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sabato 12 giugno 2021

Camugnano. Donna lasciò morire cani, indagato anche veterinario

 Operazione delle guardie zoofile Oipa nel Bolognese


Un veterinario è indagato dalla Procura di Bologna nel fascicolo che riguarda il maltrattamento e la morte di 12 cani, trovati un paio di mesi fa nell'abitazione di una donna di 64 anni a Camugnano, sull'Appennino. Lo fa sapere Oipa Bologna.

Durante un'ispezione delle guardie zoofile, intervenute con polizia locale e Ausl dopo la segnalazione di un privato, erano stati rinvenuti cinque cani deceduti e altri sette gravemente denutriti e malati. Con un provvedimento di sequestro preventivo del Gip Sandro Pecorella, i cani ancora in vita sono stati tolti alla proprietaria, indagata per maltrattamento di animali, e affidati alle cure di un canile.
    Proseguendo gli accertamenti, Oipa ha segnalato alla magistratura anche il veterinario, che esercita attività libero professionale sull'Appennino. L'uomo, secondo quanto emerso, era a conoscenza della grave situazione in cui vivevano i cani a casa della signora, ma non lo avrebbe comunicato a chi di dovere. E' accusato di omissione del referto. Il professionista "era stato dalla signora una settimana prima, quando c'erano due cani già in fin di vita - ha spiegato in un'intervista all'emittente E'tv Paolo Venturi, coordinatore regionale di Oipa - ma non aveva fatto nessun approfondimento diagnostico e aveva omesso di denunciare al servizio veterinario dell'Ausl o a un'autorità di polizia quello che stava succedendo. Se lo avesse fatto, forse alcuni animali si sarebbero potuti salvare." La donna di 64 anni alla quale sono stati tolti i cani è in cura per problemi di tipo psichico e non era nuova a vicende di questo tipo. (ANSA).

martedì 25 agosto 2020

Cani e gatti segregati e carcasse in frigo, denunciata

Blitz guardie zoofile e polizia locale in due case nel Bolognese

 © ANSA

Una dozzina di gatti, 24 cani e una tartaruga tenuti rinchiusi in condizioni igieniche fatiscenti, ma anche una trentina di carcasse di cani e gatti deceduti dentro alcuni congelatori. E' quanto hanno trovato le guardie Zoofile di Oipa Bologna e la Polizia Locale di Valsamoggia in due abitazioni, a Bazzano e a Savigno, nel Bolognese. Tutti gli animali vivi sono stati sequestrati e trasportati in strutture idonee, mentre la proprietaria, una donna di 58 anni che viveva con la madre ultraottantenne, è stata denunciata per maltrattamento di animali.
    Viste le sue condizioni di salute e il fatto che non era collaborativa, è stata sottoposta ad accertamento sanitario obbligatorio e ricoverata in ospedale. Il blitz nelle due case di proprietà dello stesso nucleo familiare è stato fatto con un decreto della Procura, dopo che in più occasioni la 58enne aveva impedito l'ingresso alle guardie e agli agenti, intervenuti dopo segnalazioni di vicini che lamentavano degrado e cattivo odore.
    In entrambi gli alloggi ci sono state ispezioni da parte dell'igiene pubblica e, con la collaborazione dei vigili del fuoco, sono state chiuse le utenze in via precauzionale.
    "L'Amministrazione Comunale di Valsamoggia - fa sapere il sindaco Daniele Ruscigno - ha stanziato con un provvedimento di urgenza la somma di 10mila euro per fare fronte alle prime spese, su cui il Comune si rivarrà presso la proprietaria attraverso le sedi giudiziarie competenti" In una intervista all'emittente E'tv, Ruscigno ha spiegato che "da anni i cittadini delle zone interessate reclamavano un intervento di questo tipo, ma finora senza mandato non era stato possibile entrare nelle abitazioni; ora confidiamo di tenere sotto controllo la situazione". Dal sindaco è arrivato anche un invito agli stessi cittadini a dare una famiglia a cani e gatti salvati: "Appena sarà possibile, facciamo appello a tutti ad adoperarsi per l'affido di questi animali, che sono mediamente giovani, e speriamo nel buon cuore delle persone affinché possano prendersene cura e fare trovare loro una casa". (ANSA)

venerdì 21 febbraio 2020

Un 'passaggio' sicuro per i rospi

Volontari aiuteranno gli anfibi ad attraversare le strade

I rospi comuni si apprestano a migrare verso piccoli laghi per la riproduzione ma spesso devono attraversare strade trafficate col rischio di finire schiacciati dalle auto. Per questo nel Bolognese parte la campagna 'Bufo Bufo', che è il nome scientifico del rospo comune, anfibio protetto dalla Convenzione di Berna per la salvaguardia della fauna minore.
    Il progetto è promosso da diverse associazioni, tra cui Wwf, Lav, Animal Liberation, e Guardie Zoofile provinciali: i volontari saranno in campo per la salvaguardia di alcune popolazioni residue di rospo comune nel territorio pre-appenninico. Con la campagna 'Bufo Bufo 2020' in gruppi organizzeranno turni di sorveglianza per aiutare gli anfibi ad attraversare le strade del primo Appennino senza essere schiacciati. (ANSA)