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lunedì 10 novembre 2025

Prefettura di Bologna: avviso pubblico per la co-progettazione di interventi FAMI 2025

 



La Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Bologna ha pubblicato un avviso pubblico (Prot. n. 0142450 del 5 novembre 2025) per la selezione di soggetti privati interessati a co-progettare interventi da candidare al Fondo Europeo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) – Obiettivo Specifico 2 “Migrazione legale e integrazione”, misura 2.d), ambito 2.m), intervento a) “Qualificazione e rafforzamento degli uffici pubblici delle Prefetture – UU.TT.G. 2023-2025”.

L’iniziativa nasce a seguito del Consiglio Territoriale per l’Immigrazione del 29 ottobre 2025, che ha individuato nuove priorità per migliorare la gestione dei servizi destinati ai cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti nella Città Metropolitana di Bologna.

Il progetto mira a rafforzare la capacità amministrativa e la governance territoriale in materia migratoria, con particolare attenzione ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) e ad altre categorie vulnerabili. Le linee di intervento previste riguardano:

1. Supporto alla gestione dei MSNA attraverso formazione e attività di capacity building;

2. Rafforzamento dei tavoli di coordinamento sulle vulnerabilità con focus su minori e fragilità sociali;

3. Supporto alla gestione dei dati sui flussi migratori e all’organizzazione interna dell’Area IV della Prefettura.

Il progetto, della durata prevista di 18 mesi, potrà contare su risorse pari a circa 400.000 euro (IVA inclusa).

Possono partecipare enti e soggetti privati senza scopo di lucro – tra cui istituti di ricerca, fondazioni, ONG, enti del Terzo Settore, associazioni, cooperative e imprese sociali – in forma singola o aggregata (fino a cinque partner in ATS). Sono richieste almeno tre anni di esperienza nella gestione di progetti per migranti e due anni di esperienza specifica del personale coinvolto.

Le proposte progettuali dovranno essere inviate entro le ore 12 del 19 novembre 2025 tramite PEC all’indirizzo:
protocollo.prefbo@pec.interno.it
indicando nell’oggetto: “ATTENZIONE – PROPOSTA FAMI 2025”.

La Commissione di valutazione, nominata dal Prefetto, esaminerà la documentazione il 20 novembre 2025 alle ore 10:00 presso la sede della Prefettura di Bologna. Saranno selezionati i partner idonei con cui verrà elaborata la proposta progettuale definitiva da candidare al Ministero dell’Interno – Autorità di Gestione del FAMI.

lunedì 25 ottobre 2021

Sit-in dei frutticoltori davanti alla Prefettura di Bologna.

 Le richieste al Governo nel documento consegnato al Prefetto Francesca Ferrandino. Al presidio ha partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.

Comunicato  congiunto di Confagricoltura, Cia-agricoltori italiani, Copagri, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci dell’Emilia-Romagna



 

Una delegazione di manifestanti da tutta la regione, in rappresentanza delle migliaia di frutticoltori emiliano-romagnoli, è arrivata stamane in piazza Roosevelt a Bologna, davanti alla Prefettura, per partecipare al sit-in promosso da Confagricoltura, Cia-Agricoltori italiani, Copagri, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci dell’Emilia-RomagnaHa preso parte al presidio l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.

 

A parlare sono soprattutto i numeri della crisi frutticola in Emilia-Romagna, che non ha precedenti nella storia e che stringe nella morsa all’incirca 20.000 aziende agricole60.000 occupati e un patrimonio di oltre 50 mila ettari complessivi di frutteto, senza contare il valore economico lungo la filiera nei settori della trasformazione, distribuzione e nell’indotto.

 

I danni provocati da eventi atmosferici eccezionali, malattie e nuovi patogeni mettono sotto scacco il 13% della PLV agricola regionale con ripercussioni per l’intero sistema frutticolo italiano «A fronte della valenza economica, sociale e ambientale che il settore frutticolo possiede, non solo per l’Emilia-Romagna, ma per l’intero Paese – si legge nel documento consegnato al Prefetto di Bologna, Francesca Ferrandino, dalle organizzazioni agricole e cooperative agroalimentari promotrici - si chiede al Governo di aprire un confronto con le Parti per individuare le strategie e i supporti necessari a salvaguardare e preservare questo importante settore produttivo. Le problematiche in essere richiedono iniziative da intraprendere sia nell’immediato, sia con una visione strategica di medio-lungo periodo».

 

Gli interventi richiesti al Governo nel documento presentato al Prefetto di Bologna

 

Nel breve termine:

·         Rifinanziare il Fondo di Solidarietà Nazionale (di cui alla legge 102/2004) attraverso un ulteriore stanziamento, in aggiunta ai 160 milioni già approvati dal DL Sostegni bis, all’interno della Legge di Stabilità 2021. Ciò consentirebbe la sopravvivenza di migliaia di imprese agricole duramente colpite da calamità durante l’anno in corso (in particolare le gelate della primavera scorsa).

·         Attivazione di un Fondo Mutualistico Nazionale obbligatorio per contrastare la perdita di reddito dovuta a calamità naturali e crisi di mercato.

·         Realizzazione di un modello efficace di protezione dal rischio climatico, promuovendo e favorendo l’accesso delle aziende agricole agli strumenti di gestione del rischio agendo, al fine di rendere meno costose le polizze, sui valori dei parametri oggi definiti dal Piano Nazionale per la gestione del rischio.

·         Modificare il D.lgs. 102/2004 per renderlo più adeguato alle esigenze dei produttori; in particolare occorre ipotizzare strumenti di sostegno maggiormente tempestivi e burocraticamente snelli. Prevedere la tempestiva proroga delle rate di credito per le aziende colpite da calamità. Introdurre strumenti di sostegno che assicurino la necessaria liquidità alle aziende nell’anno calamitato, mediante finanziamenti a tasso agevolato, anche bancari, garantiti da ISMEA o MCC (Medio credito centrale), di durata decennale e congruo periodo di pre-ammortamento. Condizione sufficiente all’erogazione per le aziende richiedenti deve essere la situazione finanziaria in bonis delle stesse.

·         Rivedere la politica intrapresa sul fronte della difesa fitosanitaria. La progressiva riduzione dei principi attivi disponibili, non sostituiti da nuovi altrettanto validi strumenti di difesa, sta lasciando le imprese agricole inermi di fronte al diffondersi di nuovi parassiti, ma anche di fronte alla recrudescenza di parassitosi da tempo sotto controllo. 

 

Nel medio periodo si ritiene necessario intervenire:

·         Programmando un credibile progetto di riconversione varietale, che consenta l’introduzione di specie e varietà frutticole di maggior interesse per il mercato e più resistenti agli effetti causati dai cambiamenti climatici. Accompagnato da un adeguato periodo di decontribuzione per il lavoro agricolo impiegato nell’attività dei campi e delle fasi di condizionamento e trasformazione, al fine di recuperare competitività nei confronti di altre zone di produzione comunitaria.

·         Rilanciando l'indispensabile collaborazione tra ricerca, ente pubblico e op/produttori.

·         Assicurando le risorse necessarie alle aziende per adottare le più corrette strategie di contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, anche promuovendo in tale senso la ricerca e l'innovazione, consentendo al settore della ricerca varietale l'utilizzo delle più moderne tecniche di ibridazione.

·         Assicurando una attenta programmazione produttiva, realizzata anche attraverso la costituzione del Catasto Frutticolo, utile per una migliore regolazione della domanda e dell'offerta.

·         Aumentando i controlli sui prodotti ortofrutticoli provenienti da Paesi extracomunitari, ottenuti con disciplinari produttivi e controlli meno stringenti rispetto a quelli europei.

lunedì 16 settembre 2019

Le organizzazioni agricole fanno quadrato contro la 'cimice asiatica' e altro.

Presidio degli agricoltori davanti alla Prefettura di Bologna, mercoledì 18 settembre. Le Organizzazioni agricole: «Cimice asiatica, eventi climatici disastrosi e prezzi troppo bassi hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura»
 
Confagricoltura, Cia, Copagri, Ugc Cisl, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare , Agci informano:

«Cimice asiatica, eventi climatici disastrosi e prezzi troppo bassi hanno messo in ginocchio la nostra agricoltura» è il grido d’allarme lanciato da una compagine molto nutrita, che raggruppa le Organizzazioni sindacali agricole più rappresentative del territorio metropolitano di Bologna - Confagricoltura, Cia, Copagri, Ugc Cisl, Confcooperative, Legacoop Agroalimentare Nord Italia, Agci Area Emilia Centro – le quali, unite, annunciano di scendere in piazza con un presidio di agricoltori davanti alla Prefettura di Bologna (p.zza Roosevelt), mercoledì 18 settembre dalle ore 8.30 alle 11.30.
L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e il Governo sulla grave crisi del comparto ortofrutticolo, dopo un’annata agricola che ha visto praticamente dimezzarsi le quotazioni all’origine e le produzioni.
Le Organizzazioni agricole bolognesi aderiscono così alla mobilitazione di respiro regionale, promossa per il 18 settembre da Agrinsieme Emilia Romagna davanti alle Prefetture della regione. Come spiega in una nota il coordinamento che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, «occorre affrontare rapidamente l’emergenza della cimice asiatica accelerando con la diffusione dell’antagonista naturale, ovvero la vespa samurai, per il cui utilizzo è recentemente arrivato il via libera in Gazzetta Ufficiale, DPR del 05/09/2019. In questa situazione non si possono aspettare 6 mesi per avere le linee guida del Ministero dell’Ambiente, anche 6 settimane sono troppe e non abbiamo nemmeno bisogno di una nuova Commissione in quanto c’è già quella sui fitofarmaci. Si chiede inoltre di tenere attive le molecole in scadenza al 01/01/2020 lavorando al contempo per stanziare risorse per risarcire i numerosissimi agricoltori danneggiati, andando a intervenire sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’. Non va infatti dimenticato che stiamo parlando di un insetto che ha già causato danni che superano i 200 milioni di euro e che, se non si interviene rapidamente, rischia concretamente di espandersi nelle regioni limitrofe. Parliamo di una seria problematica, che è paragonabile per danni e per diffusione solo all’epidemia di Xylella fastidiosa in Puglia».



venerdì 16 febbraio 2018

In una mostra, IL GENIO DI MARCONI


Da domani, sabato 17, al 28 febbraio,  a Bologna, negli splendidi saloni del seicentesco Palazzo Caprara, sede della Prefettura, in via IV Novembre 24, si terrà la mostra 'Grazie Marconi” - L’uomo che diede voce all’aria' .
 
Sano esposti numerosi apparecchi provenienti dal Museo Pelagalli che illustreranno la storia della radio e delle comunicazioni senza fili (wireless), dalle origini ( macchina di Wimshurst che produce le scariche elettriche), agli albori della televisione, fino alle più moderne applicazioni.

La Fondazione Marconi con pannelli e filmati illustrerà la vita dello Scienziato ed il Circolo Filatelico G. Marconi esporrà una piccola ma significativa selezione di materiale filatelico e collezionistico che testimonia la grandezza e la popolarità del personaggio Marconi e il progredire della sua invenzione tramite la filatelia (francobolli, collezioni tematiche, marconigramma), la numismatica (banconote, monete e medaglie) e altre forme di collezionismo (azioni delle Società Marconi, cartoline, tessere telefoniche, ecc.).


La mostra sarà poi visitabile da lunedì a venerdì, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30. Sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30.

Le aperture mattutine dei giorni feriali sono riservate alla visita degli studenti, salvo casi particolari. Con il coinvolgimento all’iniziativa dell’Ufficio Scolastico Regionale la mostra verrà visitata da numerose classi con visite guidate.

È stato predisposto un annullo filatelico che sarà utilizzato all’interno della mostra domani sabato 17 febbraio, dalle 9,30 alle 12,30.

La mostra è organizzata dalla Prefettura di Bologna in collaborazione con il Museo Pelagalli e la partecipazione della Fondazione Marconi e del Circolo Filatelico Guglielmo Marconi.

Per i visitatori sarà disponibile in omaggio il catalogo della mostra e su richiesta una cartolina ufficiale con l’annullo filatelico della mostra.

L’ingresso alla mostra è gratuito. 
 


venerdì 30 dicembre 2016

La sicurezza a capodanno.

La Prefettura di Bologna informa:


Il Prefetto di Bologna, Ennio Mario Sodano, ha presieduto questo pomeriggio una riunione del Comitato provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica per definire la messa a punto delle misure già concordate per garantire la sicurezza delle manifestazioni e degli eventi programmati per la serata del 31 dicembre prossimo venturo.

Hanno partecipato all'incontro il Questore di Bologna Ignazio Coccia, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Valerio Giardina e i Rappresentanti del Comando Provinciale della Guardia di Finanza e dell' 121° Reggimento Artiglieria Contraerea Ravenna impegnato nell'operazione Strade Sicure. Era inoltre presente il Comandante della Polizia Municipale del Comune di Bologna Romano Mignani.

Il Comitato ha definito gli ultimi dettagli delle misure utili a garantire per la serata la completa blindatura dell' area sensibile, l'impiego degli uomini dei Reparti Speciali (Unità operative pronto impiego - UOPI, Aliquote pronto impiego - API e Squadre Operative Sicurezza - SOS) e dei tiratori scelti.

Servizi mirati sono stati inoltre predisposti per i diversi eventi che animeranno la notte del 31 dicembre, ed in particolare per il tradizionale concerto in piazza e per il Genesi Festival organizzato presso la Fiera di Bologna.

Il Comitato, nel confidare sul consueto senso civico delle cittadine e cittadini bolognesi,  rivolge  infine un invito anche ai turisti che saranno in città la notte di Capodanno affinché i festeggiamenti si possano svolgere nella massima serenità.

Si raccomanda infine la massima collaborazione con le Forze dell'Ordine, anche segnalando possibili situazioni di pericolo.

lunedì 30 maggio 2016

In arrivo a Bologna altri 630 profughi «Hub pieno, li ospiteremo nelle tende». Il Viminale fissa la nuova quota per l’Emilia-Romagna. Le preoccupazioni della Prefettura.

Proposto da Marco:



Nuovo boom di arrivi all’Hub di via Mattei. È di venerdì sera l’ultimo telegramma dal Viminale con l’ultima quota stabilita per l’Emilia-Romagna: 630 profughi provenienti direttamente dagli sbarchi di queste ore. Settanta persone per ogni provincia che verranno trasferiti dopo la prima accoglienza nell’ex Cie.
Nonostante questa quota sia inferiore rispetto a quella dei mesi scorsi (737 arrivi) c’è un fattore che questa volta potrebbe rendere più difficile l’accoglienza: i tempi degli arrivi. Se i migranti dell’ultima tornata sono arrivati in un mese e mezzo, questa volta i 630 richiedenti asilo potrebbero arrivare sotto le Due Torri già nei prossimi tre giorni, raggiungendo in fretta il numero stabilito dal Viminale.
Per l’Hub di via Mattei, dunque, potrebbe riaprirsi la possibilità di allestire le tende per l’emergenza, come è accaduto a luglio 2015, quando l’ex Cie era al gran completo. «La situazione al momento è sotto controllo. Stiamo provvedendo ai trasferimenti e ci stiamo preparando agli arrivi», tranquillizza la Prefettura. Ma nei prossimi giorni la situazione potrebbe cambiare: «Arriveremo alla quota pattuita dei 630 in breve tempo e non escludiamo di dover tornare a montare le tende all’interno dell’Hub». Tende fornite dalla Prefettura che l’anno scorso, oltre al momento dell’emergenza, sono state utilizzare per diverse settimane.
Saranno uomini, donne e probabilmente anche bambini che sono sbarcati sabato a Catania e sbarcheranno nei prossimi giorni. Domenica i primi arrivi da Catania, poi da Porto Empedocle e da Augusta. Approderanno in Emilia-Romagna subito dopo la traversata e alcuni di loro, molto probabilmente, avranno indosso ancora la coperta termica gialla che viene data appena toccano la terraferma.
A oggi i migranti accolti in tutta la Regione sono 6.713. A Bologna i richiedenti asilo nelle diverse strutture del territorio sono 1.262, a seguire c’è la provincia di Modena con 841 profughi, e quella di Parma con 806. A Piacenza, invece, le persone accolte sono 546 e a Ferrara 562. Le altre province accolgono all’incirca 700 migranti. Gli arrivi di questi giorni sono quelli più massicci del 2016 . L’anno scorso l’ondata migratoria è sempre stata abbastanza costante, senza toccare picchi se non a luglio quando è stato necessario allestire appunto una sorta di tendopoli in via Mattei. Ma all’Hub non ci sono solo le persone che arrivano direttamente dagli sbarchi in Sicilia, ci sono anche molte persone che arrivano da sole dopo essersi presentate nelle diverse prefetture della Regione. Questo perché soprattutto i pachistani, gli afgani e i bengalesi tentano la fortuna dalla rotta dei Balcani, ma dall’Austria, dalla Francia e dalla Germania vengono respinti e a quel punto il primo approdo utile per loro è l’Italia.
Negli ultimi sei mesi all’Hub di via Mattei sono arrivati all’incirca 200 persone da sole. Cifra a cui si aggiungono altri numeri, seppure molto più bassi, dei cosiddetti «dublinanti », quei migranti che identificati in Italia, a Bologna, sono riusciti a superare i confini senza essere controllati e hanno attraversato diversi Stati prima di arrivare in Norvegia e in Svezia: è lì che si sarebbero voluti trasferire fin dal principio, ma per la normativa prevista dalla Dublino II, la terra di approdo in cui si è identificati per la prima volta sarà la terra in cui chiedere l’asilo politico o qualsiasi altra forma di protezione internazionale. Quindi si torna sotto le Due Torri. La crescita dei flussi migratori a Bologna ha portato anche a un aumento delle espulsioni di cittadini extracomunitari con accompagnamento alla frontiera che fanno segnare un più 69%, passando nell’ultimo anno da 52 casi a 88.

giovedì 1 ottobre 2015

Provincia di Bologna. 350 cittadini stranieri troveranno presto accoglienza.

Prefettura
Marco ha inviato l'avviso ' relativo al bando di gara per l’affidamento del servizio di accoglienza di 350 cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio della provincia di Bologna. CIG lotto 1: 637284808A - CIG lotto 2: 637285999B.'

L'avviso, del viceprefetto vicario Rita Stentella, precisa:

Con riferimento alla procedura di gara sopra indicata si rende noto che, in data 2 ottobre p.v., alle 12, presso questa Prefettura si procederà in seduta riservata all’apertura ed alla verifica delle BUSTE A contenenti la documentazione amministrativa.
Alle ore 13 in seduta pubblica si procederà all’apertura delle buste B contenenti l’offerta tecnica al solo fine di verificare l’esistenza della documentazione richiesta”.



sabato 5 settembre 2015

BANDO DI GARA per l’affidamento del servizio di accoglienza di 350 stranieri richiedenti protezione internazionale nel territorio della Provincia di Bologna



Marco ricorda che 'La Prefettura di Bologna ha pubblicato il  BANDO DI GARA PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI ACCOGLIENZA DI CITTADINI STRANIERI'.

L’appalto ha per oggetto la gestione del servizio di accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale sul territorio della provincia di Bologna, presso strutture individuate dall’affidatario, per un massimo di n. 350 posti, dalla data presunta del 1 novembre 2015 fino al 31 dicembre 2015, al prezzo pro/die pro/capite di 35,00 euro, oltre IVA, salvo eventuali prosecuzioni per tutto il 2016 in caso di necessità.
L’importo complessivo presunto dell’appalto risulta pertanto essere 747.250,00 euro (oltre IVA).
La gestione del servizio comprende la messa a disposizione di vitto e alloggio, la gestione amministrativa degli ospiti, l’assistenza generica alla persona compresa la mediazione linguistica, l’informazione normativa, il primo orientamento ed assistenza alla formalizzazione della richiesta di protezione internazionale, l’assistenza sanitaria da effettuarsi presso i presidi sanitari territoriali, il servizio di pulizia ed igiene ambientale, la raccolta dei rifiuti, la lavanderia, la fornitura di biancheria e abbigliamento adeguato alla stagione, prodotti per l’igiene, pocket money di € 2,50 al giorno, una tessera/ricarica telefonica di € 15,00 all’arrivo, ove non erogata all’arrivo nell’hub regionale.
I servizi e le forniture connesse oggetto della presente procedura di gara sono meglio dettagliati nello “Schema di Convenzione” (Allegato 1), nonché nel Manuale SPRAR, a cui si rinvia (http://www.sprar.it/index.php/categorie/documenti/item/46-manuali-operativi-sprar).
Considerata la necessità garantire tempestiva accoglienza, all’atto della loro assegnazione a questa Provincia, ai migranti richiedenti protezione internazionale, ed in particolare tenuto conto delle differenziate esigenze di sistemazione che sorgono al momento della distribuzione nelle strutture di cospicui contingenti e piccoli nuclei di migranti, l’appalto è suddiviso in 2 LOTTI:
Il LOTTO N. 1, che prevede un’offerta per complessivi n. 120 posti, ove si concorre con strutture con capienza massima di 40 posti e minima di 30 posti, destinate all’accoglienza di persone singole e/o famiglie assegnate a questa Provincia nell’ambito delle quote di riparto nazionale, qualora si verifichi un trasferimento contestuale di numerosi cittadini stranieri. Pertanto l’importo complessivo presumibile di tale lotto per n. 120 posti X 35,00 euro X n. 61 giorni dal 01.11.2015 fino al 31.12.2015, fatta salva possibilità di proroga, risulta essere di euro 256.200,00,00 (oltre IVA).
Il LOTTO N. 2, che prevede un’offerta per complessivi n. 230 posti, ove si concorre con appartamenti o unità abitative mono-familiari ciascuno con capienza non superiore a 15 posti, destinati all’accoglienza di persone singole e/o di famiglie assegnate a questa Provincia nell’ambito delle quote di riparto nazionale, qualora si verifichi il trasferimento di un piccolo contingente di cittadini stranieri.  Pertanto l’importo complessivo presumibile di tale lotto per n. 230 posti X 35,00 euro X n. 61 giorni dal 01.11.2015 fino al 31.12.2015, fatta salva possibilità di proroga, risulta essere di euro 491.050,00 (oltre IVA).
I posti destinati all’accoglienza, ed i relativi servizi, saranno attivati via via a seguito del manifestarsi di effettive esigenze nell’ambito del territorio di competenza di questa Stazione appaltante, indipendentemente dal numero di posti complessivi indicati nell’offerta ed aggiudicati; tali esigenze sono subordinate tanto alla permanenza di cittadini stranieri già presenti nei Comuni della Provincia di Bologna o nel Comune capoluogo, quanto all’arrivo dei suddetti sul territorio italiano e loro successiva assegnazione a questa Provincia nell’ambito delle quote stabilite in sede di tavolo nazionale e regionale.
Durante il periodo di validità dell'affidamento l'esecuzione del servizio da parte dell'operatore individuato è pertanto eventuale, ed avverrà solo a seguito di richiesta da parte dell'Amministrazione. Si evidenzia in particolare che la Prefettura- UTG di Bologna corrisponderà compensi all'aggiudicatario solo se effettivamente verranno inviati cittadini stranieri presso le strutture messe a disposizione ed esclusivamente in base al numero realmente ospitato: qualora l'aggiudicatario non dovesse ospitare migranti nel periodo di validità dell'affidamento l'Amministrazione non corrisponderà alcun importo al medesimo, a qualsiasi titolo.
L’importo complessivo presunto della gara, per ciascuno dei due lotti, è pertanto meramente indicativo.
RESPONSABILE PER L'ESECUZIONE CONTRATTO E DEL SERVIZIO: dott.ssa Bianca Lubreto, viceprefetto


martedì 28 luglio 2015

Marzabotto: La Prefettura ordina l'allontanamento di 4 migranti ospiti a Pian di Setta.



La notizia dell’allontanamento di alcuni migranti, ospiti a Marzabotto, per ordine della Prefettura di Bologna a seguito dell’accertato ‘ loro comportamento FORTEMENTE AGRESSIVO E INTIMIDATORIO’ nei confronti degli addetti della cooperativa cui sono stati affidati, ha fatto saltare sulla sedia il capogruppo di ‘Uniti per Cambiare Marzabotto’, Morris Battistini. “ I migranti sono stati fatti uscire dall’abitazione e abbandonati. Ora non si sa dove sono, ne’ come vivono”, denuncia il capogruppo. “La cittadinanza va informata. Il problema è  gravissimo e  delinea la reale situazione dell'immigrazione incontrollata che sta avvenendo nei nostri territori”, tuona ancora Battistini.

Ecco le considerazioni a  firma del Capogruppo Morris Battistini e della  collega Consigliera Avv. Maria Francesca Carbonaro di UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO, intitolate ' COME VOLEVASI DIMOSTRARE...!!!'

E' di qualche giorno fa la notizia che tanto non avremmo voluto sapere,  che si sperava non succedesse nel nostro comune. Sarebbe stato improbabile  per onestà intellettuale credere che tali episodi, ormai frequenti in tutta Italia, non sarebbero successi anche a Marzabotto.
Questo e NON SOLO, sono i motivi per cui il Gruppo Consiliare di Uniti per Cambiare Marzabotto era contrario all'arrivo di ulteriori migranti nel territorio Marzabottese, dopo l'ultima esperienza di qualche anno fa.
Tutto questo per introdurre l'immediato provvedimento redatto dalla PREFETTURA DI BOLOGNA da notificare ai 4 migranti ospiti negli alloggi di un soggetto privato a Lama di Setta (Marzabotto) circa  la DECADENZA IMMEDIATA all'accoglienza dagli alloggi a loro concessi nell'ambito dell'operazione Mare Nostrum a Marzabotto e presso ogni altro centro di accoglienza gestito dalla Prefettura di Bologna.
Ma volete sapere davvero qual è il motivo che ha spinto la Prefettura ad emanare questo provvedimento??
Atteggiamenti FORTEMENTE AGRESSIVI E INTIMIDATORI nei confronti dei  responsabili della cooperativa che gestisce la sopracitata operazione di accoglienza.
Sapete cosa sarebbe successo se fosse stato un  italiano a fare la stessa cosa? Sicuramente non sarebbe finita così, ma tra Tribunali e Caserme avrebbe avuto una bella gatta da pelare.
A questi 4 soggetti invece, è stata data la possibilità di lasciare l'appartamento e andare a girovagare altrove, senza alcun controllo, senza che nessuno potesse vigilare sulla loro condotta a tutela e garanzia della sicurezza dei restanti cittadini.
Sempre nella nota della Prefettura si legge, nelle ultime righe, l'obbligo da parte della cooperativa che gestisce tali soggetti  di interrompere qualsiasi tipo di prestazione in favore dei predetti ospitanti.
4 soggetti potenzialmente pericolosi, allontanati dagli alloggi e lasciati liberi per il territorio...
E' davvero questa la vera integrazione di cui facilmente ci riempie spesso la bocca?
Dove sono andate queste persone? Sotto il controllo di chi, essendo persone dalla condotta poco tranquilla? Dove dormiranno la notte? Ma sopratutto come sopravvivranno (mangiare, bere.. ecc ecc)????
Saranno costretti a rubare per vivere? E poi se queste persone sono arrivate ad avere comportamenti aggressivi e intimidatori nei confronti di chi andava quotidianamente a fare loro del bene ( perchè questo le cooperative dicono di fare), cosa potranno fare a chi magari invece ha una visione della vita e dei diritti differente dalla loro e gli si paventa di fronte?
Possiamo girare così tranquilli e sereni la sera per i nostri comuni?
E' così che il governo Renzi e tutti i comuni a guida PD intendono integrare le persone che scappano dalla guerra (ammesso che questi scappino realmente da essa)? E' così che il comune di Marzabotto intende far arrivare gente qui e tenere sotto controllo la questione clandestinità?
No, noi crediamo che si stia arrivando ad un esagerazione epocale, in cui pur di apparire bravi e buoni agli occhi della gente si è disposti a mettere in ginocchio un comune come il nostro, per non parlare della nazione tutta.
Qualcuno, dovrà rispondere di tutto questo, perchè noi non siamo disposti a tollerare che ci sia gente in giro per il nostro paese che in qualsiasi momento può compiere atti incivili e pericolosi.
Noi non siamo disposti a far finta di accogliere per integrare e abbandonare in giro per le nostre strade persone che scappano da situazioni a loro dire terrificanti per venire qui e in modo arrogante avanzare pretese che ad oggi non esistono nemmeno per i nostri connazionali, che seppur non vittime di guerre, vivono la loro battaglia contro la povertà e la fame quotidianamente.
Ecco perchè chiediamo a tutta la popolazione di Marzabotto di aprire gli occhi, di guardare oltre un colore politico e un simbolo radicato negli anni. Qui la questione è seria e noi di UCM vogliamo tutelare la nostra gente, salvaguardare la loro incolumità e quella del nostro territorio, perchè è  il motivo che ci ha spinto ad adempiere a questo, per noi importante ruolo locale: non si tratta di più di cavalcare l'onda, comportamento di cui molti ci vogliono accusare, si tratta davvero della necessità di affrontare una questione delicata, importante, che finisce per avvallare l'illegalità a discapito dei nostri cittadini e della loro sicurezza, questione che non rappresenta più purtroppo una priorità per chi ci amministra  e per chi ci governa.
Attendiamo ansiosamente di controllare i prossimi sviluppi che questa amministrazione intende adottare sulla questione immigrazione a Marzabotto, consapevoli già delle loro risposte tautologiche che anziché offrire una soluzione definitiva che miri al contenuto e alla risoluzione di detto problema, avranno il solito intento accusatorio. Anche in questo caso accusarci di essere strumentali ci confermerà la loro incapacità di affrontare il problema e rappresenterà l'unico modo per distogliere l'attenzione dalla situazione reale.

La disposizione della Prefettura.