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martedì 16 febbraio 2021

Protocollo d'intesa fra Città Metropolitana, i Comune di Sasso e di Marzabotto per un progetto di recupero di ' scheletri industriali'

Lo studio prevede la riqualificazione dell'ex Borgo a Lama di Reno e dell'Alfa Wasserman a Borgonuovo

Ex Cartiera Burgo

Dal protocollo segnalato da Dubbio si legge, tra l'altro:


I tre enti territoriali hanno concordato di avviare due proposte progettuali volte alla sperimentazione di Programmi di rigenerazione per le aree afferenti alla Ex Alfa Wassermann, a Borgonuovo nel Comune di Sasso Marconi e alla Ex Cartiera Burgo, a Lama di Reno nel Comune di Marzabotto.

Per il rilevante interesse metropolitano delle due aree, i risultati di tale sperimentazione potranno essere eventualmente oggetto di candidatura a programmi e finanziamenti nazionali o regionali, quale ad esempio il Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare

Gli spazi della ex Burgo hanno già un possibile utilizzatore, si dice, una azienda svizzera, che si propone di realizzare un impianto di cultura intensiva di H. Pluvialis finalizzata alla produzione di Astaxantina di grado farmaceutico e la costruzione del Laboratorio di Ricerca ed Analisi.
Oltre alla produzione di Astaxantina l’impianto, se necessario, potrà produrre anche Spirulina e Clorella. Inoltre, un impianto per lo studio dei criteri di assorbimento della CO2. Costruzione in serra fotovoltaica di un impianto di cultura intensiva di Clorella.
L’obiettivo del progetto è anche lo studio dei criteri di assorbimento della CO2 in speciali vasche chiuse con controllo di tutti i parametri di crescita della biomassa. Si prevederebbe infine l’estrazione dell’olio d’alga dalla biomassa ottenuta e la successiva trasformazione in biocarburante.
Ex Alfa Wasserman

Non si sa ancora invece come si intenda riutilizzare l'area dell'ex Alfa Wasserman. Il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, a tal proposito ha riferito che l'indirizzo del recupero è ancora in fase di definizione. Sono state prese in esame diverse ipotesi, fra cui la realizzazione di uno studentato o di un albergo. Tutto però ancora in alto mare.


giovedì 27 ottobre 2011

Messa in suffragio dei dipendenti deceduti della ex Burgo.


Domani, venerdì 28 ottobre, alle 18, nella chiesa parrocchiale di Sasso Marconi, don Dario Zanini celebrerà una Messa in suffragio di Mauro Maldina e degli altri dipendenti deceduti dell’ex Cartiera Burgo di Lama di Reno, che, come le altre due cartiere della vallata del Reno, ha cessato l’attività portando alla cassa integrazione e alla perdita del lavoro moltissimi lavoratori.

Negli intendimenti degli organizzatori c’è anche quello di pregare per le altre situazione difficili della vallata, perché la crisi in atto non porti ulteriori ‘lutti occupazionali’.

La cerimonia religiosa sarà accompagnata dal coro della Lama di Reno.

martedì 10 marzo 2009

Licenziati della ex BURGO


I licenziati dalla cartiera Burgo incassano la solidarietà dei lavoratori della Cariera Reno De Medici di Marzabotto, impegnati pure loro nella difesa del posto di lavoro messo in dubbio dalla crisi del settore.

Gli ex operai della Burgo puntavano, per riavere un posto di lavoro, nella realizzazione nell’area ex Burgo di una centrale a turbogas già progettata e ora sottoposta alla valutazione di impatto ambientale (Via). A questa presenza si oppongo con determinazione i componenti del comitato No Turbogas che hanno avviato una intensa attività divulgativa circa i rischi per la salute che comporterebbe la presenza della centrale.

A questa presa di posizione si oppongono gli ex dipendenti Burgo poiché, secondo costoro, priva di un riscontro oggettivo; riscontro ottenibile con la valutazione di impatto ambientale, ancora in via di ultimazione.

Nel confronto interviene ora la RSU della Cartiera Reno De Medici che scrive: “Tutti i lavoratori della Cartiera Reno de Medici, che negli ultimi tempi sono impegnati a difendere il proprio lavoro e che vedono sempre le loro vicissitudini affiancate al problema Turbogas, vogliono precisare che sono solidali ai lavoratori della ex Cartiera Burgo di Lama di Reno, ai quali viene negata la possibilità di lavorare. La salute è un bene inviolabile e siamo convinti che con la tecnologia e le attenzioni dovute, ci possa essere la possibilità di creare ‘lavoro’”.

giovedì 8 gennaio 2009

LICENZIAMENTI

Il 27 cassaintegrati della Burgo di Lama di Reno hanno ricevuto la lettera di licenziamento e dal primo di gennaio sono quindi in mobilità, sono cioè inseriti nell’elenco dei disoccupati che possono essere chiamati dalle aziende che avessero necessità di lavoratori.

Qualora venissero richiesti, essendo in mobilità, l’azienda che li accoglie godrebbe dei benefici fiscali che la legge prevede in questi casi.

E’ l’ultima ragione di preferenza che a loro rimane rispetto alla assunzioni comuni.

L’arrivo della lettera è stato ovviamente accolto con delusione poiché l’informazione che si ricavava da una lettera aperta dell’assessore all’ambiente di Sasso Marconi Pierpaolo Lanzarini ai colleghi assessori della Provincia e della Regione pareva far intendere che il proseguimento della cassa integrazione fosse stato concesso.

Degli estremi dell’accordo che ha aperto la fase di ‘mobilità’ ha dato informazione il segretario provinciale della Slc - Cgil Alessio Festi. “Abbiamo sottoscritto un accordo con enti locali territoriali e proprietà Burgo, approvato anche dai lavoratori, che affronta il tema della reindustrializzazione e ricollocazione dei lavoratori della ex Burgo” ha chiarito Festi. “L’accordo conferma l’impegno a una attenta, appropriata e precisa valutazione di impatto ambientale (fra l’altro già in corso) su ipotesi di riutilizza dell’area industriale di Lama di Reno, noi per primi pretendiamo che scelte imprenditoriali non siano in contrasto con parametri di salubrità ambientale. Ma qualora questo studio assicurasse che la centrale non è in contrasto con la salute pubblica, l’accordo impegna gli enti locali a promuovere un confronto con Dufenergy per riassumere gli ex cassaintegrati e per un esame del piano industriale. La reindustrializzazione dell’area lasciata libera dalla cartiera ha infatti un forte valore per l’economia locale privata recentemente di diversi poli produttivi”, ha concluso Festi.