Interno

venerdì 11 settembre 2020

REFERENDUM: IL M5S DOMANI IN 27 PIAZZE DELL’EMILIA-ROMAGNA PER IL SÌ AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI REFERENDUM

In occasione del #VotaSìDay che si terrà domani, sabato 12 settembre , in tutta Italia per informare i cittadini sul voto per il referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari in programma il 20 e il 21 settembre, in Emilia-Romagna sono al momento 27 le piazze dove saranno allestiti i banchetti (

La mappa dei banchetti, aggiornata in tempo reale, è disponibile al seguente indirizzo:

https://partecipa.ilblogdellestelle.it/t/activism/c/votasiday/#mappa

 

Il Gruppo Assembleare MoVimento 5 Stelle informa che i portavoce del MoVimento parteciperanno ai banchetti presenti per spiegare e sostenere le ragioni del Sì alla riduzione del numero dei parlamentari. L’incontro con i cittadini servirà anche a raccontare le tante leggi approvate e le iniziative di risparmi di costi della politica messe in campo in questi anni dal Movimento 5 Stelle che, fino ad oggi, ha rinunciato e restituito oltre 113,7 milioni di euro.  

Tutti i luoghi e gli orari dei banchetti per il Sì al referendum organizzati dal MoVimento 5 Stelle (in continuo aggiornamento) sono disponibili all’indirizzo sopra riportato


ELENCO BANCHETTI #VOTASìDAY SABATO 12 SETTEMBRE

EMILIA-ROMAGNA


Rimini

Piazza Tre Martiri, ore 9 - 12


Ravenna

Piazza Benigno Zaccagnini, ore 9-13

Piazza XX Settembre, ore 10-13


Alfonsine (RA)

Piazza Antonio Gramsci, ore 9-12,30


Cervia (RA)

Piazza Carlo Pisacane, ore 9 -12,30


Faenza (RA)

Piazza del Popolo, 8 – 12


San Lazzaro di Savena (Bo)

Ore 9-12


Dozza (BO)

Via Emilia Ponente, 10-14


Castel San Pietro (BO)

Piazza Giovanni XIII 35, 15.30-19


Castenaso (BO)

Via Nasica 4, ore 9-12


Baricella (BO)

Via Savena Vecchia, 262/1, ore 9-12


Casalecchio di Reno (BO)

Via Porrettana, ore 9-12


Valsamoggia (BO)

Bazzano, ore 10-13


San Giovanni in Persiceto (BO)

Piazza del Popolo, 9-13.30

Ferrara

Corso Martiri della Libertà, 10.30-13


Modena

Via A. Casoli 25, ore 9-19


Castelfranco Emilia (MO)

Corso Martiri 10-12.30


Nonantola (MO)

Via Piave, ore 15-17


Bastiglia (MO)

Piazza della Repubblica, 16-19.30


Mirandola (MO)

Via Maestri del Lavoro, 9.30-12.30


Vignola (MO)

Via Giuseppe Mazzini, ore 16-19


Formigine (MO)

Ore 9-12,30


Soliera (MO)

Via Geminiano Loschi, ore 9.30-12


Carpi (MO)

Piazza Martiri, ore 10,30-12,30


Concordia sulla Secchia (MO)

Piazza Repubblica, ore 14-18


Rubiera (RE)

Via Emilia Ovest, ore 9,30-12,30


Castellarano (RE)

Piazza XX Luglio, 9.30-12

 

domenica 6 settembre 2020

Per il referendum, apertura straordinaria dello sportello elettorale di Casalecchio di Reno

In occasione del referendum popolare di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020, confermativo del testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», lo Sportello elettorale in Municipio (via dei Mille 9) osserverà le seguenti giornate di apertura per il rilascio delle tessere elettorali, dei duplicati e dei tagliandi adesivi:
  
·         da lunedì 7 a venerdì 11 settembre dalle ore 8.00 alle ore 13.30;
·         sabato 12 settembre dalle ore 8.30 alle ore 12.00;
·         da lunedì 14 settembre a giovedì 17 settembre dalle ore 8.00 alle ore 13.30;
·         venerdì 18 e sabato 19 settembre dalle ore 8.00 alle 18.00;
·         domenica 20 settembre dalle ore 7.00 alle ore 23.00;
·         lunedì 21 settembre dalle ore 7.00 alle ore 15.00.

sabato 1 febbraio 2020

Il Presidente della Repubblica ....

Dubbio segnala il Decreto emanato del Presidente 
della Repubblica 

  
 
E' indetto il referendum popolare confermativo avente 
 il  seguente quesito:  
  «Approvate  il  testo  della  legge  costituzionale 
concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della 
Costituzione in materia di riduzione del numero dei
parlamentari", approvato  dal  Parlamento  e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica 
italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?». 
  I relativi comizi sono convocati per il giorno di 
domenica 29 marzo 2020. 
  Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta 
Ufficiale della Repubblica italiana. 
 
    Dato a Roma, addi' 28 gennaio 2020 

giovedì 23 gennaio 2020

Sì al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari

Dalla Corte Suprema di cassazione:
 
Si comunica che l’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, con ordinanza depositata in data odierna, ha dichiarato che la richiesta di referendum sul testo di legge costituzionale recante “modifica degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, sorretta dalla firma di 71 Senatori, è conforme all’art. 138 Cost. ed ha accertato la legittimità del quesito referendario dalla stessa proposto.

lunedì 11 novembre 2019

Saremo chiamati a dire la 'nostra' sul taglio dei parlamentari

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Corte  suprema  di  cassazione  ha  raccolto  a  verbale  e  dato  atto  della
dichiarazione resa da 10 cittadini italiani, muniti  dei  certificati
comprovanti la loro  iscrizione  nelle  liste  elettorali,  di  voler
promuovere la raccolta di almeno 500.000 firme di elettori prescritte
per la seguente richiesta di referendum di  cui  all'art.  138  della
Costituzione:  «Approvate  il  testo   della   legge   Costituzionale
concernente "Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della  Costituzione
in materia di riduzione del numero dei parlamentari",  approvata  dal
Senato della Repubblica, in seconda  votazione,  con  la  maggioranza
assoluta dei suoi componenti, nella seduta  dell'11  luglio  2019,  e
dalla Camera dei deputati, in seconda votazione, con  la  maggioranza
dei due terzi dei suoi componenti, nella seduta dell'8 ottobre  2019,
il cui testo e'  stato  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?». 
    Dichiarano  di  eleggere  domicilio  presso  lo   studio   legale
dell'avvocato Alessandro Coluzzi in via di  Villa  Pepoli,  4  -  cap
00153    Roma -    e-mail:     a.coluzzi@studiolegalecoluzzi.it     -
alessandro.coluzzi@avvocato.pe.it 

 

giovedì 24 novembre 2016

Referendum: venerdì manifestazione dei 'Centristi per il Sì' e 'Fare!' a Bologna, con Casini, Galletti, Tosi e Marino.


Domani, venerdì 25 novembre, i 'Centristi per il Sì' e 'Fare!' organizzano a Bologna una manifestazione a sostegno delle ragioni del referendum costituzionale.

Illustra la riforma il prof. Giovanni Guzzetta, ordinario di Diritto Costituzionale dell'Università di Roma Tor Vergata. Seguono gli interventi del leader di 'Fare!' Flavio Tosi, del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti e del senatore Luigi Marino. 

Le conclusioni sono affidate a Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato.

L'appuntamento è fissato alle 18.30 all'Hotel Savoia Regency (Via del Pilastro, 2)



venerdì 18 novembre 2016

Le ragioni del 'No alla riforma costituzionale' del centrodestra.

di Galeazzo Bignami

In vista del Referendum del 4 dicembre abbiamo ritenuto doveroso organizzare un convegno dal titolo 'Le Ragioni del NO alla Riforma Costituzionale' che si terrà lunedì 21 novembre, alle 21, all’Hotel Europa a Bologna.

Coloro che vorranno approfondire l’argomento potranno parlarne, oltre che con me, con Antonio
BALDASSARRE, presidente emerito della Corte Costituzionale, Annamaria BERNINI, vicepresidente Gruppo Forza Italia al Senato, Daniela MEMMO, docente ordinario della Facoltà di Giurisprudenza e Elio Massimo PALMIZIO, Coordinatore Regionale FI Emilia-Romagna.

mercoledì 19 ottobre 2016

Monzuno. Il 'NO' alla riforma costituzionale si presenta.

Francesco Manieri informa che venerdì prossimo, 21 ottobre, alle 20.30, nella sede dell'ANPI di Monzuno (presso la stazione ferroviaria di Vado), si presenterà il comitato per il 'No alla Riforma Costituzionale' di Monzuno, nato il 26 settembre scorso.

Nell'incontro l'amico Andrea Marchi spiegherà le ragioni del NO, analizzando e chiarendo alcuni articoli della Costituzione oggetto della riforma che necessitano di una analisi approfondita poiché possono essere non chiari o di difficile comprensione.

Il Comitato ha un proprio indirizzo di Posta elettronica: comitatonomonzuno@gmail.com e una Pagina Facebook dove è possibile anche scaricare il documento costitutivo.


lunedì 17 ottobre 2016

Flop della 'FUSIONI COMUNI' alla consultazione referendaria. M5S: “ADESSO SI RISPETTI IL VOTO DEI CITTADINI”.

Il Movimento 5 Stelle ha inviato un commento sui risultati delle consultazioni referendarie su progetti di fusione in 16 Comuni. Sono stati chiamati ad esprimersi oltre 61.500 cittadini residenti in cinque diverse province dalla regione Emilia Romagna e l'esito non è stato quello sperato dai proponenti.
 
Se si esclude la fusione tra Mirabello-Sant’Agostino a Ferrara, dove la prevalenza dei Sì è stata netta, tutti gli altri progetti di fusione hanno visto prevalere i No – spiega Andrea Bertani ( nella foto) , consigliere regionale del M5S, – sia come voto complessivo sia come numero dei Comuni contrari. E anche nel caso del referendum di Mondaino-Montegridolfo-Saludecio, quest’ultimo Comune ha votato contro la fusione. Si tratta a nostro avviso di uno schiaffo a quel sistema, creato e voluto dal PD e da SEL, che ha avuto la sua realizzazione nella nuova legge sulle fusioni votata e approvata in Regione qualche mese fa che di fatto ha svuotato di importanza il voto dei cittadini. Anche se le nuove regole in teoria non dovrebbero essere applicate nei Comuni che ieri sono andati alle urne, ora il rischio che qualcuno decida di forzare la mano è altissimo. Assieme alla nuova legge, infatti, fu approvato anche un ordine del giorno firmato da SEL e da Fratelli d’Italia che potrebbe ribaltare l’esito del voto attraverso il parere dei Consigli comunali.  I referendum sulle fusioni falliscono quando non c’è informazione e coinvolgimento dei cittadini fin dall’inizio del percorso, ben prima del referendum, ma in fase preparatoria. Se si calano dall’alto decisioni prese nelle segrete stanze e si utilizza il solito ricatto dei soldi per influenzare il voto, i cittadini rispondono di No. Inoltre se la maggioranza avesse accettato le nostre proposte, che prevedevano tra l’altro il proseguimento dell’iter di fusione fra i soli Comuni del Sì, adesso non ci troveremmo davanti a questo pericolo. Una confusione che rischia di annullare anche processi di fusione giusti o addirittura indispensabili”. 
 

martedì 27 settembre 2016

Monzuno: fusione sì, fusione no.

Sabato prossimo, 1 ottobre, alle 16,  nella Sala Civica a Vado di Monzuno, sopra il negozio della Coop, si terrà un incontro sul tema 'fusione dei comuni'. L'incontro si propone di chiarire  quali sono i reali benefici di una fusione di comuni e qual i le controindicazioni.
 Dopo la relazione del professor Zamagni seguirà una tavola rotonda con i sindaci del territorio.


Nell'annuncio del convegno è inserita anche la scheda per il referendum  con cui i cittadini di Monzuno potranno indicare la loro proferenza sulla fusione, se sì o no e eventualmente con chi.