mercoledì 22 luglio 2026

Simile al caso del gioielliere: sventa un furto sparando ai ladri, ma viene denunciato. Custode nei guai

 



Un caso che richiama quello del gioielliere finito sotto inchiesta dopo aver reagito a un assalto. Stavolta è accaduto a Crespellano, dove un custode di 63 anni ha messo in fuga una banda di ladri esplodendo diversi colpi con un revolver calibro .357 Magnum durante un tentativo di furto in un'azienda elettromeccanica. I malviventi sono scappati abbandonando sul posto furgoni e refurtiva, ma al termine degli accertamenti sono scattate le denunce anche nei confronti dello stesso custode.

L'episodio si è verificato alle prime luci dell'alba di sabato 19 luglio 2026. L'allarme antintrusione dello stabilimento è scattato alle 6:16 e il 63enne, domiciliato in un locale adiacente all'azienda, è uscito per verificare cosa stesse accadendo impugnando il proprio revolver calibro .357 Magnum.

Secondo quanto riferito ai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Casalecchio di Reno, l'uomo si è trovato di fronte un individuo alla guida di un muletto che stava caricando bobine di rame verso due furgoni, con l'aiuto di alcuni complici. Il custode ha raccontato che, una volta scoperto, il conducente del muletto avrebbe diretto il mezzo pesante contro di lui. Temendo di essere investito, il 63enne ha esploso tutti i colpi contenuti nel tamburo del revolver.

Nessuno è rimasto ferito: anche a causa del forte rinculo dell'arma, i proiettili hanno mancato i bersagli, conficcandosi nella parete dell'azienda. La reazione armata è stata comunque sufficiente a mettere in fuga i ladri, che hanno abbandonato i due furgoni, la refurtiva e sono scappati a bordo di una Fiat Punto in direzione di Zola Predosa. L'auto è stata successivamente ritrovata, dopo essere stata abbandonata perché danneggiata durante la fuga. Tutti i veicoli sono stati sequestrati su disposizione dell'Autorità giudiziaria.

La vicenda, però, non si è conclusa con il fallimento del furto. Dai successivi controlli dei Carabinieri della Stazione di Crespellano è infatti emerso che il 63enne svolgeva l'attività di custode senza il previsto decreto prefettizio per l'esercizio della professione di guardia particolare giurata. Inoltre, il porto d'armi per difesa personale risultava scaduto dal 2014.

Per questi motivi l'uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna con le ipotesi di reato di porto abusivo di armi, esercizio abusivo della professione e accensioni ed esplosioni pericolose. I militari hanno inoltre sequestrato il revolver utilizzato durante l'intervento e altre cinque armi regolarmente denunciate – due fucili e tre pistole – custodite nella sua abitazione.

La vicenda ripropone il dibattito sui casi di reazione ai furti: come già accaduto nel recente caso del gioielliere, chi riesce a sventare un colpo può comunque dover rispondere di eventuali violazioni emerse nel corso delle indagini. Resta invece aperta la caccia alla banda di ladri, riuscita a far perdere le proprie tracce dopo la fuga.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

"La reazione armata è stata comunque sufficiente a mettere in fuga i ladri"

Bisogna aggiungere altro!?
In realtà essi sono sempre felici quando è il delinquente, specie se esotico, riesce a concludere il lavoro che esso deve fare contro i meschini, volgari, trogloditi, piccoli borghesi...

Giovanni ha detto...

Date una medaglia al custode altro che denuncia

Anonimo ha detto...

La reazione dal punto di vista umano è capibile, dopo diverse rapine subite, purtroppo la legge non consente una reazione vendicativa con la morte, questo è un fatto, ma che li devi indennizzare con 400 mila euro e porre sotto sequestro la casa NO! e poi NO! chi delinque perde ogni diritto.