La
grande distribuzione torna a interrogarsi sull’opportunità di tenere aperti i
supermercati la domenica, alla luce del rallentamento dei consumi e
dell’aumento dei costi. È la posizione espressa da Ernesto Dalle Rive,
presidente di Ancc-Coop, che indica il 2026 come un anno ancora difficile per
la spesa delle famiglie italiane.
Secondo Coop, la chiusura domenicale potrebbe
rappresentare una leva per ridurre i costi di gestione, alleggerire
l’organizzazione del lavoro e recuperare marginalità in un contesto segnato da
inflazione, caro-energia e calo dei volumi di vendita. I dati mostrano infatti
una contrazione dei consumi, con una riduzione stimata intorno allo 0,4% nelle
vendite e un crescente orientamento delle famiglie verso il risparmio.
L’analisi evidenzia come una quota
significativa degli italiani stia tagliando la spesa alimentare o modificando
le abitudini: aumenta il consumo domestico, si cucina di più in casa e si
riducono gli acquisti non essenziali. In particolare, circa il 30% dei
cittadini dichiara di aver diminuito le spese fuori casa, mentre il 15% ha
ridotto la spesa complessiva e oltre il 20% segnala difficoltà nel sostenere i
consumi abituali.
In questo
scenario, Coop sottolinea la necessità di un confronto con il governo e con le
associazioni di categoria per ripensare il modello delle aperture festive,
introdotto anni fa per favorire la concorrenza ma oggi considerato meno
efficace. L’obiettivo, spiegano dalla cooperazione, non è penalizzare i
consumatori, bensì adattare il sistema distributivo a un contesto economico
mutato, tutelando al tempo stesso lavoratori e sostenibilità delle imprese.
(Sollecitato da Dubbio)
