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martedì 24 giugno 2025

Emil Banca assicura un futuro al Museo Pelagalli: “Impegno concreto per la sua nuova collocazione”

Galletti: “Una collezione dal valore inestimabile. Il suo posto naturale è accanto a Leonardo, al Tecnopolo di Bologna.” Delusione per chi voleva il museo a Sasso Marconi e fare della culla della radio il polo delle telecomunicazioni wireless



Emil Banca scende in campo per assicurare un futuro al Museo della Comunicazione e del Multimediale G. Pelagalli, dichiarato patrimonio culturale Unesco. Un impegno ufficializzato durante la cerimonia di inaugurazione della targa che sancisce la partnership tra la Bcc bolognese e il museo, simbolo dell’ingegno emiliano nel mondo.

«Metteremo impegno e risorse affinché questo museo, patrimonio culturale Unesco, diventi sempre più centrale nel futuro culturale della città – ha dichiarato il presidente di Emil Banca, Gian Luca Galletti –. Vogliamo fare rete per accompagnare Pelagalli in un percorso di crescita, trovando una sede più ampia e prestigiosa che valorizzi una collezione davvero unica al mondo».

Secondo Galletti, il Tecnopolo di Bologna, sede del supercomputer Leonardo, rappresenta la naturale collocazione per il museo:
«Dobbiamo collegare l’incredibile lavoro di questi 35 anni alla visione futura della città, oggi centro globale nella gestione del dato. Il Museo Pelagalli merita di crescere accanto a questo cuore pulsante dell’innovazione».

Alla cerimonia hanno partecipato anche figure di spicco del territorio, tra cui il direttore generale di Ascom Bologna, Giancarlo Tonelli, che ha ribadito la volontà di rafforzare la collaborazione tra il museo e le realtà economiche locali: «Il Museo Pelagalli è una risorsa preziosa che racconta l’evoluzione della comunicazione e celebra il genio di Guglielmo Marconi. Sono migliaia i turisti e gli studenti che ogni anno ne varcano le porte. Per questo accogliamo con entusiasmo l’impegno di Emil Banca e proseguiremo la nostra partnership coinvolgendo ancor più le istituzioni».

Presente anche l’ex provveditore agli studi di Bologna, Paolo Marcheselli, che ha elogiato l’opera instancabile di Giovanni Pelagalli, fondatore del museo, e il suo lavoro con le scuole.

Visibilmente emozionato, Pelagalli ha ringraziato tutti i presenti, sottolineando:

«Questa presenza ufficiale accanto al museo sarà la nuova luce che illuminerà il nostro futuro, con il grande padre/condottiero inter pares Guglielmo Marconi a fare da guida».

La cerimonia si è conclusa con una visita guidata tra le sale del museo, che custodisce oltre 2.000 pezzi distribuiti in 12 sezioni tematiche: 250 anni di storia della comunicazione radio, video, audio, digitale e musicale, con esemplari rari e di grande valore storico.

La notizia, anche se apprezzata poiché il museo Pellagalli merita certamente una ricollocazione adeguata alla sua importanza archivistica e storica,  ha lasciato la bocca amara a chi credeva che la collocazione naturale del museo fosse Pontecchio Marconi dove la radio è nata. Ma Sasso Marconi gioca ormai da decenni al proprio impoverimento e questa ne è l’ultima prova.


lunedì 13 novembre 2023

L’anno che verrà, sarà veramente l’anno di Marconi?

 


Ricorre nel 2024 il 150mo della nascita dello scienziato sassese e tutti promettono di volerlo celebrare in modo da dare finalmente giustizia al più grande inventore italiano e da riparare i colpevoli ritardi.  

A voler fare il punto sul programma delle celebrazioni per il 150mo della nascita di Guglielmo Marconi è stato il consigliere regionale Marco Mastacchi (nella foto) con una interpellanza in cui chiede quali azioni la Regione intenda mettere in campo per la ricorrenza.

Mastacchi, ha inizialmente ricordato che Guglielmo Marconi è  il più grande inventore che l’Italia abbia avuto e che è universalmente  considerato il padre della tecnologia che per prima sfruttò le onde radio, consentendo l’evoluzione delle comunicazioni. Il consigliere ha inoltre sottolineato che “ la visione di Marconi scienziato, inventore e imprenditore rappresenta ancora oggi un modello unico di creatività, innovazione e ispirazione anche per molte imprese del territorio bolognese, ad oggi uno dei principali centri mondiali per la produzione e diffusione di conoscenza e per la creazione di imprese innovative e start up”.

Ha poi aggiunto sue considerazioni su come  valorizzare la ricorrenza, citando anche il noto ‘museo Pelagalli’ come importantissima raccolta sulla storia delle telecomunicazioni. Tale museo nel 2007 ha ottenuto il riconoscimento del Centro Unesco di Bologna quale realtà unica nel suo genere, che attraverso i suoi 21 settori espositivi, gli oltre 2.000 oggetti esposti e i laboratori dedicati agli esperimenti scientifici, racconta ai visitatori l’affascinante percorso di oltre 200 anni di storia della comunicazione, tramite la radio di Marconi, appunto, la fotografia di Edison, il cinema dei fratelli Lumière, il telefono di Meucci e il computer di Steve Jobs e la televisione di Baird. Il Museo Pelagalli per questa sua unicità e per la sua valenza culturale di interesse anche per la comunità scolastica può, con apposite iniziative, anche virtuali,  essere reso più visibile all’interno di un contesto definito e organizzato.


Infine Mastacchi chiede  quali siano le azioni che la Regione intende mettere in campo per celebrare il 150mo e nel contempo per promuovere anche un turismo scientifico-culturale in tutta la  Regione, che parta dalla Città Metropolitana, sede del Museo della comunicazione multimediale di Pelagalli,  fino alle colline di Sasso Marconi, dove sono custodite,  presso Villa Grifone, le spoglie dello scienziato .

Ha risposto l’assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori ( nella foto) il quale, dopo aver convenuto che Marconi ha un credito celebrativo rilevante, ha detto: “ Non abbiamo ancora notizie certe dal Ministero. Ci siamo comunque garantiti un budget disponibile per poter affiancare le iniziative delle altre istituzioni. Allo stesso tempo continua la nostra attenzione verso la collezione Pelagalli, anche se non è così facile come sembra l’acquisizione. In ogni caso anche su questo contiamo sul fatto che la sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha più volte dichiarato di volere  acquisire  quella collezione.

Infine, condivido l’idea che si debba aumentare il peso museale di Villa Griffone. Villa Griffone è ovviamente la casa della famiglia Marconi, è il luogo dove si svolse il primo esperimento, quello famoso del colpo di fucile. In parte ha una destinazione museale, in parte ha una destinazione di ricerca. Dare una destinazione completamente museale a Villa Griffone può essere un’ottima idea. Infine”, ha detto, “ metto un grande accento sul fatto che Marconi e Villa Griffone fanno parte di quella filiera geografica  che dalla Chiusa di Casalecchio alle Terme di Porretta è una collana di eccellenze mondiali collocata  in una sola valle, che meriterebbe ben altra attenzione. A proposito di trascuratezza, direi che la trascuratezza per gli aspetti culturali della Valle del Reno è una delle cose più difficili da capire, anche se la recente nomina di Campolo e Grizzana nel PNRR può essere un volano fondamentale”, ha concluso l’assessore.

Aumentare il peso museale di Villa Griffone farebbe pensare al trasferimento lì del Museo Pelagalli. Pietosamente e forse stupidamente lo si può sperare.

Comunque parole dolci come il miele, quelle dell’assessore, per le orecchie di chi ama la Valle del Reno e di chi la vede inspiegabilmente dimenticata dall’epoca della realizzazione della linea ferrata che l’unisce alla Toscana. Sono solo parole, di concreto l’assessore ha detto ben poco. Se la rappresentanza politica della Valle, di tutti gli schieramenti, superasse le divisioni e si adoperasse perché quelle parole diventassero una realtà, farebbe un bel servizio alla vallata.

Per onor di cronaca, Mastacchi si è dichiarato soddisfatto della risposta, aggiungendo che spera vivamente che questa risposta non rimanga una dichiarazione di intenti, ma che si trasformi davvero in azioni concrete. Tante volte sono state spese belle parole, ma, nei fatti, purtroppo, le cose non si sono concretizzate, ha voluto ricordare.

mercoledì 30 agosto 2023

Il sindaco risponde alla critiche sul mancato trasferimento a Sasso Marconi del Museo Pelagalli


 

L’improvviso annuncio del trasferimento del Museo della telecomunicazione Pelagalli  a Villa Aldini di Bologna ha avuto taciti apprezzamenti e  critiche stizzite.

La ricchissima raccolta, che testimonia il  percorso storico della trasmissione via etere, ha numerosissimi estimatori e  Sasso Marconi, città culla della Radio, riteneva di essere l’unica città deputata a dare una degna sistemazione al ‘tesoro Pelagalli’ e diventare così il vero polo testimoniale, di valenza sovranazionale,  della telecomunicazione.

Fra coloro che hanno gridato allo scandalo, il consigliere comunale di Sasso Marconi, Marco Veronesi, che ha denunciato la scelta di Villa Aldini come pesante e intollerabile ‘schiaffo’ al paese di Marconi . Fra gli imputati del delitto di ‘ negligenza operativa’ il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani ( nella foto in basso), al quale abbiamo chiesto se ‘ la scelta di Villa Aldini sia definitiva o se ci sono ancora speranze  per le attese di  Sasso Marconi’.

In effetti non c’è nulla di certo. Non se ne sa niente. La notizia ha l’aria di essere solo una fuga in avanti, senza alcuna prospettiva certa . Lo stesso Pelagalli ha dichiarato alla stampa di non saperne nulla. Inoltre i 4 milioni destinati a Villa Aldini servono alla riqualificazione dello stabile. Per organizzarlo  in modo da offrire spazi adeguati alla raccolta museale servono altre e importanti risorse”.

Insomma ci si muove in un bolla nebulosa?

A suo tempo scrissi agli enti territoriali coinvolgibili e al Ministero della disponibilità di Sasso Marconi ad accogliere il Museo Pelagalli, a condizione però che la gestione fosse regionale o nazionale. Il nostro comune non dispone delle risorse necessarie a sostenere un impegno del genere. Nessuno mi ha risposto”.

Villa Griffone sarà quindi solo il set per un una fiction su Marconi?

Sì. Lo sarà per tre giorni. Il problema è che la villa non dispone di strutture di accoglienza. Sono tante le visite concordate, ma non c’è una apertura classica con programma orario prestabilito. Inutile lamentarsi con me, non posso fare niente perchè il Comune di Sasso Marconi non fa parte del consiglio direttivo della Fondazione,  mentre l'onorevole Borgonzoni avrebbe la possibilità di intervenire in qualità di sottosegretario al Ministero della cultura”.

Una agenzia di Ansa ha riportato che Mattia Sartori, presidente del Territorio Turistico, ringraziava la Regione Emilia Romagna per aver investito molto al fine di fare conoscere il museo Marconi di Villa Griffone. Quali sono questi investimenti ?

Non lo so. Sartori recentemente ha promosso alcuni riuscitissimi fine settimana per la visita alla Villa e ai luoghi marconiani. La partecipazione è stata molto elevata. Per migliorare la capacità ricettiva del sito serve un incisivo intervento strutturale da parte di chi ne ha competenza”.

L’impressione che si ricava è che Sasso Marconi ancora una volta rimarrà a bocca asciutta e snobbato?

Così è. Da una parte non si comprende l’importanza e la valenza del luogo marconiano, unico al mondo. Dall’altra purtroppo non si capisce perché l’opposizione ne fa solo una bandiera di parte”.

Cosa si sta facendo a Sasso Marconi ?

Oltre a far parte del tavolo per le celebrazioni del 150.mo della nascita di Marconi, stiamo lavorando per una edizione speciale del Marconi Days. Abbiamo condiviso il progetto della fiction e per il 2025 è in programma un contest delle radio giovanili italiane: una piccola olimpiade  che potrebbe diventare strutturale. A Marconi intitoleremo il nuovo ponte sul Reno e la riqualificazione della piazza avrà un angolo dedicato alla radio e a Marconi, cui si aggiungerà un elemento più moderno di street art dedicato alla radio. 

Il sindaco termina poi con un suo commento: “Speravo che la presenza della bolognese Borgonzoni nel Ministero dei Beni culturali portasse a soluzioni più celeri e incisive come pareva promettere. Servono e aspettiamo risorse per Villa Griffone. E’ un monumento nazionale  e il museo dedicato a Marconi esiste già ed è una pietra miliare nella storia delle comunicazione. La piccola finestra da dove Marconi ricevette la  conferma di prima trasmissione senza fili a distanza riuscita, il colpo di fucile sparato da dietro la collina dei Celestini, deve diventare un brand: da lì si guarda il futuro”.

martedì 22 agosto 2023

Marco Veronesi. "Marconi è nostro'

 Sconcerta la notizia di voler trasferire il Museo della Comunicazione di Gianni Pelagalli a Villa Aldini di Bologna e non a Sasso Marconi 


“Basta,  ora basta. E’ troppo. Tutto ciò che riguarda Marconi deve avere  la sua sede naturale a Sasso Marconi, dove il grande scienziato è vissuto, dove è sepolto, dove ha fatto i suoi importanti esperimenti e dove è nata la sua radio con la prima trasmissione via etere riuscita. ” E’ decisamente irritato e forse anche più, il consigliere comunale di Sasso Marconi, Marco Veronesi (nella foto) , per la notizia appena divulgata dai media, che il ricchissimo museo Pelagalli, incentrato sulla storia della comunicazione, sarà collocato a villa Aldini a Bologna e non a Sasso Marconi. “E’ l’ennesimo scippo al nostro paese che è già riconosciuto come ‘Città della Telecomunicazione’ e una doppia sconfitta per l’amministrazione comunale che lascia ad altri il privilegio di testimoniare la presenza del grande scienziato in questi luoghi e l’opportunità di un ritorno economico non indifferente. Ciò è poi incomprensibile poiché  il sindaco di Sasso Marconi Parmeggiani fa parte del tavolo che sta programmando il ‘furto’”, e prosegue:  “Sasso Marconi sta per avere la condizione ideale per dare sede adeguata al Museo Pelagalli. Con la realizzazione imminente del nuovo polo scolastico del capoluogo si libera l’area dell’attuale scuola Media. Qui il Museo di Pelagalli troverebbe  la collocazione ideale.”

Gianni Pelagalli nel suo museo 

Pare siano in molti coloro che si sono coalizzati per portare a termine lo ‘sgarro’ per Sasso Marconi. La sottosegretaria alla cultura, Lucia Borgonzoni, ha già annunciato un finanziamento di 4 milioni per la realizzazione del trasferimento a Villa Aldini e c’è chi si spiega ora perché villa Griffone di Sasso Marconi, dove lo scienziato e sepolto, non fosse incluso del circuito turistico-culturale bolognese. Che Sasso Marconi fosse accantonato dalla considerazione marconiana pare ora un progetto calcolato e considerato da tempo.  

Veronesi coglie l’occasione anche per togliersi un altro sassolino dalla scarpa: “ Non chiamiamo più la secolare Fira di Sdaz con questo nome, poiché da quando purtroppo è stata trasferita a Colle Ameno e tutta un’altra cosa e ha perso tutta la sua peculiarità.    

martedì 12 ottobre 2021

Sasso Marconi celebra il 'suo' Guglielmo Marconi


 


Da Caffè del Sasso


Ha preso avvio la XIV edizione dei Marconi Days: una settimana di eventi, mostre, spettacoli dedicata al premio Nobel per la fisica che visse e mosse i suoi primi passi da scienziato presso Villa Griffone a Pontecchio Marconi.

Ieri è stata inaugurata la mostra Marconi nel mondo, presso palazzo Davia Bargellini a Colle Ameno: meravigliosi reperti marconiani dal museo della comunicazione di Bologna, curato dall’ appassionatissimo Gianni Pelagalli.



Oggi e giovedì, 2 spettacoli teatrali (sempre a Colle Ameno) realizzati dalle associazioni "Donne di Sasso" e "Mercanti in Scena".

Venerdì presentazione del nuovo album dei Flexus (sala decorazioni di Colle Ameno).

Sabato gli eventi si sposteranno presso il mausoleo Marconi dove si celebrerà l'accensione celebrativa  della statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, che esattamente 90 anni fa venne fatta per la prima volta da Guglielmo Marconi.

Domenica si tornerà a Colle Ameno con gli ultimi eventi che coinvolgeranno le botteghe del borgo.

(Simone Lodi)



giovedì 7 novembre 2019

Esposto nel Municipio di Sasso Marconi un cimelio marconiano del 1924

Lo storico strumento proviene dal Museo della Comunicazione

Il Museo della Comunicazione di Pelagalli ha rinnovato la convenzione stipulata con il Comune di Sasso Marconi per il prestito in comodato di un importante cimelio marconiano da esporre nella Sala Consiliare del Municipio.

Si tratta di un amplificatore di segnale in bassa frequenza, prodotto nel 1924 dalla BBC inglese su licenza Marconi e marchiato Marconiphone: un piccolo assaggio dei tesori conservati nel museo bolognese.


Credo molto nella collaborazione tra Istituzioni – ha commentato Roberto Parmeggiani ) a sinistra nella foto) , primo cittadino di Sasso Marconi - e, a maggior ragione, su grandi temi come la promozione di Marconi e delle sue intuizioni, che trovano oggi una precisa e diffusa applicazione nella rete degli smartphone. Dato il peso quotidiano che gli strumenti di comunicazione hanno nella nostra vita ritengo che su questi temi sia importante riflettere con competenza per dare ai cittadini, e soprattutto ai giovani, gli strumenti utili per orientarsi e per non essere manipolati. Tra gli strumenti di cui disponiamo a questo scopo il Museo Pelagalli è senz’altro uno dei più efficaci e dunque rinnovo volentieri la storica convenzione con il nostro Comune”.

Esporre uno dei cimeli del museo nel più importante spazio istituzionale di Sasso Marconi è per me un onore – ha aggiunto Gianni Pelagalli ( a destra nella foto) , fondatore e direttore del museo - e suggella una collaborazione di antica data. Oltre ad essere un elemento di richiamo turistico per la città di Bologna, il Museo della Comunicazione che ho fondato è visitato ogni anno da migliaia di ragazzi delle scuole italiane. Ci occupiamo di Comunicazione e ne raccontiamo gli ultimi 200 anni di storia, per questo motivo il legame con Marconi è imprescindibile e con grande piacere lascio un piccolo assaggio nel Comune che del grande scienziato-imprenditore porta il nome e il gravoso impegno di promuoverne la grandezza”.  

venerdì 16 febbraio 2018

In una mostra, IL GENIO DI MARCONI


Da domani, sabato 17, al 28 febbraio,  a Bologna, negli splendidi saloni del seicentesco Palazzo Caprara, sede della Prefettura, in via IV Novembre 24, si terrà la mostra 'Grazie Marconi” - L’uomo che diede voce all’aria' .
 
Sano esposti numerosi apparecchi provenienti dal Museo Pelagalli che illustreranno la storia della radio e delle comunicazioni senza fili (wireless), dalle origini ( macchina di Wimshurst che produce le scariche elettriche), agli albori della televisione, fino alle più moderne applicazioni.

La Fondazione Marconi con pannelli e filmati illustrerà la vita dello Scienziato ed il Circolo Filatelico G. Marconi esporrà una piccola ma significativa selezione di materiale filatelico e collezionistico che testimonia la grandezza e la popolarità del personaggio Marconi e il progredire della sua invenzione tramite la filatelia (francobolli, collezioni tematiche, marconigramma), la numismatica (banconote, monete e medaglie) e altre forme di collezionismo (azioni delle Società Marconi, cartoline, tessere telefoniche, ecc.).


La mostra sarà poi visitabile da lunedì a venerdì, dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30. Sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 15 alle 19,30.

Le aperture mattutine dei giorni feriali sono riservate alla visita degli studenti, salvo casi particolari. Con il coinvolgimento all’iniziativa dell’Ufficio Scolastico Regionale la mostra verrà visitata da numerose classi con visite guidate.

È stato predisposto un annullo filatelico che sarà utilizzato all’interno della mostra domani sabato 17 febbraio, dalle 9,30 alle 12,30.

La mostra è organizzata dalla Prefettura di Bologna in collaborazione con il Museo Pelagalli e la partecipazione della Fondazione Marconi e del Circolo Filatelico Guglielmo Marconi.

Per i visitatori sarà disponibile in omaggio il catalogo della mostra e su richiesta una cartolina ufficiale con l’annullo filatelico della mostra.

L’ingresso alla mostra è gratuito.