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venerdì 3 ottobre 2025

Ricordo, Memoria e Impegno: perché “mai più” non resti solo una parola

 

Il gruppo “Cittadini contro la guerra – art. 11, Marzabotto” rinnova il proprio impegno nella commemorazione annuale dell’eccidio nazifascista consumatosi nell’autunno del 1944 nell’area di Monte Sole, Marzabotto, Grizzana e Monzuno:  vogliamo portare avanti una memoria viva che non si limiti al ricordo, ma diventi strumento di riflessione, presa di coscienza e azione per il presente. Non basta commemorare: occorre vigilare, educare, denunciare. Il mondo di oggi ci impone responsabilità: ripudiamo ogni guerra, promuoviamo la diplomazia, sosteniamo chi lavora per la pace.

Dante Franchi ha inviato:



In questo giorno di memoria, ci uniamo alle voci che gridano: mai più la guerra, mai più l’odio, mai più la sopraffazione del più forte sul più debole.


domenica 29 settembre 2024

Marzabotto ricorda l’eccidio di Monte Sole: Mattarella e Steinmeier insieme per l'80º anniversario

 



Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà oggi a Marzabotto per commemorare gli 80 anni dall’eccidio nazifascista. Alla solenne cerimonia parteciperà anche il Presidente della Repubblica Federale Tedesca, Frank-Walter Steinmeier, insieme a rappresentanti delle istituzioni e a una vasta folla di cittadini.

Davanti al municipio, un corteo composto da migliaia di persone ha atteso l’arrivo dei due capi di Stato, giunti a Bologna intorno alle 11:30. Successivamente, Mattarella e Steinmeier incontreranno i familiari delle vittime a San Martino, il borgo che fu teatro di una delle più terribili stragi naziste, avvenuta il 30 settembre 1944. La cerimonia prevede la deposizione di corone in memoria delle vittime, seguita dai discorsi ufficiali dei due presidenti in piazza a Marzabotto, dove un maxischermo permetterà ai presenti di seguire l’evento.

"Il male è molto più pericoloso senza giustizia", ha sottolineato il cardinale e presidente della CEI, Matteo Zuppi, durante la messa nella chiesa parrocchiale di Marzabotto. Il cardinale ha inoltre ricordato Ferruccio Laffi, sopravvissuto alla strage e testimone dell’eccidio, scomparso nel gennaio scorso. "La giustizia è più forte della vendetta", ha aggiunto Zuppi, invitando a contrastare il male con l’amore.

Paolo Elmi, presente alla commemorazione, ha raccontato la sua storia personale: "A Monte Sole ho perso 16 parenti, tra cui tre zie e mia nonna materna. Io mi salvai perché ero stato sfollato due giorni prima". Elmi, che ha partecipato anche al processo al Tribunale militare di La Spezia per l’eccidio di Monte Sole, ha concluso: "La cosa che mi ha fatto più male è stata la liberazione del maggiore Walter Reder", condannato all'ergastolo nel 1954 per la strage e liberato nel 1985 dopo aver trascorso 40 anni nel carcere di Gaeta.

Il Ministro per le Riforme Istituzionali, Elisabetta Casellati, ha dichiarato: "Oggi commemoriamo l’eccidio di Monte Sole e Marzabotto, una delle tragedie più atroci della Seconda Guerra Mondiale e della storia del nostro Paese. Tra settembre e ottobre del 1944, le truppe naziste, con la complicità delle milizie fasciste, massacrarono quasi 800 civili inermi, inclusi bambini, anziani e donne. In un momento storico segnato da conflitti e tensioni internazionali, la memoria di questo crimine ci ricorda quanto profondo sia l'abisso in cui l’umanità può sprofondare quando guerra, odio e intolleranza prevalgono".

venerdì 27 settembre 2024

Le vittime di Monte Sole ricordate nelle preghiere domenicali a Sasso Marconi


Domenica prossima,  29 settembre, in occasione dell'80° anniversario dell'eccidio di Monte Sole, le comunità parrocchiali di Sasso Marconi, San Lorenzo, Battedizzo e Sirano renderanno omaggio alla memoria delle vittime durante la Santa Messa delle 11 presso la chiesa di San Pietro a Sasso Marconi. 



sabato 2 dicembre 2023

Si commemora a Marzabotto Francesco Pirini

Fu uno dei superstiti della strage di Monte Sole. Alla fine perdonò i carnefici della sua famiglia.

 


A un anno dalla scomparsa viene oggi ricordato a Marzabotto Francesco Pirini, superstite dell’eccidio di Monte Sole, che perse in quei tragici giorni di fine settembre ‘del 44 ben 14 famigliari.

La sua famiglia ebbe la sventura di trovarsi sul cammino della colonna militare tedesca che dalla Quercia salì fino alla cima del monte trucidando tutti coloro che incontrava.

Quella notte, per impedire il peggio e permettere la fuga alle vittime ricercate, i partigiani ingaggiarono a Cadotto uno scontro con l’intento di rallentare la marcia dei tedeschi. Nel contempo un partigiano di passo veloce si avviò lungo la comunale informando al suo passaggio dell’arrivo pericoloso delle SS. Tutti gli uomini validi, credendo di essere loro la preda designata dei tedeschi, si nascosero nella macchia. Pirini, all’epoca diciassettenne, si nascose nel bosco a poche decine di metri e da li ebbe la triste sventura di assistere allo sterminio dell'intera sua famiglia.

Pirini ha a lungo accompagnato i visitatori di Monte Sole e proprio nel ripetere la sua testimonianza maturò  l’idea del perdono, che alla fine confermò per tutti i responsabili tedeschi dell'eccidio di Monte Sole nel 2006, quando fu chiamato a testimoniare, al Tribunale militare di La Spezia, al processo nei confronti di 17 ufficiali e sottufficiali delle SS appartenuti al 16esimo reparto esplorante della 16esima Panzergrenadierdivision Reichsfȕhrer.

domenica 2 ottobre 2022

Eccidio di Monte Sole. Durante le commemorazioni la sindaca Cuppi si taglia una ciocca di capelli per solidarietà con le donne iraniane.

 


Le commemorazioni per il 78° anniversario dell’Eccidio di Marzabotto si sono svolte questa mattina e ancora una volta hanno avuto un interesse sovra nazionale come testimonianza di ricerca della pace, di tolleranza e libertà. Oltre al ricordo del sacrificio di tante persone inerme, il pensiero è andato alle tante tragiche situazioni che si stanno vivendo in altre parti del mondo.


La sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, si è tagliata una ciocca di capelli in solidarietà con le donne iraniane che stanno lottando per la loro libertà e ha invitato anche altre a fare altrettanto e depositare le ciocche in una cesta posizionata davanti al sacrario dei caduti.

I vari oratori non hanno mancato di riferirsi alle questione ucraina per riflette sul bene supremo della pace. Il cardinale e presidente della Cei, Matteo Maria Zuppi, nella suo omelia ha detto : “Chi benedice la guerra bestemmia contro Cristo” e ancora “ Il sangue che è stato versato qui ci chiede di essere vicini alle stragi che si stanno consumando sotto i nostri occhi."

martedì 13 luglio 2021

Libri: memorie di Cornelia Paselli, una delle testimoni di Monte Sole

 La storia raccolta dalla pronipote: "Vivere, nonostante tutto"


Cornelia Paselli ha 18 anni all'epoca della strage di Monte Sole, tra la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno del 1944 sull'Appenino bolognese. La sua giovane vita in tempo di guerra, l'arrivo di una violenza impensabile, la sua testimonianza dei giorni dell'eccidio sono state raccolte dalla pronipote Alice Rocchi in un libro intenso, 'Cornelia Paselli, Vivere, nonostante tutto' uscito per Zikkaron.

E' un racconto di quotidianità semplice e vivace, di disperazione e coraggio, di gesti atroci e solidarietà: "Il mio desiderio è che ciò che è successo serva da monito per tutti, ogni volta che il rancore e l'incomprensione rischieranno di prendere il sopravvento", le parole della protagonista.
    Il libro, realizzato grazie al sostegno del comitato regionale per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto e all'Associazione familiari vittime eccidi di Monte Sole, in collaborazione con la Scuola di Pace di Monte Sole sarà presentato nel cortile della stessa Scuola di Pace giovedì 15 luglio alle 18. Saranno presenti Paselli e la pronipote Rocchi.
    (ANSA).

mercoledì 23 ottobre 2019

La zona pastorale Sasso Marconi-Marzabotto commemora le vittime dell'eccidio di Monte Sole

di Giancarlo Giovagnoni

La Zona Pastorale di Sasso Marconi - Marzabotto domenica prossima, 27 ottobre, alle 10.30 si riunirà presso la chiesa parrocchiale di Marzabotto per una solenne concelebrazione eucaristica in memoria di tutte le vittime della strage di Monte Sole.
770 furono le vittime che trovarono la morte per mano dei nazisti nei territori di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morandi. Fra loro vennero trucidati tre sacerdoti diocesani: don Giovanni Fornasini, don Ubaldo Marchioni, don Ferdinando Casagrande e due religiosi: don Elia Comini e Padre Martino Capelli, sacerdote del Sacro Cuore di Gesù. Anche Suor Maria Fiori, Maestra Pia, venne uccisa insieme a cinquanta persone, a San Giovanni di Sotto.
Il bilancio della strage, considerata la più grande strage di civili avvenuta in Europa nella Seconda Guerra mondiale, è drammatico: 115 furono i luoghi teatro dei massacri. Persero la vita persone miti e innocenti fra queste: 316 donne, 216 bambini inferiori ai 12 anni, 142 persone anziane oltre i 60 anni.
Al termine della celebrazione eucaristica, presieduta da mons. Alberto Di Chio, già postulatore per la causa di beatificazione (fase diocesana) dei tre sacerdoti diocesani, nella sala parrocchiale di Marzabotto verrà proiettato il documentario "I luoghi di Don Giovanni Fornasini" opera del prof. Massimiliano Belluzzi, e il volume: "I sacerdoti, i religiosi e le comunità martiri di Monte Sole", unitamente ad un cd che riproduce più di 300 diapositive che descrivono il territorio di Monte Sole, le parrocchie, la gente e le fasi salienti dell'eccidio. Queste due ultime opere, edite dalla nostra Zona Pastorale, sono state prodotte dai prof.ri Giovagnoni e Sidoli, già docenti presso l'Istituto Comprensivo di Marzabotto.

Abbiamo intervistato don Paolo Russo, parroco di San Lorenzo e di San Pietro di Sasso Marconi, nonché moderatore della Zona Pastorale.

Perché don Paolo questa celebrazione?
Le comunità parrocchiali dei nostri territori, che comprendono i comuni di Sasso Marconi e Marzabotto, sono in qualche modo le custodi più impegnate a mantenere viva la memoria di quanto accaduto a Monte Sole.
Lassù per noi esiste una sorta di "santuario a cielo aperto". Santuario perché in quei luoghi è stato sparso sangue innocente di sacerdoti, di religiosi, di persone innocenti e inermi e soprattutto il sangue di bambini e perfino di neonati.
Era gente religiosissima. Come raccontano gli storici queste persone frequentavano assiduamente la chiesa, partecipavano ogni domenica alla Messa, ritornandovi nel pomeriggio per il canto del Vespro.

Che ruolo aveva il prete in quelle parrocchie?
Come più volte don Dario Zanini ci ha raccontato, insieme ad altri sacerdoti che hanno narrato le vicende di Monte Sole come padre Franchini, don Carboni e mons. Gherardi, il parroco era il centro di tutta la vita della parrocchia. Si interessava principalmente di evangelizzare la propria gente, ma nel contempo non trascurava di assisterla anche nelle questioni normali della vita, sia economicamente, quando vi era bisogno, sia nel curare la loro formazione e la loro istruzione, come ha fatto don Casagrande che aveva aperto una scuola serale per aiutare i ragazzi a conseguire la licenza elementare o come, invece, don Fornasini, aprendo addirittura una specie di scuola professionale per le giovani della sua parrocchia.
Al prete tutti si rivolgevano, per la gente era il faro, la colonna, il porto sicuro nelle difficoltà.

Quale aspetto della vita di questi sacerdoti l'ha particolarmente colpito?
Erano quasi tutti sacerdoti molto giovani, inviati in montagna, in un luogo difficile da gestire per gli aspetti tipici delle località. Erano molto uniti fra loro. Il servizio ecclesiale era al primo posto della loro azione pastorale. Ricordo in particolare don Fornasini, che aveva appena 28 anni che con la sola bicicletta, percorreva le strade ghiaiose di allora, correndo in aiuto dei parroci anziani e ammalati.
Era normale per lui, al di là delle condizioni del tempo, sia che fosse bello, sia che piovesse o nevicasse, ogni domenica celebrare la Messa a Sperticano, per poi salire a Montasico e a Vedegheto. Ritornare a casa, pranzare e ripartire nel pomeriggio per fare lo stesso tragitto per la celebrazione del Vespro.
Avevano il senso del servizio, questi preti, formati in modo esemplare nel seminario, pronti ad intervenire dove vi fosse bisogno.
L'aspetto che più mi ha colpito, in particolare è che questi preti, benché avessero ricevuto dal Cardinale l'invito a venir via dai luoghi pericolosi dove vivevano, hanno declinato il consiglio e sono rimasti fino all'ultimo momento, seguendo in modo concreto l'esempio di Gesù Buon Pastore che non abbandona il gregge, condividendo così la morte tragica dei loro fedeli.

Il messaggio di queste persone è ancora valido oggi a distanza di 75 anni?
Certamente! I preti e suor Maria Fiori, hanno testimoniato con la loro vita i valori fondamentali che Gesù ci ha insegnato: il servizio, la solidarietà, l'impegno compiuto a 360 gradi che tocca ogni aspetto della vita: da quello spirituale a quello materiale, il sacrificio, l'abnegazione, l'amore disinteressato, la condivisione di quanto avevano. Ricordo in modo particolare che uno di questi sacerdoti diceva al suo contadino: "prima mangia te e se ne rimane mangio io".
L'aspetto che potrei definire eroico compiuto da questi sacerdoti e religiosi è stato soprattutto il dono totale della loro vita. L'abbiamo già rilevato: potevano andarsene e abbandonare al loro destino le persone della montagna, invece, sono rimasti lì e hanno accompagnato i loro parrocchiani con la preghiera e con i conforti che solo la religione è in grado di offrire in quei frangenti, all'incontro di questa povera gente con Gesù Crocifisso .

Allora a Marzabotto il 27 ottobre?
Si! Invito tutti alla celebrazione eucaristica a Marzabotto domenica prossima, 27 ottobre alle 10.30.
Sarà un'occasione per ritrovarci come fedeli della Zona Pastorale per condividere questa memoria e per pregare perché il Signore Gesù, per intercessione di Maria, doni ai nostri giorni sentimenti di perdono, di pace, di amore e di accoglienza.

giovedì 3 ottobre 2019

Il Circolo Filatelico di Sasso Marconi dedica una mostra all'eccidio di Monte Sole.


Riceviamo

Sabato prossimo, 5 ottobre, il Circolo Filatelico 'Guglielmo Marconi' invita la cittadinanza alla Mostra Storica e Filatelica che si terrà nella Sala Giorgi  per commemorare il 75° anniversario dell’eccidio di Monte Sole.
Il Circolo mette a disposizione una cartolina commemorativa e, grazie all’Ufficio Postale distaccato, si potrà beneficiare di un annullo filatelico speciale dedicato all’evento commemorativo.
Dopo il saluto delle Autorità cittadine, al  prof. Giancarlo Giovagnoni, già docente di religione cattolica presso l’Istituto Comprensivo di Marzabotto e curatore della Mostra storica, è stata affidata la rievocazione storica.
Come tutti sanno dal 29 settembre al 5 ottobre 1944 le truppe naziste SS compirono attorno a Monte Sole, nei territori di Marzabotto, Monzuno e Grizzana Morando, la più grande strage di civili della Seconda Guerra Mondiale. 105 luoghi furono teatro del massacro e 780 persone persero tragicamente la vita. Fra di esse tantissimi bambini sotto i 12 anni, donne e anziani. Tre sacerdoti diocesani, due religiosi e una suora furono accomunati nel medesimo martirio.



martedì 1 ottobre 2019

A Gaggio Montano presentazione di una ricerca che analizza l'Eccidio di Monte Sole da un punto di vista ecclesiale

Cerpiano a Monte Sole
Domenica prossima, 6 ottobre, alle 16, nel Teatro della la chiesa parrocchiale di San Michele e Nazario a Gaggio Montano, si terrà un incontro con don Angelo Baldassari, autore di un'opera intitolata "Risalire a Monte Sole - Memorie e prospettive ecclesiali". Ne dialogherà con l'autore lo storico Enrico Marcacci.

Il libro, che è frutto del dottorato di ricerca di don Angelo, affronta la strage di Monte Sole, compiuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, da un punto di vista prettamente ecclesiale. È stato di recente pubblicato dalla casa editrice Zikkaron, gestita dalla Cooperativa Koinonia, nata una ventina di anni fa su iniziativa di alcuni membri della Piccola Famiglia dell’Annunziata, meglio conosciuti come i monaci di Monte Sole, con l'obiettivo di ricordare la fede e la storia.

Il percorso di analisi della ricerca permette di rileggere la storia della diocesi all'interno delle vicende italiane, dal dopoguerra alla fine del millennio. Attraverso un minuzioso e paziente esame delle fonti reperibili, si riscoprono quei luoghi riconosciuti come un "santuario" per il nuovo millennio. Allo stesso tempo la riscoperta di quella realtà così tragica fa emergere domande che conducono a rileggere questioni storiche e teologiche preziose per comprendere gli appelli dell'oggi.


venerdì 30 novembre 2018

Marzabotto. La testimonianza di Laffi dell'eccidio di Monte Sole.


Federica Zecchi informa:

Questa sera, venerdì 30 novembre, alle 20.30, nel Teatro Comunale di Marzabotto,  si terrà la presentazione del documentario 'IO PER ME ERO UN UOMO', tratto dal racconto di Ferruccio Laffi sull'Eccidio di Montesole. 

Laffi, all'epoca diciassettenne, avvisato dell'arrivo dei tedeschi, si nascose nella vicinanza della sua casa e da lì ebbe la tristissima sventura di assistere impotente all'uccisione dell'intera sua famiglia. 
La sua testimonianza è quanto di più vero si possa raccontare dell'eccidio nazi fascista.

giovedì 31 maggio 2018

I muri della cartiera di Lama di Reno 'devoluti' alla pace

I murales per la pace saranno realizzati a ottobre, durante commemorazione eccidio di Monte Sole



Da ANSA
 
Trasformare Marzabotto e la sua storica cartiera in un'opera d'arte grazie al contributo di street-artist dalla fama internazionale come Ericailcane, Andrea Casciu o Bastardilla. Un percorso di rigenerazione urbana promosso dall'associazione Pennelli Ribelli, dall'amministrazione comunale e dall'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese. I murales, finanziati grazie anche al crowdfunding, verranno realizzati nell'arco di una settimana, tra l'1 e il 7 ottobre, durante la commemorazione dell'eccidio nazifascista. Le opere verranno realizzate su due cabine Enel e sulla cartiera dismessa di Lama di Reno. Lo stabilimento venne acquisito nel 1954 dall'imprenditore Angelo Rizzoli che ci installò il primo impianto di disinchiostrazione d'Europa. Il progetto si inserisce all'interno del più ampio 'Pace.
    D(i)ritti contro i muri!', sostenuto dalla Fondazione Carisbo, che vuole rendere l'arte contemporanea uno strumento di riqualificazione urbana, una galleria d'arte urbana a cielo aperto.

giovedì 5 ottobre 2017

Il fine settimana a Marzabotto.

La biblioteca di Marzabotto informa.


Domani, venerdì 6 ottobre, alle 21, nel teatro comunale si Marzabotto,  il gruppo teatrale 'GLI OMINI' presenta lo spettacolo teatrale 'IL CONTROLLORE'.

Domani, venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 ottobre escursione storico-teatrale a Monte Sole dal titolo 'L'ULTIMO AUTUNNO' .
Si tratta di un racconto teatrale itinerante con Marta Pettinari e Maria Renda e con le guide del Parco Storico di Monte Sole.
Partenza dal Poggiolo di Monte Sole alle 10.30 e alle 14.30. Durata 3 ore circa.
La partecipazione è gratuita ed consigliata la
prenotazione al 3925544327o con l'invio di una e-mail a lanaveeuropa@libero.it.

La presentazione dell'iniziativa:

Tra l’autunno del 1944 e la primavera del 1945, la guerra combattuta dai nazisti sul fronte italiano si divise in una lunga successione di scontri volti in parte al rallentamento degli Anglo-Americani diretti in Germania, ma soprattutto finalizzati all’annientamento delle forze della Resistenza. A metà settembre del 1944, in una zona a sud-ovest di Bologna, fu inviata la sedicesima Divisione Reichsfurer SS con il compito di eseguire un’operazione militare di ampio raggio su un settore della Linea Gotica che comprendeva le valli del fiume Reno e del Setta, l’area di Monte Sole.

Lultimo autunno è un racconto teatrale itinerante inserito nel contesto di una visita guidata al Parco di Monte Sole, per una durata complessiva di circa 3 ore: durante l’itinerario, due attrici coadiuvate dalle Guide del Parco accompagneranno il pubblico in un percorso a tappe, che toccherà alcuni dei luoghi simbolo di questa memoria storica scelti come luoghi della messa in scena.

Le attrici-narratrici si alterneranno in una serie di monologhi incrociati, dando voce alle microstorie di cui quei luoghi sono testimoni. A parlare saranno vite comuni, ricordi, documenti ufficiali: voci attraverso le quali delineare i contorni di questa storia, mettendo in luce alcuni aspetti della vicenda relativi sia allo svolgimento dei fatti e alle sue modalità, sia alla storia giudiziaria, compreso l’ultimo e più recente processo per Monte Sole svoltosi a La Spezia tra 2006 e 2007.

Un testo dunque per un teatro di narrazione, realizzato a partire da una ricerca condotta su documenti storici provenienti da archivi regionali (anche audiovisivi), atti processuali, interviste e testimonianze, che si interroga sul concetto di responsabilità individuale in un periodo di guerra.

La Nave Europa è nata a Pisa nel 2005. Compagnia teatrale composta da attori di formazione ed
esperienze eterogenee, rivolge la sua ricerca artistica alle attuali necessità della messa in scena avendo come riferimento la tradizione lasciata in eredità dai grandi maestri del ‘900 e come aspirazione la cooperazione con le diverse culture europee del teatro.


giovedì 9 aprile 2015

Lo SPI CGIL di Marzabotto ricorda la Liberazione e l'Eccidio di Monte Sole.




Il sindacato Pensionali, Spi Cgil, invita domani, venerdì 10 aprile, alle 10, nella sala consiliare del municipio di Marzabotto a un incontro i cui scopi sono quelli di ricordare il 70esimo  anniversario dalla Liberazione  e di non dimenticare ciò che successe allora a causa del conflitto.

Interverranno ROMANO FRANCHI sindaco Marzabotto,  VALENTINO MINARELLI segretario generale dello Spi Bologna, VINCENZO COLLA segretario generale Cgil Emilia Romagna, FEDERICO SANDROLIN segretario dell’Anpi Marzabotto.
 La conclusione è affidata a  CARLA CANTONE segretario generale dello SPI nazionale.

Al termine,  visita al Sacrario dei Caduti di Marzabotto accompagnata da una esibizione de’ coristi della ACCADEMIA CORALE RENO.

Nel pomeriggio visita a San Martino i cui si consumò uno degli episodi più cruenti dell’ ECCIDIO DI MONTE SOLE, cui seguirà, al teatro comunale Marzabotto, lo spettacolo musicale ‘IL FIORE DEL PARTIGIANO’ dell’Istituto storico della Resistenza di Modena.  

martedì 30 settembre 2014

Non è solo una favola, è anche la storia vera di una eroica maestra


L'incontro a Pavullo

Di Gian Paolo Frabboni.   

         Da una vicenda dei tempi passati ho tratto questa favola che, nella realtà, si è conclusa in questi giorni.

C'era una volta (verso metà ottocento) a Pavullo nel Frignano, un ricco, ricchissimo signore  che viveva nel suo grande palazzo con dipendenti e servitù.
Possedeva molte proprietà e molti terreni.
Aveva una bella figliola che, guarda caso, era spesso negli occhi del figlio del suo ‘garzone’.
I ragazzi crebbero insieme. Divenuti grandi, scoccò la solita freccia cupidiana e i due giovani s'innamorarono intensamente.
Grande fu il furore del padre-padrone che non accettava il rapporto fra i due.
Nei confronti della figlia il padre mise in atto una serie di punizioni-proibizioni e minacce che però non fermarono la figlia e non la distolsero dal suo amato.
Per questo ella fu persino diseredata e costretta a vivere in povertà.
Ma la bella ragazza ubbidì al cuore e proseguì nel suo percorso amoroso e,.... impensabile a quei tempi, provvide a regalare al padre un figlioletto, frutto del peccato.
I ragazzi vissero così di stenti, finirono in miseria e per molto tempo dovettero affrontare  un percorso di vita assai  mortificante. La presenza del ‘nipotino’ però fu l'arma vincente per ammansire il nonno.
Così poterono sposarsi ed ebbero altri figli e, i loro nipoti, .... pure.
Si arriva all'inizio del novecento e da quella famiglia nacque TERESINA BORTOLUCCI, studiosa, intelligente e altruista.
Divenne maestra elementare e fu inviata nel 1934 alla scuola elementare di Gardelletta (insieme ad una collega)  ad esercitare l’attività di insegnante nella Valle del Setta del Comune di Marzabotto
E QUI FINISCE LA FAVOLA !!!

Amate e benvolute,  le due insegnanti si trovano nella bufera della seconda guerra mondiale proprio nella zona di Monte Sole. I pericoli connessi con la vicina ferrovia le indussero ad allontanarsi  dalla loro abitazione  che era in zona  ‘Quercia’.
Trovarono ospitalità presso il grande palazzo delle suore orsoline di Cerpiano.
Qui il 29 settembre 1944 arrivarono le ‘SS’ e Cerpiano fu il primo caseggiato distrutto dal passaggio dell’esercito tedesco. Le due maestre si  trovarono quindi in mani nefaste e furono rinchiuse nell'Oratorio di Cerpiano,  dove è avvenuto il massacro che tutti conosciamo.
Lì, con oltre 30 bambini,   perirono  lentamente per il lancio di bombe a mano ‘per farli morire tutti più lentamente’ (così recita la Sentenza del Tribunale di La Spezia).


Dallo scorso ottobre si aggira in Marzabotto un giovane sconosciuto in cerca di notizie varie e avvicina una bella ragazza che gli indica la Pro-Loco dove il giovanotto trova il presidente  che lo presenta allo storico  dell'associazione.
Ne deriva una lunga corrispondenza informatica fra il giovane e lo storico.
Il giovane è un consigliere Comunale di Pavullo che presenta una ‘mozione di riconoscimento per comportamento eroico’ per la sua concittadina scomparsa in quella triste alba del 29 settembre del 1944.
Il 'comportamento eroico' della maestra Bortolucci viene riconosciuto, come il grande valore umano del suo ‘sacrificio’.  Aveva diritto ad allontanarsi da Cerpiano e fare ritorno alla sua casa poiché allora la scuola iniziava  a metà ottobre. Poteva quindi essere al sicuro a Pavullo. Ma questa maestra, come le altre insegnanti laiche e religione, decise di non allontanarsi dal territorio per rimanere accanto ai suoi bambini nell'intento di seguirli e proteggerli.
L'eroicità è stata ora premiata dal Comune di Pavullo, perchè il Consiglio Comunale  della cittadina ha deciso di onorare la memoria di Teresina Bortolucci con l'intitolazione della biblioteca della Scuola Media locale all' eroica volontaria Teresina.
Così sabato 27 settembre, alla presenza dei Sindaci di Marzabotto  Romano Franchi, di Monzuno Marco Mastacchi e di Pavullo, si è tenuta la cerimonia di intitolazione.  All’incontro è stata invitata una delegazione della Pro- Loco marzabottese composta da Pietro Leggio, Domenico Muraca e dallo storico e guida dell'associazione.