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venerdì 24 gennaio 2014

Raccolta di firme contro il gioco d'azzardo.



L’assessore  Massimo Masetti 
presidia il banchetto del 21 gennaio

Il comune di Sasso Marconi  ha aderito all’iniziativa ‘1.000 piazze contro l’azzardo’ e promuove una raccolta di firme a sostegno della legge popolare per regolamentare il gioco d’azzardo in Italia.
 Invita quindi a firmare la petizione all’ufficio comunale ‘@TUxTU con il cittadino’ (num. verde 800-273218). La raccolta di firme si conclude alla fine di gennaio.
Chi vorrà potrà approfittare del banchetto  organizzato al mercato di martedì prossimo, 28 gennaio.  

Sasso Marconi è tra i comuni che hanno sottoscritto il ‘Manifesto dei sindaci per la legalità contro il Gioco d’azzardo’, per sensibilizzare i cittadini sulle dimensioni assunte oggi dal gioco d’azzardo, sui rischi legati alla dipendenza dal gioco e sulla necessità di avere nuovi e più efficaci strumenti legislativi per contrastare questo dilagante fenomeno.

L’obiettivo è quello di ottenere una legge popolare capace di proteggere le persone più fragili e curare chi è dipendente dal gioco, dare potere di ordinanza ai Sindaci, definire in modo certo i luoghi deputati al gioco d’azzardo (e le caratteristiche del gioco), imporre sanzioni e recuperare così le risorse necessarie per un’adeguata attività di informazione e sensibilizzazione.

Per informazioni  sulla campagna,  www.scuoladellebuonepratiche.it
 

domenica 29 gennaio 2012

Quanto ci costano i 'salvatori della Patria'.



RICEVIAMO e PUBBLICHIAMO:

e vediamo se tutti insieme si riesce a far finire questa vergogna italiana:



Inizia ufficialmente la raccolta firme per rendere illegale il trattamento privilegiato della classe politica. Da lunedì tutti i
municipi sono attivi per la raccolta delle firme. Vi invito a firmare
con consapevolezza e senso del dovere, per il nostro bene , per i nostri
figli, per il nostro Paese. Grazie.

Per favore falla girare!!!!!!!!!!!! Grazie!!!!!!!!!!!!


Oggetto: Uno spiraglio di cambiamento da realizzare con urgenza


Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970 n. 352 la
cancelleria della Corte Suprema di Cassazione ha annunciato, con
pubblicazione sulla GU n. 227 del 29-9-2011, la promozione della
proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo:

«Adeguamento alla media europea degli stipendi, emolumenti, indennità
degli eletti negli organi di rappresentanza nazionale e locale».

L'iniziativa, nata in modo trasversale ai partiti e promossa dal gruppo
facebook "Nun Te Regghe Più", dal titolo della famosa canzone di Rino
Gaetano, ha come obiettivo la promulgazione di una legge di iniziativa
popolare formata da un solo articolo:

"I parlamentari italiani eletti al senato della repubblica, alla camera
dei deputati, il presidente del consiglio, i ministri, i consiglieri e
gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle
regioni, i presidenti delle province, i sindaci eletti dai cittadini, i
funzionari nominati nelle aziende a partecipazione pubblica, ed
equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi,
indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di
acquisto nell'unione europea, più della media aritmetica europea degli
eletti negli altri paesi dell'unione per incarichi equivalenti".

La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati
depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani, qui l'elenco
aggiornato in tempo reale dei comuni nei quali è già possibile andare a
firmare:

http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm

L'iniziativa è completamente autofinanziata dai promotori e dagli
aderenti quindi la diffusione dei moduli potrà essere non omogenea,
eventuali segnalazioni di Comuni sprovvisti di moduli potranno essere
effettuate direttamente nel gruppo face book

http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/ <http://www.facebook.com/groups/nunteregghepiu/>

o all'indirizzo di posta elettronica

legge.ntrp@gmail.com

50.000 firme sono il minimo richiesto dalla legge per la presentazione
della proposta, 80.000 sono il numero necessario per sopperire ad
eventuali errori e anomalie di raccolta ma il vero obiettivo è quello di
poter raccogliere le firme di tutti gli italiani stanchi di mantenere i
privilegi di una classe politica capace solo di badare ai propri
interessi personali. Una firma non costa molto, continuare a restare
indifferenti costa molto di più. Andate a firmare nel vostro comune e
non fatelo da soli.

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Uffici raccolte firme in Emilia Romagna, per altre regioni si veda il
link:
http://nunteregghepiu.altervista.org/comuni.htm





--
giulio rancati

cellulare........ 328 73 41 754
casa........... 0523 95 63 81
ufficio......... 0523 49 27 22

venerdì 2 settembre 2011

Il PDL di Sasso davanti ai cancelli della Kemet. Intervista al consigliere Salamone.



Il sole cocente della ‘seconda bolla africana’ non scoraggia i promotori della raccolta di firme a favore della vertenza Kemet.

L’azienda ha annunciato un esubero di oltre 200 lavoratori e fra le tante iniziative finalizzate ad evitare l’ulteriore consistente emorragia di operai nella ex Arcotronics , vi è anche quella del PDL sassese che ha avviato una raccolta di firme che poi invierà al gruppo dirigente della multinazionale.

Il banchetto oggi era all’ingresso dello stabilimento Kemet di Sasso Marconi nell’ora in cui vi è il cambio del turno per facilitare l’adesione dei dipendenti Kemet a questa iniziativa.

La novità della destra in presidio ai cancelli di una fabbrica ci ha incuriosito e abbiamo chiesto a uno dei presenti, il consigliere comunale Eugenio Salamone, (nella foto) se si aspetta un riscontro positivo da tanta attività:

Abbiamo voluto venire anche qui, oltre alle due presenze settimanali del martegì e della domenica in piazza, per sensibilizzare il più possibile la gente su questo grave problema che tocca non solo gli operai Kemet direttamente. Purtroppo ancora molti cittadini non sono al corrente del pericolo che si sta correndo. Ci ha stupito il sostanziale cambio di strategia aziendale in soli due anni. Nel 2008 la Kemet infatti ha presentato un progetto industriale che conservava dei mille esistenti, 700 e rotti posti di lavoro. Ora vuole trasferire due lavorazioni in Macedonia e vuole mantenere in Italia solo la parte relativa alla progettazione e realizzazione di macchine automatiche. Il mantenere a Sasso Marconi, come annunciato due anni fa, il ‘cervello’ produttivo di qualità e il ‘braccio’ produttivo di qualità ci pare una pretesa logica anche dal punto di vista economico”.

Legati all’accordo di due anni fa c’è anche la nascita del nuovo stabilimento Kemet a Borgonuovo e la trasformazione del vecchio complesso aziendale di San Lorenzo in residenziale.

L’intesa del 2008 prevedeva un nuovo stabilimento a Borgonuovo e il trasferimento in tale struttura, realizzata in modo tale da garantire il massimo della funzionalità, delle lavorazioni superstiti di San Lorenzo e di Vergato. Inoltre il salvataggio del presidio produttivo di Monghidoro. Condividemmo quella impostazione perché stabilizzava un importante realtà industriale a Sasso Marconi”.

Kemet chiede al ‘lavoro della vallata’ ulteriori importantissimi sacrifici. Cosa succederà?

C’è il rischio concreto che il Comuni e il sindacato facciano una brutta figura. Potrebbe succedere che la Kemet realizzi il nuovo stabilimento, costringa il sindacato ad un nuovo accordo migliorativo rispetto alla proposta attuale dell’azienda ma peggiorativo rispetto a quello del 2008. Poi commercializzi l’area dello stabilimento di San Lorenzo con la sua grande capacità edificatoria. Tutti così ci guadagnerebbero ad eccezione dei lavoratori il cui numero potrebbe ridimensionarsi se non al numero di cinquecento come annunciato, a un numero comunque di ripiego. Voglio anche precisare che l’importanza dell’argomento, la cui soluzione finale inciderà nella mappa produttiva futura della vallata in modo più che sensibile, non è una questione cui intendiamo dare una lettura politico-partitica. In questo momento, per la gravità della situazione, tutti dobbiamo lavorare per il bene del paese. Lunedì prossimo ci sarà un consiglio comunale aperto su questo tema: speriamo in qualche novità positiva”.

La rottura dell’accordo sul numero degli occupati futuri inciderà anche nella concessione di trasformazione edilizia o no?

Le due cose non sono vincolate in senso stretto, anche se un rapporto c’è poiché, per esempio, la definizione ultima del piano regolatore e la sua approvazione andò a lungo in stand by perché non si trovava la quadra su Arcotronics. Il primo è un accordo sindacale il secondo la riqualificazione di un’area. Noi comunque ci opporremo ad ogni concessione edilizia se la l’azienda americana non terrà fede agli accordi del 2008”.