giovedì 14 maggio 2026

Sasso Marconi rievoca la traslazione della Beata Vergine del Sasso: una processione tra fede e storia

 



Si è rinnovata ieri, mercoledì 13 maggio, la tradizionale rievocazione storica della traslazione della Beata Vergine del Sasso dal santuario scavato nel tufo della Rupe al centro dell’attuale Sasso Marconi.

La processione ricorda il trasferimento della sacra immagine, custodita fin dal XIII secolo nel santuario ricavato nel ventre della Rupe, verso il nuovo Santuario della Beata Vergine del Sasso, realizzato negli anni trenta dell’ottocento. A determinare lo spostamento furono un primo crollo verificatosi all’interno del luogo di culto e una successiva crepa comparsa nella volta del tempio, segnali che resero necessari l'abbandono del Santuario storico e il trasferimento dell’immagine sacra.

 La funzione religiosa è stata guidata da don Lino.


La commemorazione, oltre al significato spirituale della ricorrenza, rappresenta anche uno dei momenti più importanti nella storia della comunità sassese. Attorno al nuovo santuario edificato nel centro abitato  sorsero infatti attività amministrative, commerciali e artigianali che favorirono la crescita del piccolo nucleo originario, trasformandolo dapprima in un importante borgo, poi in un paese e infine nell’attuale città. In questo senso, da quella crepa apertasi nella volta del santuario della Rupe nacque il Sasso Marconi conosciuto oggi.


Il programma della serata si è aperto con l’accoglienza dei partecipanti nel cortile della famiglia Zannini, accompagnata da un momento conviviale e dal saluto della Corale Mariana della Rupe. Alle 20.30 è poi partita la processione dall’edicola ai piedi della Rupe, realizzata dal Comune per ricordare il significativo evento religioso e storico, ma anche il crollo della Rupe del 1892, tragedia nella quale persero la vita numerose persone che avevano trovato rifugio nelle case-grotta ricavate alla base della parete rocciosa. Quegli ambienti erano stati scavati dagli scalpellini impegnati nell’estrazione del materiale da costruzione.

La processione ha così unito memoria religiosa e memoria civile, rinsaldando il legame tra la comunità e le proprie radici storiche.

1 commento:

  1. Preciso che la famiglia che ha accolto i partecipanti è la famiglia Zannini

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