domenica 25 agosto 2019

Affidi di minori e residenza ai migranti. Muratori vuole chiarezza.



Mauro Muratori ( nella foto), consigliere comunale del centrodestra a Sasso Marconi, interviene sui delicati temi degli affidi di minori e della iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo e in una nota si domanda:

Perchè i Comuni dell'Unione non hanno convocato delle commissioni consiliari, senza bisogno che i consiglieri le richiedano, per spiegare il funzionamento degli affidi dei minori, il loro numero nei vari comuni, chi è il personale ASC e non ASC che segue l'iter degli affidi. Inoltre una o più commissioni su come i vari Comuni hanno intenzione di iscrivere all'anagrafe i cosiddetti 'richiedenti asilo', cosa comporta in termini di spesa e quali siano le eventuali ripercussioni sulla nostra società, tenendo conto anche che non siamo ancora usciti dalla crisi. Queste amministrazioni di sinistra,” dice Muratori, “operano senza fare una dovuta comunicazione ai cittadini, che hanno il diritto di essere informati!”

E Vedegheto ? Dobbiamo aspettare le prossime elezioni

Una frana lungo la strada diretta per Tolè penalizza pesantemente gli abitanti della borgata del comune di Valsamoggia



Vedegheto è la frazione più abbandonata fra quelle all'interno del comune di Valsamoggia”. La denuncia è di un gruppo di residenti che guardano sconsolati la frana che interrompe ormai da due anni la strada verso Tolè, loro centro di riferimento commerciale e per i servizi essenziali .
Fanno a gara a raccontare il loro disagio per essere privati ormai da troppo tempo di un collegamento che permetteva di raggiungere negozi, servizi pubblici e sanitari in meno di 10 minuti, mentre ora sono costretti a un lungo giro sulle colline che richiede un tempo ben diverso, soprattutto in caso di maltempo. Il proprietario di un bosco-castagneto situato al di là della frana spiega che per portare a casa la sua legna è costretto a un giro di molti chilometri passando da Case Bortolani, quando invece la sua casa è a 200 metri dal castagneto. E il disagio non è solo il loro, raccontano, poiché tanti utilizzavano questo comodo tracciato da Tolè, da Cereglio e da Savigno per raggiungere la valle del Reno e il posto di lavoro. Senza contare i cicloamatori e gli amanti del trekking che trovavano in questa strada tra il verde delle colline un ottimo e panoramico itinerario e transitavano volentieri dal borgo di Vedegheto. 
 
Ma ciò che brucia di più è che essi avevano già fatto presente agli uffici preposti dei primi movimenti franosi avvenuti nel febbraio dello scorso anno (2018): “ Non ci hanno ascoltati poiché dopo le prime avvisaglie un intervento poco oneroso avrebbe risparmiato questo disastro che si è poi aggravato nel marzo scorso e che ora richiede una cifra sicuramente molto importante per essere rimediato”, denunciano. Imputato principale per l'accaduto un chiusino, lungo la scolina principale, ostruito da tempo e non più in grado di convogliare lungo il percorso predisposto le acque meteoriche che invece esondano in un tracciato improprio e hanno eroso la fiancata a valle della via. Questa incuria porta il gruppo di Vedegheto a sfogarsi elencando tutti i disservizi che la zona deve sopportare: “Tanto non ci ascoltano mai: abbiamo l'illuminazione pubblica che funzione solo sporadicamente, le buche lungo la strada mai chiuse, la manutenzione generale delle vie dimenticata, persino il cimitero è in una situazione di abbandono, tanto che alcuni giorni fa, in occasione di un funerale, si è dovuto camminare in mezzo ad alte erbacce”. E uno di loro conclude: “ Qui si vedono solo in periodo elettorale. E le promesse si moltiplicano. Poi vengono dimenticate”. Un altro fra il serio e il faceto aggiunge: “Quasi quasi c'è da augurarsi che l'attuale crisi di Governo ci porti alle elezioni. Chissà che Vedegheto non ne abbia un vantaggio”.

Docente universitario massacrato di botte da un clochard olandese

I Carabinieri di Bologna hanno arrestato un 52enne olandese per lesioni personali aggravate.

Foto dei Carabinieri di Bologna.
Ieri pomeriggio il 112 è stato informato che un uomo aveva massacrato di botte un passante che stava camminando sotto i portici di via Santo Stefano a Bologna. 
Artefice del pestaggio un 52enne, clochard olandese con precedenti specifici, che i Carabinieri hanno fermato e immediatamente ammanettato, mentre il malcapitato, docente universitario italiano di 69 anni, è stato trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi per essere medicato e ricoverato a seguito delle numerose ferite riportate al volto, giudicate guaribili in 25 giorni.

Dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri, è emerso che l’aggressore, dopo aver incrociato il docente universitario che stava tornando a casa, senza alcuna ragione, lo ha prima colpito al volto con due pugni, procurandogli uno shock iniziale e facendogli perdere i sensi, poi, quando il malcapitato è caduto a terra, ha continuato a colpirgli il capo ed il costato con estrema violenza.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il malvivente è stato rinchiuso in camera di sicurezza, in attesa di comparire in Tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto, prevista per la giornata di domani.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Sos cimice asiatica, Coldiretti chiede summit Regione

'Perdita di prodotto va dal 40 al 100% in tutto il territorio'



"Con una perdita di prodotto che va dal 40 al 100% in tutta la regione e un danno sulla produzione nazionale che ha raggiunto i 250 milioni di euro, il flagello della cimice asiatica si è trasformato in una vera e propria emergenza ed è necessario organizzare al più presto un incontro con i vertici della Regione per attivare immediatamente una serie di soluzioni per far fronte a una situazione ormai insostenibile". Lo chiede Coldiretti Emilia-Romagna denunciando un impatto della cimice asiatica sulle colture che è oltre "i livelli di guardia".
Gli agricoltori chiedono "che sia garantito un significativo finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità in una situazione in cui dall'inizio dell'estate si sono verificati lungo la penisola 725 eventi estremi tra tempeste, trombe d'aria grandinate e nubifragi, quasi il doppio dello scorso anno (+88%) che hanno devastato le campagne italiane e hanno colpito duramente anche la nostra regione"


Trasporti. Fdi: invertire dati negativi delle performance dei treni dei pendolari

Tagliaferri, Callori e Facci nell’interrogazione evidenziano che i i ritardi e le soppressioni, da inizio anno a luglio, riguardano oltre il 10% delle corse


Invertire i dati negativi sulle performance dei treni dei pendolari, evidenziati anche dalle tabelle fornite dalla direzione regionale Emilia-Romagna di Trenitalia all’assessorato dei Trasporti. È la richiesta che arriva da Fratelli d’Italia che ha depositato un’interrogazione, siglata da Giancarlo Tagliaferri, Fabio Callori e Michele Facci, nella quale si sottolinea come le tabelle fornite dalla direzione regionale di Trenitalia indichino un progressivo peggioramento delle performance dei convogli.
Da inizio anno a luglio- sottolineano in consiglieri- i treni in ritardo o soppressi sono oltre il 10%, con punte, nell’ultimo mese, del 13,4%, in progressione negativa negli ultimi anni. Nel 2018 erano stati 30 mila i convogli che non hanno risposto agli standard previsti, con circa 4 mila treni soppressi: fra le tratte con i maggiori ritardi (uno su cinque) c’è il tragitto Bologna-Piacenza-Milano, gestito da Trenord, ma disagi continui si sono registrati anche per quanto riguarda la fermata di Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino”.

(Andrea Perini)