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mercoledì 26 marzo 2025

Asili nido e supporto per bambini con patologie croniche: novità 2025

Requisiti e istruzioni per il contributo per il pagamento delle rette di asili nido e supporto per i bambini affetti da gravi patologie croniche. 


Inps informa:

 

A partire dal 2025, il contributo per le famiglie con bambini nati dal 1° gennaio 2016 subirà importanti modifiche, grazie alla legge di bilancio.

Questo contributo, che supporta le spese per la frequenza di asili nido pubblici e privati e per forme di assistenza a domicilio per bambini con gravi patologie croniche, è stato incrementato e diversificato in base alla situazione economica delle famiglie.

Requisiti per accedere al contributo

Per richiedere il contributo, il genitore deve soddisfare alcuni requisiti fondamentali:

essere cittadino italiano, di uno Stato membro dell'Unione europea o avere un permesso di soggiorno valido;

essere residente in Italia;

l’età del bambino deve essere inferiore ai tre anni. 

In caso di genitori extracomunitari, sono previsti requisiti specifici per i permessi di soggiorno.

Tipologie di contributo

Le famiglie possono richiedere il:

contributo asilo nido, per le spese di frequenza di asili nido pubblici e privati autorizzati;

contributo per supporto a domicilio, per bambini con gravi patologie croniche che non possono frequentare l'asilo.

Importo del contributo

L'importo del contributo varia in base all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) e alla data di nascita del bambino:

Bambini nati prima del 1° gennaio 2024:

3.000 euro annui, per ISEE fino a 25.000 euro;

2.500 euro annui, per ISEE da 25.001 a 40.000 euro;

1.500 euro annui, per ISEE oltre 40.000 euro.

Bambini nati dal 1° gennaio 2024:

3.600 euro annui, per ISEE fino a 40.000 euro;

1.500 euro annui, per ISEE oltre 40.000 euro.

Presentazione delle domande

Le domande possono essere presentate esclusivamente online, attraverso il portale dell'INPS, dal momento dell'apertura del servizio fino al 31 dicembre dell'anno di riferimento.

È importante allegare la documentazione necessaria, come le fatture delle rette pagate e, nel caso del supporto a domicilio, un'attestazione del pediatra.

Scadenze e controlli

Le domande saranno accolte in base all'ordine cronologico di presentazione e saranno soggette a controlli da parte dell'INPS. È fondamentale che i requisiti siano mantenuti per tutta la durata della prestazione.

Queste novità rappresentano un importante passo avanti nel supporto alle famiglie, garantendo un aiuto concreto per la cura e l'educazione dei più piccoli.

Per ulteriori dettagli, l’Istituto, con la circolare INPS 20 marzo 2025, n. 60, fornisce i requisiti, le modalità e gli importi del contributo.

giovedì 19 marzo 2020

Iscrizioni on-line per gli asili nido dell'Unione: scadenza il 31 marzo

Dubbio segnala

Saranno aperte  fino al 31 marzo 2020, le iscrizioni per la frequenza ai nidi dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese per l’anno educativo 2020/2021.
Le famiglie interessate potranno compilare il modulo di iscrizione on-line direttamente sui siti web dei comuni che ospitano i nidi (vergato.ecivis.it per Vergato o Riola-Grizzana Morandi, marzabotto.ecivis.it per Marzabotto, gaggiomontano.ecivis.it per Gaggio Montano, monzuno.ecivis.it per Rioveggio).
Per il nido convenzionato di Castiglione dei Pepoli invece sarà possibile scaricare il modulo dal sito internet (lamontagnadeibalocchi.it), o direttamente presso la truttura.
In merito all'impossibilità, legata all'emergenza Covid-19 e segnalata da diversi cittadini, di partecipare agli open day e quindi visitare le strutture, l'Unione dell'Appennino bolognese invita comunque i genitori a iscrivere i loro figli al servizio entro la fine di marzo. Questo perché l'iscrizione dà la possibilità agli uffici di stilare una graduatoria provvisoria: tale graduatoria però non è vincolante per ciò che concerne la sede scelta. La speranza è quella di riuscire a organizzare le giornate di apertura dopo la stesura della graduatoria provvisoria e prima di quella definitiva, per dare modo alle famiglie, eventualmente, di cambiare il nido di destinazione
Per l'anno educativo 2020/2021 sono previste diverse agevolazioni: grazie al progetto “Al nido con la Regione”, infatti, le famiglie con ISEE inferiore a € 26 mila euro residenti in Emilia-Romagna potranno risparmiare in media mille euro l’anno per ogni bambino iscritto. In questo caso non è necessario predisporre una domanda specifica, perché il risparmio sulla retta è calcolato direttamente dagli uffici comunali.
Non solo: esiste un'ulteriore bonus nido, stavolta previsto dall'INPS: la legge 160/2019 ha portato fino ad un massimo di 3 mila euro all'anno il contributo per i nuclei familiari in possesso di ISEE minorenni (riferito al minore per il quale è richiesta la prestazione) fino a 25 mila euro. Contributo di 2500 euro invece se l'ISEE è tra 25.001 e 40.000 euro, 1500 euro oltre i 40 mila euro di ISEE o in assenza di quest'ultima. Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS su domanda del genitore che può presentarla dal 17 gennaio 2020: anche in questo caso la modalità di invio telematica è la più comoda e maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell'INPS.


giovedì 27 febbraio 2020

Iscrizioni on-line per gli asili nido dell'Unione Appennino.

Diverse le agevolazioni previste per le famiglie. Grazie al bonus nido previsto dalla Regione e alla possibilità di ottenere anche un sostegno dall'INPS, quest'anno i servizi per la prima infanzia saranno sempre più accessibili per le famiglie


di Carmine Caputo

Aperte dall' 1 al 31 marzo 2020, le iscrizioni per la frequenza ai nidi dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese per l’anno educativo 2020/2021.

Le famiglie interessate potranno compilare il modulo di iscrizione on-line direttamente sui siti web dei comuni che ospitano i nidi (vergato.ecivis.it per Vergato o Riola-Grizzana Morandi, marzabotto.ecivis.it per Marzabotto, gaggiomontano.ecivis.it per Gaggio Montano, monzuno.ecivis.it per Rioveggio).
Per il nido convenzionato di Castiglione dei Pepoli invece sarà possibile scaricare il modulo dal sito internet (lamontagnadeibalocchi.it), o direttamente presso la struttura.

Compatibilmente poi con le ordinanze legate alla prevenzione del coronavirus, il servizio prevede di ospitare tutti i genitori ed i bambini interessati a visitare la struttura, conoscere l’equipe educativa e sperimentare insieme alcune modalità di relazione e gioco, attraverso la manifestazione “Nido Aperto” già sperimentata con successo negli anni passati.
Il programma prevede questi appuntamenti al nido “Paselli” di Marzabotto (051-931228) lunedì 2 marzo dalle 17 alle 19, al nido “Iqbal Felice” di Rioveggio (051-6777556) mercoledì 4 marzo dalle 16:30 alle 18:30, al nido “La Montagna dei Balocchi” di Castiglione dei Pepoli (0534-92234) martedì 10 marzo dalle 16:30 alle 18:30, al nido “Bienvenido” di Vergato (051-910815) giovedì 12 marzo dalle 17 alle 19, al nido “Bimbopolis” di Gaggio Montano (0534-37887) sabato 14 marzo dalle 10 alle 12, al nido “Bontà” Riola di Grizzana Morandi (051-916004) sabato 21 marzo dalle 10 alle 12. Eventuali spostamenti di calendario degli appuntamenti saranno comunicati tempestivamente.

Ogni famiglia residente nell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, infine, può far riferimento al Coordinamento Pedagogico Intercomunale per colloqui individuali o informazioni di natura pedagogica, telefonando all’Ufficio Scuola dell’Unione 051-6746728.
Per l'anno educativo 2020/2021 sono previste diverse agevolazioni: grazie al progetto “Al nido con la Regione”, infatti, le famiglie con ISEE inferiore a € 26 mila euro residenti in Emilia-Romagna potranno risparmiare in media mille euro l’anno per ogni bambino iscritto. In questo caso non è necessario predisporre una domanda specifica, perché il risparmio sulla retta è calcolato direttamente dagli uffici comunali.

Non solo: esiste un'ulteriore bonus nido, stavolta previsto dall'INPS: la legge 160/2019 ha portato fino ad un massimo di 3 mila euro all'anno il contributo per i nuclei familiari in possesso di ISEE minorenni (riferito al minore per il quale è richiesta la prestazione) fino a 25 mila euro. Contributo di 2500 euro invece se l'ISEE è tra 25.001 e 40.000 euro, 1500 euro oltre i 40 mila euro di ISEE o in assenza di quest'ultima. Il premio è corrisposto direttamente dall’INPS su domanda del genitore che può presentarla dal 17 gennaio 2020: anche in questo caso la modalità di invio telematica è la più comoda e maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell'INPS.

lunedì 2 dicembre 2019

Gli asili nido in Appennino: cosa ne pensano i genitori? Quali sono i motivi della rinuncia al servizio?

I risultati dell'indagine curata dalla Città metropolitana

Dubbio propone

Genitori consapevoli della funzione educativa del nido ma che vi rinunciano principalmente per la retta (specie se uno dei due è inoccupato) o perchè hanno alternative in famiglia a partire dal fondamentale ruolo dei nonni. Sono alcuni degli spunti che emergono dall’indagine statistica, curata dalla Città metropolitana di Bologna, presentata ieri a Vergato.
La ricerca è stata svolta nell’ambito della programmazione dei servizi socio-educativi, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese, realizzata dagli esperti della cooperativa Iress. Una indagine simile ha visto coinvolta la zona della Pianura Est e sarà presentata in seguito.
Due sono state le azioni messe in campo:
  • un’indagine rivolta alle famiglie con bambini in età 3-6 anni che non hanno frequentato il nido, per indagarne le motivazioni e l’approccio verso i servizi socio-educativi, attraverso la distribuzione di 400 questionari, di cui ne sono stati restituiti 213 (la provenienza principale è Alto Reno Terme, Monzuno e Gaggio Montano, cioè comuni che dispongono di un nido);
  • la realizzazione di due focus group negli spazi mamme di Vergato e Alto Reno Terme, che hanno visto una ottima partecipazione delle mamme con i propri bambini (26 mamme e una coppia).
Dai risultati emerge chiaramente che la “vita in montagna” viene considerata in maniera positiva e a misura di bambini; che alla base delle scelte di fruizione del nido non ci sono solo motivi economici, ma anche organizzativi; che i nonni sono una risorsa fondamentale per agevolare le pari opportunità di genere; che occorre lavorare per rendere più capillare la diffusione delle informazioni sui servizi.
Se i genitori non iscrivono i propri figlio al nido i motivi sono soprattutto tre: la conciliazione tra i tempi di lavoro e cura che consentono di seguire il bambino a casa, la questione economica che porta a considerare la retta troppo alta e infine l’idea educativa che tende a preferire di seguire il bambino direttamente a casa.
Il campione degli intervistati era costituto per le madri (54,6%) di donne tra i 35 e i 44 anni. Soltanto il 12,6% ha meno di 29 anni e nessuna oltre i 50 anni. Tendenza simile per i padri (48,7%) tra i 35 e i 44 anni, l’11,9% oltre i 50, e solo il 5,2% con meno di 29 anni. Più della metà delle madri ha un diploma di scuola secondaria superiore, il 22,8% è laureata. Fra i padri è più bassa la percentuale di diplomati (46,7%) e laureati (10,6%). L’80,8% dei nuclei familiari è composto da genitori italiani; l’11,5% è composto da nuclei con entrambi i genitori stranieri, il 7,7% da coppie miste. Il 41,4% delle madri è dipendente a tempo indeterminato come il 66,3% dei padri; il 27% delle madri è casalinga.
Solo il 35,1% dei nuclei è costituito da componenti occupati a tempo pieno; nel 31,8% dei casi almeno uno dei due componenti ha un lavoro part time; nel 33,2% dei casi uno dei due componenti è non occupato. In caso di necessità le famiglie intervistate possono contare innanzitutto sui nonni (54,8%) mentre il 12,4% non può contare su nessuno.
Il motivo principale per la rinuncia al nido è la presenza di un genitore o parente disponibile a tenere il bambino, secondariamente una scelta consapevole di seguire il bambino direttamente a casa e infine la retta alta. Oltre il 20% delle madri, dopo la nascita del figlio, ha richiesto una riduzione dell'impegno lavorativo, ad esempio con il passaggio al part-time, e solo il 3% dei padri.
Oltre il 60% degli intervistati non conosce i servizi per le famiglie: a parte i nidi, l’unico servizio sufficientemente conosciuto sono le biblioteche e ludoteche: le quote più elevate di chi non conosce i servizi ricadono tra i nuclei con livelli di istruzione medio-bassi. Nemmeno si è consapevoli del fatto che in larga parte i costi gravino sul Comune. Si comprende quindi la richiesta di maggiore comunicazione istituzionale da parte degli enti preposti, anche se gli intervistati dimostrano di essere consapevoli che più che cambiare il nido introducendo nuove forme di flessibilità, andrebbe in generale ripensata la modalità di conciliare il lavoro con la famiglia, soprattutto per gli italiani (41,3%). Il nido infine è considerato dalla maggioranza “un luogo per socializzare con altri bambini”; al secondo posto la considerazione che sia “un servizio che permette ai genitori di lavorare”. E se si domanda agli intervistati secondo loro qual è il motivo per cui i genitori portano meni i bimbi al nido è perché la crisi economica si fa sentire.
Tra le famiglie straniere è molto alta la percezione educativa del nido: solo il 13% degli intervistati infatti pensa che un minore di 3 anni stia comunque meglio con un familiare, a fronte del 41,3% delle famiglie con genitori italiani; inoltre, le famiglie con entrambi i genitori italiani sono quelle che, meno delle altre, ritengono che “il nido è soprattutto opportunità educativa per il bambino”.