mercoledì 28 novembre 2018

Gibertoni (M5s): i proprietari dei terreni agricoli possono vietare la caccia nei loro fondi

Sollecitato da Marco: 

La legge regionale 8 del 1994 per la consigliera di 5 Stelle  è poco conosciuta e il suo mancato rispetto fa decadere le domande di sottrazione dei terreni all’attività venatoria

Promuovere e diffondere i principi della legge regionale 8 del 1994 che permette ai proprietari o ai conduttori di fondi agricoli di sottrarli all’attività venatoria. A chiederlo è Giulia Gibertoni che questa mattina ha depositato un’interrogazione nella quale ricorda come questa norma sia “poco conosciuta” e il suo mancato rispetto ha come conseguenza “la decadenza delle domande” di sottrazione dei terreni alla caccia.

La legge regionale stabilisce- spiega la consigliera del Movimento 5 stelle– che il proprietario che intenda vietare la caccia nel proprio fondo rustico debba presentare richiesta motivata alla Regione entro trenta giorni dalla pubblicazione del piano faunistico provinciale oppure, in caso di sopravvenute e comprovate esigenze, entro il 31 dicembre di ogni anno successivo. La Regione, entro i successivi sessanta giorni, con provvedimento motivato si pronuncia e la accoglie se non ostacola il piano faunistico-venatorio provinciale e nei casi di esigenza di salvaguardia di colture agricole specializzate, nonché di produzioni agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca scientifica”.

L’invito della pentastellata è anche quello di utilizzare ogni mezzo di comunicazione per far conoscere questa norma.

(Andrea Perini)

Faro di Gaggio Montano, volano per il turismo


Il Comune ha organizzato un convegno per fare il punto sui lavori di restauro del faro e in generale sulle prospettive di rilancio turistico del territorio

Riceviamo:


Si terrà oggi, mercoledì 28 novembre presso Centro Convegni Alto Reno - Ex Cottolengo di Gaggio Montano, alle 16.30, il convegno dal titolo "Faro di Gaggio Montano: motore per sviluppo turistico del Comune".
Sarà l’occasione per aggiornare i partecipanti sui lavori già realizzati per il Faro dei Caduti della Montagna di Gaggio Montano e su quelli in programma, che si vorrebbe avviare entro la primavera prossima.

Il faro di Gaggio fu progettato dell'ingegnere Giuseppe Rinaldi in onore ai caduti della seconda guerra mondiale e rappresenta un vero e proprio belvedere sull'Appennino. Il grande Sasso di Rocca, il blocco ofio-litico su cui sorge, sovrasta il paese ed è visibile da ogni via di accesso: oltre tutto attorno si sviluppa il caratteristico centro storico del paese.
Nel ripristino del faro sono già stati spesi 5 mila euro per il rifacimento dell’intonaco e della tinteggiatura, adesso si conta di completare gli interventi con l’impianto di illuminazione, una fontana, piante decorative che possano migliorarne la fruibilità per i turisti.


«L'obiettivo » spiega l’assessore alla turismo Enrico Della Torre «è quello di coinvolgere sempre più attivamente imprese ed associazioni nello sviluppo turistico del territorio gaggese. La progettualità intorno al Faro e ad altre attrattive turistiche può e deve diventare un impegno comune».


Al termine il Gruppo Alpini di Gaggio Montano offrirà caldarroste e vin brulè.

martedì 27 novembre 2018

I Boschi del Tempo nel libro di Cristina Orlandi


Riceviamo




Cacciatore morto, i suoi due cani non l'abbandonano

Ipotesi incidente, cadendo si sarebbe infilzato con il fucile

 © ANSA

E' stato ritrovato nel pomeriggio il corpo del cacciatore Giovanni Succi, 58 anni di Santarcangelo di Romagna, disperso da mercoledì nelle zona boschiva di Poggio Torriana. In mattinata erano arrivati i carabinieri dell'unità cinofila di Bologna, con cani addestrati nella ricerca di cadaveri e tracce di sangue: il cacciatore è stato trovato poco lontano dalla sua auto parcheggiata in un fitto sottobosco di rovi con ancora la cacciagione appena presa in mano. I due cani, razza Breton, usciti con il 58enne, erano accovacciati sul corpo del padrone a vegliarlo. Sono vivi e stanno bene, ma i militari hanno dovuto prenderli in braccio per procedere all'esame del cadavere. Stando a una prima ricostruzione, l'uomo sarebbe stato vittima di un incidente.
    Mentre scavalcava un tronco, si sarebbe appoggiato con una mano sul facile usato come bastone, scivolando e cadendo con tutto il peso del corpo e l'arma gli si sarebbe conficcata nel collo. Ma sarà l'autopsia a stabilire con esattezza le cause della morte.

Saluto romano, confermata l'archiviazione

Per il giudice il reclamo è infondato e il Comune di Marzabotto non è parte offesa



da  ANSA


Il giudice ha respinto il ricorso del Comune di Marzabotto contro l'archiviazione di Eugenio Maria Luppi, il calciatore dilettante che a novembre 2017 esultò facendo un saluto romano e mostrando una maglietta della Repubblica Sociale nel campo del paese, noto per l'eccidio nazifascista. Nel reclamo il legale del Comune, l'avvocato Andrea Speranzoni, chiedeva l'annullamento del provvedimento e di valutare la violazione del principio del contraddittorio. Secondo il giudice il "reclamo non è fondato, in quanto il Comune non può essere ritenuto persona offesa del reato" di apologia del fascismo.
    "L'interesse protetto dai reati di cui alla legge 645/1952, infatti, 'è l'integrità dell'ordinamento democratico' - scrive il giudice -, per cui persona offesa è solo lo Stato". Il Comune, però, potrà "assumere la veste di soggetto danneggiato, che non ha diritto di ricevere la notifica della richiesta di archiviazione". Luppi è difeso dall'avvocato Alessandro Veronesi.