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Buongiorno
a tutti. Stavolta partiamo dalla fine: un po' di agenda dei
prossimi giorni.
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Come
diciamo noi fiorentini, insomma, "si frulla", si corre.
E del resto, se vogliamo davvero sbloccare l'Italia, dobbiamo
utilizzare al meglio tutte le nostre energie.
Nel frattempo, breve diario di ciò che è accaduto in questi giorni. 1. Hannover ![]()
Molto
bene l'incontro ad Hannover con Obama, Merkel, Hollande, Cameron.
Piena sintonia sui principali dossier di politica estera, a
cominciare da Siria e Libia dove si registrano piccoli passi in
avanti. L'Italia collabora attivamente in molti teatri
impegnativi, a cominciare dalla diga di Mosul fino
all'Afghanistan. La questione migratoria è come sempre molto
complicata ma gli annunci esagerati dei giorni scorsi vanno
ricalibrati: nei primi quattro mesi dell'anno il numero dei
migranti arrivato in Italia è inferiore a quello del 2014 e
sostanzialmente uguale a quello del 2015. Si tratta di uno sforzo
impegnativo per il nostro Paese, che continua a cercare di salvare
vite umane in mare, ma con numeri che sono più bassi di quelli
che vengono riportati dagli allarmi internazionali. Tutto ciò
conferma - ove ce ne fosse il bisogno - che l'ipotesi di chiudere
il Brennero è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che
contro la storia, contro la logica e contro il futuro.
Una considerazione: fino a qualche settimana fa venivamo accusati di essere troppo lamentosi nei confronti dell'Europa. Per me non è sbagliato chiedere all'Europa di cambiare linea sia sulla migrazione che sull'economia: aggiungo, è un nostro dovere, visti i voti che abbiamo preso alle ultime europee e che fanno del PD il più grande partito continentale. Ma da qualche settimana abbiamo iniziato a offrire documenti completi all'attenzione dei nostri colleghi, per esplicitare che la nostra è una proposta alternativa, non una protesta sterile. È stato così per il documento sulla crescita, poi per quello sulle migrazioni. L'Italia è tornata stabile. E questa stabilità le permette di essere ai tavoli internazionali con maggiore forza e credibilità. 2. Patto per la Campania ![]()
Per
troppi anni l'Italia ha buttato via fondi europei. Anche perché
la riforma del titolo V e l'eccessiva frammentazione burocratica
hanno impedito di spendere questi denari, che pure sono cruciali
per la ripresa della nostra economia. Abbiamo cambiato metodo.
Firmiamo degli accordi con le singole regioni e con le principali
città del sud. Impegni scritti, reciproci. Così noi controlliamo
loro, loro controllano noi: e i cittadini controllano entrambi. Si
scrive cosa, quando, come, perché. Siamo partiti dalla Campania,
regione strategica. Ci siamo presi impegni per Bagnoli, per la
Terra dei Fuochi con le ecoballe, per le infrastrutture
strategiche a cominciare dalla Napoli Bari, per Caserta e Pompei
(a proposito: sono stato in visita qualche giorno fa. I lavori
continuano e la situazione è sempre più esaltante. Domani apre
il centro visite. Il 14 maggio la mostra di Mitoraj) e per molto
altro. Non tutto sta nel patto firmato con Enzo De Luca domenica
scorsa in Prefettura. L'accordo con Apple - che proprio in questi
giorni si sta sbloccando - ad esempio non ne fa parte, con i 600
ragazzi che verranno formati e che troveranno lavoro nel giro di
pochissimo. Come pure non sta nel patto siglato l'impegno
straordinario per le scuole di Napoli. Ho incontrato i sacerdoti
dei quartieri Sanità e Forcella, insieme al papà di Genny
Cesarano, ucciso lo scorso anno dalla camorra. Mi hanno chiesto
innanzitutto tre cose: scuole aperte, illuminazione, teleca mere.
E oggi il Ministro Giannini firma il primo dei decreti che
consentiranno a queste realtà di tenere aperte le scuole d'estate
e poi anche oltre l'orario scolastico.
3. Sul sociale. ![]()
In
rete e dalle vostre email è partito un dibattito interessante. Ho
acquistato un libro di un giovane veneto, Giacomo Mazzariol, che
ha raccontato la sua esperienza con il suo fratellino down,
Giovanni. Chi ci conosce sa che molti di noi hanno una particolare
sensibilità sui temi della disabilità, per tanti motivi, da
tanti anni. Bene, ho approfittato di un quarto d'ora di pausa,
ieri, sono sceso in libreria (pioveva, i giornalisti non se ne
sono accorti) e ho acquistato questo libro. In molti mi hanno
scritto che io non devo acquistare libri, ma fare migliori leggi
sul sociale. Ok, ok. Allora riepiloghiamo.
Legge sull'Autismo, fatta. Legge sul Terzo settore, siamo alla terza definitiva lettura. Legge sul Dopo di noi, siamo alla seconda (spero) definitiva lettura. Legge sulla Cooperazione internazionale, fatta Legge sulle Unioni civili, siamo alla seconda definitiva lettura. Dunque, sulle leggi stiamo andando benino. In due anni abbiamo fatto una bella svolta. Ma ciò che è fondamentale per me è che passi il messaggio che sui temi del sociale, del terzo settore, dell'attenzione alla disabilità non basta una legge. Occorre un impegno personale, un coinvolgimento emotivo, la responsabilità affettiva di un Paese che non si lava le mani e lascia tutto in mano alle singole famiglie, ma si fa carico di offrire (e ricevere) amore da questi nostri concittadini. Adesso immagino pure le ironie sui boy scout e tutto il resto: ma posso dire che per me un pezzo della bellezza dell'Italia è la ricchezza strepitosa di associazionismo e volontariato? Sul referendum costituzionale ![]()
Siamo
letteralmente invasi da vostre richieste di partecipazione per la
grande sfida referendaria di ottobre. Grazie di cuore. È
bellissimo sapere di poter contare su tanta gente che ha voglia di
metterci la faccia. La nostra campagna referendaria partirà dal
basso. Con il Sì, si cambia, si risparmia, si velocizzano le
leggi, si semplifica, si dà stabilità. Si rende l'Italia un
Paese più forte e più semplice. In una delle prossime enews
daremo le indicazioni su come formare un comitato e come aiutarci
a costruire la campagna referendaria che sarà una delle più
innovative e spero coinvolgenti mai realizzate in Italia. Contiamo
su di voi.
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Pensierino
della sera.
Il 25 aprile in Italia è la festa della libertà. Quindi una
festa bellissima. Purtroppo quest'anno - più del solito - qualche
soggetto inqualificabile ha provato a farla diventare una rissa. A
Milano hanno cercato come in passato di cacciare la Brigata
Ebraica dal corteo: onore a quella Brigata che ha lottato per la
nostra libertà. E bravi ai ragazzi dei Giovani Democratici di
Milano che hanno fatto da cordone durante il corteo. A Napoli
esponenti di una lista civica locale hanno insultato e costretto a
lasciare il corteo la candidata sindaco del PD Valeria Valente:
gente che pensa di poter prendere in ostaggio il 25 aprile, non
rendendosi conto che la festa della libertà è per definizione il
luogo meno adatto per squallidi atti di intolleranza. Ma mi ha
colpito anche una consigliera comunale di Firenze, del movimento 5
Stelle. Ha detto che il 25 aprile è "un giorno di lutto
nazionale pe rché, l'Italia è nuovamente occupata da gente
malvagia e senza scrupoli, molto peggio che nel Novecento".
Che toni allucinanti. E dire che noi facciamo di tutto per
rispettare gli avversari e per fare del 25 aprile la festa di
tutta l'Italia libera e liberata. Ma quando l'odio per gli
avversari supera anche il senso del ridicolo ci rendiamo conto che
non c'è che una cosa da fare: continuare a lavorare tenacemente,
per fare dell'Italia un paese civile con maggioranza e opposizioni
che si confrontino senza insultarsi. Continueremo a fare di tutto
perché ciò accada.
Un
sorriso,Matteo
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PS.
Sono andato ai 70 anni della Vespa, a Pontedera. Grande festa per
il made in Italy. Penso che ogni italiano abbia un suo ricordo
della Vespa: perché ne ha posseduta una, perché ce l'aveva suo
padre (come nel mio caso), perchè nei film ci siamo innamorati di
qualche scena suggestiva, perché ha rappresentato da subito un
simbolo di spensieratezza e libertà. Ma quello che è intrigante
è che in questa realtà della provincia pisana, dall'Arno Valley,
è cresciuto un mito capace di competere con i grandi player
mondiali. Il futuro della mobilità passerà dalla capacità di
tenere insieme ricerca, innovazione, un brand e una storia da
comunicare bene. Quando nell'aprile 1946 il brevetto della Vespa
arrivò per essere registrato a Firenze non molti avrebbero
scommesso su questo strano mezzo di trasporto. Oggi è una icona
mondiale. Auguri alla Vespa. Alle vostre vespe (per chi le
conserva anco ra, come mi ha scritto qualche amico nei giorni
scorsi). Ma soprattutto a tutti noi: auguri di essere sempre
capaci di cambiare rimanendo noi stessi.
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giovedì 28 aprile 2016
La Enews 424 di Renzi.
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Matteo Renzi
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