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domenica 26 febbraio 2023

Nuove strutture ludiche nei parchi di Casalecchio di Reno

 Un primo investimento di 30.000 euro per la sostituzione delle strutture ludiche nei Parchi Carrettieri, Meridiana, Romainville, San Biagio e Ventura


Il Comune informa:

 

È in corso di realizzazione il programma di sostituzione e rinnovo delle strutture ludiche presenti in molte aree pubbliche e parti del Comune di Casalecchio di Reno.

L’Amministrazione, in seguito al piano di dismissione messo in campo nel 2022 delle vecchie strutture presenti, molte delle quali vetuste e con problematiche riguardanti il pieno rispetto dei criteri di sicurezza, ha stanziato nello scorso anno un fondo di 30.000 euro finalizzato all’acquisto di nuove strutture ludiche. 

Il piano di consegna ha visto alcuni ritardi a causa dell’emergenza Covid, prima, e dell’aumento dei costi e della difficoltà di reperimento dei materiali. 

Negli scorsi giorni sono stati già installate le nuove strutture ludiche nel Parco Carrettieri, Parco Meridiana e presso la Collina di San Biagio e nei prossimi giorni è prevista la conclusione dell’installazione anche nel Parco Ventura. 

Previste infine entro il mese di Aprile la manutenzione e la riqualificazione delle strutture ludiche nel Parco Romainville. 

Le nuove strutture saranno tutte in materiale metallico, preferibilmente al legno per la migliore resistenza agli agenti atmosferici, e vedranno una pavimentazione sottostante, secondo le norme UNI EN 1176, con superfici antitrauma in ghiaia o in plastica riciclata. 

Si tratta di una prima tranche di lavori che proseguiranno ulteriormente nei prossimi mesi, ricordiamo che a Casalecchio sono circa 200 le strutture ludiche presenti sul territorio.

lunedì 4 maggio 2020

Coronavirus, nuova ordinanza: da oggi, obbligo mascherine. Riaprono parchi e giardini, biblioteche (per il solo prestito) e cimiteri

Sì all'attività sportiva e motoria. Via libera agli spostamenti (rientro in giornata) per la manutenzione delle seconde case. Stop zona arancione: riallineata la provincia di Piacenza 
 
mascherina comuneMascherine obbligatorie in Emilia-Romagna nei locali aperti al pubblico e nei luoghi all’aperto, laddove non sia possibile mantenere il distanziamento di un metro. Possibilità di raggiungere le seconde case per le attività di manutenzione, ma anche di praticare l’allenamento e l’attività motoria e sportiva all’aperto, solo in forma individuale. Riapertura di parchi e giardini (ma non le spiagge), biblioteche (per la sola attività di prestito, non di consultazione) e cimiteri.

E’ quanto prevede -
a partire da oggi, lunedì 4 maggio,  la nuova ordinanza firmata dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, le cui disposizioni si applicano a tutto il territorio regionale, compresa la provincia di Piacenza, che in base al provvedimento viene riallineata al resto del territorio regionale.

L’atto definisce anche le modalità di organizzazione del
trasporto pubblico locale, per far fronte alla riapertura di parte delle attività produttive, garantendo sempre la sicurezza sanitaria.

Restano le norme sul
distanziamento sociale, così come gli spostamenti per lavoro, salute e assoluta e comprovata urgenza definiti nel Decreto governativo. Fare la spesa sarà consentito in ambito provinciale e la visita ai “congiunti”, così come definiti sempre nel provvedimento governativo, in quello regionale. A questo riguardo, viene specificato che il territorio della Repubblica di San Marino va considerato per gli spostamenti in ambito provinciale, territorio della provincia di Rimini, e per quelli in ambito regionale, territorio della regione Emilia-Romagna.
Restano sospese le visite agli ospiti delle strutture sociosanitarie residenziali per persone non autosufficienti.

Seconde case, camper, roulotte

Da oggi sarà dunque possibile raggiungere seconde case, camper e roulotte di proprietà per compiere le necessarie attività di manutenzione. Un’opportunità che si affianca a quella già concessa per imbarcazioni e velivoli di proprietà. Anche in questo caso ci si potrà spostare solo nell’ambito della stessa provincia, individualmente e rientrando in giornata alla propria abituale abitazione.

E’ concesso - sempre in ambito provinciale - anche l’accesso ai locali di qualsiasi attività sospesa, per lo svolgimento di lavori di vigilanza, manutenzione, pulizia e sanificazione nonché per ricevere in magazzino beni e forniture

Riaprono parchi e giardini pubblici, sì all’attività fisica e all’allevamento e addestramento di animali

Riaprono i parchi e i giardini pubblici, ma i sindaci potranno disporre la temporanea chiusura di aree in cui non sia possibile garantire il rispetto del divieto di assembramento o delle distanze di sicurezza di un metro.
Viene invece confermato il divieto di accesso a spiagge e arenili, sia in concessione che liberi, compresa la battigia.

È consentita l’attività motoria e sportiva all’aperto come ciclismo, corsa, equitazione, pesca sportiva e caccia di selezione. Anche in questo caso, però, solo in ambito provinciale, in forma individuale e nel rispetto della distanza di sicurezza di due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro negli altri casi.

Via libera anche all’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato Italiano Paralimpico e dalle rispettive Federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali.
Sono consentiti l’allevamento o l’addestramento di animali assicurando il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Cimiteri

Anche i cimiteri potranno riaprire e saranno le amministrazioni comunali a dettare orari e modalità di accesso.

Biblioteche

Per la sola attività di prestito (non dunque di consultazione), l’ordinanza consente la riapertura delle biblioteche. Consegna e restituzione dei volumi dovranno essere organizzate in modo da evitare qualsiasi rischio di contagio.

Trasporto pubblico

Dal 4 maggio, i servizi di trasporto pubblico – su ferro e gomma - dovranno tenere conto della accresciuta domanda di mobilità, legata alla riapertura di parte delle attività produttive. In particolare, l’offerta del servizio ferroviario regionale dovrà essere aumentata del 50% rispetto a quella attuata fino al 3 maggio, attestandosi su un valore del 60% rispetto ai servizi effettuati nel periodo pre-emergenza.

La
rimodulazione graduale dell’offerta dei servizi ferroviari e su gomma verrà costantemente monitorata per garantire adeguati livelli di servizio.
Allo stesso tempo, le società di trasporto dovranno predisporre adeguate misure per la sicurezza sanitaria, a partire dalla
sanificazione e igienizzazione dei locali e dei mezzi di trasporto - almeno una volta al giorno - informando gli utenti sui corretti comportamenti da tenere. Più in generale: dovranno essere adottate misure organizzative per garantire il rispetto del distanziamento interpersonale e ogni possibile forma di contatto nella salita e discesa dal mezzo di trasporto, negli spostamenti all'interno delle stazioni, delle autostazioni, nelle aree destinate alla sosta dei passeggeri e durante l'attesa.
Sugli
autobus sarà sospesa l'attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti e incentivata la vendita di biglietti con sistemi telematici e self-service; i passeggeri potranno salire e scendere sia dalla porta centrale che da quella posteriore, evitando il contatto tra chi sale e chi scende e saranno adottati accorgimenti per la separazione della postazione di guida.

giovedì 31 gennaio 2019

Api 'sentinelle', svelano tracce di glifosato in città

Monitoraggio in orti urbani a Milano, Bologna, Torino e Potenza

Tracce di glifosato a Milano nel 2017 e a Bologna nel 2018, mentre tra dieci metalli pesanti ricercati nell'ambiente a Torino, Milano, Bologna e Potenza i più riscontrati sono stati cromo, vanadio, nichel e ferro, seguiti da piombo, rame e zinco. È quanto emerge da un'attività di monitoraggio ambientale condotta in quattro città italiane nell'ambito di "Api e Orti Urbani", i cui risultati sono stati presentati oggi a Bologna, a Fico Eataly World.
Il progetto - su iniziativa, tra gli altri, di Conapi-Mielizia, Legambiente, Università di Bologna, voleva studiare il ruolo delle api come 'bioindicatore' ambientale e si è concentrato nel 2017 in alcuni orti urbani di Bologna, Milano e Potenza, cui nel 2018 si è aggiunta Torino. Negli orti sono stati collocati alcuni alveari che, dall'estate all'autunno sono stati controllati tramite rilievi, prelievi e analisi di laboratorio per valutare lo stato di salute dell'ambiente circostante. (ANSA)

sabato 29 giugno 2013

I Parchi si accordano per la gestione della fauna: Tra le attività oggetto dell'intesa il tema della filiera delle carni di selvatici.



La Provincia informa:

Approvato il 17 giugno 2013 dal Consiglio Provinciale il protocollo d'intesa tra la Provincia di Bologna e l'Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia Orientale per l'armonizzazione delle politiche faunistiche nei cinque parchi regionali del territorio provinciale. Il documento riprende i contenuti di un analogo protocollo sottoscritto nel 2009 tra la Provincia di Bologna e i Consorzi di gestione dei cinque parchi regionali - Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, Laghi di Suviana e Brasimone, Storico di Monte Sole, Corno alle Scale, Abbazia di Monteveglio - che ha consentito in questi anni di operare nelle rispettive autonomie con obiettivi comuni portando benefici per l'intero territorio provinciale.
Tra le novità del nuovo accordo vi è la “filiera delle carni di selvatici”, un tema che si è posto all'attenzione degli enti pubblici a seguito dell'obbligo di conferire tutte le carcasse di animali abbattuti in controllo ai centri di lavorazione specificamente autorizzati e quindi della necessità di destinare le carni di selvatici alla commercializzazione. Con questo accordo sarà possibile valorizzare un prodotto di alta qualità, in un contesto di tracciabilità e di assoluta garanzia per il consumatore.
Le altre attività oggetto dell'intesa riguardano i censimenti degli ungulati, i piani di controllo, le eventuali catture, il conseguimento delle densità compatibili, le forme di caccia, i rapporti con gli ambiti privati, la prevenzione e il risarcimento dei danni alle imprese agricole, la formazione dei volontari, la ricerca di innovazioni e la promozione del patrimonio faunistico, la mitigazione degli incidenti stradali, la condivisione dei dati statistici e l'analisi dei fenomeni attraverso l'Osservatorio faunistico.
Da questo accordo rimane escluso il Parco della Vena del Gesso Romagnola che ricade solo per una parte della sua superficie in provincia di Bologna e che per la gestione rientra nella macro area n. 5 denominata “Romagna”.