mercoledì 22 luglio 2026

Desertificazione commerciale a Sasso Marconi: chiude anche l'ECU, un'altra serranda si abbassa nel silenzio delle istituzioni



di Mauro Muratori

Bologna Città e Provincia Autonoma


La chiusura del punto vendita ECU di Sasso Marconi rappresenta l'ennesimo segnale di una progressiva desertificazione commerciale che sta impoverendo il nostro territorio. Ogni attività che cessa la propria attività significa meno posti di lavoro, meno servizi per i cittadini e meno vitalità per il tessuto economico e sociale del paese.

A colpire non è soltanto la chiusura del supermercato, ma anche il silenzio che l'ha accompagnata. Da parte della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna – che noi continuiamo a chiamare Provincia – e del Comune non si sono viste, o quantomeno non sono state percepite, iniziative pubbliche significative per informare la cittadinanza o aprire un confronto sul futuro di questa realtà e dei suoi lavoratori.

Le crisi aziendali non possono sempre essere evitate, ma le istituzioni hanno il dovere di esserci: ascoltare lavoratori, imprese e cittadini, attivare strumenti di confronto e costruire percorsi capaci di limitare le ricadute economiche e sociali sul territorio.

Per BCePA questa vicenda conferma quanto sia necessaria un'autonomia vera, che consenta di trattenere maggiori risorse sul territorio, rafforzare la capacità decisionale delle amministrazioni locali e dare risposte concrete alle esigenze delle comunità. Chi vive e amministra questi territori conosce i problemi e dovrebbe avere gli strumenti per affrontarli, invece di assistere passivamente alla continua perdita di attività economiche essenziali.

Ogni serranda che si abbassa non rappresenta soltanto la chiusura di un negozio: è un presidio sociale che scompare, un servizio in meno per i cittadini e un ulteriore passo verso lo svuotamento dei nostri paesi. La desertificazione commerciale non è una fatalità, ma una sfida che richiede attenzione, responsabilità e scelte politiche coraggiose.

Noi non intendiamo rassegnarci a vedere il nostro territorio impoverirsi nell'indifferenza generale.


8 commenti:

Anonimo ha detto...

Tutte le catene eh sono chiuse. 1599 posti di lavoro in meno e un territorio che sta andando sempre di più in crisi

Anonimo ha detto...

A Sasso abita un esperto di crisi aziendali, addirittura capo di gabinetto del Comune di Bologna, voluto dal grande Lepore…forse lui non ne era a conoscenza, altrimenti da esperto, non avrebbe certo fatto chiudere questa attività…

Anonimo ha detto...

andate dalla giunta comunale sono loro che rilasciano le licenze è inevitabile in centro a sasso tutte non sopravvivono, qualcuna anche a pontecchio marconi che vi è la desertificazione

Anonimo ha detto...

Le ragazze dicevano che la catena doveva essere assorbita da un altra. Sarà vero?

Anonimo ha detto...

Come i supermercati hanno fatto chiudere tanti negozi ora che ne sono stati aperti tanti si chiuderanno da soli. È inevitabile.

Anonimo ha detto...

Purtroppo si sono tirati idietro...

Anonimo ha detto...

L'ecu è fallita a livello nazionale,

Anonimo ha detto...

Da Porretta a Borgonuovo in 40 anni hanno chiuso quasi tutto.
Quasi tutte le fabbriche e molti negozi.
Nessuno politicamente si è interessato..