lunedì 29 febbraio 2016

Casalecchio di Reno. Controlli antidroga e per la sicurezza stradale: tre arresti e 9 denunce.


Tre arresti per spaccio di sostanze stupefacenti, nove segnalazioni alla Prefettura per consumo di sostanze stupefacenti e tre persone deferite per guida sotto l’effetto di alcol, è stato l'esito del servizio di controllo, effettuato, sabato notte, a Casalecchio di Reno, dai militari della Compagnia di Borgo Panigale, con l’ausilio del Nucleo Cinofili Carabinieri di Bologna e dei militari del 5^ Reggimento Carabinieri 'Emilia Romagna'. La finalità è quella di attuare un controllo mirato alla prevenzione e alla repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti.
I tre spacciatori, N.Y., 23enne pregiudicato, nato e residente in provincia di Cuneo, V.M.G., 21enne romena, residente in provincia di Torino, e un 17enne italiano, sono stati fermati in via Gino Cervi, presso il palazzetto dello sport “Unipol Arena”, dove era in corso un concerto di musica “Techno”, e, a seguito di perquisizioni personali, sono state trovate e sequestrate 155 dosi di sostanza stupefacente del tipo “ketamina”, 71 dosi di sostanza stupefacente del tipo “metanfetamina”, nonché la somma in contanti di euro 1.355.
Un milanese 33enne, un beneventano 21enne e una udinese 44enne sono stati deferiti per guida sotto gli effetti dell’alcol, dopo essere stati controllati alla guida delle loro auto nelle vie limitrofe.
I nove deferiti alla Prefettura per detenzione di stupefacente per uso personale, tra i 17 ed i 27 anni, sono stati trovati in possesso, complessivamente, di 45 grammi di marijuana.
I due arrestati maggiorenni sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza dei reparti dell’Arma in attesa del rito direttissimo previsto per la mattina odierna, mentre il 17enne è stato portato presso il Centro di Giustizia Minorile di via del Pratello a Bologna.


I primi vagiti del 'comitato territoriale per il NO nel referendum sulle modifiche alla Costituzione'. Venerdì prossimo un incontro a Marzabotto.


Sulla scia di quanto già fatto a livello Nazionale, come si evince dal Comunicato sottostante, si rende ora necessario dare vita ai Comitati territoriali.
Anche a questo scopo è stata promossa una prima occasione per consentire di avviare i confronto sul nostro territorio, rivolta a tutte e persone ed a tutte le rappresentanze che, anche in modo trasversale ed autonomo, condividono l'obiettivo di scongiurare le nefaste conseguenze che deriverebbero per i nostro Paese dalla manomissione della Costituzione in corso.

Comunicato


Il Senato ha votato il testo della legge costituzionale di cui al d.d.l. Renzi-Boschi 1429 S. e 2613/b C. e il governo Renzi è intenzionato a farla approvare al più presto.

Contando sulla possibilità che si svolga il referendum previsto dall’articolo 138 della Costituzione è stato costituito il“Comitato per il NO nel referendum sulle modifiche della Costituzione”
il 30 ottobre 2015 a Roma, nella forma di Associazione presso il notaio Atlante.

Il Comitato per il NO nel referendum previsto dall’articolo138  si è costituito sulla base della seguente piattaforma politica:

Il disegno di legge costituzionale Renzi-Boschi di riforma della Parte II della Costituzione dissolve l’identità della Repubblica nata dalla Resistenza. È inaccettabile per il metodo e per i contenuti e lo è ancor di più in rapporto alla legge elettorale (52/2015) già approvata.

Nel metodo: è stato costruito per la sopravvivenza di un governo e di una maggioranza privi di qualsiasi legittimazione sostanziale dopo la sentenza con la quale la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del «Porcellum». Molteplici forzature di prassi e regolamenti hanno determinato in parlamento spaccature insanabili tra le forze politiche, portando all’approvazione da parte di possibili maggioranze raccogliticce e occasionali, rese unicamente dal premio di maggioranza dichiarato illegittimo.

Nei contenuti: la cancellazione della elezione diretta dei senatori, la drastica riduzione dei componenti — lasciando immutato il numero del deputati — la composizione fondata su persone selezionate per la titolarità di un diverso mandato (e tratta da un ceto politico di cui l’esperienza dimostra la prevalente bassa qualità) colpiscono irrimediabilmente 11 principio della rappresentanza politica e gli equilibri del sistema istituzionale.
Non basta l’argomento del taglio del costi, che più e meglio poteva perseguirsi con scelte diverse.
Né basta l’intento dichiarato di costruire una più efficiente Repubblica delle autonomie, smentito dal complesso e farraginoso procedimento legislativo, e da un rapporto stato-Regioni che solo in piccola parte realizza obiettivi di razionalizzazione e semplificazione, determinando per contro rischi di neo-centralismo.

Il vero obiettivo della riforma è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo.
Una prova si trae dalla introduzione in Costituzione di un governo dominus dell’agenda dei lavori parlamentari.
Ma ne è soprattutto prova la sinergia con la legge elettorale «Italicum», che aggiunge all’azzeramento della rappresentatività del senato l’indebolimento radicale della rappresentatività della camera dei deputati. Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegnano la camera nelle mani del leader del partito vincente — anche con pochi voti - nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando.

Ne vengono effetti collaterali negativi anche per 11 sistema di checks and balances.
Ne risente infatti l’elezione del capo dello Stato, dei componenti della corte costituzionale, del Csm.
E ne esce indebolita la stessa rigidità della Costituzione.
La funzione di revisione rimane bicamerale, ma i numeri necessari sono alla Camera artificialmente garantiti alla maggioranza di governo, mentre in Senato troviamo membri privi di qualsiasi legittimazione sostanziale a partecipare alla delicatissima funzione di modificare la Carta fondamentale.

L’incontro delle forze politiche antifasciste in Assemblea costituente trovò fondamento nella condivisione di essenziali obiettivi di eguaglianza e giustizia sociale, di tutela di libertà e diritti. Sul progetto politico fu costruita un’architettura istituzionale fondata sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull’equilibrio tra i poteri. Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso. Non basta certo in senso contrario l’argomento che la proposta riguarda solo i profili organizzativi.

L’impatto sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, sul diritto di voto è indiscutibile.
Più in generale, l’assetto istituzionale è decisivo per l’attuazione dei diritti e delle libertà di cui alla prima parte, come è stato reso evidente dalla sciagurata riforma dell’articolo 81 della Costituzione.
Bisogna dunque battersi contro questa modifica della Costituzione.
Ora facendo mancare il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti in seconda deliberazione.
E poi con una battaglia referendaria come quella che fece cadere nel 2006, con il voto del popolo italiano, la riforma — parimenti stravolgente — approvata dal centrodestra.

Per queste ragioni il Comitato per il No nel referendum sulle modifiche della Costituzione ritiene che occorra impedire che questa “riforma” cambi il volto costituzionale delle nostra Repubblica. Su queste basi si è proceduto a costituire Il Comitato per il NO nel referendum costituzionale che si propone dí difendere i principi della vigente Costituzione Repubblicana; e si propone inoltre di promuovere nelle forme previste il referendum previsto dall’art. 138 Cost. contro la legge costituzionale di cui al d.d.l. Renzi-Boschi 1429 5. e 2613 – b C. qualora questa venisse definitivamente approvata, sempre che nel frattempo le Camere non abbiano eliminato o modificato gli articoli palesemente contrari ai principi supremi della Costituzione che al momento la caratterizzano”.

A questo scopo si è costituita una Associazione senza scopo di lucro denominata:
Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione”.

La associazione è stata promossa dal Coordinamento per la Democrazia Costituzionale. 

SEDE LEGALE: Roma, Corso d’Italia 97, presso lo studio dell’avvocato Pietro Adami.

La associazione è regolata dallo statuto ed ha come scopo immediato quello di promuovere la vittoria dei NO nel futuro referendum costituzionale.

Il consiglio direttivo dell’Associazione “Comitato per il No nel referendum costituzionale” è composto da:
Gustavo Zagrebelsky (presidente onorario), Alessandro Pace (presidente), Pietro Adami, Alberto Asor Rosa, Gaetano Azzariti, Francesco Baicchi, Vittorio Bardi, Mauro Beschi, Felice Besostri, Francesco Bilancia, Sandra Bonsanti, Lorenza Carlassare, Sergio Caserta, Antonio Caputo, Claudio De Fiores, Riccardo De Vito, Carlo Di Marco, Giulio Ercolessi, Anna Falcone (vice presidente), Antonello Falomi (tesoriere), Gianni Ferrara, Tommaso Fulfaro (cassiere), Domenico Gallo (comitato esecutivo), Alfonso Gianni, Alfiero Grandi (vice presidente vicario), Raniero La Valle, Paolo Maddalena, Giovanni Palombarini, Vincenzo Palumbo, Francesco Pardi, Livio Pepino, Antonio Pileggi, Marta Pirozzi, Ugo Giuseppe Rescigno, Stefano Rodotà, Franco Russo, Giovanni Russo Spena, Cesare Salvi, Mauro Sentimenti, Enrico Solito, Armando Spataro, Massimo Villone, Vincenzo Vita, Mauro Volpi.


Grizzana Morandi. il consigliere Baldi vuole la bretella Reno-Setta.


 
Il capogruppo della lista civica 'Voltiamo Pagina' di Grizzana Morandi, Mirco Baldi ( nella foto) , chiede la pubblicazione delle sue considerazioni sui due temi, 'il casello nuovo di Rioveggio', lasciato all'abbandono da anni, e la 'bretella Setta-Reno' tornata alla ribalta il 13 gennaio scorso alla Rocchetta Mattei quando l'imprenditore Zaccanti consegnò a Merola le 13.000 firme raccolte nel 2006 a favore di una petizione che richiedeva tale soluzione viaria.
Per tale motivo abbiamo presentato una MOZIONE in Comune a Grizzana sul tema bretella Setta-Reno”, precisa il capogruppo.

Ecco le considerazioni di Baldi 


Dal quel 10 Novembre 2010, giorno in cui si svolse a Rioveggio una riunione nella sala polivalente al centro sportivo, proprio per discutere delle sorti del casello sulla nuova Variante di Valico, ad oggi sono passati ormai 5 anni e NULLA si è mosso. Tutto è rimasto nello STATUS in cui si trovava a quell'epoca.
Purtroppo nell'anno 2016  il nuovo CASELLO di RIOVEGGIO legato alla Variante di Valico è ancora lì com'è stato lasciato, cioè una massa di FERRO all'abbandono. La sua mancata ultimazione ha tagliato fuori l'intera valle del Setta dal traffico Firenze-Bologna e ha portato un danno economico non solo a Rioveggio ma a tutta la vallata.
Proprio in questi giorni i lavoratori delle aree di servizio sulla vecchia A1 Bologna-Firenze denunciano che vi è  crisi in quanto tutto il traffico si è spostato sulla nuova Variante di Valico, che non prevede ALCUNA uscita a Rioveggio in direzione Firenze-Bologna.
Non è questo un problema strategico della nuova Città Metropolitana?
Purtroppo tante e troppe promesse non mantenute hanno portato la Valle del Setta a ridursi come la frontiera del vecchio West,.
Non solo la Regione Emilia Romagna aveva finanziato un progetto di fattibilità per un collegamento della famosa bretella Setta-Reno, l'ipotesi viaria era stato sostenuta da una petizione sottoscritta , grazie all'impegno di tanti, da 12.500 firme. Ma anche questa opera non è stata fatta per una volontà politica anche se il collegamento fra le due valli, quella del Reno e del Setta, sarebbe stato un raccordo necessario e veloce con il sistema ospedaliero (Vergato e Porretta). In questo settore la Montagna si rendeva operativamente efficace e si svincolava dal pesante collegamento con Bologna. Inoltre l'organizzazione ospedaliera della valle del Reno avrebbe avuto ragione di esistere e di migliorarsi.
Mi sembra quindi che la bretella debba essere un punto strategico della nuova Città Metropolitana. O non credete ?
Insomma egregio presidente del Consiglio Matteo Renzi, Lei ha inaugurato una Variante di Valico cui manca la realizzazione di un casello importante perché non sia tagliata fuori un fetta di territorio dell'ex provincia di Bologna. A Lei forse non interessa ma in queste MONTAGNE vivono italiani che vorrebbero continuare a VIVERE e non SOPRAVVIVERE: la differenza è sostanziale.

L'interrogazione:


Calcio: Palermo e Bologna non si fanno male, la partita termina 0-0

Dalla redazione di Radio Frequenza Appennino

Dopo il pareggio di venerdì scorso contro la capolista in molti si erano chiesti se fosse possibile puntare ad un qualcosa in più rispetto alla tranquilla salvezza che tutti si aspettavano.
E questo risultato aveva portato molti tifosi a montarsi la testa, nonostante Donadoni chiedesse prudenza, tranquillità ma soprattutto testa sulle spalle.
La partita di oggi rischiava di rovinare tutto ciò che si era fatto una decina di giorni fa, contro un Palermo in affanno e in disperato bisogno dei 3 punti.
Le due squadre hanno messo in piedi una partita non proprio divertentissima, con poche occasioni da rete ma soprattutto moltissimi errori.
Ma rivediamo insieme la sfida di mezzogiorno e mezza andata in scena al Barbera di Palermo.



 Donadoni scioglie gli ultimi dubbi poco prima del fischio iniziale, e così, a sorpresa, Floccari viene schierato titolare così come Masina, in fortissimo dubbio a causa dell'infortunio che ne ha frenato l'allenamento durante la settimana prima della partita.
La partita parte a rilento, ed è il Palermo che per primo va vicino al gol con Andelkovic che colpisce la traversa con un preciso piattone; tutto vano, visto che l'arbitro aveva fischiato il fuorigioco.
Il Bologna continua a far fatica ad uscire dalla sua metacampo, mentre il Palermo continua a premere sull'acceleratore in cerca del gol del vantaggio: prima Chochev scalda i guantoni a Mirante, poi un paio di pericolosi cross sono prontamente deviati lontano da un attento Maietta. Finalmente il Bologna, verso la metà del primo tempo, inizia a svegliarsi, e lo fa con uno dei giocatori più pericolosi, Mattia Destro, che prova a trovare la rete con un tiro a giro che Posavec devia in corner. L'ultima azione degna di nota di una soporifera prima frazione capita sui piedi di Maresca, quest'oggi decisamente in forma e in grado di prendersi sulle spalle i rosanero, con la punizione dell'esperto centrocampista che si infrange sulla parte esterna della porta.  Dopo 45 minuti a dir poco noiosi e con poche occasioni da rete, il Bologna rimette piede in campo nel secondo tempo con, almeno per i primi minuti, tutt'altro piglio: Destro dopo soltanto due minuti si presenta a tu per tu con il portiere siciliano che, quasi in modo insperato, compie una grandissima parata. Ma sono soltanto mere illusioni, con il Palermo che si mostra ben messo in campo e continua a creare grattacapi per la difesa felsinea: prima Vazquez viene murato da Mirante, che devia la conclusione in angolo, poi nuovamente l'attaccante italo-argentino trova sulla sua strada un monumentale Mirante, che salva il Bologna per ben due volte in pochi minuti. Dopo due cambi voluti da Donadoni al fine di cambiare l'inerzia della partita (Constant per Masina e Brienza per Floccari), i petroniani si iniziano finalmente ad affacciare con più insistenza nei pressi dell'area siciliana, sempre con il loro bomber che, per ben tre volte, non riesce ad inquadrare lo specchio della porta, con le conclusioni dell'attaccante ascolano che si perdono tutte sul fondo; anche Giaccherini e Donsah decidono di mettersi in proprio cercando la conclusione in porta: il tiro dell'esterno offensivo si spegne lontano dalla porta avversaria, mentre è bravo Posavec sul centrocampista ghanese, bravo a cercare il primo palo con un rasoterra preciso. Gli ultimi minuti di gioco si chiudono senza sussulti, con Brienza che in pieno recupero tenta il più classico dei gol dell'ex, senza fortuna. Uno 0-0 che accontenta entrambe le squadre per ciò che si è visto in campo, con nessuna delle due compagini che si è dimostrata più affamata nel cercare di portare a casa il risultato. Quest'oggi in pochi si sono dimostrati meritevoli di un qualcosa in più della sufficienza in pagella, con una nota negativa rappresentata, in parte, da Diawara, quest'oggi non al meglio e oscurato da Maresca in parecchie fasi del gioco. Il ragazzo ha comunque dimostrato buona visione di gioco nonostante qualche appoggio sbagliato. Mbaye come al solito sufficiente, a dimostrazione di come il ragazzo avesse qualità inespresse che piano piano stanno venendo fuori. Nonostante tutto questo è comunque un ottimo punto, ottenuto in trasferta al cospetto di una squadra che dimostra di avere capacità tecniche non indifferenti nei piedi di molti giocatori dal centrocampo in su, con la posizione in classifica che probabilmente non rispetta le reali qualità dei giocatori rosanero. Ora per il Bologna testa al Carpi, con i 3 punti che dovranno essere fondamentali al fine di aumentare sempre più il distacco dalle squadre inseguitrici, con il nono posto che potrebbe, partita dopo partita, diventare sempre più un obiettivo realmente raggiungibile.

domenica 28 febbraio 2016

La Microzonazione Sismica per la prevenzione del rischio. Cos'è? A cosa serve? In che modo riguarda l'Emilia-Romagna? Un approfondimento per conoscere tutto quanto c'è da sapere.

Da E.R. Ambiente. 

 
Microzonazione Sismica, ovvero, la suddivisione dettagliata del territorio in base alla risposta sismica locale. Una mappa in grado di rappresentare come reagiranno le varie aree di un territorio in caso di terremoto. In Emilia-Romagna, di Microzonazione Sismica, se ne iniziò a parlare già a seguito del sisma dell’Umbria e delle Marche del 1997, e dal 2007 gli studi di MS sono obbligatori per l'approvazione degli strumenti di pianificazione urbanistica.
Dal 2009 sia la Protezione Civile nazionale sia il Consiglio dei Ministri hanno emesso una serie di ordinanze – e messo a disposizione una serie di risorse – allo scopo di ridurre il rischio sismico, considerando la Microzonazione la base di partenza. La Regione Emilia-Romagna si occupa della gestione dei contributi previsti dalle leggi ed elabora gli indirizzi per gli studi di Microzonazione, che poi saranno realizzati dai Comuni.
Cos’è la Microzonazione Sismica.
Particolari condizioni geologiche e morfologiche del territorio possono modificare il moto sismico in superficie. La Microzonazione Sismica (MS), dunque, è la suddivisione dettagliata del territorio in base al comportamento del terreno durante il terremoto. Il prodotto principale di uno studio di MS è una mappa in cui sono perimetrate in dettaglio le varie zone del territorio caratterizzate dal diverso comportamento e dai possibili effetti ambientali in caso di terremoto: all’interno di ogni zona la risposta sismica è omogenea.
Microzonazione sismica in Emilia-Romagna.
Nella nostra regione si è iniziato a parlare di MS nella seconda metà degli anni ’90, soprattutto a seguito del terremoto dell’Umbria e delle Marche del 1997: un episodio che ha richiamato l’attenzione di tutti – scienziati, amministratori e urbanisti – sull’importanza delle condizioni geologiche locali nella risposta sismica.
Le leggi regionali.
In Emilia-Romagna valutazioni sull’influenza delle condizioni geologiche locali per la definizione della pericolosità sismica erano già richieste sin dalla prima legge regionale sull’urbanistica (n. 47 del 1978) per l’approvazione dei piani urbanistici nei Comuni classificati sismici (allora erano 96 su 341). Tali studi dovevano essere effettuati secondo la circolare applicativa n. 1288 del 1983.
La nuova classificazione.
La nuova classificazione sismica del territorio nazionale pubblicata nel 2003 – dopo il terremoto del Molise del 2002 – ha classificato come sismici tutti i Comuni d’Italia, suddividendoli in 4 classi a pericolosità sismica decrescente. Vale a dire: Classe 1, pericolosità sismica elevata; Classe 4 pericolosità sismica minima. (Per vedere nel dettaglio la classificazione dei Comuni dell’Emilia-Romagna, clicca qui). Questa riclassificazione ha comportato l’obbligo di effettuare gli studi di pericolosità sismica per i piani urbanistici – precedentemente richiesti, come abbiamo visto, nei soli 96 Comuni classificati sismici – in tutti i Comuni della regione.
Il gruppo di lavoro.
Nel 2004, la Regione ha istituito un gruppo di lavoro per la valutazione delle possibilità e delle opportunità di richiedere la MS per l’approvazione degli strumenti di pianificazione urbanistica in tutti i Comuni. Questo gruppo nel 2006 ha consegnato una proposta di linee guida per la realizzazione di studi di MS per la pianificazione urbanistica come atto d’indirizzo previsto dalla legge regionale 20/2000 ‘Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio’. Tali indirizzi sono stati approvati definitivamente con delibera di Assemblea legislativa il 2 maggio 2007: dal maggio 2007, insomma, gli studi di MS e la valutazione della sostenibilità delle scelte urbanistiche in funzione della pericolosità sismica locale sono obbligatori per l’approvazione degli strumenti urbanistici in Emilia-Romagna. Questi indirizzi prevedono che la MS sia effettuata dai Comuni in fase di programmazione territoriale e pianificazione urbanistica, nelle aree di interesse urbanistico (abitati consolidati e aree di espansione). Per conoscere gli indirizzi, clicca qui.
Gli studi di Microzonazione.
Gli studi di MS sono svolti secondo 3 livelli di approfondimento in funzione delle finalità, delle condizioni geologiche locali e delle risorse disponibili. Il primo livello consiste nell’acquisizione di tutte le informazioni geologiche, geofisiche e geotecniche necessarie per individuare le zone in cui è necessario effettuare la MS e un’analisi dei dati al fine di fornire indicazioni sulle aree che necessitano di approfondimenti di secondo o terzo livello: si tratta, quindi, di un’analisi geologica propedeutica allo studio di MS vero e proprio. Il secondo livello consiste in una stima speditiva, tramite l’acquisizione di dati da prove geotecniche e geofisiche di tipo corrente, dell’amplificazione del moto sismico, mediante formule e abachi, allo scopo di classificare il territorio urbanizzato e urbanizzabile in zone a maggiore o minore pericolosità sismica. Il terzo livello va effettuato nelle zone in cui i livelli di approfondimento precedenti hanno individuato la presenza di particolari criticità geologiche che, in caso di terremoto, potrebbero comportare instabilità. Qualche esempio? I pendii potenzialmente instabili, le aree potenzialmente liquefacibili, le aree con terreni poco consolidati. Questo livello di approfondimento prevede che l’analisi della risposta sismica locale e i valori degli indici di rischio siano valutati sulla base di dati da indagini più approfondite, di sito e di laboratorio.
I contributi nazionali per la MS.
Il tema della Microzonazione Sismica è stato affrontato anche a livello nazionale. Nel 2008 sono stati approvati dalla Conferenza delle Regioni e P.A. gli ‘Indirizzi e criteri per la Microzonazione Sismica’ redatti da un gruppo di esperti coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile a cui hanno partecipato anche le Regioni. Dopo il terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009, gli studi degli effetti e il confronto con le caratteristiche geologiche locali hanno reso ancora più evidente l’importanza degli studi di MS come strumento di conoscenza e prevenzione del rischio sismico. Perciò con l’art. 11 del decreto legge n. 39 del 2009 – convertito dalla l. 77/2009 – il governo ha reso disponibili risorse economiche per 7 annualità da destinare alle Regioni per studi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, tra i quali anche la MS. Questo atto ha dato un notevole impulso agli studi di MS in Italia. In Emilia-Romagna, grazie anche a questi contributi, gli studi di MS finora effettuati riguardano circa il 65% delle aree urbanizzate e di potenziale espansione urbanistica. La realizzazione di numerosi studi di MS, in particolare quelli effettuati per la ricostruzione post sisma di L’Aquila 2009 e dell’Emilia 2012, ha permesso anche la revisione e l’aggiornamento degli indirizzi nazionali e regionali. Dal 2012 le ordinanze attuative contenute nella legge 77/2009 prevedono che, in occasione degli studi di MS, sia realizzata anche l’analisi della condizione limite per l’emergenza (CLE), vale a dire la valutazione della vulnerabilità delle strutture, in funzione anche delle condizioni di pericolosità locale delle aree in cui tali strutture sorgono. Valutazioni necessarie per la gestione dell’emergenza in caso di terremoto, per far sì che l’insediamento urbano conservi l’operatività nella maggior parte delle funzioni strategiche per il superamento della fase di emergenza sismica. Per gli studi di MS e CLE con i contributi della 77/2009 la Regione Emilia-Romagna fornisce i criteri per la realizzazione degli studi, assegna i contributi ai Comuni e coordina gli studi.
I nuovi indirizzi regionali per la MS.
L’esperienza maturata in circa 8 anni di studi conferma l’impianto degli indirizzi regionali, ma le numerose ricerche effettuate, le nuove conoscenze sismologiche e geologiche acquisite, la pubblicazione degli indirizzi nazionali e della nuova Normativa Tecnica delle Costruzioni (DM 14/1/2008) hanno evidenziato la necessità di aggiornare gli indirizzi regionali approvati nel 2007. L’aggiornamento è stato approvato con delibera di Giunta Regionale n. 2193 del 21 dicembre 2015 e pubblicato sul BURERT n. 4 dell’8 gennaio 2016 parte seconda. Questi nuovi indirizzi sono già operativi per i nuovi studi di MS: innanzitutto, è confermato che gli studi di MS devono essere effettuati dai Comuni in fase di pianificazione urbanistica, secondo i 3 livelli di approfondimento già previsti dalla precedente direttiva. L’aggiornamento consiste sostanzialmente nella revisione, grazie ai numerosi nuovi dati, degli abachi per la stima dell’amplificazione del moto sismico (secondo livello di approfondimento) e nell’indicazione di procedure di analisi di terzo livello in accordo con le più recenti pubblicazioni scientifiche di settore.
Un incontro in Regione.
Di microzonazione sismica si parlerà il prossimo 4 marzo in Regione (Terza Torre, viale della Fiera, 8) in un incontro di presentazione dell'aggiornamento degli indirizzi regionali per gli studi di microzonazione sismica (MS) per la pianificazione urbanistica, approvati dalla Giunta Regionale il 21 dicembre 2015 (DGR 2193/2015).