Riceviamo e pubblichiamo:
“Diciamo ‘no’ alle chiusure, drastiche e tutte ideologiche, dei sentieri di
montagna ai mezzi a motore. Ci opporremo a qualsiasi legge-marchetta a favore
dei talebani del falso ambientalismo, sarebbe un colpo al cuore del turismo
montano, già gravemente compromesso dalle politiche di un governo che è
riuscito a tassare anche gli impianti di risalita”. Il capogruppo leghista Alan
Fabbri mette in guardia dai rischi che porterebbe una nuova stretta
all’accesso, in moto, in Appennino, voluta e sollecitata dagli ambientalisti.
“La politica non penalizzi la montagna per inseguire il consenso
dell’ambientalismo intransigente, che rischia di desertificare l’economia del
nostro Appennino. Valorizzare la montagna è anche favorirne l’accesso e
incentivarne la fruizione, non è con divieti, blocchi totali e con le politiche
del ‘nulla-è-consentito’ che si rilancia l’ Appennino”. Fabbri invoca, semmai,
“nuovi e più snelli meccanismi autorizzativi per gli amanti delle due
ruote". “Oggi la burocrazia la fa da padrona. La Regione dovrebbe rivedere
le procedure, magari predisponendo una mappa, chiara e di facile consultazione,
dei tracciati autorizzati, sviluppata d’intesa con i Comuni di montagna, le
associazioni e le categorie interessate”.
