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domenica 2 agosto 2020

Corpo Forestale, la Corte europea boccia l’Italia sulla riforma Madia: ora si punta alla polizia ambientale

Dubbio segnala:


Daniele Tissone, segretario generale del Silp (Sindacato Italiano Lavoratori Polizia) non aveva nascosto le sue perplessità riguardo alla proposta di legge sui sindacati militari, confezionata dalla Commissione Difesa e approvata pari pari dalla Camera dei deputati. Intervistato il 25 maggio ai microfoni di Radio Radicale per la rubrica “Cittadini in divisa”, non usa mezzi termini: “Più democrazia in caserma corrisponde a una maggiore trasparenza, efficienza e sicurezza per i cittadini […] In Europa si va nella direzione di una estensione dei diritti per chi veste la divisa, in Italia si va indietro perché, dopo la militarizzazione del Corpo Forestale, si nega la libertà sindacale per chi porta le stellette, con buona pace della Costituzione e dei trattati europei”.
Ma per fortuna proprio dall’Europa è arrivata una buona notizia sul fronte dei diritti dei lavoratori. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha infatti bocciato l’Italia sulla riforma del Corpo forestale. Nello specifico, il decreto legislativo n. 177 del 2016, in esecuzione della legge Madia, aveva previsto la soppressione del Corpo forestale dello Stato e l’assorbimento nell’Arma dei carabinieri. La norma, seppur ispirata da una apprezzabile volontà di accorpare le diverse forze di polizia del nostro Paese, si era tradotta nel pasticcio della militarizzazione di un corpo altamente specializzato a ordinamento civile, con inevitabili conseguenze in termini di compressione di diritti fondamentali.


Certo il nostro legislatore avrebbe potuto evitare facilmente questa figura barbina: più ragionevole sarebbe stato l’accorpamento del Corpo forestale alla Polizia di Stato, forza di polizia civile e sindacalizzata. I forestali avrebbero percepito la trasformazione – che avrebbe comunque comportato la perdita del diritto di scioperare – come meno traumatica, ne sono certo.
Su questo tema, i lavori parlamentari sono adesso orientati a scorporare i forestali dall’Arma e a creare una moderna e snella polizia ambientale. È apprezzabile la proposta di legge presentata dal deputato Maurizio Cattoi (M5S) nel marzo 2019 e da qualche giorno in esame presso le commissioni Difesa e Affari costituzionali (abbinata ad altre due proposte). Lo scopo è quello di istituire la Polfor (Polizia forestale, ambientale e agroalimentare) nell’ambito dell’Amministrazione della pubblica sicurezza.

martedì 31 marzo 2015

SOPPRESSIONE CORPO FORESTALE, IL M5S LANCIA L’ALLARME: “A RISCHIO SERVIZI FONDAMENTALI”.



Il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stella in Regione ha presentato  una risoluzione per chiedere alla Giunta di mobilitarsi per evitare la scomparsa del Corpo Forestale. “In Emilia-Romagna, grazie alle convenzioni con la Regione, lavoro fondamentale per tutela ambiente, aree protette e controlli alimentari”. Il consigliere Andrea Bertani: “Non stiamo parlando di sprechi ma di una risorsa. Da noi c’è un deficit di personale che sfiora il 40%. Servono maggiori investimenti, magari inglobando il personale delle polizie provinciali”.

“Solo pensare alla soppressione del Corpo Forestale dello Stato sarebbe un atto di pura follia,” sostengono i consiglieri. “Anzi, visto il prezioso lavoro portato a termine in condizioni di assoluta precarietà ed emergenza la Regione dovrebbe farsi carico in tutte le sedi competenti di chiedere nuove risorse per la sua crescita. Se il suo lavoro venisse meno ci troveremmo con un enorme deficit di controlli su ambiente e non solo”. La risoluzione a firma del consigliere Andrea Bertani è stata  presentata anche in appoggio alla manifestazione nazionale in difesa del Corpo Forestale dello Stato (in programma oggi, martedì 31 marzo, a Roma) che la spending review del governo Renzi vorrebbe scarificare sull’altare degli sprechi. “Il lavoro svolto dagli uomini e le donne del Corpo Forestale è tutto tranne che uno spreco – spiega il consigliere Bertani – Si tratta invece di una risorsa indispensabile per il nostro Paese nella lotta contro i crimini ambientali, sul controllo sull’attività venatoria, sulla pesca e sulla sicurezza della filiera agro-alimentare, grazie agli interventi  sui fenomeni di bracconaggio, di contraffazione ed adulterazione degli alimenti, di maltrattamento ed uccisione di animali. Per non parlare del lavoro svolto in materia di protezione civile. Specificità che non possiamo concederci il lusso di perdere. Sarebbe un regalo a chi ogni giorno si fa beffa dell’ambiente”.
Il Corpo forestale in Emilia-Romagna, grazie alle numerose convenzioni sottoscritte con la Regione, svolge più di una funzione: dalla prevenzione e gestione delle emergenze in collaborazione con l’Agenzia di protezione Civile Regionale oltre alla gestione delle segnalazioni che pervengono ai numeri telefonici di emergenza dell’Agenzia regionale di protezione civile e di ARPA Emilia-Romagna, nei giorni festivi e negli orari di chiusura degli uffici regionali, fino alla collaborazione nel settore ambientale che avviene d’intesa con la Direzione Generale “Ambiente Difesa del Suolo e della Costa” e riguarda in particolare controlli nel settore forestale, paesaggistico e ambientale, nelle aree protette, in agricoltura su Biologico, Dop, Igp e in altri settori (quali il vitivinicolo), censimento e cartografia degli incendi boschivi, certificazioni delle sementi, controlli sulle acque.  Un lavoro, dunque, quello della Forestale, che per Bertani non può essere cancellato con un colpo di spugna ma deve essere ancor di più valorizzato, visto in Emilia-Romagna a novembre dello scorso anno erano presenti 410 unità (con una riduzione complessiva di 11 unità rispetto all’anno precedente), mentre la dotazione organica prevista sarebbe di 641 unità. Quindi con una carenza d’organico pari al 36% che si concentra con particolare gravità nelle province di Ferrara, Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini.
“Per questo la giunta Bonaccini dovrebbe porre in essere, nei confronti del Governo nazionale ed in particolare del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione oltreché della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano, secondo il principio di reciprocità costituzionalmente garantito, tutte le iniziative necessarie atte, non soltanto a scongiurare che il Corpo forestale dello Stato venga soppresso – si legge nella risoluzione a firma del consigliere del M5S - ovvero che ne vengano disperse le relative risorse e dilapidato il suo patrimonio culturale, ma che lo stesso venga ad essere rafforzato, potenziandone l’azione attraverso nuove assunzioni, oltre che con l’assorbimento di personale proveniente da altre pubbliche amministrazioni, al fine di rendere il suo operato ancora più efficace ed efficiente, per il bene pubblico, della nostra Regione e di quello di tutta la Nazione”.  “In quest’ottica e visto il riordino istituzionale che è in atto anche nella nostra regione e che riguarda le province – conclude Bertani – sarebbe anche interessante valutare un accorpamento degli organici delle polizie provinciali proprio nel Corpo Forestale. Sarebbe un atto di giustizia oltre che di buon senso”.



domenica 7 settembre 2014

Vergato. Prescrizioni per 'bruciare' sterpaglie.



Ci è stato segnalato:

Attraverso un’apposita ordinanza , il Comune di Vergato ha stabilito una serie di disposizione da osservare per l’abbruciamento di sfalci e potature provenienti da attività agricole e forestali o dalla manutenzione di orti, giardini e frutteti.

Dovrà sempre essere dato preventivo avviso al Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato, o in alternativa al numero verde gratuito 8008/41051, almeno  quarantotto ore prima dell’inizio delle attività di combustione.

Il mancato rispetto delle disposizioni contenute nell’ordinanza, sarà punito con le sanzioni pecuniarie previste dalla legge.