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domenica 6 giugno 2021

Marta Evangelisti: “Ancora nessun contributo per gli operatori economici dell'Appennino penalizzati a seguito della frana sulla ss64 anche a seguito del lockdown”


Il Consigliere della Città metropolitana di Bologna e Consigliere di Alto Reno Terme, Marta Evangelisti (nella foto), dichiara:

Risale al Febbraio 2019 la frana che ha interessato la SS 64 in località Pavana, nel Comune di Sambuca Pistoiese. Faticosamente, dopo pause, problematiche di amministrative di vario tipo, i lavori di consolidamento stanno proseguendo ed il tratto, dopo un lungo periodo di chiusura, è regolato da un semaforo a senso unico alternato, con una limitazione al transito per i mezzi pesanti.

Ciò comporta quindi, ancora oggi, una forte penalizzazione per tutti gli operatori economici che si avvalgono di quel tratto per i trasporti da e per la Toscana. Non sono pochi nel nostro territorio, considerato che quello era il modo più veloce per accedere a Pistoia e, conseguentemente, anche all’autostrada per Firenze: oggi quel tipo di traffico è deviato sulla SP 64 , anch’essa interessata da una frana, con traffico a senso unico alternato e interruzione semaforica oppure deve servirsi del casello di Sasso Marconi per accedere all’autostrada, in ogni caso con un aumento esponenziale di costi.

E siccome di costi i nostri operatori economici di costi ne stanno sopportando davvero tanti, sarebbe davvero utile quel contributo che era stato promesso loro, causa appunto la lunga chiusura del tratto – da parte anche della Regione Emilia Romagna. Occorre appena ricorda re infatti, come, tutte le Associazioni di Categoria avevano lamentato una diminuzione consistente di fatturato, a seguito della interruzione stradale che, aveva appunto aumentato i costi di trasporto per alcuni, mentre per tutti, aveva fortemente visto compromessi i numeri legati alle vendite, causa il notevole decremento del flusso turistico.

In occasione quindi di una riunione sul tema della frana, svoltasi a Pavana nel marzo 2019, alla presenza di rappresentanze di amministratori della Emilia e della Toscana, fui proprio io a proporre una contribuzione emergenziale, così come le due regioni avevano già fatto, in occasione della frana avvenuta sulla E45 -Viadotto del Puleto. La proposta venne raccolta da entrambi gli esponenti delle regioni ma, mentre la Toscana di li a poco ha provveduto, stanziando Euro 70.000,00 già a far data dal mese di Luglio, l’Emilia Romagna, ha pensato bene di relegare detta contribuzione, a mero spot elettorale, per le elezioni del gennaio 2020. Corrisponde al vero infatti, come fu proprio il Governatore ad annunciare lo stanziamento nel corso del della campagna elettorale e qualcuno, eletto poi in extremis sul territorio e oggi in maggioranza, parlò pure di cifre, euro 200.000,00, salvo poi non fare pervenire nella.

Anche di questo tema quindi, parlerò mercoledì prossimo in Città metropolitana, dove mi confronterò con il Consigliere Monesi, al quale debbo esprimere la mia soddisfazione o meno, rispetto alla risposta pervenuta a fronte della terza interpellanza depositata. Ovviamente non potrà che essere negativa: abbiamo appreso da quelle precedenti come i fondi andassero reperiti (ergo, nel momento in cui venivano promessi come di pronta erogazione, in realtà non esistevano nei capitoli di bilancio), poi che andavano definiti i criteri in forza dei quali attribuire i finanziamenti, ed oggi? Oggi la Città Metropolitana risponde di aver sollecitato ancora una volta la Regione “per chiedere delucidazioni in merito ai fondi stanziati nel bilancio regionale per la situazione in oggetto. Quando verranno erogati, in che modalità e perché ciò non sia ancora avvenuto”. Ebbene, io ritengo che un chiarimento sia necessario e urgente: i nostri operatori economici, oltre che a quel disagio, hanno dovuto sopportare e a maggior ragione – in forza delle istituzioni delle zone Rossa in Toscana ed Arancione in Emilia – ancora oggi sopportano, notevoli cali di fatturato a fronte di una imposizione fiscale che non è mutata. Grave che la Regione non comprenda che, a distanza di quasi due anni, questo contributo economico doveva già essere stato erogato e ancor di più oggi, dovrebbe essere stanziato immediatamente, perché ogni forma di sostegno potrebbe essere vitale per la permanenza in vita dei nostri imprenditori.

La considero una vera vergogna, una ulteriore mancanza di sensibilità e di attenzione intollerabile: chiederò a Merola di interessarsi personalmente di questo tema, in forza del potere federativo che riveste nel ruolo di Sindaco metropolitano”.


venerdì 22 novembre 2019

Riapre la Porrettana a Pavana

Dubbio segnala

Domani, presumibilmente nel pomeriggio, riaprirà la strada Porrettana, che era stata interrotta a Pavana per una frana.
 
La conferma è arrivata dal sindaco di Sambuca Micheletti, che ha ricevuto notizia dall’Anas. 

L’apertura sarà a senso unico alternato.

sabato 28 febbraio 2015

Generali sarebbe morto per un infarto. L'imprenditore di Bologna scomparve dopo una cena di lavoro fatta a Prato e fu ritrovato dopo qualche giorno annegato nel bacino Enel di Pavana. Indagato per omicidio colposo il capo cantiere dell'Anas ma il medico legale dell’imputato ha ribaltato il responso del tecnico della Procura,



Recupero della Porsche nel bacino di Pavana
 di Pasquale Petrella
Da Il Tirreno di Pistoia


 «Carlo Generali è morto per un infarto» e a causa del malore avrebbe perso il controllo della Porsche Cayenne che stava guidando e sarebbe finito nella scarpata prima di inabissarsi nel sottostante bacino Enel di Pavana nel comune di Sambuca Pistoiese. E’ questa la conclusione del medico legale, Pier Marco Leoncini, che ha illustrato davanti al giudice Luca Gaspari, le risultanze della perizia fatta sulla base della relazione del dottor Vassallo, dei reperti istologici e delle fotografie scattate dallo stesso perito nominato nel 2010 (quando avvenne la tragedia), dalla Procura di Pistoia. Il medico legale fiorentino è stato chiamato dall'avvocato Massimo Di Bello, difensore dell'imputato.
Il guard-rail sfondato


Imprenditore scomparso, trovate tracce di un incidente
Le risultanze del dottor Leoncini si sono rivelate diametralmente opposte a quelle di Vassallo che aveva concluso per la morte per annegamento dell’imprenditore settantunenne di Vergato (Bologna), titolare del marchio di moda «Carla G». Conclusioni che, insieme a quelle del perito nominato sempre dalla procura per stabilire la dinamica dell’incidente, avevano portato all’incriminazione del capo cantoniere dell’Anas, Pietro Maddaluno, per omicidio colposo, ritenendolo responsabile di non aver opportunamente segnalato la pericolosità del guard rail nel punto in cui l’auto lo sfondò. E l'Anas è rappresentata nel processo dall'avvocato Francesco La Cava del foro di Roma, anche se non le vengono attribuite responsabilità.


Dell’imprenditore si persero le tracce la sera fra il 3 ed il 4 novembre 2010 quando stava rientrando a casa da Prato dove aveva avuto una cena di lavoro. All’inizio si pensò anche ad un rapimento a scopo di estorsione. Poi tre giorni più tardi l'auto fu individuata sommersa nel bacino artificiale di Pavana e il giorno successivo, quando ormai la procura stava per decidere per lo svuotametno dell'invaso, i sommozzatori dei vigili del fuoco individuarono a poca distanza da dove si trovava l'auto, anche il corpo dell'imprenditore.
Carlo Generali

Il corpo fu restituito ai familiari e cremato ancora prima che la procura decidesse di indagare e poi  chiederne il rinvio a giudizio del possibile responsabile di quella disgrazia. Di qui l’impossibilità per il medico legale Pier Marco  Leoncini di fare a sua volta un esame diretto sulla salma, ma è comunque arrivato alle conclusioni e risposto alle domande anche dell’avvocato di parte civile, Riccardo Grifa di Bologna. Nella prossima udienza verrà ascoltato il professor Virginio Rivano, perito della difesa, sulla possibile dinamica del fuori strada.


mercoledì 3 luglio 2013

Mentre l’Italia economica è in rotta e sta cercando di riorganizzarsi, l’Appennino è all’attacco e rilancia.



Il nuovo abitante dell'Appennino


Mentre l’Italia sta cercando il Piave economico su cui organizzare le forze produttive, arginare la lacerante avanzata della crisi, respingerla e reagire, l’Appennino tosco emiliano si propone di essere uno dei protagonisti della riscossa ed  è già al contrattacco.
Le armi affilate e taglienti in mano agli operatori sono la qualità, la disponibilità e l’intraprendenza. E che gli imprenditori sanno adoperare queste armi è stato dimostrato in occasione di una visita della stampa specializzata ARGA (Associazione Interregionale Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente) ad alcune delle eccellenze dell'Alto Appennino.
 


L'incontro,  organizzato da Vivi Appennino Bolognese, è iniziato con  una visita all'azienda agricola Savigni, nella quale i conduttori hanno presentato l'allevamento dei pregiati maiali ottenuti da un incrocio fra un esemplare di ‘maiale rosa nostrano’ e un verro di cinta senese, il 'Sambucano'.  Ne è risultato un ibrido dalla qualità assolutamente pregiata. In particolare è dotato di una quantità di grasso inferiore a quello di razza tradizionale e con caratteristiche organolettiche molto apprezzate: il grasso è ricco di componenti che incrementano il ‘ colesterolo buono’. Questa particolarità ha consentito alla azienda di aprire ‘una finestra molto interessante’ sul mercato giapponese. I Giapponesi infatti, dopo averne analizzato le qualità e individuato le ottime caratteristiche in sintonia con la cucina del Sol Levante, hanno marcato il prodotto come ottimo e quindi hanno iniziato una sistematica importazione. 
I prodotti dell'azienda



L’Azienda Savigni opera in due aree appenniniche sul confine fra l’Emilia e la Toscana  e dispone di una spazio  che supera i 1200 ettari. Una delle sedi è a Pavana dove è attivo lo spaccio aziendale.





Le semplici eccellenze dell'Appennino
All'Hotel Santoli, con la diretta partecipazione dei produttori, è avvenuta la presentazione di prodotti innovativi di varie ditte. Tra le novità, il ‘ciuccio’ per bambini  in Rizoma di Iris, in grado di preservare la dentatura in via di formazione, dell’azienda Zad Agrodynamics di Poggio di Gaggiola (nei pressi di Porretta Terme). L’azienda, tra l’altro, produce, senza l’uso di sostanze chimiche, preparati agroalimentari partendo da materie prime cresciute in Appennino, come ad esempio  lo Sciroppo di Olivello Spinoso, potente power-drink al miele ricco di sostanze dall’azione antiossidinate sui radicali liberi. 
L’incontro è stato anche l’occasione per apprezzare le Terme di Porretta, con  visita al vicino parco termale e agli stabilimenti, e per ammirare il bel Castello Manservisi di Castelluccio, piccolo scrigno e omaggio della laboriosità dell’uomo (lo si deve al
Il castello Manservisi
‘sarto Manservisi’ il cui vanto è stato quello di essersi ‘fatto’ ed elevato utilizzando le potenzialità del lavoro), con il Museo dei Laborantes,
il più grande museo etnografico della montagna bolognese,  testimone della capacità dei montanari che ancora oggi lo curano con grande attenzione .
Infine la giornata si è conclusa con la visita ad un altro vanto del nostro Alto Reno,  lo stabilimento Caffitaly di Gaggio Montano. Testimonial della imprenditorialità montanara, il presidente Giovanni Zaccanti che, a dispetto della difficile logistica di cui è malato
Giovanni Zaccanti , il suo entusiasmo e le sue attrezzature.
l’Appennino, di un mercato asfittico e di una crisi mondiale incombente, ha il coraggio di ‘inventare’,  ci prende e realizza. Zaccanti con l’entusiasmo giovanile di un imprenditore dalle idee molto chiare, ha presentato in modo semplice e incisivo il frutto dell’intraprendenza del suo gruppo.  L’azienda ha studiato il gusto di utilizzo del caffè e di altre bevande in tutto il mondo, ne ha ottimizzato ogni aspetto in un macinato racchiuso in capsula, da utilizzare nella macchina espresso casalinga, che poi esporta per area (ovviamente ad ogni area viene inviata la tipologia di capsula adeguata perché più gradita). Ciò ha fatto sì che dai 200 milioni di capsule prodotte nel 2007 si è passati a poco meno di un miliardo nel 2012. Titolare di 20 brevetti l’azienda è in continua ricerca per migliorare il proprio prodotto, tamponare falle in caso di superamento del brevetto da parte dei concorrenti e per ottimizzare ancor più la produzione. L’intera linea di produzione è automatizzata e ciò porta al dato significativo che solo l’11 % dei costi di produzione è dovuto alla mano d’opera. Un gran bel risultato.

 Evviva l’Appennino!