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domenica 17 dicembre 2017

Presidio sulla futura legge urbanistica: martedì 19 dicembre sotto i palazzi della Regione

Bologna: martedì 19 dicembre, vi aspettiamo al presidio che abbiamo organizzato alle ore 13:45 sotto il Consiglio Regionale durante il voto della legge urbanistica.
Appello ai consiglieri regionali per frenare davvero il consumo di suolo: necessario un limite certo al consumo di suolo, togliendo deroghe per evitare “l’assalto alla diligenza” nei 3 anni transitori.


Marco segnala

Martedì 19 dicembre si voterà in Consiglio Regionale il testo della nuova legge urbanistica. Dopo oltre un anno di dibattiti e impegno e dopo le osservazioni inviate nei mesi scorsi, lanciamo un presidio sotto il Consiglio regionale aperto a tutte le forze ed ai cittadini sensibili alla tutela del territorio.
Un appuntamento nodale, per chiedere ai Consiglieri regionali di chiudere le maglie presenti nel testo di legge, garantendo invece un limite certo ed effettivo al consumo di suolo.
Ad oggi la norma, che pur prevede di azzerare le previsioni dei Piani vigenti, produce una forte semplificazione procedurale con un limite al consumo di suolo solo virtuale, a causa delle numerosissime deroghe presenti.
Preoccupante inoltre la fase di transizione dei prossimi 3 anni, durante i quali i Comuni beneficeranno di procedure semplificate e di un periodo “franco” per poter attuare le previsioni dei Piani oggi vigenti. Un periodo molto pericoloso, dato che già oggi si censiscono numerosi atti dei Comuni volti a mettere in sicurezza le proprie aree di espansione.Chiediamo che nel passaggio in Consiglio si fissi davvero un tetto alla cementificazione del territorio e che la Regione metta sotto controllo il periodo transitorio con strumenti che evitino il rischio di tre anni di urbanizzazione selvaggia, con conseguente nuovo sprawl.
Ribadiamo infine ai Consiglieri Regionali come la legge urbanistica avrà ripercussione sull’ambiente e la vita di tutti i cittadini per i decenni a venire, e sia quindi necessario far prevalere gli interessi collettivi a lungo termine sugli interessi economici legati a modelli espansivi del passato.


mercoledì 29 novembre 2017

Casalecchio di Reno nella top ten dei ricicloni emiliano romagnoli. Terzo tra i comuni con più di 25.000 abitanti


Riceviamo:

                   Il sindaco Massimo Bosso e l'assessore 
Barbara Negroni mostrano la targa ricevuta

Per il terzo anno consecutivo il Comune di Casalecchio di Reno ha ricevuto  il 'Premio Comuni Ricicloni di Legambiente Emilia-Romagna'. L'ufficializzazione e la premiazione sono avvenute il 27 novembre scorso a Carpi in un incontro cui ha partecipato il sindaco Massimo Bosso.

Tra i comuni sopra i 25.000 abitanti, Casalecchio è terzo, con 129,61 kg/abitante per minore quantità di rifiuto pro-capite smaltito (leggermente più alta rispetto all'anno scorso in cui siamo arrivati secondi con 128,4 kg/abitante annui). Primo è arrivato Carpi, balzato in avanti grazie anche all'introduzione della tariffazione puntuale, e secondo Fidenza.
A Casalecchio di Reno anche un premio speciale per la raccolta dedicata ai pannolini da Fater (azienda leader nel mercato dei prodotti assorbenti per la persona che ha ideato un metodo di trasformazione dei pannolini per bambini e ausili per incontinenza in nuove materie prime seconde di elevata qualità).

L'assessore all'ambiente Barbara Negroni ha sottolineato con soddisfazione il risultato raggiunto grazie all'impegno di tutti i casalecchiesi e ha annunciato le novità in arrivo sulla tematica rifiuti: " Ora possiamo fare un ulteriore balzo in avanti con l'introduzione del sistema di tariffazione puntuale. Consapevoli del fatto che la strategia migliore per raggiungere i risultati desiderati sia in termini di raccolta differenziata sia in termini di riduzione dei rifiuti prodotti è l'abbinamento tra sistema porta a porta e tariffa puntuale  (che dal 2020 riguarderà tutti i comuni della Regione Emilia-Romagna), è partita proprio nelle scorse settimane la fase di avvicinamento alla tariffa puntuale: i casalecchiesi possono aderire alla sperimentazione compilando il modulo che si trova sul sito istituzionale o si può ritirare in Municipio. 
L’obiettivo della sperimentazione è quello di individuare un nuovo metodo di calcolo della tassa dei rifiuti (TARI) basato sulla reale produzione degli stessi da parte dei singoli nuclei familiari (sono escluse dalla sperimentazione le utenze commerciali e industriali).
Contemporaneamente, questo percorso ci consentirà di apportare miglioramenti al funzionamento del sistema porta a porta sulla base delle segnalazioni dei cittadini".



La premiazione, con il sindaco Massimo Bosso, l'assessore regionale Paola Gazzolo e i rappresentanti di Legambiente e Fater


venerdì 7 aprile 2017

La Flaminia Militare ritorna dopo secoli di oblio.

Claudio Corticelli, di Legambiente invita, domani sabato 8 aprile, a PIEVE DEL PINO DI SASSO MARCONI per l' INAUGURAZIONE del cartello segnaletico della antica strada romana FLAMINIA MILITARE, in programma alle 11.30. 

Realizzato in forma bilingue (italiano/inglese) e posizionato nei pressi dell'antico tracciato della Flaminia Militare, il cartello fornisce ad escursionisti e visitatori indicazioni storiche e geografiche su questa strada che, secondo le fonti, venne fatta costruire nel 187 a.C. dal console Caio Flaminio per collegare le città di Bologna e Arezzo.

Alla cerimonia di inaugurazione partecipano,  il sindaco di Sasso Marconi 
Stefano Mazzetti, Cesare Agostini e Franco Santi che nel 1979, nei pressi del Monte Bastione, riportarono alla luce un tratto dell'antico tracciato della Flaminia Militare, con la caratteristica pavimentazione in basolato.

La Flaminia Militare cadde infatti in disuso e per secoli, della strada utilizzata dalle legioni romane per gli spostamenti lungo il crinale transappenninico, si perse ogni traccia finché, in seguito alla scoperta di Agostini e Santi, sono stati recuperati e resi nuovamente fruibili ampi tratti dell'antico tracciato. 

Lungo il percorso, tra le province di Bologna e Firenze, sono stati inoltre individuati 7 punti di interesse archeologico che, grazie anche al lavoro dei volontari di Legambiente, è oggi possibile visitare.



La cerimonia di inaugurazione si chiuderà con un brindisi e una passeggiata lungo il sentiero CAI che da Pieve del Pino conduce in località Ganzole.




sabato 28 gennaio 2017

Pendolaria 2016: crescono le differenze tra le aree del Paese. 535,5 milioni di persone su metropolitane e treni regionali ogni giorno. Al Sud -21,9% treni dal 2010 e meno che in Lombardia. “Nelle città e nel Mezzogiorno serve una svolta, mancano progetti e risorse. Ora si punti a farli diventare una priorità e un grande investimento nel futuro del Paese” .

di Legambiente


Ogni giorno in Italia quasi 5,5 milioni di persone prendono il treno per spostarsi per ragioni di lavoro o di studio, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). A crescere in maniera evidente sono, invece, le diseguaglianze tra le Regioni rispetto al numero di viaggiatori e alle condizioni del servizio offerto. È questo il dato saliente del rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente, presentato oggi a Palermo.
Sui 5,5 milioni di pendolari, sono 2milioni e 832mila quelli che usufruiscono del servizio ferroviario regionale (divisi tra 1,37 milioni che utilizzano i convogli di Trenitalia e gli altri 20 concessionari) e 2milioni e 655mila quelli che prendono le metropolitane presenti a Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. Nel 2016 il numero dei pendolari del treno è aumentato di poco: +0,7% rispetto al 2015 per il trasporto ferroviario e +0,6% per quello metropolitano.
La crescita dei pendolari è però un dato con differenze macroscopiche, perché aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi (in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5%) e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido.
In questi anni si è inoltre assistito alla chiusura di oltre 1.120 chilometri di linee ferroviarie, cui vanno aggiunti 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, come per la Trapani-Palermo, la Gemona-Sacile, la Priverno-Terracina, la Bosco Redole-Benevento e la Marzi-Soveria Mannelli in Calabria. Per fare qualche esempio, in Molise non esiste più un collegamento ferroviario con il mare: da qualche mese sono scomparsi i treni che dal 1882 collegavano Campobasso con l’Adriatico e con Termoli. In tutto sono 1.532 km di linee ferroviarie su cui non esiste attualmente alcun servizio passeggeri.

È un Italia che viaggia sempre di più a velocità differenti, quella che viene fuori dal rapporto che, dal 2008, presenta la fotografia della situazione del trasporto ferroviario in Italia e ne racconta i cambiamenti. Sono proprio le differenze e diseguaglianze tra le diverse aree del Paese, ad essere al centro del focus quest’anno. Con realtà dove la situazione è migliorata ed altre, più numerose, in cui ci sono meno treni e anche più lenti che in passato, per via dei tagli ai treni Intercity e a lunga percorrenza e a quelli regionali (tagliati rispettivamente del 22,4% e del 6,5% rispetto al 2010. Continuano intanto i successi dell’alta velocità, con un servizio sempre più in crescita e articolato (dal 2007 +394% sulla Roma-Milano) e un numero crescente di passeggeri (+6% nel 2016, dopo il +7 del 2014 e 2015). Ma risultati positivi li troviamo in altre realtà dove si è puntato sul ferro: dal Tram Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno) a quelli nuovi di Palermo, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto.
 “Abbiamo scelto di presentare Pendolaria a Palermo quest’anno – ha commentato Edoardo Zanchini – Vicepresidente di Legambiente – proprio perché sono il Sud e le città le emergenze dei trasporti nel nostro Paese. Cambiare e migliorare la situazione che vivono ogni giorno milioni di pendolari deve diventare una priorità, non solo per ridurre differenze e recuperare ritardi, ma perché è un grande investimento sul futuro del Paese”.
All’incontro sono intervenuti Orazio Iacono, direttore divisione passeggeri regionale Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, direttore esercizio rete RFI, Giovanni Pistorio, assessore alle infrastrutture Regione Sicilia, Giusto Catania, assessore alla mobilità Comune di Palermo, Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale Legambiente e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, rappresentanti di comitati pendolari.

Per Legambiente la sfida fondamentale del trasporto ferroviario in Italia si gioca al Sud e nelle città.  Basti dire che nelle principali aree metropolitane vivono 25 milioni di persone ed è lì che secondo gli studi continuerà a concentrarsi questa crescita. Proprio nelle nostre città, però, si evidenzia il ritardo più forte in termini di dotazione di trasporto su ferro rispetto al resto d’Europa, dove siamo sotto il 50% rispetto alla media per metropolitane e tramvie, e al 51% per le ferrovie suburbane. Il totale di km di metropolitane in Italia è di 234,2 km, paragonabile a quella di singole città europee come Madrid (291,5) e Londra (464,2), Parigi (219,5 km) e Berlino (147,5 km), che hanno inoltre progetti di sviluppo per aumentare il numero di persone trasportate. Analoga situazione per le ferrovie suburbane, ma il problema più grave non sta tanto però nel ritardo quanto nell’assenza di progetti e risorse per cambiare questa situazione. Roma nel 2016 non ha visto realizzare alcun tratto di metro o linee di tram, e al momento l’unico progetto finanziato riguarda il prolungamento (3,6 chilometri) della metro C fino a Colosseo. Se consideriamo i cantieri in corso della metro, a Roma si dovranno attendere 80 anni per recuperare la distanza dalle altre città europee (in termini di metropolitane ogni 1.000 abitanti). La seconda emergenza è il Sud, dove circolano meno treni, più vecchi e più lenti. Ogni giorno in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity. Per fare un esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale.

Occorre sottolineare che tutte le tratte della Sicilia sono scomode e inefficienti - ha dichiarato il presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna - a danno dei cittadini, soprattutto i pendolari, che sono letteralmente massacrati, e dei turisti. Sulla linea che collega Messina a Siracusa, passando per Catania la velocità media è di 64 km orari e negli ultimi 15 anni i treni si sono ridotti addirittura del 41% e viaggiano meno veloci che in passato. Stiamo parlando di 180 km di linea che collega tre grandi città siciliane, capoluoghi di Provincia, località turistiche e porti. Grave è anche lo stato di degrado delle stazioni. Se vogliamo davvero cambiare il nostro stile di vita è innegabile che invece di tagliare occorre investire sulle ferrovie. Sempre più persone, infatti, preferirebbero il treno all'auto o al pullman, ma in Sicilia la strada è ancora tutta in salita”.

Le ragioni di questa situazione sono da individuare, secondo Legambiente, in alcuni gravi errori compiuti in questi anni nelle politiche dei trasporti. Innanzitutto un trasferimento dei poteri sul servizio ferroviario locale alle Regioni senza indirizzi e controlli. Per cui sono state chiuse linee e cancellati collegamenti senza alcun intervento da parte dello Stato, quando i diritti dei cittadini alla mobilità sono gli stessi da Bolzano a Ragusa e garantiti da risorse pubbliche. In secondo luogo le risorse da parte dello Stato per far circolare i treni regionali sono state ridotte tra il 2009 e il 2016 del 19,1%, e solo poche Regioni hanno investito per garantire il servizio, in tutte le altre sono avvenuti tagli e aumenti dei biglietti. È da sottolineare poi che le Regioni hanno investito pochissimo per potenziare il servizio e comprare treni, in media la spesa per i pendolari non arriva allo 0,29% dei bilanci delle Regioni, ma nel Lazio, in Sicilia, Veneto, Puglia siamo sotto questa cifra. Infine, si è investito e si continua a investire su strade e autostrade, alta velocità ferroviaria relegando le risorse residue agli interventi nelle città e per potenziare le linee al Sud (dal 2002 al 2016 solo il 13,4% delle risorse per le infrastrutture è andato alle città). E sono i numeri di coloro che prendono il treno ogni giorno a far capire l’importanza di guardare a questi processi: 160mila sulle Frecce, 25mila su Italo, 40mila su Intercity, oltre 2milioni e 800mila sui treni regionali, 2milioni e 650 mila sulle metropolitane.

Nel Rapporto è sottolineata la discontinuità positiva portata dal Ministro Delrio al Ministero delle Infrastrutture. In particolare con la riforma del Codice Appalti e il nuovo contratto Intercity, che stabilisce risorse certe in un orizzonte di dieci anni, con controlli e penali, e che permetterà l’acquisto di treni e di recuperare una parte dei tagli effettuati dal 2010 ad oggi (nel 2016 sono stati 23,2 mln i treni*km effettuati, cresceranno a 25,1 mentre nel 2010 erano 30,3), come positivo è anche il finanziamento pluriennale per l’acquisto di autobus. Più complicata la situazione per quel che riguarda le infrastrutture, perché il peso delle scelte passate continua a contare moltissimo rispetto alle priorità di investimento, con la conseguenza che gli investimenti nelle città e al Sud continuano ad avere un ruolo marginale nella programmazione delle risorse per i prossimi anni. Anche da parte di Trenitalia si segnala un’attenzione maggiore nei confronti del servizio ferroviario regionale, con investimenti nell’acquisto di materiale rotabile (500 i nuovi treni che entreranno in servizio), resi possibili dai contratti prorogati con le Regioni. Si vede nei miglioramenti nella pulizia (dove il passaggio alle gare per il servizio è stato un successo), nella puntualità e nei controlli rispetto ai biglietti (che ha portato a un aumento dei ricavi). Anche qui vi sono grandi differenze tra le Regioni, che dipendono dalla capacità delle stesse di organizzarsi rispetto a un ruolo nuovo di programmazione del servizio e di controllo nei confronti dell’operatore, e di individuazione delle risorse aggiuntive per gli investimenti.
Dobbiamo puntare a raddoppiare i pendolari che prendono treni regionali e metropolitani ogni giornoha continuato Zanchini –. Arrivare a 10 milioni di persone al 2030 è una sfida alla portata del nostro Paese e nell’interesse dei suoi cittadini, con vantaggi non solo in termini ambientali, ma di attrattività delle nostre città e dei territori, con ricadute positive sull’occupazione e sul turismo”.
Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Oggi progetti fondamentali di rilancio della mobilità sostenibile nelle città non sono finanziati e nel Mezzogiorno non esiste alcun progetto di miglioramento del servizio tra le città attraverso progetti di adeguamento delle linee e acquisto di treni.  Per cambiare questa situazione occorre mettere queste politiche tra le priorità del Paese, con un ruolo di regia e di controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture che lo porti a spostare l’attenzione dai cantieri delle infrastrutture agli obiettivi e agli interventi necessari per rendere più semplice e sostenibile la mobilità dei cittadini.


mercoledì 19 ottobre 2016

A Sasso Marconi verrà 'pulito il mondo'.

Già da ora un 'grazie' a coloro che sabato prossimo parteciperanno, sabato prossimo 22 ottobre,  alla pulizia del tratto di fiume Reno che fiancheggia lo Scaletto di via Vizzano. 

Chi vorrà aggregarsi sarà il benvenurto.


mercoledì 3 agosto 2016

ESCURSIONE lungo la strada romana FLAMINIA MILITARE


Legambiente informa:


Domenica prossima, 7 AGOSTO, dalle 9 alle 13, si potrà partecipare auna passeggiata un po' impegnativa per visitare i siti di Monte Poggiaccio e Poggio Castelluccio seguendo il tracciato della FLAMINIA MILITARE là dove l'importante strada romana valicava gli appennini dal Passo della Futa prima delle moderne strade asfaltate.
Il ritrovò è fissato alle 8.30 al Passo della Futa presso il parcheggio retrostante il Cimitero Germanico. Per chi preferisse partire da Bologna il ritrovo è alle 7,30 al parcheggio della Certosa di Bologna.


La Flaminia Militare è un preziosissimo sito di età repubblicana, raro esempio di strada romana transappenninica ( che valica gli appennini mettendo in comunicazione, all'epoca, le città di Bologna ed Arezzo) rimasta immutata nel tempo e sepolta nel sottobosco fino ai giorni nostri quando i suoi scopritori, Cesare Agostini e Franco Santi, ne hanno portato alla luce quasi 24 km di basolati.

Dopo la prima escursione del 10 luglio, che ha portato un buon numero di appassionati di trekking e dell'Appennino alla scoperta dei siti di Monte Bastione e Piana degli Ossi, i Circoli LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno e Alto muggello, uno emiliano e l’altro toscano, hanno organizzato una seconda passeggiata in compagnia della natura e della storia.

Le escursioni proposte da LEGAMBIENTE, ormai giunte al loro terzo anno, sono alla portata di tutti, su percorsi ben segnalati dal CAI, e tenute da guide esperte che sapranno raccontare la storia della strada romana dalla sua fondazione al suo declino.
Queste passeggiate sono delle occasioni interessanti e piacevoli per visitare e “toccare con mano” i basolati romani e camminare nel verde del nostro appennino.


Qualora si volesse partecipare LEGAMBIENTE consiglia di vestirsi con abiti comodi e scarpe adatte al trekking.

Per informazioni, tel. 3382918341 (Andrea Morello )



martedì 14 giugno 2016

Legambiente 'prende di mira' il poligono di tiro a segno di Loiano.

Con il titolo 'LEGAMBIENTE con l’esposto alla Procura della Repubblica di Bologna segnala le problematiche ambientali del Poligono di Tiro a Loiano' e  il sottotitolo ' L’Associazione chiede sia verificato il rispetto delle norme, a partire dall’inquinamento acustico e del terreno', Claudio Corticelli ( nella foto) , presidente del Circolo Legambiente SettaSamoggiaReno, ha inviato il comunicato:

E’ già da diversi anni che LEGAMBIENTE, a seguito di segnalazioni da parte di soci e cittadini, si occupa delle problematiche connesse al Poligono di Tiro a Segno di Loiano, in provincia di Bologna.
Questa Sezione di Tiro a Segno Nazionale, situata in località Valsicura nel Comune di Loiano, esercita attività di tiro con armi ad aria compressa ed armi a fuoco, sia al chiuso che all’aperto. Una struttura che confina inoltre con un borgo storico tutelato, che vede la presenza di immobili vincolati ad area agricola con terreni destinati a coltivazioni biologiche: un’area di pregio ambientale oltre che meta di escursioni turistiche.
L’associazione ha presentato nei giorni scorsi un Esposto in Procura, con la richiesta di verifica del rispetto delle norme da parte del Poligono di Tiro di Loiano, anche a seguito di rilevamenti di esperti e della stessa Arpa, che certificano una perdurante situazione di inquinamento acustico con valori oltre i limiti di legge.

Oltre al grave problema dell’inquinamento acustico, LEGAMBIENTE ha evidenziato nell’esposto anche altre possibili irregolarità di carattere ambientale, infatti chiede vengano verificate dagli organi competenti:

  • La struttura ha come barriera di sicurezza solamente una rete di recinzione, oltretutto non presente su tutto il perimetro.
  • Spesso vengono ritrovati da cittadini bossoli e resti di ogive all’esterno dell’area recintata
  • Non c’è documentazione pubblica che accerti la rimozione e bonifica dei materiali contenenti piombo utilizzati per le attività, come ogive e bossoli. Una possibile mancata bonifica che rischia di inquinare l’area, oltre che il corso d’acqua limitrofo, con i metalli pesanti contenuti nei proiettili.
  • Si sospetta inoltre l’utilizzo di sostanze diserbanti in quantità elevate, che potrebbero compromettere la qualità delle vicine colture agricole biologiche, con possibili danni economici per gli agricoltori.
  • Il Sindaco del precedente mandato aveva ipotizzato, per la non conformità di questa struttura, la cessione delle attività e lo spostamento del Tiro, in altro luogo idoneo lontano da centri abitati.

LEGAMBIENTE segnala inoltre che, sul delicato argomento dei Poligoni di Tiro, il Tar del Lazio ha recentemente emanato una sentenza in merito all'agibilità del Tsn di Roma, nella quale sottolinea che l'UITS, Unione Italiana Tiro a Segno non ha alcuna legittimazione a certificare l'agibilità dei poligoni.
Nella sentenza, infatti, si ribadisce che la competenza relativa all'accertamento dell'agibilità dei poligoni (anche di prima categoria) e relative prescrizioni, competono in via esclusiva al Ministero della Difesa e al Genio Militare.

La sentenza è importante in quanto, per tutte le strutture attualmente in funzione su tutto il territorio nazionale, per le quali è stata l'UITS a certificare l'agibilità, si specifica che tutti gli atti compiuti in questo senso dall'UITS sono da considerarsi nulli.
Lo scorso 28 Settembre 2015, lo Stato Maggiore dell’Esercito Italiano ha intimato all’UITS di interrompere l’attività negli stand di tiro di prima categoria.
LEGAMBIENTE non è contro la pratica del tiro sportivo, in quanto è una disciplina importante di preparazione olimpica, ma tale attività non può assolutamente nuocere all’ambiente e alla salute degli abitanti delle zone limitrofe.
Augurandoci che vengano prese da parte della Procura delle adeguate misure per interrompere l’inquinamento acustico e ambientale, per tutelare gli abitanti che abitano proprio accanto all’impianto di tiro a segno, nel contempo continueremo a seguire il caso e ad informare l’opinione pubblica.


mercoledì 25 novembre 2015

Legambiente: "Il Poligono di Tiro a Segno di Vergato è temporaneamente sequestrato".

foto da web
Claudio Corticelli, presidente del Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno, scrive:


Apprendiamo in questo momento che a partire da oggi, mercoledì 25 novembre, 'IL POLIGONO DI TIRO A SEGNO DI VERGATO è temporaneamente sotto SEQUESTRO per ordine della PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BOLOGNA. Il provvedimento è stato preso a seguito dei RILIEVI EFFETTUATI dall'ARPA regionale , per inquinamento acustico e del suolo.

LEGAMBIENTE è dal 2009 che denuncia queste gravi infrazioni. Le nostre richieste sono sempre colpevolmente state disattese, sia da chi aveva responsabilità gestionali, sia da chi aveva ruoli politico-amministrativi nel comune di Vergato. Ora finalmente, dopo ben due nostri esposti alla Procura, inviati nel 2014, le istituzioni preposte stanno tutelando i cittadini e l'ambiente.




martedì 15 settembre 2015

A Vergato si parlerà della ‘proposta di UNA NUOVA legge sui tiro a segno nazionali'.



Il Parlamento italiano affronterà l’ipotesi di nuova disciplina giuridica per la gestione dei ‘tiro a segno nazionali’. Prima firmataria della proposta di legge,  l’onorevole Marilena Fabbri.

La notizia arriva da Claudio Corticelli che in un comunicato scrive:

         L’interessamento del Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno sulla questione dei tiro a segno nazionali è stato colto dall’on. Marilena Fabbri, prima firmataria di una proposta di legge che prevede una nuova e diversa gestione.
         Aspetti principali della proposta sono la valutazione degli impatti e la richiesta di separazione tra chi gestisce i tiro a segno nazionali e chi ha il compito di controllarli.

Marilena Fabbri
La presentazione dell’intera proposta di legge,

DISPOSIZIONI PER IL CONTROLLO SULLA TUTELA DELL'AMBIENTE, DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA PUBBLICA NEI POLIGONI DI TIRO A SEGNO A USO PUBBLIO E PRIVATO
- d'iniziativa di Deputati:
Fabbri, Scanu, Fiano, Pes, Lenzi, Gnecchi, Incerti, D'incecco, Campana, Iori, Carlo Galli, Albanella, Amato, Amoddio, Arlotti, Blazina, Paola Brigantini, Capone, Carra, Crivellari, D'Ottavio, Ginoble, Gribaudo, Marchetti, Meta, Romanini, Scuvera, Sgambato, Valeria Valente, Valiante,

si terrà venerdì prossimo 18 settembre 2015, alle  20.30, a Vergato, presso la sala dell'Unione Appennino Bolognese (adiacente nuova Coop).

Insieme all’ On. Marilena Fabbri, della Camera dei Deputati, ne discuteranno

Vittorio Cogliati Dezza - Presidente LEGAMBIENTE Nazionale
Giulio Kerschbaumer, Segreteria Regionale E.R.
Claudio Corticelli - Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno

moderatore il giornalista Riccardo Tagliati di Radio Citta’ del Capo

Inoltre sono stati invitati:
il Presidente dell'Unione Appennino Bolognese, Romano Franchi
il Sindaco di Vergato, Massimo Gnudi
il Presidente Sezione Tiro a Segno di Vergato, Saverio Suppini.

La partecipazione è libera.


lunedì 9 marzo 2015

Il Circolo LEGAMBIENTE SettaSamoggiaReno ha il suo blog.




Da Claudio Corticelli:

         Il Circolo SettaSamoggiaReno è finalmente online. Un nuovo blog in cui verranno raccolti i temi più caldi e interessanti che emergono nei territori a Sud-Ovest da Bologna, affrontati dall'Esecutivo, per gli affezionati, per coloro che hanno curiosità verso le battaglie positive e costruttive di LEGAMBIENTE per un mondo pulito e ideale.
         Seguendo il consiglio di Marta Fais, presente nel circolo da un anno, è stato aperto uno spazio virtuale che cercherà di raccogliere le attività più rilevanti del circolo, i nostri pareri in merito la politica (ambientale) locale, con la speranza che diventi un luogo di confronto per tutti, iscritti e simpatizzanti, dove poter lasciare commenti e interagire anche con chi potrebbe non essere in sintonia con le idee del Circolo e di LEGAMBIENTE.
                  Il blog si trova a questo link: legambientessr.blogspot.it; oltre alla già nota pagina facebook www.facebook.com/circolo.settasamoggiareno è stato avviato un profilo Twitter @legambiente_ssr .
         È stato poi aggiornato e ordinato l'archivio del Circolo SettaSamoggiaReno, affinchè tutti gli argomenti e i luoghi in cui si rilevano le problematiche ambientali del territorio siano facilmente reperibili: energie rinnovabili, inquinamento dell'aria, controllo idrico, le attività escursionistiche, dai verbali, comunicati,  tesseramento e riunioni, siano facilmente reperibili, per avere la possibilità di fare un confronto tra ciò che è stato e ciò che è attualmente il lavoro di tutto l'Esecutivo, come si sono evolute le iniziative: l'archivio è fondamentale per la storia di LEGAMBIENTE e dei suoi Circoli. Il lavoro delle nostre socie, Annalisa Demaria e Roberta Masetti è quindi di grande importanza.
         Inoltre il Circolo sta aggiornando il proprio profilo presso i siti comunali nei settori dell'Associazionismo. I Comuni di riferimento sono quelli montani e di pianura lambiti dai fiumi Reno, Setta e Samoggia, del Limentra e Lavino.