Si è
rinnovata ieri, mercoledì 13 maggio, la tradizionale rievocazione storica della
traslazione della Beata Vergine del Sasso dal santuario scavato nel tufo della
Rupe al centro dell’attuale Sasso Marconi.
La processione ricorda il trasferimento della sacra immagine, custodita fin dal XIII secolo nel santuario ricavato nel ventre della Rupe, verso il nuovo Santuario della Beata Vergine del Sasso, realizzato negli anni trenta dell’ottocento. A determinare lo spostamento furono un primo crollo verificatosi all’interno del luogo di culto e una successiva crepa comparsa nella volta del tempio, segnali che resero necessari l'abbandono del Santuario storico e il trasferimento dell’immagine sacra.
La funzione religiosa è stata guidata da don Lino.
La
commemorazione, oltre al significato spirituale della ricorrenza, rappresenta
anche uno dei momenti più importanti nella storia della comunità sassese.
Attorno al nuovo santuario edificato nel centro abitato sorsero infatti attività amministrative,
commerciali e artigianali che favorirono la crescita del piccolo nucleo
originario, trasformandolo dapprima in un importante borgo, poi in un paese e
infine nell’attuale città. In questo senso, da quella crepa apertasi nella
volta del santuario della Rupe nacque il Sasso Marconi conosciuto oggi.
Il programma
della serata si è aperto con l’accoglienza dei partecipanti nel cortile della
famiglia Zannini, accompagnata da un momento conviviale e dal saluto della
Corale Mariana della Rupe. Alle 20.30 è poi partita la processione dall’edicola
ai piedi della Rupe, realizzata dal Comune per ricordare il significativo
evento religioso e storico, ma anche il crollo della Rupe del 1892, tragedia
nella quale persero la vita numerose persone che avevano trovato rifugio nelle
case-grotta ricavate alla base della parete rocciosa. Quegli ambienti erano
stati scavati dagli scalpellini impegnati nell’estrazione del materiale da
costruzione.
La processione ha così unito memoria religiosa e memoria civile, rinsaldando il legame tra la comunità e le proprie radici storiche.
1 commento:
Preciso che la famiglia che ha accolto i partecipanti è la famiglia Zannini
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