Loreno Rossi: «Commercio e turismo trainano l'occupazione. Per aumentare i salari servono meno tasse e un costo del lavoro più basso»
«La crescita dell'occupazione è il
risultato dell'impegno quotidiano delle imprese e dei lavoratori, non della
politica». È la posizione espressa da Loreno Rossi (nella foto), direttore
di Confesercenti Bologna, dopo la diffusione dei nuovi dati
sull'occupazione nel capoluogo emiliano.
«È stucchevole – afferma Rossi – che ogni
volta che vengono pubblicati dati statistici sul lavoro, a livello nazionale o
locale, la politica cerchi di attribuirsi i meriti dei risultati raggiunti. In
realtà, il lavoro lo creano gli imprenditori, le imprese e i loro
collaboratori, che ogni giorno investono e si impegnano per far crescere le
proprie attività e, di conseguenza, il territorio».
Secondo Confesercenti, i dati confermano il
ruolo strategico del terziario nell'economia bolognese. La crescita
dell'occupazione è infatti trainata dal comparto commercio e turismo,
che registra un incremento del 7,5%, seguito dal settore dei servizi
(+3,4%), mentre l'occupazione nella produzione segna una
flessione del 2,5%.
«Questi numeri – osserva Rossi – evidenziano
in modo chiaro l'importanza che commercio e turismo hanno assunto per la città
di Bologna. Un dato che dovrebbe far riflettere quanti continuano a considerare
questi comparti soltanto fonte di criticità, anziché riconoscerne il contributo
alla creazione di occupazione, ricchezza e benessere per l'intero territorio».
Sul tema delle retribuzioni, il direttore di
Confesercenti sottolinea come i recenti rinnovi contrattuali nei settori del
commercio e del turismo abbiano introdotto strumenti significativi di
flessibilità, rispondendo alle esigenze sia delle imprese sia dei lavoratori,
anche attraverso il ricorso al lavoro part-time.
«Se gli stipendi sono bassi – sostiene Rossi
– non è corretto attribuirne la responsabilità agli imprenditori. Il problema
sta soprattutto nella differenza tra quanto un lavoratore costa all'azienda e
quanto percepisce effettivamente in busta paga. Su questo incidono il peso della
tassazione, i contributi previdenziali e il complesso delle norme che riducono
il salario netto».
Da qui l'appello rivolto alla politica, sia a
livello locale sia nazionale.
«Piuttosto che cercare di intestarsi risultati che appartengono alle imprese – conclude Rossi – la politica dovrebbe concentrarsi sul proprio ruolo, creando condizioni favorevoli agli investimenti e allo sviluppo delle aziende. Troppo spesso, invece, introduce vincoli e ostacoli burocratici. Se si vogliono davvero sostenere i salari, è necessario intervenire con una riduzione del cuneo fiscale e contributivo, alleggerendo il peso delle imposte e dei contributi sul lavoro e aumentando così il reddito netto dei lavoratori».
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