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lunedì 7 dicembre 2020

Mostre: 'Morire nell'antichità' inaugurata online al Muv

Dal 12 dicembre 'archeologia della morte e rituali funerari'

 

'Morire nell'antichità.
    Archeologia della morte e rituali funerari nell'età dei metalli' è il titolo della mostra archeologica del Muv, il Museo della civiltà villanoviana di Castenaso (Bologna), che inaugura online sulla propria pagina Facebook sabato 12 dicembre alle 16.30.
    Appena le condizioni generali lo consentiranno, la mostra sarà visitabile su prenotazione obbligatoria. L'esposizione offre un confronto fra l'inumazione e l'incinerazione, a partire dall'Eneolitico (III millennio a.C.), passando per l'Età del Bronzo e l'Età del Ferro, fino all'epoca tardo-romana (VI sec.
    d.C.). Un percorso alla scoperta delle attività che ruotavano attorno al mondo dei morti, traendo spunto dai reperti archeologici emersi dagli scavi di necropoli dell'Italia settentrionale: Cultura di Remedello, Terramare, Civiltà villanoviana, etrusco-padana e romana.
    Un'evocativa porta d'accesso indica il passaggio dal mondo dei vivi a quello dell'Aldilà e conduce il visitatore attraverso un lungo percorso cronologico alla scoperta dei rituali funerari dell'antichità. Nelle vetrine sono esposti i vari tipi di contenitori delle ceneri e delle ossa combuste dei defunti: dalle urne terramaricole ai tipici vasi biconici villanoviani, con le scodelle di copertura ed i relativi corredi. La fase etrusca è rappresentata da sepolture sia ad incinerazione che a inumazione, con ricchi corredi funerari, in cui è presente anche vasellame d'importazione greca. Le pratiche cerimoniali sono riprodotte graficamente a partire dalle pitture presenti nella cosiddetta "Tomba del morto" (510 a.C.), una delle principali tombe etrusche di Tarquinia, che rappresenta alcuni personaggi che compiono gesti di commiato accanto al defunto, incappucciato e avvolto in un lungo manto, deposto su una kline, ovvero un letto riccamente addobbato. Per il periodo romano sono esposte due strutture sepolcrali ad inumazione, di cui una detta 'alla cappuccina', caratterizzata da una copertura a "tetto" composto da grandi tegole. Chiude l'esposizione un tipico corredo di età imperiale, con oggetti di contesti diversi, fra cui spiccano un'olla in vetro, ovvero un recipiente contenente resti ossei, alcune monete, diversi balsamari e lucerne. (ANSA).

 

 

domenica 24 giugno 2018

Al MUV di Castenaso un giorno fra i Villanoviani


E' stata inaugurata al Museo della civiltà villanoviana di Castenaso la ricostruzione a grandezza naturale di un'abitazione della prima età del Ferro .
Un viaggio nel tempo e nella perduta quotidianità della prima età del Ferro italiana ha costituito il cuore della Festa, animata da una serie di attività di ricostruzione storica e di archeologia sperimentale , curate da Res Bellica, in collaborazione con Legiones in agro Boiorum, in grado di rievocare delle vere e proprie tranches de vie d'epoca. 

 
Grazie alle proposte in programma il pubblico ha potuto prendere conoscenza dei processi di fusione del bronzo ( nella foto) , carpire i segreti della realizzazione di oggetti ornamentali in vetro, vedere con i propri occhi le tecniche di filatura e tessitura in uso nel mondo antico e, per i più piccoli, cimentarsi in duello armati di spada.
 

Musiche dal vivo ( nella foto) e danze, ispirate alla cultura orientalizzante-etrusca e alle coeve civiltà mediterranee hanno contribuito a dare ai presenti il senso di una storia pienamente rivisitata e davvero "vivente" anche attraverso l’utilizzo di ricostruzioni di strumenti musicali e alla presenza di rievocatori in costume, fra cui quelli del gruppo di Marzabotto.
La danzatrice
 

Il momento centrale della manifestazione è stata la presentazione al pubblico di un'abitazione in dimensioni reali , assemblata con l'aiuto di esempi figurativi e modellini tridimensionali coevi, che campeggia al centro del giardino del museo: una capanna a pianta ellittica con zoccolo in mattoni di terra cruda e alzato in canne intrecciate, caratterizzata da elementi portanti in legno e da tetto a doppio spiovente in canne palustri montate a fasci. 

Realizzato grazie al sostegno dell'IBC su fondi della LR 18/2000 il nuovo apprestamento permanente arricchisce e qualifica il percorso museale favorendo
dal punto di vista didattico la conoscenza di usi e costumi di questo remoto aspetto culturale della prima Italia, tipico dell'area bolognese e non solo.

L'inaugurazione è stata aperta dal sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi. Sono intervenuti: Pier Francesco Prata, assessore alla cultura del comune di Castenaso,
Fiamma Lenzi dell'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e Tiziano Trocchi della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna.