Con il titolo provocatorio ‘LA SANITÀ MODELLO COMINCIA A PUZZARE’, la Lega Nord di Bologna ha inviato:
Liquami in sala operatoria al Rizzoli. Erano le 7 di
ieri quando le tubature della fogna sono esplose inondando le sale operatorie 8
e 9, mentre era in corso un intervento nelle sale attigue (la sei e la sette).
Il giorno prima, nelle stesse sale era
intervenuta la Global Service per operazioni di spurgo tubature, con tanto di
nulla osta rilasciato alla direzione sanitaria al termine dell’intervento.
Notizia e tempistiche sono confermate dal sistema informatico del Rizzoli, che
riporta anche i nomi dei chirurghi coinvolti.
“La tanto decantata sanità modello di Bologna e dell’Emilia Romagna incomincia a puzzare”, ha detto il capogruppo leghista e consigliere regionale Manes Bernardini. “L’incidente, all’indomani di un intervento sulle tubature, è quantomeno anomalo. Preoccupa inoltre che il fattaccio sia accaduto mentre nelle sale adiacenti era in corso un’operazione in libera professione - non urgente e differibile -, che non sarebbe stata sospesa nemmeno a disastro in corso. Solo al termine della seduta sarebbe stata contattata la Global service per il ripristino della piena funzionalità delle sale operatorie del blocco 1 nord”. Il consigliere conclude: “Una vicenda che puzza e che fa strabuzzare gli occhi di fronte all’allarmante situazione della giungla sanitaria del nostro territorio”
“La tanto decantata sanità modello di Bologna e dell’Emilia Romagna incomincia a puzzare”, ha detto il capogruppo leghista e consigliere regionale Manes Bernardini. “L’incidente, all’indomani di un intervento sulle tubature, è quantomeno anomalo. Preoccupa inoltre che il fattaccio sia accaduto mentre nelle sale adiacenti era in corso un’operazione in libera professione - non urgente e differibile -, che non sarebbe stata sospesa nemmeno a disastro in corso. Solo al termine della seduta sarebbe stata contattata la Global service per il ripristino della piena funzionalità delle sale operatorie del blocco 1 nord”. Il consigliere conclude: “Una vicenda che puzza e che fa strabuzzare gli occhi di fronte all’allarmante situazione della giungla sanitaria del nostro territorio”
