Porretta Terme – “Viviamo in una vallata meravigliosa, ma con una viabilità che fa schifo”. Così la porrettana Sara Masini ha denunciato pubblicamente, attraverso un post corredato da numerose fotografie, le gravi condizioni della strada provinciale 57 Madolma, definendo la situazione “a dir poco vergognosa”.
Le immagini, scattate il 3 maggio, documentano tratti dissestati e potenzialmente
pericolosi lungo l’arteria che collega diverse località dell’Appennino bolognese,
tra i comuni di Castel di Casio, Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere.
Nel suo intervento, Masini punta il
dito contro Città Metropolitana di Bologna,
ente competente sulla manutenzione della strada: “Interviene solo per chiudere
la strada. Ma dove sono i sindaci della nostra vallata, che dovrebbero
dimostrare almeno un minimo di interesse per il territorio?”.
La cittadina lamenta la mancanza di risposte e azioni concrete, soprattutto in un contesto in cui si continua a parlare di sviluppo turistico per l'Appennino.
La SP 57 Madolma è un’importante arteria secondaria che
prende avvio da Silla, frazione
di Castel di Casio, dove si dirama dall’ex statale 324. Dopo aver attraversato
il torrente Silla, corre nella valle del Reno fino a Porretta Terme, per poi salire in quota verso le
località di Capugnano e Madolma (circa 660 metri), scendendo
infine verso Panigale, nel
comune di Lizzano in Belvedere,
dove si ricollega alla ex SS 324.
Una strada fondamentale per la
mobilità locale, ma che – come testimonia la denuncia di Masini – versa in
condizioni critiche e da tempo necessita di interventi strutturali. La sua
voce, definita da alcuni “una voce che grida nel deserto”, è diventata lo sfogo
di molti cittadini che da anni convivono con le difficoltà della viabilità
montana.
(Segnalato da Dubbio)


