di Mauro Muratori
Bologna Città e Provincia Autonoma
La chiusura
del punto vendita ECU di Sasso Marconi rappresenta l'ennesimo segnale di
una progressiva desertificazione commerciale che sta impoverendo il nostro
territorio. Ogni attività che cessa la propria attività significa meno posti di
lavoro, meno servizi per i cittadini e meno vitalità per il tessuto economico e
sociale del paese.
A colpire
non è soltanto la chiusura del supermercato, ma anche il silenzio che l'ha
accompagnata. Da parte della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana
di Bologna – che noi continuiamo a chiamare Provincia – e del Comune non si
sono viste, o quantomeno non sono state percepite, iniziative pubbliche
significative per informare la cittadinanza o aprire un confronto sul futuro di
questa realtà e dei suoi lavoratori.
Le crisi
aziendali non possono sempre essere evitate, ma le istituzioni hanno il dovere
di esserci: ascoltare lavoratori, imprese e cittadini, attivare strumenti di
confronto e costruire percorsi capaci di limitare le ricadute economiche e
sociali sul territorio.
Per BCePA
questa vicenda conferma quanto sia necessaria un'autonomia vera, che consenta
di trattenere maggiori risorse sul territorio, rafforzare la capacità
decisionale delle amministrazioni locali e dare risposte concrete alle esigenze
delle comunità. Chi vive e amministra questi territori conosce i problemi e
dovrebbe avere gli strumenti per affrontarli, invece di assistere passivamente
alla continua perdita di attività economiche essenziali.
Ogni
serranda che si abbassa non rappresenta soltanto la chiusura di un negozio: è
un presidio sociale che scompare, un servizio in meno per i cittadini e un
ulteriore passo verso lo svuotamento dei nostri paesi. La desertificazione
commerciale non è una fatalità, ma una sfida che richiede attenzione,
responsabilità e scelte politiche coraggiose.
Noi non intendiamo
rassegnarci a vedere il nostro territorio impoverirsi nell'indifferenza
generale.
8 commenti:
Tutte le catene eh sono chiuse. 1599 posti di lavoro in meno e un territorio che sta andando sempre di più in crisi
A Sasso abita un esperto di crisi aziendali, addirittura capo di gabinetto del Comune di Bologna, voluto dal grande Lepore…forse lui non ne era a conoscenza, altrimenti da esperto, non avrebbe certo fatto chiudere questa attività…
andate dalla giunta comunale sono loro che rilasciano le licenze è inevitabile in centro a sasso tutte non sopravvivono, qualcuna anche a pontecchio marconi che vi è la desertificazione
Le ragazze dicevano che la catena doveva essere assorbita da un altra. Sarà vero?
Come i supermercati hanno fatto chiudere tanti negozi ora che ne sono stati aperti tanti si chiuderanno da soli. È inevitabile.
Purtroppo si sono tirati idietro...
L'ecu è fallita a livello nazionale,
Da Porretta a Borgonuovo in 40 anni hanno chiuso quasi tutto.
Quasi tutte le fabbriche e molti negozi.
Nessuno politicamente si è interessato..
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