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giovedì 12 maggio 2022

Minore accoltellato nel Bolognese, Carabinieri arrestano 15enne

Aggressione partita dopo un battibecco su social

 


Una lite cominciata sui social e degenerata in un tentato omicidio fra ragazzini: è la ricostruzione dell'accoltellamento avvenuto ieri pomeriggio sull'Appennino bolognese, dove un ragazzo di 17 anni è stato ferito gravemente da un 15enne, dopo essere intervenuto in difesa del suo fratello più piccolo, di 12 anni.

L'aggressore è stato arrestato dai carabinieri, che lo hanno rintracciato poco lontano e hanno anche recuperato l'arma del delitto, un coltello a serramanico sporco di sangue di cui il giovane si era liberato prima dell'arrivo dei militari.

    Il ferito, colpito da tre fendenti all'addome, all'inguine e alla schiena, è stato soccorso dal 118 e trasportato in elisoccorso all'ospedale Maggiore di Bologna, dove è ricoverato in condizioni di media gravità, non in pericolo di vita.
    Gli investigatori dell'Arma hanno ricostruito i retroscena dell'aggressione, che ha i contorni di un regolamento di conti.
    I protagonisti vivono tutti in un paese dell'Appennino, e ieri si erano dati appuntamento per discutere e chiarire un battibecco scoppiato qualche giorno prima sui social, dove il 15enne aveva preso di mira il 12enne.
    All'incontro, il più grande si è presentato con un amico (risultato estraneo all'aggressione), mentre il più piccolo è arrivato con il fratello 17enne e un altro amico, anche lui minore. Il chiarimento però non c'è stato: dopo qualche insulto si è passati alle mani e il 15enne ha estratto dalle tasche il coltello, forse inizialmente solo per incutere timore all'avversario. A quel punto il fratello maggiore è intervenuto ed è stato colpito. Prima che arrivassero 118 e carabinieri, si è rifugiato in una farmacia dove gli sono stati prestati i primi soccorsi. Il 15enne arrestato, che fino a ieri era incensurato, si trova ora detenuto con l'accusa di tentato omicidio nel Centro di Giustizia Minorile del Pratello. (ANSA).

lunedì 21 marzo 2022

Accoltellamento presso una struttura per minori: 16enne arrestato per tentato omicidio.

 


Un ragazzo albanese di 16 anni, ospite di una struttura di accoglienza per minori non accompagnati, è stato arrestato con la grave accusa di tentato omicidio ai danni di un altro ospite, anch’egli minorenne, della stessa struttura.

Il fatto si è verificato domenica, poco prima dell’ora di pranzo, mentre i ragazzi stavano guardando la TV nella saletta comune del centro. La lite nasce per motivi futili ed in particolare per il volume troppo alto del televisore. L’aggressore si scaglia contro un 17enne pakistano inizialmente con un martello e, successivamente, con un coltello prelevato dalle cucine. Fuori di sé, l’albanese sferra un fendente al petto al coinquilino sotto gli occhi dei presenti, tra cui il fratello della vittima.

I Carabinieri, prontamente allertati dal 118, sono immediatamente giunti sul posto. Il ferito era accasciato e, nel tentativo di frenare l’emorragia, si teneva una mano sul petto, sino all’arrivo dei sanitari che cercavano di tranquillizzarlo e, contestualmente, provvedevano a tamponare la ferita. Trasportato presso l’ospedale Maggiore, è tuttora ricoverato in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. Contestualmente l’aggressore veniva rintracciato nei pressi della struttura. Le armi utilizzate sono state sequestrate dalla Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo Carabinieri che ha effettuato i rilievi tecnici sul luogo del reato.

Il giovane albanese è stato tratto in arresto e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, è stato collocato in un Centro di Prima Accoglienza.

martedì 8 maggio 2018

Accoltellamento in Valsamoggia

Moldavo accusato del ferimento di un italiano vicino a una stazione ferroviaria



I carabinieri hanno arrestato un moldavo di 28 anni che ieri pomeriggio avrebbe colpito e ferito con una coltellata un italiano di 27.
    L'aggressione è avvenuta nei pressi della stazione di Crespellano, nell'area del Comune di Valsamoggia. Al momento non sono chiare le condizioni del ferito, soccorso e medicato, ma non sarebbe in pericolo di vita. Non sono noti neppure movente e contesto dell'episodio. L'accusa per lo straniero finito in manette è tentato omicidio ( ANSA) .

mercoledì 6 luglio 2016

Sasso Marconi. Si oppone a un provvedimento di espulsione dall'appartamento a coltellate.


Si oppone allo sfratto accoltellando chi gli porta la notizia del provvedimento di espulsione. Poi impietosito non infierisce. L'accoltellato se le cavata così con una ferita alla gamba e una prognosi di 15 giorni.

Alle 10.30 di ieri, martedì 5 luglio, uno dei responsabili di una comunità specializzata nel recupero di soggetti con problematiche di dipendenza patologica, si è recato dai Carabinieri di Sasso Marconi denunciando di essere stato accoltellato da un 56enne italiano, durante una discussione nata a causa di un provvedimento di espulsione da un appartamento che quest’ultimo aveva ricevuto dalla comunità a seguito delle sue reiterate violazioni al regolamento. Così, dopo aver accolto in casa il responsabile, che doveva eseguire materialmente l’allontanamento, il 56enne ha chiuso il portone a chiave, ha estratto le chiavi, ha afferrato un grosso coltello da cucina e ha tentato di accoltellarlo alla pancia, senza tuttavia riuscirvi, grazie alla reazione del malcapitato che si è protetto alzando la gamba e schivando i colpi. Uno di questi, però, è andato a segno e il responsabile è rimasto ferito a una gamba, in maniera fortunatamente non grave. Medicato dai sanitari del Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, la vittima è stata giudicata guaribile in 15 giorni. L’accoltellamento non ha portato ad ulteriori e più gravi conseguenze solo per la desistenza volontaria dell’autore che, impietosito dalle suppliche del responsabile, ha deciso di non infierire ulteriormente aprendo la porta e permettendogli di scappare, dicendogli: “Non ti voglio più vedere, vai via, mi fai pena, mi fai schifo”. Pare, inoltre, che qualche ora prima, il 56enne, sapendo di ricevere lo “sfratto”, aveva addirittura minacciato il responsabile dicendogli: “Se hai le palle vieni qua che tanto finisce con i Carabinieri. Se stacco io non sarò l’unico a staccare”.
Poco dopo, il 56enne che si trovava ancora in casa, ha ricevuto un’altra visita, quella dei Carabinieri di Sasso Marconi che dopo averlo perquisito lo hanno trovato in possesso del coltello da cucina che aveva riposto all’interno di un cassetto. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, affermando di aver aggredito il responsabile perché voleva insegnargli: “…che non ci si comporta così, che non si butta fuori di casa uno dall’oggi al domani, senza preavviso, senza un provvedimento e con cinque valigie”.
Arrestato per violenza privata, minaccia e lesioni, il 56enne è stato portato questa mattina presso le aule giudiziarie del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida dell’arresto.  


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 16 aprile 2013

RISSA IN PIZZERIA: FERITO UN GIOVANE ALBANESE.





Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

Intorno 22.30 di ieri, 15 aprile,  all’interno della pizzeria 'San Vitale' a Bologna, un gruppo di cittadini dell’est ha scatenato una rissa culminata col ferimento di un 19enne albanese, regolarmente residente in città, con due coltellate , una al torace e l’altra al fianco sinistro.
All’arrivo dei Carabinieri, immediatamente allertati dal titolare del locale e intervenuti nel giro di pochi minuti, i responsabili dell’accaduto e del grave ferimento,  erano riusciti ad allontanarsi facendo perdere le loro tracce, mentre la vittima è stata prontamente soccorsa e ricoverata presso l’ospedale Maggiore di Bologna, dove gli sono state diagnosticate ‘ferita penetrante da accoltellamento al torace con emopneumotorace e ferita lacero contusa fianco sinistro’. Fortunatamente il giovane non sembra essere in pericolo di vita.
Sono in corso indagini da parte degli investigatori della Compagnia Bologna Centro per ricostruire la dinamica dell’evento e per l’identificazione degli autori del ferimento.




domenica 24 marzo 2013

ACCOLTELLA IL FRATELLO POI TENTA LA FUGA: ARRESTATO DAI CARABINIERI.

Foto d'archivio.



Un uomo, psicologicamente instabile, ospite di una struttura per invalidi, convinto che il fratello lo stesse raggirando per sottrargli la pensione, lo ha accoltellato e poi ha tentato la fuga minacciando con l’arma il taxista che li ospitava. Solo all’arrivo dei Carabinieri si è calmato e ha accettato di ‘ritornare nei ranghi’. Fortunatamente il fratello ferito non ha subito gravi conseguenze dalla pugnalata.
Ieri pomeriggio, L.F. 46enne originario della provincia di Grosseto e residente a Firenze, è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di tentato omicidio commesso poco prima a Monghidoro ai danni del fratello L.F. 49enne residente nella provincia di Bergamo.
L’uomo, che soffre di problemi di natura psichica per i quali è invalido civile e riscuote la relativa pensione, aveva un appuntamento con il fratello, presso la struttura nella quale è ricoverato in provincia di Firenze, per sbrigare delle incombenze connesse all’amministrazione di sostegno dei suoi beni, la cui cura è affidata al fratello. I due fratelli al mattino si erano recati poi a Monghidoro dove il fratello tutore aveva acceso un conto corrente postale su cui accreditare la pensione dell’invalido. Nel riallontanarsi a bordo del taxi che avevano affittato, l’instabile, seduto sul sedile posteriore dell’autovettura, ha estratto improvvisamente  un coltello con il quale ha colpito il fratello seduto nel sedile di fianco all’autista ferendolo al collo.
Il tassista ha subito fermato il taxi e ha abbandonato il mezzo, cosa che hanno fatto anche i due fratelli. L’accoltellatore, minacciandolo con l’arma, ha poi costretto il tassista a risalire sulla macchina e a riprendere la marcia lasciando il fratello ferito in frazione La Cà di Monghidoro. Sempre sotto minaccia del coltello il tassista ha dovuto proseguire la corsa fino a  Fondovalle Idice e a  Monterenzio dove l’aggressore ha chiesto di fare sosta in  una farmacia poiché aveva riportato un taglio ad una mano.
Nel frattempo il fratello ferito e soccorso da passanti stava  raccontando il fatto ai Carabinieri di Monghidoro e delle Stazioni limitrofe anche in territorio toscano dove pure era iniziata la ricerca del fuggitivo.
Questi, che si trovava nei pressi di una farmacia di via dell’Osteria, ha fatto  fermare il mezzo. Il tassista allora, approfittando del momento, è riuscito a fuggire e riparare all’interno di un bar vicino da dove ha dato l’allarme. L’accoltellatore trovata chiusa la farmacia è tornato a bordo del mezzo. Non vi ha trovato l’autista ma le chiavi sì, per cui ha tentato di ripartire. Una manovra maldestra dell’autista inesperto ha finito  per indirizzare il veicolo contro un muretto dove è stato costretto a fermarsi. Contemporaneamente sono giunti sul posto i Carabinieri di Monterenzio che lo hanno bloccato.  L’uomo non ha opposto resistenza ed, anzi, è apparso estremamente tranquillo. Successivamente ha motivato il suo gesto, sicuramente premeditato visto che è stato trovato in possesso di ben tre coltelli di cui due tipo caccia, con la convinzione che il fratello fosse intenzionato a sottrargli la pensione e gestire al suo posto le sue economie.
L’uomo è stato tratto in arresto per tentato omicidio e sequestro di persona e trasferito al Carcere Dozza di Bologna. A suo carico risultano vecchi precedenti per problemi di tossicodipendenze, rapine, furti e lesioni. Il fratello ferito è stato trasportato all’Ospedale di Monghidoro dove poco dopo è stato dimesso con prognosi di 10 giorni s.c.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


venerdì 7 dicembre 2012

BOLOGNA – UOMO FERITO ALL'ADDOME CON ARMA DA TAGLIO.




Questa mattina, venerdì 7 dicembre, intorno alle 7,  a Bologna in via del Lavoro (lungo la pista ciclabile all’incrocio con via Cleto Tomba) un passante ha segnalato la presenza di una persona di colore accasciata al suolo con una ferita al ventre.
I Carabinieri , immediatamente intervenuti, hanno constatato che effettivamente l’uomo, poi identificato in un cittadino keniota di 33 anni, aveva  una grave ferita all’addome prodotta da un’arma da taglio. Soccorso dai sanitari del 118, è stato ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Maggiore.
Gli investigatori dell’Arma sono al lavoro per ricostruire la dinamica dei fatti che hanno portato al ferimento della persona.
  


Il Comando provinciale dei Carabinieri, alle 18.30, ha diramato questo aggiornamento sul caso dell’UOMO TROVATO FERITO IN VIA DEL LAVORO.
Gli accertamenti hanno confermato l’ipotesi di un tentativo di suicidio messo in atto da WIZO Moses Peter Dadda, 33enne keniota, celibe, disoccupato con precedenti di polizia, verosimilmente riconducibile ad uno stato depressivo.
L’uomo, regolarmente ospite di appartamenti psichiatrici gestiti dalla cooperativa ‘Martin Pescatore’, affetto da ‘schizofrenia disorganizzata’, si sarebbe inferto una ferita al ventre con un coltellino svizzero (rinvenuto e sequestrato) per poi lanciarsi dalla finestra dell’appartamento posto al quinto piano dello stabile.
Il malcapitato, ricoverato presso il reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore, è deceduto nel pomeriggio.
Il Sostituto Procuratore della Repubblica Dr. Rossi, questa mattina intervenuto sul luogo del fatto, ha disposto il trattamento amministrativo della salma.