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domenica 9 giugno 2013

Attilio Fanini parla del Poligono di Tiro di Vergato.


Attilio Fanini

Lo ‘scompiglio mediatico’ e la reazione violenta a volte ‘decisamente  sopra le righe’ degli animalisti e dei contrari alla caccia dovuto all’annuncio che, alla  gara di tiro per armi a canna rigata che termina oggi domenica 9 giugno al Poligono di Tiro di Vergato,  era stato messo in palio l'abbattimento di un capriolo da sorteggiarsi fra tutti i partecipanti, risponde oggi il presidente del Poligono Attilio Fanini per precisare i ‘termini della questione’ e per sottolineare, in modo piuttosto sorpreso e amareggiato, che la lettura incompleta dei fatti ha creato una serie tale di incomprensioni e fraintendimenti che hanno portato a una marea di telefonate, a volte molto offensive e a volte con il tono di chi è convinto di parlare con gli operatori di un ‘mattatoio’. Qualcuno ha creduto infatti che il capriolo venisse abbattuto all’interno del poligono.  

“Non è così” precisa il presidente. “Il capo messo in palio, fra l’altro dall’Atc e non da noi, è uno di quelli compresi nell’elenco stilato dagli organi preposti al controllo della presenza dei selvatici in natura. I capi considerati in sovranumero vengono abbattuti dai selecontrollori e, se questi non riescono ad abbatterli tutti, interviene la Polizia Provinciale poiché il numero dei selvatici presenti deve essere quello ‘pattuito’ dagli organi di controllo. Tutti gli anni infatti si valuta tecnicamente e con severi controlli l’eccesso di selvatici e si interviene perché questa presenza non rechi danni eccessivi alle attività dell’uomo. Il capriolo messo in palio fa parte di questo contingente”.

Abbiamo voluto capirci di più e gli abbiamo chiesto, qual è allora l’attività del poligono ?

“ La nostra attività è duplice. La prima, di tipo sportivo: alleviamo le giovani generazioni al tiro. Molti campioni nazionali e non solo sono passati da noi. Uno per tutti, Nicolò Campriani, medaglia d’oro e d’argento alle olimpiadi di Londra, che ha iniziato ed è cresciuto a Vergato. L’altra, di tipo istituzionale: certifichiamo, dopo opportuna preparazione e severe  verifiche, l’abilitazione all’uso e maneggio delle armi, certificazione indispensabile per chi va a caccia, o detiene armi per uso personale o di trasporto”.

Da dove deriva allora questa diffidenza nei vostri confronti ?

“C’è chi ci confonde con la caccia e chi è contrario alla caccia è  insofferente alla tematica ‘armi’ a 360 gradi. Si tratta invece di un preconcetto che deve essere superato”.

Come si può superare?

“Innanzitutto va capita una cosa importante. Si sono volute inserire in Appennino specie di fauna non autoctona i cui elementi sono cresciuti di numero in modo esponenziale. Un intervento dell’uomo per garantire il necessario equilibrio ambiente – animale – uomo è indispensabile. Avviene in tutti i principali e più attenti paesi europei.”

 E il fraintendimento nei vostri confronti da dove deriva?

"Si è creduto fondamentalmente che avvenisse un abbattimento in poligono, ma non è così. Si è creduto inoltre che fosse un premio con uccisione di un capo aggiuntivo, ma non è così. Il capo è compreso nel contingente da abbattere, assegnato ai cacciatori in base al censimento sulla presenza faunistica. Censimento che, come detto, viene fatto ogni anno al fine di individuare il numero di capi da eliminare per raggiungere l’equilibrio necessario.”

L’effetto mediatico che ha avuto la notizia del premio, che conseguenze ha avuto per la vostra attività ?

“Ci sentiamo ingiustamente colpiti da una valanga di insulti, per di più in forma anonima, che ha reso ovviamente le giornate di gara particolarmente pesanti. Il poligono ha una funzione di aggregazione per il mondo venatorio e di preparazione per un utilizzo corretto, cosciente e capace delle armi, funzione questa di enorme importanza.”


Vuole aggiungere qualcosa da dire ai vostri detrattori ?

 “La caccia è regolata da leggi nazionali e regionali e da regolamenti provinciali cui i cacciatori si attengono. Oggi compiono, per la funzione di cui ho già detto, un’azione di interesse generale. Se i cacciatori si fermano, si ferma anche l’Appennino.”