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domenica 3 novembre 2013

MOTORSHOW, FAVIA: "BOLOGNAFIERE HA AGEVOLATO LA FUGA DI GL EVENTS DA BOLOGNA"



Il consigliere regionale Giovanni Favia,  indipendente , dopo l'audizione del presidente Duccio Campagnoli in Regione sul caso ‘MotorShow’ scrive:  
La Fiera ha favorito la fuga da Bologna della società organizzatrice del Motorshow. Se si dà, come si è fatto,  la possibilità alla società organizzatrice del Motorshow di pagare di meno, con sconti e continue revisioni delle penali, è logico che si favorisca un loro passo indietro, come poi è puntualmente accaduto. BolognaFiere aveva una sola cosa da fare e non l’ha fatta: quella di far rispettare il contratto a degli imprenditori. Non di modificarlo, tagliarlo e depotenziarlo. 
Secondo la ricostruzione fatta in Regione dal presidente Campagnoli in Commissione, già nel 2009 BolognaFiere concesse gratuitamente l’utilizzo del quartiere fieristico all’organizzazione del Motorshow. Condizioni di favore che continuarono  fino ad arrivare al 2011 quando vennero modificate alcune condizioni del contratto che legava la società francese Gl Events alla fiera: il dimezzamento della quota di minimo garantito (da 50mila a 25mila mq, cioè 4 padiglioni su 13 che BolognaFiere ha a disposizione) e una riduzione del 25% dei costi da pagare. Nel 2012, poi, venne concessa anche la riduzione dei giorni effettivi di fiera, passati da 9 a 5 con l’effetto che i visitatori crollarono da un milione a 400mila.
Dai dati forniti da Campagnoli si evince chiaramente che già dal 2009 si poteva prevedere che il Motorshow, così come organizzato, non avesse molte prospettive. Il rischio di una sua chiusura o un suo spostamento in un’altra città era elevato. E allora mi chiedo il perché si è voluto agevolare questa fuga, aprendo pian piano la porta a questi imprenditori che alla prima occasione hanno salutato tutti pagando meno di quello che avevano messo in preventivo. Se la Fiera avrà un indennizzo, seppur minimo dalla fuga del Motorshow da Bologna, è la città che pagherà il conto più salato visto che l’indotto collegato al quel salone è incalcolabile.
Favia ha anche affrontato anche quelli che ritiene gli altri problemi che riguardano il comparto fieristico bolognese: dai prezzi degli hotel che salgono alle stelle nei giorni di fiera, al sistema di sicurezza inadeguato dentro e fuori i padiglioni (con furti a raffica ai danni degli espositori e venditori abusivi che non mancano di truffare i visitatori) agli immensi spazi inutilizzati. "Abbiamo speso 100 milioni di euro per realizzare due padiglioni a due piani che non piacciono agli espositori perché scomodi e poco adatti alle loro esigenze – ha commentato - Bisogna utilizzarli per altri eventi, metterli a disposizione della città perché altrimenti siamo davanti a uno spreco che non ci possiamo più permettere".

giovedì 1 dicembre 2011

MOTOR SHOW: Attività dell’Arma a tutela delle condizioni del lavoro presso i padiglioni dell’Ente Fiera di Bologna.


Nei padiglioni del MOTOR SHOW, dove si sta lavorando per la prossima edizione della manifestazione sportiva, sono state rilevate numerose irregolarità da parte dei Carabinieri del Comando di Bologna, dal Nucleo CC Ispettorato del Lavoro e della Direzione Territoriale del Lavoro.

L’attività di controllo, coordinata nell’ambito del protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa/Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è stata incentrata sulla verifica della tutela contrattuale e della sicurezza sul lavoro delle maestranze impiegate per le operazioni di montaggio e allestimento degli stand.

L’ispezione ha interessato 6 padiglioni fieristici, e 143 lavoratori, dei quali 35 extracomunitari.

Per 7 imprese, delle 64 operanti, sono state rilevate irregolarità, per le quali sono state applicate sanzioni amministrative per 9.000 euro.

22 persone sono risultate impiegate in nero (di cui 14 extracomunitari con regolare permesso di soggiorno), pertanto per 4 ditte è stato immediatamente applicato il ‘provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale’, già operativo dalle ore 12,00 del giorno stesso e revocabile soltanto dopo l’effettiva regolarizzazione delle maestranze ed il pagamento per ciascun datore di lavoro della sanzione amministrativa di 1500 euro.

Il comando dell’Arma ha sottolineato che: “In considerazione del volume delle forze lavoro impiegate in fiera, il risultato dell’attività rileva comunque un contesto in cui non emergono situazioni diffuse di irregolarità”.