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martedì 30 dicembre 2025

Il report del 2025 al Marconi della Guardia di Finanza Bologna

 Sequestrati 12 mila farmaci e cosmetici illegali. denunciati 14 passeggeri



Nel corso del 2025, presso l’aeroporto internazionale “Guglielmo Marconi” di Bologna, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato circa 12.000 unità di medicinali e cosmetici illegali, per un peso complessivo di circa 346 chilogrammi.

I prodotti, rinvenuti durante le attività istituzionali di controllo sui passeggeri in arrivo, sono stati sottoposti a sequestro. I responsabili sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Bologna per i reati di detenzione di prodotti cosmetici dannosi e commercializzazione di medicinali privi delle prescritte autorizzazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). In totale, sono 14 i passeggeri deferiti all’autorità giudiziaria.

L’introduzione fraudolenta di medicinali al di fuori dei canali ufficiali rappresenta un serio rischio per la salute pubblica, poiché si tratta di prodotti non certificati e non autorizzati dalle competenti autorità sanitarie, che non garantiscono il rispetto degli standard di sicurezza. Per questo motivo sono stati intensificati i controlli nei confronti dei passeggeri provenienti da Paesi considerati a rischio, in particolare Nigeria, Ghana e Repubblica Dominicana.

Nel corso di uno di questi controlli, le Fiamme Gialle hanno sequestrato circa 2.700 confezioni di medicinali e cosmetici, per un peso complessivo superiore a 38 chilogrammi, rinvenute all’interno dei bagagli di un solo passeggero proveniente da un Paese a rischio. Le valigie risultavano quasi interamente colme dei prodotti illeciti.

L’operazione si inserisce in un più ampio piano di intensificazione dei controlli in materia di sicurezza dei prodotti, finalizzato alla tutela della salute dei consumatori e alla salvaguardia di un mercato leale e competitivo.

venerdì 27 dicembre 2024

Guardia Di Finanza Bologna: sequestrati 100mila fuochi d’artificio illegali per un totale di 400 kg


 

Bologna – Con l’avvicinarsi delle festività di fine anno, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Bologna hanno intensificato le operazioni di controllo sul territorio, potenziando le attività di contrasto all’importazione e alla vendita illegale di artifizi pirotecnici.

Nell’ambito di queste operazioni, i militari della Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego di Bologna hanno effettuato un’ispezione presso un esercizio commerciale di grandi dimensioni a Castel Maggiore, rinvenendo oltre 100mila fuochi d’artificio detenuti illegalmente. Il materiale, dal peso complessivo di circa 400 kg e con oltre 100 kg di massa attiva esplodente, è stato sottoposto a sequestro.

L’attività commerciale non rispettava le normative vigenti sul quantitativo massimo consentito di articoli pirotecnici e sulle modalità di stoccaggio. In particolare, il materiale esplodente era custodito a stretto contatto con sostanze infiammabili, rappresentando un serio rischio per la sicurezza pubblica.

Il rappresentante legale della società, di origine cinese, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria competente con l’accusa di detenzione e commercializzazione illegale di prodotti esplodenti.

Questa operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato quotidianamente dalla Guardia di Finanza, mirato alla tutela dei consumatori e alla salvaguardia dell’incolumità pubblica.

mercoledì 9 ottobre 2024

Guardia di Finanza Bologna: riciclavano proventi della criminalità organizzata in attività commerciali.

Eseguite misure cautelari in carcere e denunciate 16 persone. Perquisizioni in Italia e Germania, sequestrati oltre 2 milioni di euro


Si è conclusa una complessa indagine condotta dai finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e il supporto operativo di diversi Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria (Venezia, Brescia, Roma, Napoli e Catanzaro), con il coordinamento di Eurojust e del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (Unità ICAN - “Interpol Cooperation Against ‘Ndrangheta”). L'operazione ha portato all'esecuzione di un'ordinanza cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Bologna, Dott. Domenico Truppa, nelle province di Bologna, Padova, Mantova, Latina, Napoli e Crotone. Contemporaneamente, sono state eseguite perquisizioni anche in Germania.

I provvedimenti cautelari in carcere hanno riguardato un imprenditore calabrese, residente a Bologna, e una persona campana ritenuta vicina alla camorra. I due, insieme ad altre 14 persone, sono accusati di diverse condotte illecite, alcune aggravate dal metodo mafioso, tra cui riciclaggio, usura, estorsione, malversazione di fondi pubblici, trasferimento fraudolento di valori, reati legati agli stupefacenti, inosservanza della normativa antiriciclaggio, sfruttamento della prostituzione e tentato sequestro di persona.

Le indagini, coordinate dal Dott. Flavio Lazzarini della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, con il supporto della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, hanno permesso di ricostruire un sistema di finanziamenti sospetti ricevuti dall'imprenditore calabrese, provenienti da soggetti pregiudicati legati alla camorra e alla ‘ndrangheta. Tali fondi venivano successivamente reinvestiti in società, immobili e beni di lusso.

Grazie alle indagini del GICO di Bologna, è stato accertato come il denaro fosse ripulito attraverso operazioni fittizie e l'emissione di fatture per operazioni inesistenti, coinvolgendo anche imprenditori locali. È stato quindi disposto il sequestro, finalizzato alla confisca "allargata", di quote societarie, aziende, immobili e altri beni per un valore di circa 2 milioni di euro. Tra i beni sequestrati figurano anche società che gestiscono rinomati locali del centro di Bologna, attivi nel settore della ristorazione e dell'intrattenimento.

L'operazione ha visto l'impiego di unità cinofile antidroga e squadre speciali della Guardia di Finanza, in collaborazione con le forze di polizia tedesche. Il contrasto alla criminalità economica e organizzata, come dimostrato da questa operazione, è fondamentale per proteggere l'economia legale e garantire la tutela delle imprese e dei cittadini onesti.

giovedì 23 febbraio 2023

Tolti al mercato 11000 capi di abbigliamento di lusso contraffatti.


Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza informa: 

Sequestrati dalla  Guardia di Finanza di Bologna  numerosi capi di abbigliamento, cosiddetti  “falsi di lusso”, rinvenuti presso uno ignaro spedizioniere presente sul territorio metropolitano.

Il sequestro segue ad attività info-investigativa effettuata nell’ambito dell’ordinaria attività di contrasto ai traffici illeciti e che ha individuato la presenza di merce sospetta all’interno di uno dei colli giunti presso l’hub di spedizione.

Con la collaborazione dello spedizioniere, è stata acclarata la falsità dei marchi riportati sui prodotti, riconducibili a note griffe di alta moda (es. “Fendi”, “Gucci”, “Dolce & Gabbana”, “Balenciaga”, “Moncler”), per un totale di circa 11.000 capi d’abbigliamento ed accessori.

La vendita di tali prodotti avrebbe potuto consentire ricavi per decine di migliaia di euro.

Sono in corso ulteriori approfondimenti con la finalità di ricostruire la “filiera del falso”, ovvero i destinatari  finali della merce, atteso il frequente utilizzo, in questi casi, di identità ed indirizzi di recapito della merce fittizi.

 

mercoledì 26 ottobre 2022

'Ndrangheta:Guardia di Finanza Bologna,23 misure cautelari e sequestro 30 mln

Tra Emilia Romagna e Calabria per bancarotta,estorsioni, violenza e minacce


Eseguite dalla Guardia di Finanza di Bologna - tra Emilia-Romagna e Calabria - 23 misure cautelari personali e sequestrato un patrimonio da 30 milioni nei confronti di soggetti, affiliati alla 'Ndrangheta, indagati per bancarotta fraudolenta, estorsioni, violenza e minacce.

    Nel dettaglio, un centinaio di militari del Comando Provinciale di Bologna, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e l'aiuto di personale dei Comandi Provinciali di Milano, Forlì-Cesena, Reggio-Calabria, Vibo Valentia e Chieti, stanno eseguendo misure cautelari personali a carico di 23 persone considerate affiliate alle 'ndrine dei 'Piromalli' di Gioia Tauro e dei 'Mancuso' di Limbadi e procedendo anche al sequestro di conti correnti, beni immobili e quote societarie per 30 milioni (ANSA).

venerdì 11 giugno 2021

Sequestrate riproduzioni illecite di testi preziosi e costosi


I controlli della Guardia di Finanza Bologna nelle copisterie della zona universitaria  hanno individuato

oltre 110 mila scansioni integrali di costosi testi universitari.


Il Comando della  Guardia di Finanza di Bologna informa:

 Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione del fenomeno della contraffazione e, in particolare, della reprografia illecita, consistente nella copia abusiva di opere editoriali, hanno avviato una mirata attività di intelligence individuando diverse copisterie, concentrate prevalentemente nella zona universitaria di Bologna.

 I Finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria hanno così denunciato 5 soggetti di nazionalità bengalese ritenuti gli artefici della riproduzione illecita di numerosissimi, oltreché costosi, testi universitari detenuti in formato digitale. L’attività, preceduta da mirati sopralluoghi e servizi occulti di osservazione e controllo, ha condotto al sequestro di personal computer e hard disk al cui interno sono state rinvenute, in formato digitale, le scansioni integrali di oltre 110 mila opere librarie, pronte per la stampa e la rivendita illecita; contestualmente, sono state rinvenute e sequestrate riproduzioni integrali di numerosi libri già fotocopiati e rilegati.

 Nel corso delle perquisizioni è stato inoltre smascherato l’ingegnoso stratagemma architettato dal titolare di un esercizio commerciale che, per evitare di essere scoperto, aveva nascosto un hard disk contenente le riproduzioni di detti testi universitari all'interno di una scatola occultata, ad arte, nel controsoffitto della copisteria. L’hard disk era collegato alla presa di corrente attraverso un interruttore Wi-Fi di ultima generazione, disattivabile all’occorrenza da remoto. In caso di controlli, questo singolare meccanismo avrebbe consentito di far “sparire” detto supporto informatico rendendone di fatto inaccessibile il contenuto attraverso i computer collocati, in rete, all’interno dell’esercizio commerciale.

Si precisa che la legge sul diritto d’autore non vieta del tutto la riproduzione di opere dell’ingegno ma la circoscrive a finalità di “uso personale” del cliente e, comunque, previo pagamento di un compenso forfettario alla S.I.A.E. a cura di ciascun punto di riproduzione. È in ogni caso vietato fotocopiare o comunque riprodurre più del 15 per cento di un’opera. All’interno delle copisterie controllate, invece, i libri erano riprodotti e rivenduti integralmente. Il fenomeno della reprografia illecita genera ogni anno un voluminoso giro d’affari che danneggia gravemente i diritti degli autori, delle case editrici e delle librerie che lavorano onestamente, nel pieno rispetto delle regole e delle norme di settore.

Chi mette in commercio testi illecitamente riprodotti pratica infatti prezzi considerevolmente inferiori a quelli di copertina, realizzando facili guadagni e alterando la libera concorrenza in un settore che, al pari di molti altri, ha risentito dell’emergenza pandemica degli ultimi mesi.