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sabato 7 giugno 2025

Redditi nella Città metropolitana di Bologna: pubblicato il nuovo report

Nel 2023 il reddito medio per contribuente sale a 29.533 euro. San Lazzaro, Bologna e Zola Predosa i Comuni più "ricchi"


La Città Metropolitana informa:

È in crescita il reddito complessivo medio per contribuente nella Città metropolitana di Bologna. Secondo il report pubblicato dal Servizio Studi e Statistica dell’ente metropolitano, nel 2023 il reddito medio si è attestato a 29.533 euro, con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente (28.260 euro nel 2022). Un valore che supera del 9% la media regionale (27.083 euro) e del 18,9% quella nazionale (24.829 euro). A livello nazionale, tra le città metropolitane Bologna si conferma seconda solo a Milano, che guida la classifica con oltre 33.000 euro.

Il numero totale dei contribuenti bolognesi è pari a 805.264, ovvero il 79,1% della popolazione, in aumento dell’1,1% rispetto al 2022. Il reddito complessivo dichiarato raggiunge 23,2 miliardi di euro, con una crescita annua del 5,1%, leggermente inferiore a quella registrata a livello nazionale (+5,9%).

Il Rapporto sui redditi IRPEF nei Comuni dell’area bolognese si basa sui dati diffusi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), relativi alle dichiarazioni presentate nel 2024 per l’anno d’imposta 2023, ed è arricchito da confronti regionali e nazionali.

La classifica dei Comuni

A guidare la classifica dei Comuni con il reddito medio più alto è San Lazzaro di Savena, con 33.818 euro per contribuente. Seguono il capoluogo Bologna con 31.956 euro e Zola Predosa con 31.474 euro. Sul versante opposto si collocano Castel D’Aiano (22.345 euro) e Lizzano in Belvedere (23.034 euro). Il trend conferma un divario strutturale: i redditi più elevati si concentrano nel capoluogo e nella prima cintura urbana.

Le fasce di reddito

Il report fornisce anche una suddivisione per fasce di reddito:

·         26,3% dei contribuenti (205.517 persone) ha dichiarato meno di 15.000 euro, contribuendo per il 6,7% al reddito totale.

·         65,6% (512.306 contribuenti) si colloca nella fascia 15.000–55.000 euro, contribuendo per il 66,1%.

·         Solo l’8,1% (63.285 contribuenti) ha dichiarato oltre 55.000 euro, ma ha generato il 27,2% del monte redditi.

Il documento specifica che eventuali discrepanze con dati precedentemente pubblicati sono da considerarsi rettificate in base alle nuove rilevazioni.

Approfondimenti online

Lo studio completo, in versione interattiva, è disponibile sul sito della Città metropolitana di Bologna, nella sezione “Redditi” dell’Atlante Statistico Metropolitano, dove è possibile consultare mappe, tabelle in serie storica e schede territoriali per ciascun Comune, unione di Comuni e distretto sanitario.

Per confronti su scala nazionale, nella sezione “Economia” del portale “Città metropolitane a confronto” sono accessibili i principali indicatori economici delle 14 città metropolitane italiane. 

mercoledì 21 giugno 2023

I Paperoni abitano a Bologna, a San Lazzaro e a Zola. L' Appennino è il povero Paperino

 I redditi nei comuni della città metropolitana di Bologna, pubblicato il report: 27.086 euro il reddito medio, in aumento rispetto all'anno precedente. Il "podio" tra i Comuni rimane invariato con San Lazzaro, Bologna e Zola. Castel di Casio e Castel d'Aiano ultimi in graduatoria con una media di poco più di 20.000 per residente. 



Nel 2021 il reddito complessivo medio per contribuente nella città metropolitana di Bologna è stato di 27.086 euro, un valore in crescita del 4,4% (erano 25.934 nel 2020) e più alto del 9,3% rispetto a quello regionale (24.788 euro) e del 20,2% rispetto al dato nazionale (22.539 euro). Tra le città metropolitane Bologna è seconda sola a Milano, che supera i 30.000 euro.

Nella città metropolitana di Bologna i contribuenti sono 785.582, pari al 77,7% della popolazione, e aumentano dello 0,9% rispetto al 2020. Il reddito complessivo nel 2021 è pari a 20,8 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2020 del 5,5%, espansione in linea con quella registrata a livello nazionale e in aumento anche rispetto ai valori del 2019.

Il Rapporto sui redditi dichiarati a fini IRPEF nei comuni dell’area bolognese è stato elaborato dal Servizio Studi e Statistica della Città metropolitana, rispetto a dati diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), relativi alle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nel 2022, con riferimento all’anno di imposta 2021. Il report ha confronti con la dimensione regionale e nazionale.

Tra i comuni, il reddito medio più alto si registra a San Lazzaro di Savena che supera nel 2021 i 30.000 euro (30.762 euro), seguito dal Comune di Bologna con 29.480 euro, al terzo posto Zola Predosa (28.770). Il reddito medio più basso si registra invece a Castel del Rio con 20.444 (subito sopra si piazzano Fontanelice e Castel d'Aiano). In generale quindi, i redditi medi più alti si confermano nel capoluogo e nei comuni della cintura, tratto ormai strutturale nella distribuzione del reddito sul territorio.


Fasce di reddito nella città metropolitana:

  • 232 contribuenti (30,3%) hanno dichiarato meno di 15.000 euro ed un reddito pari al 8,3%
  • 478 contribuenti (7,5%) ha dichiarato oltre 55.000 euro, con un reddito pari al 28,4%


Qui il report completo

sabato 11 giugno 2022

Redditi nei comuni della città metropolitana di Bologna

Pubblicato il report, 25.934 euro il reddito medio. Sul "podio" i Comuni di San Lazzaro, Bologna e Zola

 

È online il Rapporto del Servizio Studi e Statistica della Città metropolitana sui redditi dei cittadini residenti nei comuni della città metropolitana di Bologna. I dati presi in esame sono quelli relativi alle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nel 2021, con riferimento all’anno di imposta 2020, con confronti con la dimensione regionale e nazionale.

Nella città metropolitana di Bologna i contribuenti sono 778.352, pari al 76,6% della popolazione, e calano dello 0,9% rispetto al 2019. Il reddito complessivo è pari a 19,8 miliardi di euro, in calo rispetto al valore del 2019 del 2,2% - contrazione in linea con quella registrata a livello nazionale.

Da quest'anno, in analogia con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), e per una migliore confrontabilità con le altre realtà urbane e territoriali italiane, il reddito medio viene calcolato come rapporto tra il reddito complessivo e il numero dei contribuenti che hanno un reddito diverso da 0 (ovvero il numero delle frequenze).

Nelle precedenti edizioni, il reddito medio era stato calcolato sul numero complessivo dei contribuenti, compresi quanti dichiaravano un reddito nullo; in ogni caso, il Report relativo all’Anno d’imposta 2020 contiene anche dati confrontabili con le edizioni precedenti.

 

Il Reddito complessivo medio per contribuente,   calcolato nel modo descritto, è pari nel 2020 a 25.934 euro, valore più alto del 9,5% rispetto a quello regionale (23.684 euro) e del 20,3% rispetto al dato nazionale (21.566 euro). Bologna è la seconda città metropolitana dopo Milano, che ha 29.370 euro, e precede Roma, con 25.185 euro. 

Tra i comuni, il reddito medio più alto (29.484 euro) si registra a San Lazzaro di Savena, seguito dal Comune di Bologna con 28.249 euro, al terzo posto Zola Predosa: le stesse posizioni registrate lo scorso anno. Il reddito medio più basso si registra invece a Castel del Rio con 19.467 (subito sopra si piazzano Fontanelice e Borgo Tossignano). 

Nella maggior parte dei comuni il reddito medio cala, in conseguenza del calo del reddito complessivo. Fanno eccezione Castel del Rio, Mordano, San Benedetto Val di Sambro, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Imola.

 

In generale, i redditi medi più alti si confermano nel capoluogo e nei comuni della cintura, tratto ormai strutturale nella distribuzione del reddito sul territorio.

 

Fasce di reddito. Nell’area metropolitana bolognese sei contribuenti su dieci dichiarano tra i 15.000 e i 55.000 euro. Nel 2020 il reddito complessivo della città metropolitana si è infatti articolato nel modo seguente:

  • 392 contribuenti (31,8%) hanno dichiarato meno di 15.000 euro, con un monte redditi pari al 9,2% del totale

  • 166 contribuenti (61,3%) hanno dichiarato tra i 15.000 e i 55.000 euro, con un monte redditi pari al 64,5% del totale

  • 210 contribuenti (6,9%) ha dichiarato oltre 55.000 euro, con un monte redditi pari al 26,3% del totale

 

Per consultare il report completo con mappe e tabelle interattive
Report interattivo
Infografica
Report su Cm a confronto
Video-pillola sui dati principali

 

I redditi nei comuni della città metropolitana di Bologna.


Pubblicato il report, 25.934 euro il reddito medio. Sul "podio" n San Lazzaro, Bologna e Zola


È online il Rapporto del Servizio Studi e Statistica della Città metropolitana sui redditi dei cittadini residenti nei comuni della città metropolitana di Bologna. I dati presi in esame sono quelli relativi alle dichiarazioni presentate dalle persone fisiche nel 2021, con riferimento all’anno di imposta 2020, con confronti con la dimensione regionale e nazionale.

Nella città metropolitana di Bologna i contribuenti sono 778.352, pari al 76,6% della popolazione, e calano dello 0,9% rispetto al 2019. Il reddito complessivo è pari a 19,8 miliardi di euro, in calo rispetto al valore del 2019 del 2,2% - contrazione in linea con quella registrata a livello nazionale.

 Da quest'anno, in analogia con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF), e per una migliore confrontabilità con le altre realtà urbane e territoriali italiane, il reddito medio viene calcolato come rapporto tra il reddito complessivo e il numero dei contribuenti che hanno un reddito diverso da 0 (ovvero il numero delle frequenze).

Nelle precedenti edizioni, il reddito medio era stato calcolato sul numero complessivo dei contribuenti, compresi quanti dichiaravano un reddito nullo; in ogni caso, il Report relativo all’Anno d’imposta 2020 contiene anche dati confrontabili con le edizioni precedenti.

 Il Reddito complessivo medio per contribuente, calcolato nel modo descritto, è pari nel 2020 a 25.934 euro, valore più alto del 9,5% rispetto a quello regionale (23.684 euro) e del 20,3% rispetto al dato nazionale (21.566 euro). Bologna è la seconda città metropolitana dopo Milano, che ha 29.370 euro, e precede Roma, con 25.185 euro. 

 Tra i comuni, il reddito medio più alto (29.484 euro) si registra a San Lazzaro di Savena, seguito dal Comune di Bologna con 28.249 euro, al terzo posto Zola Predosa: le stesse posizioni registrate lo scorso anno. Il reddito medio più basso si registra invece a Castel del Rio con 19.467 (subito sopra si piazzano Fontanelice e Borgo Tossignano). 

Nella maggior parte dei comuni il reddito medio cala, in conseguenza del calo del reddito complessivo. Fanno eccezione Castel del Rio, Mordano, San Benedetto Val di Sambro, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Imola.

In generale, i redditi medi più alti si confermano nel capoluogo e nei comuni della cintura, tratto ormai strutturale nella distribuzione del reddito sul territorio.

Fasce di reddito. Nell’area metropolitana bolognese sei contribuenti su dieci dichiarano tra i 15.000 e i 55.000 euro. Nel 2020 il reddito complessivo della città metropolitana si è infatti articolato nel modo seguente:

  • 392 contribuenti (31,8%) hanno dichiarato meno di 15.000 euro, con un monte redditi pari al 9,2% del totale

  • 166 contribuenti (61,3%) hanno dichiarato tra i 15.000 e i 55.000 euro, con un monte redditi pari al 64,5% del totale

  • 210 contribuenti (6,9%) ha dichiarato oltre 55.000 euro, con un monte redditi pari al 26,3% del totale

 

Per consultare il report completo con mappe e tabelle interattive
Report interattivo
Infografica
Report su Cm a confronto
Video-pillola sui dati principali

 

martedì 3 aprile 2018

Redditi, 'paperoni' bolognesi: il Comune più ricco è Monte San Pietro

29.518 euro a contribuente, + 12,5% in un anno. Usurpata San Lazzaro di Savena, da anni prima in classifica

I 'paperoni' bolognesi risiedono a Monte San Pietro. Lo rivelano i dati del Ministero dell’economia sulla base delle dichiarazioni dei redditi 2017.

Monte San Pietro, poco più di 11mila bitanti, fa registrare una media di 29.518 euro a contribuente, ossia + 12,5% in un anno. Il paese, che si sviluppa attorno al bacino medio-alto del torrente Lavino, batte San Lazzaro di Savena, che da anni la faceva da padrona, (28.435 euro) ed è seguito da Bologna (circa 27 mila euro) e Sasso Marconi (26.637 euro). 


Buone medie anche per Zola Predosa, Pianoro, Castenaso, Casalecchio, Granarolo, Sant'Agata e il comune terremotato di Crevalcore.

Sono invece più poveri Minerbio e Malalbergo, mentre soffre l'Appennino: brutto anno il 2016 per i cinque comuni di Gaggio Montano (- 0,59% del reddito) Castiglione dei Pepoli 8-1%), Lizzano in Belvedere, Monghidoro, Porretta e Granaglione.


Il dato peggiore è quello di Castel del Rio, (17.923 euro), ma con una crescita del 2,37%.


(Bolognatoday)

sabato 31 marzo 2018

Bologna, redditi diseguali

La media provinciale è di 25.083 euro. Bene la città, arranca la montagna. E a Monte San Pietro si festeggia il reddito medio più alto della provincia


BOLOGNA - La maggior parte dei comuni cresce, ma un gruppo ridotto scende avvitandosi in una crisi che sembra non avere fine. Il database dei redditi pubblicato nei giorni scorsi dal ministero dell’Economia e delle finanze tratteggia una provincia che annovera i redditi medi tra i più alti in Italia e in crescita, ma una montagna che continua a perdere terreno.
La classifica
I dati sono basati sulle dichiarazioni 2017 (su redditi 2016). In testa alla classifica dei 55 comuni del Bolognese ci sono i soliti noti, ma con una rivoluzione in testa: Monte San Pietro è il municipio più ricco della provincia, con una media di 29.518 euro a contribuente. Media che si ottiene dividendo il reddito complessivo (quindi la somma delle entrate per le varie fasce di reddito) per il numero dei contribuenti censiti dal Mef. I dati differiscono lievemente dalle cifre pubblicate dal ministero (seguendo questo metodo l’Emilia-Romagna si attesta a 22.736 euro, mentre per il Mef la nostra regione ha un reddito medio di 23.020), ma il trend non cambia: Monte San Pietro è cresciuta in un anno del 12,5%, un boom inaspettato e lontano da ciò che è successo nel resto del territorio. Ed è passata in testa superando in un colpo San Lazzaro, Bologna e Sasso Marconi, che la seguono con redditi medi rispettivamente di 28.435 euro (+1,15%), 27.127 euro (+1%) e 26.637 euro (+0,57%). Complessivamente in provincia il reddito medio è di 25.083 euro, circa 290 in più rispetto al dato delle dichiarazioni 2016. Oltre ai quattro comuni più ricchi, gli altri sopra la media della Città metropolitana sono Zola Predosa, Pianoro, Castenaso, Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia e Ozzano dell’Emilia. Ma a parte Zola Predosa e Ozzano, che vedono i redditi medi crescere intorno al 2% (più 500 euro), per gli altri le variazioni sono più contenute.

Il caso di Monte San Pietro
A vedere i propri introiti crescere di più in percentuale è San Giorgio di Piano, che registra il trend migliore dopo l’irraggiungibile Monte San Pietro (+3,53%). Ma è sul medio periodo che si possono valutare meglio i cambiamenti nelle dinamiche dei redditi, tra chi sale e chi scende. Perché in uno scenario che anno su anno vede variazioni minime, e che nelle posizioni di testa registra comunque pochi scossoni, se il paragone è tra il 2012 e il 2016 la situazione è più fluida. C’è chi sale in maniera netta: Bentivoglio è passata in appena un quadriennio da essere il ventesimo Comune più ricco della provincia ad essere il quattordicesimo. Un balzo simile lo fanno Sant’Agata Bolognese, che passa dal trentaseiesimo al trentesimo posto, e Crevalcore, dal trentanovesimo (ma il 2012 era l’anno del sisma) al trentunesimo. Lo scenario però non è tutto rose e fiori. E ci sono anche municipi che tra il 2015 e il 2016 si sono impoveriti. Potrebbero sembrare eccezioni, ma riflettono tutte le difficoltà di ampie parti della provincia per cui la campana della ripresa non ha suonato.
I comuni in calo
Minerbio e Malalbergo hanno visto flessioni minime (meno 0,2% e meno 0,3%), mentre in montagna il 2016 è stato un anno da dimenticare. I cinque Comuni in cui il calo è stato più pesante sono tutti in Appennino. A partire da Gaggio Montano: nell’anno in cui si è chiusa (con 243 licenziamenti) la vertenza Saeco i contribuenti hanno perso lo 0,59% del loro reddito, vale a dire 120 euro a testa. A Castiglione dei Pepoli gli introiti sono calati dello 0,7%, meno 130 euro. Il «rosso» si fa più marcato a Lizzano in Belvedere, dove la recessione è stata dello 0,98% (meno 190 euro). A Monghidoro, nei mesi in cui i dipendenti della Stampi Group presidiavano i cancelli della fabbrica per avere i loro stipendi, i redditi medi calavano di 200 euro. Fino ad arrivare ad Alto Reno Terme, la città della Demm, i cui quasi 200 lavoratori sono in cassa integrazione: nel 2017 i residenti di Porretta e Granaglione dichiaravano mediamente 21.386 euro, l’1,62% in meno dell’anno prima. Significa una perdita di 350 euro all’anno, un euro al giorno.
Provincia a due velocità
A testimoniare una provincia che viaggia a due velocità: alta nei vagoni di testa, molto più bassa — se non in retromarcia — nelle retrovie, dove si registrano numeri anche sensibilmente più bassi del resto d’Italia. Con qualche eccezione. Castel del Rio, storicamente il Comune con i redditi più bassi del territorio, registra nel 2016 una media di 17.923 euro: sempre il dato peggiore, ma con una crescita del 2,37%.


giovedì 29 novembre 2012

Sasso Marconi: la 'casta' fa quadrato sulla pubblicazione dei redditi dei amministratori comunali.



La ‘ casta’ fa quadrato e non renderà pubblici i redditi dei singoli componenti del Consiglio comunale e della Giunta.
Una petizione del PDL di Sasso Marconi sulla ‘trasparenza’, corredata  da una raccolta di firme, poi trasformata  in ordine del giorno da votare nel Consiglio comunale di ieri, chiedeva, fra l’altro,  la pubblicazione on line delle denunce dei redditi di tutti coloro che siedono in Consiglio Comunale.
Eugenio Salamone, promotore della petizione, sbandierata come elemento per riavvicinare i cittadini alla politica e ai politici, aveva chiarito che se il Consiglio comunale avesse approvato l’ordine del giorno rendendo quindi  obbligatoria la pubblicazione dei redditi degli amministratori,  non vi sarebbe più stato motivo per continuare la raccolta di firme perché l’obiettivo di assicurare ai cittadini il massimo di trasparenza sarebbe, in quel modo, stato raggiunto.
La sala consiliare
Con sorpresa invece, dopo la discussione consigliare dove la maggioranza ha sostenuto che, in conformità alla legge che non impone agli amministratori comunali la pubblicazione dei redditi nei comuni al di sotto dei 15.000 abitati (a Sasso Marconi ne mancano circa 300 per raggiungere questo numero) e al sacrosanto diritto alla privacy, la pubblicazione poteva avvenire solo su base volontaria o al massimo si poteva rendere obbligatoria la pubblicazione della parte di reddito derivante dalla attività di pubblico amministratore.
Alla fine si è arrivati al compromesso, votato da TUTTI, che solo su base volontaria può avvenire la pubblicazione on line della denuncia dei redditi degli amministratori  con ‘buona pace’ della trasparenza e della ‘coerenza’. 

Incomprensibile il comportamento del  PDL  che avvia una campagna di ‘trasparenza’ e chiama i cittadini a sottoscriverla per poi smentirla immediatamente in Consiglio comunale senza neppure opporre la minima resistenza.

E che dire dei consiglieri che reclamano la ‘privacy’ per loro che amministrano un comune con meno di 15.000 abitanti e non per i consiglieri di comuni più popolati? La privacy è una garanzia soggettiva valida  per tutti e in ogni circostanza, non può essere attiva a seconda del numero di abitanti. Che dire poi della legge che permette una tale discriminazione?

E, soprattutto, cosa pensare degli amministratori di Sasso Marconi  se non che la ‘casta’ è molto favorevole alla trasparenza , però ‘degli altri’. Sicuramente il diniego alla pubblicazione alimenterà il clima di sfiducia e di sospetto nella politica e nei politici.

Stiamo a vedere chi, ‘volontariamente’, pubblicherà il proprio reddito.