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sabato 11 gennaio 2020

Escursionista ferito sul sentiero della Rocca di Badolo a Sasso Marconi : intervento del Soccorso Alpino

L'escursionista residente a Zola Predosa stava percorrendo, insieme ad altri 5 amici, il sentiero che Fosso Raibano porta alla Rocca di Badolo quando è scivolato
 
Ci inviano:

Un escursionista di 63 anni residente a Zola Predosa stava percorrendo, insieme ad altri 5 amici, il sentiero che Fosso Raibano porta alla Rocca di Badolo nel comune di Sasso Marconi. Erano circa le 16.30 di ieri, quando, giunto a circa 500 metri dalla chiesa di Badolo, per cause da accertare è scivolato, procurandosi un trauma distorsivo alla caviglia che non gli ha più consentito di proseguire a causa del forte dolore.
Gli amici hanno contattato il 118 di Bologna per chiedere aiuto. La Centrale Operativa 118 ha inviato immediatamente la squadra in pronta disponibilità del Soccorso Alpino, servizio regionale  Emilia Romagna stazione territoriale Rocca di Badolo, l’elicottero 118 di Pavullo dotato di verricello con a bordo un Tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e l’ambulanza di Sasso Marconi.

Sul posto è giunto rapidamente un tecnico del Soccorso Alpino che si trovava già alla palestra di roccia della Rocca di Badolo ad arrampicare. L’operatore del CNSAS giunto sul posto, visto il forte dolore dell’infortunato ha confermato l’intervento dell’elicottero, in modo tale che un medico lo potesse valuate. L’equipe dell’elicottero giunta sul posto, visto anche la bassa gravità ha consegnato il paziente all’ambulanza che ha provveduto ad ospedalizzarlo al Rizzoli




sabato 31 marzo 2018

Marzabotto. Il Soccorso Alpino porta in salvo un biker caduto su sentiero di Luminasio.

Il Soccorso Alpino, ha predisposto una calata di oltre 1500 metri con la barella

I tecnici del Soccorso Alpino sono intervenuti ieri sera, venerdì 30 marzo, in aiuto di un giovane ventunenne di Bologna, che in seguito a una caduta dalla propria Mountain bike ha riportato una frattura alla clavicola. Il giovane stava percorrendo il sentiero CAI 180 nelle vicinanze di Luminasio, in sella alla propria bicicletta. Per cause ancora da chiarire, è caduto riportando un forte dolore alla spalla e all'arto superiore; in poco tempo si sono arrivati i soccorsi e sul posto sono confluiti i tecnici del Soccorso Alpino, i sanitari del 118 e i Vigili del Fuoco. Il Soccorso Alpino, dopo che il ventunenne è stato stabilizzato e immobilizzato, ha predisposto una lunga calata (oltre 1500metri) con la barella lungo un tratto di sentiero particolarmente impervio,mentre i Vigili del Fuoco hanno liberato il percorso per rendere il passaggio il piú agevole possibile. Una volta raggiunta la sede stradale, il biker è stato affidato all'ambulanza e quindi condotto all'Ospedale Maggiore di Bologna.


mercoledì 3 maggio 2017

Castiglione dei Pepoli: albero colpisce operai forestali, interviene l'elisoccorso.

Traumi su tutto il corpo per un 41enne, Le operazioni di recupero sono state rese ancora più difficoltose dalla presenza in zona di cavi dell'alta tensione


Da Bologna Today

Intervento d'urgenza questa mattina nel comune di Castiglione dei Pepoli. Un gruppo di boscaioli, stava tagliando alcuni alberi sotto la linea elettrica dell’alta tensione in località Bosco dei Bagucci, su terreno ripido, quando un albero è caduto su un gruppo di operai forestali.
Sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino della Stazione “Rocca di Badolo” di Bologna, insieme all’Elisoccorso del 118 di Pavullo nel Frignano per assistere un uomo 41enne di nazionalità macedone ma residente a Castiglione dei Pepoli, il quale ha riportato diversi traumi su tutto il corpo.
A bordo dell'elicottero, personale tecnico e sanitario del SAER; inoltre, in supporto è stata attivata una squadra territoriale del Soccorso Alpino di Bologna ed i Vigili del Fuoco. 
Le operazioni di sbarco e recupero dell’infortunato sono state rese ancora più difficoltose dalla presenza in zona di cavi dell’alta tensione, che hanno limitato l’avvicinamento del velivolo di soccorso: per la movimentazione della barella fino alla piazzola d’imbarco, sono state predisposte infatti alcune “corde fisse” che hanno consentito lo svolgimento delle operazioni in massima sicurezza. Una volta stabilizzato, la vittima è stata trasportata all’Ospedale Maggiore per un trauma addominale e altri traumi minori. 



lunedì 1 maggio 2017

Alpinista soccorso a Sasso Marconi

Il Soccorso Alpino di Bologna, stazione ‘Rocca di Badolo’, è stato impegnato nel pomeriggio di ieri in un intervento a Sasso Marconi per portare aiuto ad un alpinista infortunato durante la risalita della Ferrata del Pliocenico, nel comprensorio di Badolo. 
L’uomo, 59enne di Crespellano che stava percorrendo il percorso attrezzato in solitaria, per cause da chiarire è scivolato perdendo l’appiglio e riportando un forte trauma toracico. E’ comunque riuscito con il proprio cellulare a chiamare il 118, che ha attivato le squadre territoriali del Soccorso Alpino bolognese e ha fatto decollare l’eliambulanza di Pavullo nel Frignano, attrezzata per recuperi in ambiente ostile.
 Giunti sul posto, i tecnici del Soccorso Alpino hanno messo in sicurezza l’uomo, mentre il personale tecnico e sanitario del Saer a bordo del velivolo lo ha stabilizzato dal punto di vista sanitario.
Una volta recuperato, è stato trasportato in pochi minuti di volo all’ospedale Maggiore di Bologna.

domenica 25 ottobre 2015

Sasso Marconi. Elisoccorso e Soccorso Alpino, con una prova di grande abilità, hanno portato in salvo un cacciatore caduto in una gola profonda.


Spettacolare intervento di salvataggio questa mattina, domenica 25 ottobre, ad opera dell'elicottero del 118. Per recuperare un cacciatore finito in una scarpata, l'elicotterista ha guidato in più riprese il suo mezzo in una stretta gola alberata su entrambe le fiancate, mettendo in mostra un sangue freddo veramente da elogiare. Neppure i compagni di caccia del malcapitato hanno avuto il coraggio di seguire da vicino la prova di abilità del pilota. La sosta del mozzo sospeso a pochi metri dagli alberi li impauriva.

Tutto è accaduto intorno alle 10 in località Ospitale di Lagune, in comune di Sasso Marconi. La squadra di cinghialai, capitanata dal sassese Bruno Coralli, assegnataria dell'ambito di caccia, era impegnata in una battuta per ridurre il numero di cinghiali della zona risultato troppo elevato. Un capo era già stato abbattuto e la muta dei cani ne aveva segnalato un secondo nelle vicinanze. Il cacciatore R. N., noto ristoratore di Bologna, si è mosso velocemente per guadagnare la posizione ottimale per incrociare l'animale in fuga braccato dai cani. Nello spostamento ha messo un piede in fallo ed è caduto in uno strapiombo alla cui base scorre il Rio del Diavolo che nasce nelle vicinanze. Immediato l'allarme. Sono intervenuti prontamente il 118, la Pubblica Assistenza di Sasso Marconi e l'elisoccorso. Il pilota dell'elisoccorso si è calato nella gola per avvicinarsi al ferito abbassandosi fino al punto da rendere possibile ai colleghi la risalita a bordo con il ferito, ma gli spazi disponibili non lo hanno consentito. E' stato quindi chiesto l'intervento del Soccorso Alpino i cui operatori si sono calati nella gala, hanno imbragato il cacciatore ferito e con il verricello lo hanno accompagnato sull'elicottero. L'elicotterista ha comunque dovuto calare l'elicottero più volte nella profondità della gola fino a dove era possibile, per raggiungere la posizione che consentisse l'azionamento del verricello senza avere ostacoli.
L'operazione, intorno alle 11.30, si è conclusa nel migliore dei modi.

Il ferito è stato trasferito all'Ospedale Maggiore e dalle prime indiscrezioni risulterebbe che le sue condizioni non sono gravi. 

 Foto di Mara Cini

mercoledì 16 settembre 2015

Piena nel piacentino. Il Soccorso Alpino Rocca di Badolo non poteva mancare e non è mancato.



Il Gruppo del soccorso alpino ‘Rocca di Badolo’ si è impegnato ancora una volta a favore di chi è in difficoltà. Ha partecipato infatti alle operazioni di soccorso a favore di coloro che hanno subito la violenza della piena   Valnure e Valtrebbia, nel piacentino.


Racconta infatti Christian Labanti, del Soccorso Alpino Emilia Romagna, capostazione Rocca di Badolo: 
   
“Fin dal primo allarme,  come SAER, siamo stati attivati ed in collaborazione con il Terzo Reparto Volo della Polizia di Stato di Bologna, siamo decollati per  Valnure, iniziando le ricerche delle persone disperse e di quelle che necessitavano aiuto.
Lo scenario al quale ci siamo trovati di fronte è stato moto difficile:  la violenza della piena è stata enorme e ha trascinato enormi massi e legna a valle, rompendo anche molti tratti di strada in Valnure e Valtrebbia, nel piacentino.

Poco prima di Bettola il fiume  Nure si è portato via l'intera strada provinciale, inghiottendo l'auto del metronotte che stava transitando  prima persona deceduta e trovata. 

La grande disponibilità del gruppo e la volontà di  alleviare le sofferenze di chi è stato coinvolto nel disastro, ha moltiplicato le capacità operative dei soccorritori”. 












giovedì 2 ottobre 2014

I 'soccorritori' di Bologna e provincia hanno mostrato le loro capacità.




Di Christian Labanti
Soccorso Alpino Emilia Romagna
Capostazione Rocca di Badolo


I SOCCORRITORI  di Bologna e provincia  si sono misurati sulla loro capacità di intervento in pronto soccorso in caso di emergenza con una serie di simulazioni che hanno avuto come ‘location’ le colline di Monterenzio.
Le aspettative sono state rispettate e anche di più! Le foto parlano da sole.
Alla ‘tre giorni di esercitazioni’ hanno partecipato molte Associazioni, legate ad ANPAS Provinciale, con volontari sanitari e di protezione civile.
La Pubblica Assistenza di Monterenzio, con il continuo contatto degli amici della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, aveva da tempo preparato il tutto.

Attorno alle 19 e 30 di venerdì 26 da Bologna è arrivata la colonna delle ambulanze e mezzi di soccorso: per i cittadini di Monterenzio è stata una bella emozione!
Poi è stato allestito il “campo base”, nell’area del Parco del Museo Fantini, dove solitamente viene ospitata la festa celtica “I fuochi di Taranis”, dotato di una cucina da campo con tensostruttura, per i pasti al coperto. La Polisportiva ha offerto un utile appoggio per acqua e bagni, nella palestra della scuola adiacente.

Era presente una grande tenda per alloggiare la segreteria e l’infermeria. Di fianco al Museo Fantini è stata sistemata una decina di tende, per il pernottamento dei volontari, completando così la scenografia dell’insediamento, il tutto illuminato di notte, dalle torri-faro.
E poi, pronti per partire alle chiamate di soccorso, c’erano i mezzi delle Associazioni Pubbliche Assistenze di: Città di Bologna, Granaglione, Lavino, Monterenzio, Ozzano/S.Lazzaro, Pianoro, Sasso Marconi, Vado.

I due strateghi/sceneggiatori Mattia Verucchi e Denis Bernardini della PA di Sasso Marconi, con la propria esperienza e superando sé stessi, hanno studiato realistici scenari per la simulazione di eventi catastrofici. La contestualizzazione dei singoli incidenti, nei vari punti del nostro territorio, è stata studiata con l’aiuto della responsabile di Polizia Municipale Lucia Ravaioli e del maresciallo dei Carabinieri Primo Scarlata.

E così, c’è stato un susseguirsi di:
  • Simulazioni di incidenti con auto e camion. Volontari sanitari, ambulanze e mezzi di soccorso che lavoravano e collaboravano continuamente.
  • Dispersi recuperati con l’elicottero della Polizia III Reparto volo di Bologna: abbiamo visto in azione il Soccorso Alpino Emilia-Romagna, che, dalla loro sede di Marzabotto “Stazione di Rocca di Badolo”, guidati dal Presidente Danilo Righi e Capo Stazione Christian Labanti, sono accorsi a prelevare dei feriti, in vari punti di Monterenzio non accessibili dall’ambulanza, con spettacolari “verricellate” dall’elicottero.
  • Un avvelenamento di quattro persone per funghi, dispersi nel bosco in sentieri raggiungibili solo da mezzi 4×4 con logistici di protezione civile. Dispersi ritrovati dalle unità cinofile della Protezione Civile e soccorso Alpino Emilia Romagna, con i bravissimi e simpaticissimi cani indirizzati dai propri istruttori, di ANPAS e del Soccorso Alpino.
  • Una evacuazione per terremoto degli uffici del Municipio, di tutti i dipendenti, compresi i tecnici Ferretti e D’Errigo dell’Ufficio Tecnico e il Sindaco, che si è prestato anch’esso all’evacuazione. Subito dopo la sede del Municipio è stata sottoposta ad una visita da parte di tecnici della Federazione Architetti Emilia Romagna, per controllare eventuali danni subiti dallo sciame sismico.
  • Feriti da arma da fuoco e un impiccato ritrovati nel bosco, con intervento di Carabinieri e Polizia Municipale.
  • Evacuazione per frana di alcune famiglie nella frazione di Rignano, sotto il controllo del Corpo Forestale dello Stato.
  • Il ruolo dei feriti e dispersi, è stato interpretato da bravissimi figuranti che si sono immedesimati perfettamente nel proprio ruolo, rendendo il più difficile possibile la vita ai volontari che sono intervenuti a risolvere le emergenze. Per rendere credibili ferite, contusioni, traumi come lacerazioni e fratture di tutti i tipi, sono entrati in azione i truccatori della Croce Rossa Italiana. Veramente incredibile ciò che sanno fare.

Momenti di briefing si sono resi necessari, per fare il punto della situazione e riflettere tutti assieme su contesti che si possono migliorare, per proseguire al meglio.
Magari dopo una buona cena, preparataci dagli instancabili e bravi cuochi e dai volontari sempre indaffarati attorno alla cucina! Il buon cibo è utile ad allietare e rallegrare le difficoltà delle esercitazioni.











giovedì 12 giugno 2014

Cade in un burrone e muore. Per il recupero è intervenuto il Soccorso Alpino Rocca di Badolo.



Sono stati gli uomini del Soccorso Alpino Rocca di Badolo a recuperare il corpo di un settantunenne caduto ieri, mercoledì 11 giugno intorno al mezzogiorno, in un burrone a Castel del Rio mentre a bordo di un ‘tosaerbe’ stava pulendo un terreno nei pressi di una chiesa.


L’uomo è finito in un burrone profondo oltre 10 metri ed è stato schiacciato dallo stesso tosaerba che stava manovrando per tagliare il prato nel giardino della Chiesa di Santa Maria di Monte Fune, nel territorio di Castel del Rio.  A ingannarlo sarebbe stata l'erba alta che gli avrebbe impedito di vedere la voragine nel terreno.
A dare l'allarme, insospettiti dal silenzio del trattorino, sono stati la moglie di Monti e i due amici che in quel momento stavano aggiustando una porta poco distante. Immediato l’arrivo di una ambulanza e di elicottero del 118 partito dall'ospedale Maggiore di Bologna. Ma ai soccorritori non è rimasto che constatare l’avvenuto decesso. Per recuperare il cadavere sono intervenuti gli uomini del soccorso alpino, guidati Christian Labanti, che hanno portato a termine l’intervento con notevoli difficoltà. I rilievi sono stati affidati ai Carabinieri di Castel del Rio.

Disegnatore tecnico in pensione, e consigliere del Centro sportivo italiano (coordinava l'area Circoli e diocesi), Monti i dava una mano anche nella segreteria del vescovo Tommaso Ghirelli.