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giovedì 16 aprile 2020

Venerdì sera va in onda “L’ultimo dei carrai”

Un mestiere scomparso la cui storia è conservata nel museo di Palazzo Comelli. Il video racconta di un mestiere antico, quello dell’artigiano che creava e riparava carri, le cui tracce possono essere ripercorse nell’incantevole scenario di Palazzo Comelli a Bargi, Camugnano.

Giuseppe Gandolfi

di Carmine Caputo


Andrà in onda domani, venerdì 17 aprile, alle 18.50 su Lepida TV, canale 118 del digitale terrestre “L’ultimo dei carrai”, un video realizzato dall’Unione dell’Appennino per celebrare l’inaugurazione del “Museo del Carraio” avvenuta nel 2017 a Camugnano all’interno di Palazzo Comelli, una delle più belle dimore storiche dell’Appennino bolognese.
Il video racconta la giornata dell’inaugurazione (11 novembre 2017) con le interviste e le dichiarazioni delle autorità presenti, ma è soprattutto l’occasione per una lunga chiacchierata con Giuseppe Gandolfi, che
insieme a sua sorella Paola ha voluto donare al comune di Camugnano gli attrezzi e alcuni manufatti appartenuti a suo padre Enrico, l’ultimo dei carrai.

Le immagini ci mostrano poi un’intervista a Renzo Zagnoni, storico esperto dell’Appennino bolognese che aiuta a contestualizzare meglio il quadro economico e sociale in cui la figura del carraio va inquadrata, grazie anche alle mappe storiche originali messe a disposizione da BolognArt, e da una lettura teatrale a cura di Debora Pometti che legge, accompagnata dalle illustrazioni dell’artista Mario Chimienti, un brano tratto dai Miserabili di Victor Hugo che vede protagonista proprio un carraio.

Durante l’intervista il signor Giuseppe racconta di come suo padre avesse amato sin da piccolo i carri, i mezzi di locomozione più diffusi all’inizio del secolo scorso. Non avendo le possibilità economiche per comprare gli attrezzi necessari a costruirli, con quell’ingegno tipico di chi cresce in aree economicamente svantaggiate (la famiglia Gandolfi viene da Santa Maria Villiana, vicino Gaggio Montano), si era dato da fare per costruirsi da solo gli attrezzi stessi. Con gli anni poi la sua passione e il suo talento erano stati ripagati, perché i suoi carri erano divenuti talmente noti da riportare incisa una firma stilizzata (quella che oggi definiremmo logo).

Gandolfi ha anche ricordato come i contadini, quando non erano in grado di comprare un carro intero, si accontentavano delle parti più pregiate come le ruote, arrangiandosi da soli con il resto, con la benevolenza del padre che accettava di vendere loro solo dei pezzi. Altro dettaglio che Giuseppe ha ricordato del padre Enrico è relativo alla profonda conoscenza che costui aveva degli alberi: a seconda del luogo in cui erano cresciuti, infatti, e all’esposizione solare ricevuta, sapeva dire se il legno sarebbe stato più adatto a costruire una ruota, un asse o una porta.

Dopo la seconda guerra mondiale il mestiere di carraio è progressivamente scomparso e il maestro “carraio” Enrico Gandolfi si era adattato a fare il falegname. Oggi parte di quegli strumenti utilizzati per realizzare e manutenere carri e carrozze – torni a pedali, trapani, metri, livelle – sono visibili in una sala allestita nell’affascinante palazzo settecentesco Comelli ( nella foto)  a Bargi, nel comune di Camugnano, non distante dal lago di Suviana, una tappa obbligata per i turisti che frequentino questa zona appenninica.



domenica 29 novembre 2015

I regali di Natale? Si può sceglierli a Monzuno.


Resterà aperto fino alla vigilia di Natale, nella sala Ivo Teglia, il mercatino degli artigiani artisti di Monzuno, inaugurato oggi, domenica 29 novembre alla presenza dell'assessore alla cultura di Monzuno Ermanno Pavesi.
Sulle bancarelle 'il sapere delle mani', da quello che, con l'uso di soli filo, ago e uncinetto sa realizzare intrecci meravigliosi, cari alle nonne di ieri che le artiste monzunesi hanno ripreso e modernizzato, fino a quello che, dando libero sfogo all'estro artistico, sa trasformare oggetti vecchi e ormai in disuso in piccoli preziosi capolavori.

C'è anche la postazione di 'montagna amica' con la proposta dei migliori prodotti che l'Appennino regala ai cultori che sanno individuarli. In particolare sono esposti i mieli e i frutti dell'alveare. 
Tante idee per regali di Natale veramente originali e capaci di stupire grandi e piccini. 





 



giovedì 10 luglio 2014

Capugnano. Il ‘sapere delle mani’ in un libro.





Il Gruppo di Studi Alta Valle del Reno e la Pro loco di Capugnano informano:

Domani, venerdì 11 luglio, alle  21, nella sala della Pro loco di Capugnano verrà presentato ’A Mani Nude’, i mestieri tradizionali raccontati dalle poesie di Simone Maioli e dalle fotografie di Gabriele Mucci.

L’ingresso è libero.