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lunedì 27 aprile 2020

Ripartono cantieri e manifattura export

Bonaccini, sono state accolte dal governo le nostre proposte
 

Da oggi potranno ripartire in tutto il paese le imprese e i distretti del settore manifatturiero la cui attività sia rivolta prevalentemente all'export e le aziende del comparto costruzioni, solo per i cantieri su dissesto, scuola, carceri e edilizia residenziale pubblica. Lo potranno fare solo se in condizioni di rispettare i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Ne dà notizia la Regione Emilia-Romagna, dopo la cabina di regia alla quale ha partecipato il presidente Stefano Bonaccini.
    "E' stata accolta la nostra proposta - ha detto - che in Emilia-Romagna avevamo condiviso con tutte le parti sociali poi avanzato al Governo, anche a nome delle altre Regioni. Cioè la possibilità di far ripartire anche prima due settori - le filiere a maggior valenza internazionale e le costruzioni, riferite alle opere pubbliche - e di farlo attraverso comunicazioni alle Prefetture".
    La possibilità è prevista in una comunicazione inviata dai ministri Roberto Speranza (Sanità), Stefano Patuanelli (Sviluppo economico) e Paola De Micheli (Trasporti) alla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, nella quale forniscono l'interpretazione autentica su quali siano le attività di rilevanza strategica per l'economia nazionale da autorizzare fin da subito se in grado di ripartire rispettando a pieno le misure anti-coronavirus previste nei protocolli di sicurezza. (ANSA).

domenica 15 settembre 2019

Vola export in Emilia Romagna, +4,5% 2/o trimestre

Seconda solo alla Lombardia, in crescita i mercati asiatici

 © ANSA

Continua il trend positivo dell'export in Emilia-Romagna: la regione, grazie al +4,5% fatto registrare nel secondo trimestre 2019, si conferma al secondo posto per valore delle esportazioni e nel primo semestre cresce del 4,7% staccando il Veneto (+1,8%) e ancora di più Lombardia e Piemonte, che invece arretrano. Un andamento positivo determinato dalla capacità di intercettare in particolare i mercati asiatici, mentre il principale contributo settoriale è venuto dall'aumento delle vendite estere dell'altra manifatturiera.
In totale, le vendite all'estero delle imprese emiliano-romagnole sono risultate pari a 17mila milioni di euro, secondo i dati Istat, analizzati da Unioncamere Emilia-Romagna. L'aumento ha trainato quello nazionale che ha mostrato una tendenza positiva, ma più contenuta (+3,3%). L'Emilia-Romagna si conferma come la seconda regione per quota dell'export nazionale (13,9%), preceduta dalla Lombardia (26,8%) e seguita dal Veneto (13,5%) e dal Piemonte (10%).

martedì 29 agosto 2017

Export, Emilia-Romagna ai vertici europei e prima in Italia. Bonaccini: "Crescita e occupazione grazie all'impegno comune nel Patto per il Lavoro"

I dati, riferiti al biennio 2015-2016, sono frutto di un lavoro di analisi svolto insieme da Ice, Università dell’Aquila e Università di Bari. "Una regione che compete con le aree più avanzate a livello internazionale"

 

Dal Portale Regionale.  

Record sull'export pro-capite: è di oltre 12.500 euro il contributo delle esportazioni al reddito dei cittadini, quasi il doppio di quello medio prodotto dalle aree di Usa, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna prese in considerazione in uno studio di Ice, Università dell'Aquila e Università di Bari.

Il presidente Bonaccini: "Una regione che compete con le aree più avanzate a livello internazionale".
La ricerca dimostra come la capacità di creare ricchezza dall’export di Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia sia paragonabile a quella delle aree della Germania più competitive sul fronte dell’internazionalizzazione, uguagliando Baviera e Baden-Wurtemberg.

Insieme a Veneto e Lombardia, l’Emilia-Romagna scala i vertici europei per quanto riguarda l’export, ma risulta al primo posto in Italia se si considera l’export pro-capite: 12.525 euro, superiore a quello del Veneto (11.762 euro) e quasi il doppio di quello medio prodotto dai territori di Usa, Cina, Germania, Francia e Gran Bretagna, pari 7.553 euro.

I dati, riferiti al biennio 2015-2016, sono frutto di un lavoro di analisi svolto insieme da Ice, Università dell’Aquila e Università di Bari, pubblicato nell’ultimo annuario Ice-Istat sul commercio estero e ripreso oggi da Il Sole 24 ore. La ricerca dimostra come la capacità di creare ricchezza dall’export delle tre regioni italiane sia paragonabile a quella delle aree della Germania più competitive sul fronte dell’internazionalizzazione, uguagliando Baviera e Baden-Wurtemberg, colossi tedeschi che vengono però superati se si prende in considerazione l’export pro-capite, ovvero il contributo che le esportazioni forniscono al reddito dei cittadini. E qui, prendendo il valore dell’export prodotto in regione diviso il numero dei propri cittadini, l’Emilia-Romagna con oltre 12.500 euro guadagna il primato nazionale.

E’ un dato straordinario- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini- che dimostra quanto la scelta che abbiamo fatto di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, insieme a ricerca, innovazione e qualità, stia risultando efficace, con risultati concreti su crescita e sviluppo dell’economia regionale. Ed è la prova che davvero l’Emilia-Romagna, coesa e solidale, compete con le aree più avanzate a livello europeo e internazionale, grazie all’impegno comune portato avanti attraverso il  
 Patto per il Lavoro sottoscritto con imprese, sindacati, territori, Università e Terzo settore, che ci ha permesso di ridurre la disoccupazione del 9 al 6,6% in soli due anni, un fare squadra, un lavoro corale che oggi rende possibile l’obiettivo del 4/5% entro il 2020, il che riporterebbe l’Emilia-Romagna a livelli di piena occupazione. Una crescita- chiude Bonaccini- a cui si associano investimenti per potenziare sanità e welfare, a partire dal reddito di solidarietà per le persone in povertà, al quale abbiamo destinato 35 milioni di euro l’anno".



mercoledì 31 dicembre 2014

Il consuntivo 2014 del GRANA PADANO indica l’ EXPORT al +5%. Si brinda al 2015 con entusiasmo e fiducia.




 “Il successo riscontrato qualche giorno fa in Giappone all’evento ‘Messe Nagoya’, dove il 90% del pubblico presente ha certificato un ‘alto gradimento’ per il nostro prodotto, e i dati dell’export del 2014, con un segno positivo del 5%, evidenziano la bontà del lavoro dei nostri produttori e  confermano la fiducia dei consumatori nei nostri confronti”.

Lo riferisce  Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano, commentando i recenti successi ottenuti dal formaggio DOP più consumato del mondo nel Sol Lavante alla fiera 'Messe Nagoya' e valutando, più in generale, l’andamento delle esportazioni nel 2014.

“Con una stima ancora non definitiva – prosegue Berni - possiamo dire che anche quest’anno tendenzialmente le esportazioni di Grana Padano sono cresciute  con circa 1.500.000 di  forme vendute in ogni parte del mondo. Il nord Europa e gli Stati Uniti si confermato per noi mercati vincenti, mentre cresce l’interesse verso il Grana Padano in realtà importanti come la Cina, la Nuova Zelanda e anche l’Arabia Saudita. Ora guardiamo avanti e prepariamoci ad affrontare nel migliori dei modi il 2015 che - conclude il direttore i - sarà caratterizzato da un evento straordinario come l’Expo che avrà proprio l’alimentazione e il cibo come temi centrali”