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lunedì 18 aprile 2022

L’Appennino è un distretto family

L’Unione dei comuni ha aderito alla rete dei “Comuni amici della famiglia” con l’intento di avviare una politica welfare a sostegno del ripopolamento (demografico ed economico) della montagna bolognese



di Maria Elena Mele

 

Favorire politiche di sostegno alla famiglia, condivisione di informazioni e, in tal senso, buone pratiche di welfare. Sono alcuni degli obiettivi che hanno portato la giunta dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese ad aderire al network Comuni amici della famiglia”, dando vita al primo progetto di distretto family in Italia al di fuori del Trentino.

Il modello nasce dall’esperienza della provincia di Trento e, anche sulla scorta di quanto già avviato da alcuni anni dal comune di San Benedetto Val di Sambro, vuole attivare a livello di Unione un laboratorio sulle politiche familiari per attuare nuovi modelli di welfare generativo che mette al primo posto famiglia e, di conseguenza, anche giovani e meno giovani.

Dell’importanza di attivare politiche “family” se ne è parlato in occasione del convegno tenutosi presso la biblioteca di San Benedetto Val di Sambro, alla presenza di molti cittadini, associazioni, attività commerciali e cooperative sociali, assieme al sindaco, Alessandro Santoni, al presidente dell’Unione, Maurizio Fabbri, alla presidente delle ACLI di Bologna, Chiara Pazzaglia e il dirigente dell’Agenzia per la coesione sociale della provincia autonoma di Trento, Luciano Malfer. Quest’ultimo, nel corso della mattinata, ha premiato il comune di San Benedetto Val di Sambro per le sue politiche, ed ha ricevuto dal presidente dell’Unione, Maurizio Fabbri, la delibera di adesione alla rete dei “Comuni amici della famiglia”.

Il convegno ha trattato temi anche in prospettiva di un ripopolamento demografico ed economico del territorio e lo sviluppo di azioni che potrebbero essere introdotte per il rafforzamento del welfare familiare, ma anche il valore aggiunto di queste con l’importanza dello scambio di buone pratiche. Politiche dalle prospettive future che potranno derivare da tale percorso anche in ambito commerciale.

Nel corso della mattinata di lavori è stato presentato il libro “La Famiglia da costo a risorsa”.

Alessandro Santoni, sindaco di San Benedetto Val di Sambro, ha dichiarato“La società necessità sempre di più di attenzioni rivolte alla famiglia, questo ci dimostra la storia recente e non solo. Consapevole di ciò, negli ultimi anni il comune di San Benedetto Val di Sambro ha deciso di dare il proprio contributo con azioni mirate a famiglie, giovani e meno giovani, consapevole che se la famiglia sta bene, allora sta bene la società. E’ davvero bello continuare a ricevere riconoscimenti che oltre a ripagare il nostro Comune, rendono merito anche alle tante attività economiche che hanno deciso di aderire alla iniziativa, ma ancora più bello è essere riusciti a condividere questo progetto a livello di Unione, ed ora iniziare un lavoro diverso ed ancora più stimolante, ossia la creazione del primo distretto italiano a misura di famiglia al di fuori del Trentino, rispetto al quale con piacere metteremo a disposizione la nostra esperienza che parte dal 2018 per individuare le azioni amministrative utili per contribuire al benessere delle famiglie nel medio e lungo periodo.”

Maurizio Fabbri, presidente dell’Unione dei comuni dell’Appennino bolognese, ha spiegato“Dalla nascita dell'Unione uno degli obiettivi - a cui lavoriamo di più - è quello di fare crescere i servizi a cittadini e famiglie. In maniera armonica, cercando di garantire a tutti, al di là dei confini amministrativi, pari accesso e qualità dei servizi. Uno dei valori aggiunti di questo lavoro è quello di poter condividere buone pratiche che via via si affermano nei vari comuni in molti dei quali ci sono servizi e politiche rivolte le famiglie. L’idea di creare un piano condiviso e un vero e proprio distretto credo sia un obiettivo ambizioso su cui vogliamo scommettere”.

lunedì 27 agosto 2018

San Benedetto Val di Sambro è 'un comune amico della famiglia'

Il Comune di San Benedetto Val di Sambro decide di impegnarsi in prima linea per contrastare lo spopolamento della montagna bolognese: oltre alle politiche per la famiglia già attivate l’ente aderisce alla rete “Comuni amici della famiglia”

Dall'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese:

Con una delibera approvata all’unanimità da maggioranza e opposizione durante il Consiglio Comunale del 24 luglio scorso il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha deciso di aderite al network “Comuni amici della famiglia”, primo comune della Città Metropolitana di Bologna e secondo dell’Emilia-Romagna dopo Cervia, con l’obiettivo di favorire politiche si sostegno alla famiglia e condividere informazioni e buone pratiche in questo settore. Il modello nasce dall’esperienza della Provincia di Trento e mira ad attivare a livello nazionale un laboratorio sulle politiche familiari per sperimentare nuovi modelli di welfare generativo.
L’obiettivo non è quello di incentivare la logica assistenzialistica a sostegno delle famiglie in difficoltà, per le quali rimangono strumenti pensati ad hoc, quanto piuttosto accompagnare le famiglie in un’epoca di forte inquietudine nei confronti del futuro con investimenti e soprattutto politiche dedicate. Aderire alla rete vuol dire infatti collaborare con le altre realtà istituzionali per individuare le scelte amministrative che possono contribuire al benessere delle famiglie nel medio e lungo periodo.
Alcune di queste politiche sono già state sperimentate con successo. Il Comune di San Benedetto per esempio insieme agli altri comuni dell’Unione dell’Appennino bolognese ha già potenziato gli sportelli sociali per sviluppare un ambiente ideale per la crescita dei figli, avviando politiche socio-sanitarie che supportino per esempio le esigenze delle famiglie che accudiscono persone anziane.

 
La denatalità si è acuita negli dal 2010 in poi. Siamo arrivati a tassi di natalità in calo del 25- 30% rispetto agli anni che hanno preceduto la crisi, e che già erano bassi” commenta il sindaco di San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni. “Tale fenomeno, se non adeguatamente arginato, può provocare l’impoverimento del territorio ed il fisiologico invecchiamento della popolazione. In attesa di politiche nazionali univoche, il Comune di San Benedetto Val di Sambro ha deciso di dare il proprio contributo aderendo ad una rete di comuni che provano a contrastare tale tendenza. Se la famiglia sta bene, sta bene la società. A livello regionale ci sono state esperienze positive come il contributo rivolto alle famiglie per l’abbattimento dei costi dei centri estivi: a San Benedetto hanno partecipato circa 60 bambini e parte dei costi saranno rimborsati,” continua il primo cittadino di San Benedetto: “Altro servizio molto apprezzato dalle famiglie è quello del servizio di trasporto scolastico, radicato e capillare in tutte le frazioni, servizio comunque molto costoso per il comune che si fa carico dell’80% del costo relativo. Ma oltre al consolidamento di tali azioni, allo studio per il prossimo futuro ci sono poi agevolazioni tariffarie ed altre iniziative da sviluppare con operatori privati che, assieme al comune, dovessero decidere di porre attenzione a questo tema di fondamentale importanza per la nostra società e per l’Appennino in particolar modo”.