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lunedì 4 febbraio 2019

I Castanicoltori dell'Appennino bolognese hanno il numero 3 del loro notiziario

Renzo Panzacchi, presidente del Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese, informa:

Il numero 1/2019 del notiziario "Castanicoltura sostenibile", contenente numerose informazioni e notizie utili e di attualità, è stato postato sul web ed è quindi consultabile.

Nelle ultime pagine si potrà leggere il programma del Convegno sulla Castanicoltura che si svolgerà in Regione lunedì 18 febbraio prossimo.

Si tratta di un incontro atteso da tempo e molto ricco di contenuti. 
L'invito è quello di partecipare numerosi. Chi potrà esserci, non resterà deluso. 

 

venerdì 16 novembre 2018

Il futuro del castagneto appare roseo: la lotta al 'bacato' dà ottimi risultati

A Castiglione dei Pepoli un convegno sugli esiti della sperimentazione. La lotta alle cidie, farfalle che minacciano il raccolto delle castagne, presenta nuove prospettive: dopo due anni di sperimentazione è disponibile un prodotto biologico che permette di recuperare fino al 25% della produzione

Riceviamo

Si terrà domani, sabato 17 novembre, alle 15, nella sala consiliare di Castiglione dei Pepoli, il convegno dal titolo “La lotta al bacato del castagno”. Saranno presentati la metodologia e i risultati di due anni di sperimentazione effettuata dal Consorzio Castanicoltori dell’Appennino bolognese contro la cidia (o tortice), un insetto le cui larve provocano la nascita di frutti cosiddetti “bacati”.
Si tratta di piccole farfalle che d’estate depongono le uova sui ricci. Le larve penetrano nei frutti poi estendersi all’interno, provocando danni che possono raggiungere il 50% e oltre del raccolto.
Il controllo delle cidie con il contenimento fisico-meccanico o i trattamenti insetticidi spesso si rivela poco efficace o eccessivamente oneroso. Negli ultimi anni però la ricerca universitaria ha condotto alla realizzazione di un nuovo prodotto ecosostenibile: un filo bio-degradabile impregnato di feromoni specifici che, rilasciati nell’ambiente per un paio di mesi, impediscono l’accoppiamento degli insetti adulti e diminuiscono la quantità di larve.

Relatori del convegno saranno il presidente del Consorzio Castanicoltori Renzo Panzacchi, Benedetto Accinelli della ISAGRO Spa, l'azienda che produce il prodotto biologico impiegato contro le cidie e Massimo Bariselli del Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna.

«Abbiamo avviato da un paio d’anni la sperimentazione contro le cidie nel territorio di Loiano e i risultati sono più che positivi. I dati di cui disponiamo al momento parlano di un calo delle castagne “bacate” dal valori compresi tra il 35-45% del raccolto al 18-20%» spiega Renzo Panzacchi. «Si tratta di un recupero di quasi il 25% della produzione che ha delle ricadute economiche notevoli. Il tutto senza l’uso di prodotti chimici o pesticidi, con un sistema biologico. Il prodotto ormai è disponibile anche nell’area dei comuni dell’Unione dell’Appenino bolognese per cui contiamo di incontrare i castanicoltori per spiegarne le potenzialità».


venerdì 19 ottobre 2018

I Castanicoltori guardano al futuro con fiducia.

La raccolta dei marroni nell'Appennino bolognese è andata molto bene. Una delle migliori degli ultimi 15 anni,” riferisce il presidente del Consorzio Castanicoltori Renzo Panzacchi ( nella foto) a sottolineare che la 'nottata' per la produzione castanicola si presume poassata. “Non è ancora finito il raccolto ma si può già registrare un ottimo successo sia per la quantità sia per la buona calibratura del prodotto”. Il presidente sottolinea poi come fra i fattori protagonisti del successo vi sia l'esito positivo della lotta biologica contro la vespa cinese che ha raggiunto gli obiettivi prefissi. L'Emilia Romagna in assoluto è la regione che ha avuto i migliori risultati. “ Finito il dramma della vespa siamo tornati ai vecchi problemi, il più impattante dei quali è il 'bacato' del marroni cui i produttori sono storicamente rassegnati per un danno del 35-50% abituale”, continua Panzacchi. “Portatrici del flagello sono le cidie le quali escono dai ricci bacati dopo il raccolto, svernano nel terreno, riemergono in forma di farfalla a fine giugno per deporre le uova che danneggiano i nuovi ricci. Il metodo per contenerle è risultato la confusione sessuale che disorienta il maschio cosicchè il maschio non si accappia con la femmina, la quale produce quindi uova non fertili. Il ferormone, rimane attivo per circa 3 mesi. La novità è arrivata da un progetto di ricerca portato avanti dall'Università del Molise. Il risultato è finalmente una realtà e le prime sperimentazioni indicano come sia molto efficace. Ecodian-CT, questo il nome del confusore, è in via di sperimentazione anche a Loiano e i primi dati già ufficializzati sono più che soddisfacenti: dal 45 di quest'anno di bacato dei castagneti non trattati siamo scesi al 18 %.

Il discorso sulla salute del castagneto sull'Appennino è continuoto con alcune nostre domande:

Da sin. Andrea Degli Esposti di Coldiretti, Renzo Panzacchi ,  Assessore  Simona Caselli, Barbara Panzacchi sindaco Monghidoro e Lazzari della CIA
Croce e delizia dell'agricoltura di montagna è la presenza di animali selvatici di grossa pezzatura, come va per la castanicoltura ?

La migliore risposta ce l'ha data domenica scorsa l'assessore regionale all'agricoltura e caccia, Simona Caselli, al convegno dedicato al futuro dell'agricoltura in montagna, tenutosi a Monghidoro. Ha annunciato che il prossimo 5 novembre diviene operativo il nuovo piano faunistico regionale che prevede 'l'eradicazione del cinghiale' in tutta la fascia collinare e montana, confinandolo al solo crinale montano”.

Sarà poi vero ?

Vogliamo crederci poiché l'assessore con la sua abitale chiarezza ha sempre dimostrato in numerose circostanza di 'parlare ' a ragione veduta e di far seguire alle parole i fatti”.

I produttori dell'Appennino bolognese possono quindi guardare al futuro con fiducia ?

Si può certamente dire che siamo usciti da un tunnel lungo 15 anni. Gli anni peggiori sono alle spalle. Novità interessante e di grande rilievo è compresa nel nuovo regolamento di polizia forestale. Ha semplificato gli interventi per la cura e il ripristino dei castagneti. Il ringiovanimento delle piante con la capitozzatura è possibile senza formalità e permessi. E' considerata ordinaria manutenzione. Questo grazie alla sensibilità e quindi al supporto dell'assessore Caselli e al lavoro di sensibilizzazione portato avanti del direttivo del consorzio”.

Ultima nota che l'occasione mi permette e che voglio sottolineare con forza, è l'auspicio che il ritorno alla buona produzione dei castagneti dell'Appennino possa limitare l'immissione sul mercato locale di prodotti non nazionali la cui qualità non è minimamente confrontabile con quella del marrone biondo dell'Appennino bolognese”.

domenica 15 gennaio 2017

Anche la Francia all'attacco della vespa cinese.

L'ottimo lavoro fatto dal Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese, non solo ha portato a un deciso contenimento del flagello vespa cinese, ma è anche diventato un modello di interesse sovranazionale: una delegazione di venti castanicoltori francesi sarà infatti, martedì 17 e mercoledì 18, in visita sul nostro Appennino per capire come sviluppare anche da loro una strategia di lotta biologica alla vespa cinese seguendo la metodologia applicata dai produttori dell'Appennino bolognese.
Il 'flagello' dei castagneti

Lo ha riferito con grande soddisfazione il presidente del Consorzio bolognese, Renzo Panzacchi, che racconta come è avvenuto il 'gemellaggio' tra i produttori italiani e francesi:

Il logo dei castanicoltori francesi
Nello scorso mese di settembre, quando ho partecipato ad un convegno internazionale sulla castanicoltura che si è tenuto in Francia ad Alés, nell'Ardéche, mi sono reso conto che il problema vespa cinese è ancora molto sottovalutato, proprio perchè l'infestazione non è ancora "esplosa" in tutta la sua virulenza.

Ma, come esperienza ci insegna, è solo questione di tempo. Nel corso di alcune visite a castagneti delle Cevennes ho cercato e trovato varie galle di vespa cinese e le ho mostrate ai partecipanti al convegno, suscitando molta curiosità e interesse.

Adesso però qualche associazione di produttori ha deciso di capire cosa occorre fare per combattere la vespa e, sapendo degli ottimi risultati ottenuti in Emilia Romagna, e nel Bolognese in particolare, hanno deciso di venire ad imparare tecniche e metodi.

Attraverso l'AREFLH, un'organizzazione Europea che associa le regioni che producono frutta (in questo caso marroni e castagne), hanno preso contatto con il rappresentante Italiano, il Dott. Luciano Trentini, che ha chiesto il nostro aiuto.

Il Consorzio Castanicoltori dell'Appennino Bolognese si è messo a disposizione e da questa collaborazione è nato l'incontro conoscitivo e informativo che avrà il seguente svolgimento:

Martedì 17 
ore  8 - Visita al CAAB per capire le dinamiche del mercato di marroni e castagne.
ore 10 - Incontro in Regione con alcuni funzionari dell'Assessorato Agricoltura. In particolare con la Dott.ssa Nicoletta Vai e il Dott. Massimo Bariselli, che con successo hanno gestito l'intero progetto di lotta biologica alla vespa cinese. Saluto dell'Assessore, dott.ssa Simona Caselli.
Nel pomeriggio, visita ai castagneti di Castel del Rio, unico marrone IGP della Regione.

Mercoledì 18
ore 9 - A Loiano, visita al centro regionale di moltiplicazione del Torymus (l'antagonista della vespa) e incontro con i soci del Consorzio Castanicoltori per dimostrazioni di tecniche di innesto e di potatura.
ore12.30 - Pranzo alla trattoria "Carlet" di Monghidoro con un menù realizzato con il Marrone biondo e la sua farina.

Si tratta di una magnifica occasione per fare conoscere il nostro territorio e i nostri prodotti al di fuori dei limiti consueti. E anche di un'ottima occasione per dimostrare che nel Bolognese si sono ottenuti risultati straordinari nella lotta alla vespa cinese.




lunedì 5 dicembre 2016

Il marrone biondo dell'Appennino bolognese conquista la Svizzera.

di Renzo Panzacchi
presidente del Consorzio Castanicoltori Bolognesi.

Il Marrone Biondo è 'ospite d'onore' della bellissima città Svizzera di Montreaux fino al 24 dicembre. La cittadina, situata sulla riva nord del lago di Ginevra, organizza ogni anno “Montreaux Noel”, il più grande mercatino Natalizio d’Europa, che richiama decine di migliaia di visitatori da tutto il mondo.
 

Montreaux Noel offre ai visitatori un fronte di due chilometri e mezzo di chalet espositivi colmi di prodotti di ogni tipo e ogni anno ospita un paese straniero, che quest’anno è l’Italia.
Alcuni soci del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese hanno coraggiosamente deciso di partecipare a questo grande evento internazionale portando a Montreaux il Marrone Biondo e tanti altri prodotti dell’Appennino.
Si tratta delle Aziende agricole “Il Casone” di Lorenzini Luigi e Sandra Battacchi (di Monghidoro) e Giulio Buganè (di Loiano) che insieme alle rispettive famiglie si alterneranno fino alla vigilia di Natale.
Non è stato facile superare le infinite richieste delle autorità Svizzere, che in materia di agroalimentare hanno idee chiare ma soprattutto intransigenti. Ma i nostri non si sono scoraggiati e dal 24 novembre scorso hanno aperto lo chalet in cui propongono i loro prodotti e una quantità di leccornie dell' Appennino.
 
In particolare stanno riscuotendo grande successo le caldarroste di Marrone Biondo, sapientemente preparate da Luigi Lorenzini e da Giulio Buganè. I più golosi sono i turisti Giapponesi e quelli Americani, seguiti dai Francesi, dai Tedeschi e dagli Svizzeri.
Oltre alle caldarroste i visitatori acquistano il Marrone Biondo fresco (precedentemente “annegato”), le castagne secche, la dolcissima farina e una serie di dolci preparati con la farina di Marrone Biondo: il castagnaccio, i biscotti e gli zuccherini montanari.
La farina di Marrone Biondo ha incontrato l’apprezzamento di alcuni chef francesi e di un ristoratore di New York che vorrebbero acquistarla per i propri locali.
Grazie dunque a Luigi Lorenzini e Giulio Buganè che con questo successo sono diventati veri ambasciatori all’estero della castanicoltura del nostro Appennino. 



 

lunedì 23 maggio 2016

I CASTANICOLTORI MONZUNESI HANNO TREMATO, MA LA GRANDE PAURA E' PASSATA.

Di Renzo Panzacchi
presidente Consorzio Castanicoltori.

Si è temuto che un nuovo flagello si fosse abbattuto sui castagni dell'Appennino bolognese. Una presenza incredibilmente numerosa di impattanti coleotteri ha completamente spogliato tutti gli alberi di una vasta area, lasciando solo i rami nudi come fosse 'passato un incendio'.

E' stata quindi, quella appena trascorsa, una settimana di allarme rosso per la castanicoltura del nostro Appennino.
L’emergenza è fortunatamente rientrata venerdì 20 maggio, ma si sono vissuti giorni di autentica fibrillazione.
L’allarme è scattato martedì 17 quando in un castagneto di Monzuno si è manifestata una forte infestazione di un grosso insetto che il castanicoltore non è riuscito ad identificare.
Un secondo sopralluogo effettuato mercoledì 18 ha messo in evidenza la rapidissima diffusione dell’insetto che in sole 24 ore aveva divorato le chiome di una decina di castagni lasciandoli completamente senza foglie. Una visione impressionante.
Si è temuto il peggio, anche perché l’esperienza vissuta negli ultimi otto/nove anni a causa della vespa cinese ha lasciato nei castanicoltori un ricordo indelebile e il solo pensiero che ci si potesse nuovamente trovare davanti all’ennesimo insetto “alieno” è stato istintivo, e comprensibile.
D’altra parte proprio durante il convegno sulla Castanicoltura che si è svolto a Pianoro Sabato 14 Maggio, l’argomento delle specie “aliene”, che in un modo o nell’altro arrivano nel nostro paese provenendo prevalentemente dall’Asia, era stato presentato dal Dott. Massimo Bariselli con toni preoccupati.
Gli “alieni”, tra cui molti insetti, e la vespa cinese è uno di questi, si sviluppano in modo incontrollato perché non trovano da noi i loro antagonisti naturali, cioè i loro nemici, provocando danni ingenti sia in campo agricolo sia in quello animale.
Davanti a quanto stava accadendo a Monzuno il Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese ha perciò allertato il SFSR (servizio fitosanitario della regione) , inviando una serie di foto e una preoccupata descrizione degli effetti ben visibili.
Il SFSR ha immediatamente riconosciuto l’insetto che, fortunatamente, non è “alieno” ma indigeno e quindi abituato a trovare nell’ambiente i suoi predatori. Il suo nome scientifico è Melolontha melolonta, ovvero il comune Maggiolino, da non confondersi con la coccinella (quella rossa con i puntini neri), che è invece un insetto utile perché si nutre di afidi delle piante.
Quello che è apparso molto insolito al SFSR è stata la vastità dell’infestazione e il conseguente rapidissimo deperimento del castagneto.
E in effetti nella giornata di giovedì 19 due ettari su tre del castagneto infestato erano praticamente stati divorati, e l’attività degli insetti sembrava inarrestabile.
Venerdì 20, nel corso del sopralluogo effettuato proprio dal Dott. Massimo Bariselli era già visibile il rallentamento dell’attività dell’insetto, che stava probabilmente concludendo il suo ciclo vitale.
Il Maggiolino è un coleottero e, va detto chiaramente, non è un parassita specifico del castagno, ma è un divoratore di foglie, di tutte le foglie. Se invece di un castagneto avesse trovato un pioppeto o un querceto o un bosco misto, si sarebbe nutrito di quelle foglie.
Difficile se non impossibile stabilire le cause di tanta virulenza, soprattutto in Appennino. Fenomeni simili sono noti ma sempre in pianura.
Tuttavia, un anziano castanicolture presente al sopralluogo ricordava un episodio simile verificatosi 40/50 anni fa sempre nell’area di Monzuno.
Il castagneto divorato dai maggiolini per quest’anno non potrà ovviamente produrre granchè, ma il danno non è irreversibile e già quest’anno si assisterà ad una ripresa, se pur lenta, dei castagni.
Dunque una grande paura, fortunatamente risoltasi bene.






mercoledì 30 luglio 2014

Castiglione dei Pepoli. Il punto sulla 'caccia' alla vespa cinese.




Renzo Panzacchi ( nella foto), presidente del Consorzio Castanicoltori dell’Appennino Bolognese, informa dell’incontro che si terrà nella sala consiliare del Comune di Castiglione dei Pepoli, domani, giovedì 31 luglio alle 21, per illustrare i risultati dell’attività messa in atto per combattere la ‘vespa cinese’.  Il terribile parassita di origine asiatica, è giunto recentemente  fino in Europa, dove ha potuto prolificare indisturbato perché ha trovato un ambiente privo di competitori naturali e ha potuto così mettere in atto tutto il suo potenziale impattante per la coltura del castagno.  


Da tempo si sono mobilitati enti preposti, centri di studio e categorie professionali, oltre al Consorzio Castanicoltori,  per creare una situazione ambientale che contenga la presenza della vespa cinese.

Giovedì il resoconto su questa attività. 



martedì 26 novembre 2013

Rai 3 e la castanicoltura.




Renzo Panzacchi, presidente del Consorzio Castanicoltori, informa:

Nei giorni scorsi una troupe di RAI 3 Regione ha chiesto supporto al nostro Consorzio per realizzare un servizio su alcune criticità della castanicoltura.
Ieri sera è andata in onda una prima informazione all'interno del TG Regione delle 19, che potete vedere collegatevi al link: 

 Oppure collegarvi al sito del TG3 Emilia Romagna e cliccando sotto il riquadro a dx sull' ARCHIVIO video, dove troverete l'elenco dei TG che si possono rivedere. Aprite il TG EMILIA ROMAGNA EDIZIONE DELLE 19.30 del 24/11/2013.

 Prossimamente andrà in onda un servizio più ampio all'interno del programma di RAI 3 ‘PRODOTTO ITALIA’. 

La  data esatta non è ancora decisa, ma dovrebbe essere trasmesso la mattina di sabato prossimo  30 novembre o la mattina del sabato successivo, 7 dicembre.