Domenica scorsa nelle Varsellane, fra Monte Pastore e Medelana, si è rischiato uno scontro a randellate per la raccolta di marroni sul ciglio della strada da parte di alcuni ‘cercatori’ occasionali.
Il proprietario del castagneto ha recintato il suo prezioso lotto ricco di generosi castagni, non sul confine fra la strada e il suo terreno, ma un po’ più all’interno per evitare che in caso di neve la massa bianca spinta ai lati dai mezzi spazzaneve raggiungesse la recinzione e la danneggiasse. I cercatori della domenica, nella convinzione che la rete metallica percorresse il confine, hanno invaso il tratto fra la strada e la recinzione approfittando con soddisfazione e avidità della bella distesa del pregiato ‘marrone biondo dell’Appennino bolognese’. Il conduttore del castagneto, appena si è accorto della presenza di raccoglitori, è intervenuto con decisione precisando che lo stavano derubando. Al contrario gli occasionali cultori del marrone delle Varsellane non mollavano l’osso, convinti che la raccolta fosse lecita perché al di fuori della cinta delimitante. A loro non è sembrata attendibile la precisazione del proprietario del castagneto che la recinzione era volutamente tenuta a distanza della strada. Ne è seguito un battibecco che via via è aumentato di tono fino addirittura a far comparire randelli di castagno.
Fortunatamente tutto si è concluso con la perdita di
alcune manciate di marroni per il conduttore del castagneto e con la delusione
dei turisti della raccolta fortuita, rimasti tra l’altro nella convinzione di
essere stati cacciati ingiustamente.
Il tema meriterebbe comunque di essere affrontato: chi per tutto l’anno cura un castagneto non può perdere il frutto del suo lavoro perché, anche se legittimamente in alcuni casi, arriva chi si appropria dei suoi frutti senza aver fatto nulla per coltivarli.
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