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lunedì 16 marzo 2026

Tragico incidente sull’A1: scontro tra due camion nella galleria Monte Mario, un morto e traffico bloccato

 



Grave incidente nel primo pomeriggio di oggi lungo l’autostrada A1. Dalle ore 13:38 i Vigili del Fuoco del Comando di Bologna sono impegnati in un complesso intervento di soccorso in direzione Nord, all’altezza del chilometro 207, all’interno della galleria Monte Mario.

Secondo le prime informazioni, nel sinistro sono rimasti coinvolti due mezzi pesanti che si sono scontrati per cause ancora in fase di accertamento. L’impatto è stato particolarmente violento e ha reso necessario l’intervento di due squadre dei Vigili del Fuoco, supportate anche dall’autogru proveniente dalla sede centrale, impegnata nelle operazioni di messa in sicurezza dei veicoli e della carreggiata.

Il bilancio dell’incidente è purtroppo drammatico: una persona ha perso la vita. I sanitari del 118, intervenuti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Per consentire le operazioni di soccorso, la rimozione dei mezzi incidentati e i rilievi da parte delle forze dell’ordine, il traffico sull’A1 in direzione Nord è stato temporaneamente interrotto. Sul luogo dell’incidente sono presenti anche gli agenti della Polizia Stradale e il personale della Società Autostrade, che stanno gestendo la viabilità e collaborando alle operazioni.

Si prevedono ripercussioni alla circolazione con possibili code e rallentamenti nel tratto interessato. Le cause dell’incidente sono attualmente al vaglio degli investigatori.


sabato 15 febbraio 2020

Morto al Corno un escursionista di Marzabotto

Senza conoscenza e senza documenti, era ricoverato al Maggiore
Da ANSA
 
E' morto un uomo di 59 anni che era stato trovato svenuto al Corno alle Scale sull'Appennino Bolognese. Trasportato all'ospedale Maggiore di Bologna, non c'è l'ha fatta. Si chiamava Tiziano Possenti e abitava a Marzabotto.
   Le sue condizioni erano subito apparse molto gravi, quando era stato trovato privo di conoscenza e ferito in un tratto del sentiero Cai 337, che dal Cavone porta alla Valle del Silenzio, nella zona del Corno alle Scale sull'Appennino bolognese. La prima ipotesi è che si tratti di un escursionista vittima di un infortunio, ma gli accertamenti dei Carabinieri sono ancora in corso. L'uomo, quando è stato trovato era privo di documenti, oltre che di uno scarpone forse perso nella caduta. Era stato avvistato in un boschetto nel pomeriggio da altri due escursionisti, che hanno dato l'allarme.
    Arrivati sul posto, i soccorritori hanno chiesto l'intervento dell'eliambulanza poiché il paziente era privo di conoscenza e con una grave difficoltà respiratoria. E' stato poi trasportato all'ospedale Maggiore di Bologna in codice di massima gravità. A quanto risulta, l'episodio che è costato la vita all'escursionista bolognese non avrebbe avuto testimoni.

giovedì 5 dicembre 2019

Bazzano. Allarmato da rumori sospetti, spara e uccide un uomo.

Una persona deceduta durante un’effrazione in una casa di campagna. Indagano i Carabinieri


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

I Carabinieri hanno avviato le indagini per ricostruire quanto accaduto alle 5 e 10 della notte scorsa a Bazzano, quando il 112 di Bologna, ha ricevuto la telefonata di una donna residente in una casa di campagna, la quale riferiva che il marito, dopo aver sorpreso delle persone ad armeggiare davanti alla porta d’ingresso, aveva esploso dei colpi di pistola da una finestra. Uscendo di casa in attesa dei Carabinieri, i due coniugi hanno rinvenuto il cadavere di un uomo. 

Foto CC Bologna.
Giunti sul posto, i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Bologna Borgo Panigale, unitamente ai Carabinieri della Stazione di Bazzano e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bologna, hanno verificato che l’arma utilizzata dall’uomo era regolarmente detenuta. I sanitari del 118 hanno accertato il decesso dell’uomo che non è ancora stato identificato perché sprovvisto di documenti di riconoscimento.
Sono in corso ulteriori accertamenti. 

Ansa agginge 

    
Un uomo di 68 anni, italiano, custode insieme alla moglie di una dependance di una villa nelle campagne di Bazzano in Valsamoggia - di proprietà di una famiglia fiorentina - sentendo alcuni rumori provenire dall'esterno dell'abitazione ha sparato cinque colpi di arma da fuoco, come è emerso dai primi accertamenti dei Carabinieri coordinati dalla pm Manuela Cavallo.

    A quanto si apprende, alcune persone erano riuscite a forzare l'accesso di un capanno e a portare via alcuni attrezzi trovati poco distante dalla villa dai Carabinieri.


Link Video CC Bologna: https://we.tl/t-YsxbRCNNY8




mercoledì 31 luglio 2019

Trovato morto a Tolè

Scomparso da ieri, era in una scarpata vicino a una strada
 

Il corpo senza vita di Consolato Ingenuo, un 46enne di origine calabrase e  residente nella zona, è stato trovato vicino a una scarpata a lato della strada provinciale 26 a Tolè di Vergato.  L'uomo risultava scomparso da ieri, le ricerche erano in corso.
   
I carabinieri stanno indagando sulle cause della morte, al momento nessuna ipotesi è esclusa.

Non è escluso che il decesso possa essere stato provocato da un trauma cranico.  Era scomparso lunedì. A quanto si apprende, quella sera avrebbe trascorso una serata insieme a un paio di amici in alcuni bar della zona e ci sarebbe anche stata una lite. Poi del 42enne si sono perse le tracce.

martedì 4 aprile 2017

Tragico incidente stradale a Monte San Pietro: un morto e in ferito grave in prognosi riservata.

Foto dei Carabinieri Zola Predosa.
I Carabinieri di Zola Predosa stanno indagando per individuare l'esatta dinamica e risalire alle cause all'origine dell'incidente avvenuto ieri sera, lunedì 3 marzo, intorno alle 23.10, in località Oca di Monte San Pietro, all’altezza del civico 351 di via Lavino. 

Nell' incidente stradale è rimasto coinvolto un motociclista 28enne di Monte San Pietro e il suo passeggero 27enne di Bologna.

Il motociclista, in sella a una Honda Hornet 600, è morto sul colpo, mentre il passeggero è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna e ricoverato in gravi condizioni nel reparto di “rianimazione”.



lunedì 18 gennaio 2016

Morto dopo rissa a Bologna, Pm chiede appello per Carabiniere: “Agì come un pregiudicato”.

Segnalato:

Morto dopo rissa a Bologna, pm chiede appello per carabiniere: “Agì come un pregiudicato”



Il pubblico ministero Beatrice Ronchi ha chiesto il processo d'appello per un militare di 35 anni, assolto in primo grado dall'accusa di omicidio preterintenzionale del tunisino Houssem El Haj.


Non fu legittima difesa: accettò la rissa, come un pregiudicato qualunque, scegliendo consapevolmente di agire con violenza contro un uomo ubriaco, solo e disarmato. Con queste motivazioni il pubblico ministero della procura di Bologna, Beatrice Ronchi ha chiesto il processo d’appello per un carabiniere di 35 anni, allora in servizio nel capoluogo emiliano, assolto in primo grado dall’accusa di omicidio preterintenzionale. Nella notte tra il 21 e il 22 giugno 2011 Houssem El Haj, 28enne tunisino era stato portato all’ospedale con la testa fracassata dopo essere caduto a terra in seguito a una rissa. Il nordafricano morirà un anno dopo.
Quella notte d’inizio estate El Haj era entrato in un locale di via delle Moline, piena zona universitaria di Bologna. Testimoni lo ricordano “in stato di ubriachezza con la tipica postura e il viso sonnolento e perso”. Dopo avere dato una pacca sul fondoschiena a una delle ragazze che erano in compagnia del carabiniere e averle apostrofate con un insulto, il ragazzo nordafricano era stato invitato dal militare (che seppure fuori servizio, si era qualificato col tesserino) a farsi identificare. Ma in risposta l’uomo dell’Arma avrebbe ricevuto dal tunisino un pugno. Da qui la rissa finita per strada. Secondo il giudice per le udienze preliminari – che a settembre aveva assolto il militare con rito abbreviato perché “il fatto non costituisce reato” – qui scatta la legittima difesa.
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Ma per il magistrato della procura della Repubblica le cose invece potevano andare molto diversamente: “Il militare – scrive la pm Ronchi nella domanda di appello – ha ricevuto un pugno da El Haj e ha deciso, scegliendolo, di porre in essere una violenta reazione ai danni dell’extracomunitario. Il pubblico ufficiale, anziché ritrarsi e denunciare l’extracomunitario, anziché chiamare rinforzi, come da protocollo; anziché agire perché le condotte violente si placassero, le ha fomentate, come un pregiudicato qualunque promotore di una rissa al bar, scegliendo deliberatamente di colpire l’extracomunitario che bene vedeva essere in condizioni precarie per lo stato di ubriachezza evidente”.
Secondo il pm un’assoluzione che giustifichi pugni e schiaffi a un ubriaco che non si riesce a immobilizzare, può avere conseguenze pericolose: “Ad avallare, legittimandola con una assoluzione, una tale conclusione”, secondo Beatrice Ronchi, si finirebbe con ampliare “con il dare a qualunque militare d’indole violenta la licenza di uccidere”. Il carabiniere, secondo il magistrato, “aveva la forza fisica per sottrarsi alle percosse, sapeva che c’erano molte persone intorno, anche amici, che avrebbero potuto aiutarlo (mentre il tunisino era solo e barcollante); era consapevole di non essere in pericolo grave per la propria incolumità”.
Gli avvocati del carabiniere si dicono certi dell’innocenza del loro assistito: “L’impugnazione del pm era annunciata fin dal giorno della sentenza. L’avvocato Mariano Rossetti e io affronteremo il nuovo grado di giudizio nella convinzione che la mancanza di responsabilità del nostro assistito verrà confermata”, ha spiegato l’avvocato Cesarina Mitaritonna.
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Ricostruire la vicenda di quella notte è stato tutt’altro che facile per la famiglia di El Haj, che è assistita dall’avvocato Gian Andrea Ronchi. Dopo mesi in cui le indagini, svolte dai Carabinieri, erano sembrate impantanarsi e quasi finire nel dimenticatoio, ci fu un primo indagato: un buttafuori rumeno, poi assolto per non avere commesso il fatto. Il giudice nell’assolverlo aveva rimandato indietro le carte chiedendo approfondimenti. Così nel 2014 le indagini si erano focalizzate sul carabiniere anche se non era stato facile ricostruire quei momenti: alcune testimonianze erano discordanti e le immagini delle telecamere di sorveglianza sulla strada, non essendo state acquisite in tempo, erano andate perdute. Ma ora, dopo anni, il giudice ha comunque messo un punto fermo: fu il carabiniere, e solo lui, a causare la caduta a terra di El Haj.