Visualizzazione post con etichetta mensa scolastica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mensa scolastica. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2024

Grave violazione della privacy a Marzabotto: errori nella gestione della mensa scolastica

 

Foto d'archivio

Aria pesante a Marzabotto, dove lo sconcerto dei genitori è palpabile a causa di un grave errore commesso dalla cooperativa che gestisce il servizio mensa scolastica. Un fascicolo di 70 pagine, contenente dati sensibili delle famiglie iscritte al servizio, è stato inviato per errore a tutti gli utenti. Il documento includeva informazioni personali come nomi, cognomi, codici fiscali e perfino lo stato di indebitamento delle famiglie verso la mensa. Questo ha generato forti reazioni di indignazione nella comunità.

Si tratta di un invio non autorizzato, probabilmente dovuto a una distrazione, ma le conseguenze rischiano di essere pesanti. Nonostante la cooperativa abbia cercato di porre rimedio con una successiva email di scuse, il danno ormai è fatto e la richiesta di ritiro della documentazione appare tardiva. Le conseguenze legali sono imprevedibili e non si esclude la possibilità di querele.

Battistini e Castaldini 

L’accaduto è stato immediatamente portato all’attenzione del capogruppo in consiglio comunale di Marzabotto e candidato alle imminenti elezioni regionali per Forza Italia, Morris Battistini. Dopo aver esaminato il documento incriminato, Battistini ha commentato:

"Rimango attonito di fronte a quanto accaduto. La divulgazione non autorizzata di dati sensibili di numerose famiglie è una violazione gravissima del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR). Il fascicolo conteneva non solo nomi e cognomi, ma anche informazioni patrimoniali, mettendo a rischio la riservatezza economica delle famiglie coinvolte. Nonostante le scuse, il danno è fatto. Ritengo sia necessario un intervento immediato del Garante per la protezione dei dati personali, per verificare quanto accaduto e proporre misure correttive nella gestione dei dati in tutti gli appalti pubblici".

Battistini ha inoltre sottolineato il rischio che questo incidente possa alimentare tensioni sociali all’interno della comunità, evidenziando le difficoltà economiche di alcune famiglie rispetto ad altre.

Anche la capogruppo in Regione e candidata alle prossime elezioni per Forza Italia, Valentina Castaldini, è intervenuta sulla vicenda, dichiarando: "È sconcertante vedere con quanta leggerezza vengono trattati i dati sensibili delle famiglie. Informazioni personali e patrimoniali non possono essere divulgate in questo modo. Da tempo sostengo la necessità di una gestione regionale coordinata dei dati personali. Speriamo che episodi come questo spingano l’amministrazione a dare maggiore attenzione alle famiglie".

L’episodio ha sollevato un dibattito che rischia di non limitarsi alla sola Marzabotto, evidenziando problematiche di più ampia portata nella gestione dei servizi pubblici e nella tutela della privacy dei cittadini.

La notizia della grave disattenzione ha suscitato preoccupazione anche da parte della sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi (nella foto). La prima cittadina ha subito chiarito che il Comune non ha alcuna responsabilità per l’inaccettabile violazione della privacy, sottolineando anzi come esso stesso sia parte lesa. Il servizio da cui è scaturita la comunicazione errata alle famiglie, infatti, è affidato a una società operante a livello nazionale. Alla ditta in questione è stato immediatamente richiesto di fornire chiarimenti e di spiegare quali misure intenda adottare per rimediare al gravissimo errore che ha portato alla compromissione dei dati personali.

giovedì 29 settembre 2022

La gestione della mensa scolastica di Vergato è ‘zoppa’.

 Lo denuncia un genitore che si qualifica ‘preoccupato’: le comunicazioni informative sono possibili a un solo coniuge con conseguenti difficoltà  in caso di coppie separate o di lontananza momentanea del genitore abilitato alla comunicazione  


Un genitore  scrive ;

Fino all’anno scorso il servizio prenotazioni pasti alla mensa scolastica veniva gestito dalle maestre, le quali quotidianamente provvedevano a segnalare i bambini assenti e quelli che non avrebbero fruito del servizio.

Dall’anno in corso la gestione della prenotazione mensa è stata demandata alle famiglie mediante il sito e-civis del comune di Vergato.

La cosa di per sé sembrerebbe un miglioramento perché le famiglie da quest’anno potranno disdire autonomamente tale servizio anche se, andando ad approfondire meglio, si scopre che in famiglia può gestire tale servizio solo uno dei due genitori in quanto il bambino è associato, di norma, al genitore che lo ha iscritto a scuola. Ciò comporta che per accedere a e-civis deve essere utilizzato solamente lo spid di quest’ultimo o, in alternativa, la sua carta di identità elettronica o il proprio CNS. L’altro genitore anche se entra su e-civis non vede associato il proprio figlio e non può fare nulla.

Le prime risposte fornite alle famiglie sono state che il genitore non abilitato può comunque entrare con lo spid dell’altro genitore senza pensare che, ovviamente, per entrare con lo spid dell’altro genitore è necessario che esso sia fisicamente presente perché spesso il sistema di accesso richiede una doppia autenticazione basata su una password e su un codice ricevuto via sms o tramite applicazione sul cellulare.

Il servizio scuola del comune, interpellato, sostiene che questa gestione non sia modificabile perché il sistema e-civis abbinerebbe, a loro dire, il bambino allo spid di uno solo dei genitori (come detto sopra).

Chiediamoci ora come possa essere gestibile nel 2022 una situazione del genere pensando ad esempio a situazioni in cui i genitori siano separati o non conviventi, quando uno dei due (quello non autorizzato alla gestione mensa) che ha tenuto il bambino a dormire a casa propria si accorga al mattino che il figlio ha la febbre e che non lo manderà quindi a scuola … il genitore dovrà provare a contattare l’altro genitore chiedendogli il piacere di disdire il pranzo entro le 9:30 dello stesso giorno, termine perentorio per la disdetta oltre il quale il pasto verrà comunque addebitato,  si parla di circa €. 5,50 a pasto.

Pensiamo anche ad altre possibili situazioni nelle quali il genitore “autorizzato” si ammali o vada in ospedale d’urgenza o che debba andare a lavorare in trasferta non essendo quindi in grado di fornire assistenza all’altro genitore per la disdetta del pasto.

Nel 2022, nell’era in cui la telecomunicazione è uno strumento essenziale e che dovrebbe rendere semplice e immediata ogni comunicazione,  questo non può che essere considerato un disservizio…

Un genitore preoccupato

Gli operatori degli uffici comunali coinvolti nella gestione mensa, dopo aver precisato che l’e-civis è ormai utilizzato in tutti i comuni limitrofi con soddisfazione, precisano:

“Come tutte le novità non ancora sperimentate a pieno, anche il servizio e – civis  evidenzia nella prima pratica benefici e carenze. Fra i benefici  quello che la comunicazione diretta del genitore con la mensa può consentire anche di condizionare il menù giornaliero, come, per esempio, richiedere la pasta in bianco se al bambino non piace il condimento del giorno o altro. La denuncia dal genitore è una carenza oggettiva, recepita e trasmessa al gestore dell’e-civis, il quale si è già attivato per operare le opportune correzioni. Ciò richiederà un po’ di tempo, che sarà comunque relativamente breve. Poi si arriverà all’ottimizzazione gestionale”.  

lunedì 4 dicembre 2017

A Casalecchio di Reno si parla di mensa scolastica.

Dal Comune di Casalecchio di Reno
Domani, martedì 5 dicembre, alle 17,30, nella Scuola primaria Ciari, si terrà un incontro sul tema “Mangiare a scuola. Un servizio pubblico di qualità per la tutela della salute del bambino”.

Interverranno, l'assessore Fabio Abagnato, il presidente società Melamangio, Giuliana Bartolini, il dirigente del Comprensivo, Virna Venturoli, la presidente Slow Food Emilia-Romagna, Raffaela Donati e la psicoterapeuta, Giovanna Cuzzani.

Al termine si potrà partecipare ai Tavoli  tematici per confronti e approfondimenti

Sarà organizzato uno spazio ludico per i bambini ed è previsto un aperitivo/cena.

sabato 26 settembre 2015

A Vergato niente fila per i buoni pasto della mensa scolastica: la pratica è online e si paga solo se si mangia.



Senza cordoglio ma con compiacimento, il comune di Vergato annuncia  la ‘morte’ della ‘fila mensa scolastica’. Giustiziere, la procedura on line.

L'ente comunica infatti: 

 C’era una volta la fila in Comune per acquistare i buoni pasto cartacei. I genitori prendevano un permesso dal lavoro o mandavano i nonni a comprare i buoni che poi i bimbi consegnavano a scuola.
Tutto ciò appartiene al passato, perché l’Ufficio Scuola di Vergato si è dotato di una strumentazione informatica che permette di acquistare i crediti necessari direttamente online.
Il procedimento è piuttosto semplice: il cittadino iscrive il proprio figlio al servizio di refezione scolastica attraverso un portale che gli fornisce nome utente e password. Tramite lo stesso portale, può versare in anticipo la somma necessaria per pagare i pasti tramite carta di credito, bonifico bancario o utilizzando un conto PayPal.
Il pagamento avviene tramite l’applicazione PayER sviluppata dalla Regione Emilia-Romagna che garantisce gli standard di sicurezza.
Avvenuto il pagamento lo studente può  fruire della mensa.
Ogni giorno a scuola verrà redatto online (su Lavagna Interattiva Multimediale o su tablet) l’elenco con le presenze degli studenti, che viene reso disponibile immediatamente alle cucine. Gli operatori sanno esattamente quanti pasti preparare e conoscono anche le esigenze specifiche di ogni bambino (intolleranze alimentari, diete diversificate per motivi religiosi o altro). Nessuno spreco di cibo,  nessun costo aggiuntivo per il genitore che non deve neanche preoccuparsi di avvisare dell’assenza del figlio: il sistema infatti gli garantisce che per quel giorno non pagherà il pasto di cui suo figlio non usufruisce.
A fine giornata il costo del pasto viene sottratto dal credito. Eventuali crediti rimasti disponibili a fine anno verranno rimborsati in caso di bambini che terminano il ciclo scolastico, o lasciati a disposizione per l’anno successivo per coloro che continuano ad usufruire del servizio.
L’assessore del Comune di Vergato, dottoressa Anselma Capri,  ha commentato: “Siamo molto contenti di questa iniziativa che facilita l’accesso ai servizi e velocizza le  procedure interne. La tecnologia è parte essenziale della nostra vita e fornisce strumenti che migliorano le nostre relazioni. E' doveroso che anche le comunicazioni con il pubblico possano utilizzare i canali telematici”.

martedì 15 settembre 2015

Non tutti i vergatesi 'digeriscono' il costo della mensa scolastica.



Mentre a Monzuno il dibattito politico si è alimentato con il contenimento dei tempi di accensione dell’illuminazione pubblica, a Vergato ‘tiene banco’ l’aumento dei costi della mensa scolastica, ritenuto eccessivo. Entrambi i provvedimenti sono finalizzati al contenimento dei costi di gestione a carico dell’ente pubblico e a far quindi quadrare il bilancio, sofferente per le diminuzioni dei trasferimenti ‘romani’. A Vergato si è persino organizzato una raccolta di firme di sostegno a una petizione che chiede agli amministratori il ripensamento e il ritorno a costi contenuti dei servizi scolastici.

Giuseppe Argentieri ( nella foto ) ha analizzato gli aumenti, è ha riscontrato qualcosa di preoccupante. In alcuni casi, egli sottolinea,  il buono pasto più la quota fissa che la famiglia è chiamata a sostenere, potrebbe portare il valore pagato del pasto a una cifra superiore a quello che è il costo sostenuto dal Comune per il singolo pranzo. Argentieri ha preso ‘carta e penna’ e ha stilato il suo commento che riportiamo:

“Il Comune di Vergato, con l'approvazione del bilancio preventivo, ha alzato la tassazione IRPEF portandola all'8 per mille, la tassa sui rifiuti del 5%, il costo della sosta  ad 1 euro all'ora e le tariffe della mensa scolastica.
In merito a quest’ultima voce ho  fatto  i calcoli sugli importi annui che ogni bambino paga e il relativo valore reale del buono pasto che si evince dalla somma della quota fissa annuale con il valore giornaliero del buono pasto.
Dai dati emerge chiaramente come le quote reali sono decisamente alte. Basti pensare che il Comune di Castel d'Aiano fa pagare euro 4,00 come buono pasto e 80 euro annuali come quota fissa.
Ho calcolato le quote dividendo la quota fissa per 200 giorni che sono quelli previsti di scuola per legge.
Se il bambino è assente il valore del pasto aumenta in rapporto alle assenze, arrivando alla situazione dove, superando i 7 euro (quota indicata come costo reale del pasto al Comune), la famiglia paga di più del costo che sostiene il Comune, cosa questa che solleva dubbi di costituzionalità e di opportunità.
Dai dati emerge anche che l'incidenza del pasto scolastico annuo è in molti casi superiore al 10% del valore isee famigliare della fascia di riferimento, rappresentando un peso rilevante per la famiglia stessa.
Capisco che i continui tagli dal Governo centrale stiano rappresentando un problema pesante per le amministrazioni comunali ma gli aumenti dovrebbero essere graduali e comunque non contemporanei su tutte le voci di bilancio, alla luce anche del fatto che è stato assunto un direttore generale che incide sul bilancio per 43000 euro di contratto più altri 15000 di incentivo ad personam per titoli in suo possesso.
L'assenza di riduzioni delle rette scolastiche per famiglie numerose con più utenze sottolinea, se ce ne fosse stato ulteriormente bisogno, la totale mancanza di sensibilità di questa amministrazione nei confronti dei nuclei famigliari numerosi.

Il tema è stato affrontato anche da Loris Bonantini ( nella foto) , il quale, senza scorciatoie e tatticismi,  indica negli aumenti dei servizi scolastici il collante che dovrebbe portare le minoranze vergatesi a fare quadrato e avviare con maggior forza una azione risolutiva. “Analizzando i dati degli aumenti della mensa scolastica sono rimasto allibito”, dice Bonantini. “Sono inspiegabili, se si considera che si aggiungono ad altri aumenti, come l’addizionale Irpef  e la tassa sui rifiuti. Auspico una collaborazione fra le opposizioni per una azione comune che ridia ‘senso economico’ ai servizi comunali e perché chiedano un Consiglio comunale straordinario se l’amministrazione  non si ravvede e ritorna sui suoi passi. Ciò che sta accadendo è un ulteriore stimolo ed evidenzia ancora una volta l’opportunità che le opposizioni vergatesi trovino una intesa per incidere sulle scelte sbagliate attuali e per individuare il percorso da seguire affiancate  per le prossime tornate elettorali”.   


Abbiamo calcolato i reali costi che ogni famiglia deve sostenere per bambino per l'uso della mensa scolastica.
Tariffe reali refezione scolastica:
1° fascia ISEEda 0,00 a euro 6500,00                      scuola dell'infanzia  euro 445 anno  2,23 a pasto     
                                                                                  scuola primaria         euro 442 anno  2,21a pasto
2° fascia ISEE da 6500,00 a euro 10632,94             scuola dell'infanzia   euro 723 anno  3,6 a pasto
                                                                                  scuola primaria         euro 696 anno  3,48a pasto
3° fascia ISEE da 10632,95 a euro 20000,00           scuola dell'infanzia  euro 1158 anno 5,80 a pasto
                                                                                  scuola primaria        euro 1075 anno 5,38 a pasto
4° fascia ISEE da 20000,01 a euro 30000,00           scuola dell'infanzia  euro 1257 anno 6,29 a pasto
                                                                                  scuola primaria         euro 1168 anno 5,84 a pasto
5° fascia superiore 30000,00 e in assenza di ISEE   scuola dell'infanzia  euro 1356 anno  6,80 a pasto
                                                                                  scuola primaria           euro1267 anno 6,35a pasto

I costi a pasto sono calcolati su 200 giorni di fruizione del servizio mensa scolastica.
Nel momento che il bambino usufruisce del servizio per meno giorni il costo reale del  pasto aumenta perchè la quota fissa annuale deve essere divisa su meno giorni di fruizione reale del servizio, ad es:
5° fascia  non utilizzo di 10 giorni   infanzie euro 6,89        primaria 6,44
                non utilizzo di 20 giorni   infanzia euro 7,00        primaria 6,55
                non utilizzo di 30 giorni   infanzia euro 7,13        primaria  6,68
                non utilizzo di 40 giorni   infanzia euro 7,28        primaria  6,82
Alcune considerazioni sono d'obbligo;
                     esiste la reale possibilità che il costo del singolo pasto che la famiglia deve sostenere sia superiore al reale costo che l'Amministrazione Comunale sostiene indicato in euro 7, valore dei buoni pasto occasionali, operazione questa che solleva dubbi di costituzionalità;
                     le tariffe sono comunque estremamente elevate, dato che emerge dalla comparazione con quelle della maggior parte dei Comuni limitrofi;
                     in molti casi l'incidenza supera il 10% dell'ISEE famigliare;
                     totale assenza di sensibilità verso i nuclei famigliari numerosi perchè, anche se previsto nel regolamento, non è stata indicata nessuna riduzione percentuale per eventuali utenze famigliari multiple.
Penso che ogni commento sia superfluo.

Il consigliere Comunale
Argentieri Giuseppe