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sabato 4 marzo 2023

Successo in Cina per mostra su Etruschi promossa da Bologna

Candidata ai 'China's Best Museum Exhibitions of 2022 Awards'


Si è conclusa con un positivo bilancio di pubblico e interesse la mostra 'Etruschi.

Signori dell'Italia antica (Etruscans. Lords of ancient Italy)' ideata e curata dal Museo Civico Archeologico di Bologna per il Wuzhong Museum di Suzhou, che dal 30 agosto al 26 febbraio ha presentato la raffinata civiltà etrusca ancora quasi del tutto sconosciuta in Cina. L'esposizione è candidata ai China's Best Museum Exhibitions of 2022 Awards, il più importante premio in ambito museale del paese orientale, per le due categorie riservate a progetti realizzati congiuntamente con istituzioni internazionali.

    Sono stati 168.291 i visitatori rilevati nel periodo di apertura, con circa 5.876.000 interazioni online su Sina Weibo, il principale social network cinese. Suzhou, città a ovest di Shanghai, nella provincia dello Jiangsu, è una meta turistica nota per i suoi maestosi giardini e i suoi antichi canali che la rendono apprezzata dal pubblico cinese come una delle più belle "Venezie di Oriente". "Tra pochi giorni - commenta Paola Giovetti, direttrice del Museo Civico Archeologico - gli oltre 300 reperti etruschi del nostro museo torneranno a casa dopo avere riscosso l'apprezzamento più sincero del pubblico cinese, che - nonostante le limitazioni imposte dalla situazione sanitaria - hanno visitato e amato la mostra. Gli Etruschi sono diventati di casa in una parte della Cina e il Museo bolognese ha ancora una volta confermato la propria capacità di organizzare e promuovere progetti di livello internazionale".

lunedì 24 settembre 2018

La Cina è vicina pronta a estrarre gas in adriatico

Colossi cinesi, australiani e inglesi, oltre all’Eni, pronti a estrarre gas dal nostro mare. Il quartier generale è nei vecchi uffici di Raul Gardini

Inviato da Marco


di Carlo Valentini Twitter: @cavalent



piattaforma estrazione
La Cina alla conquista dell'Adriatico. Non delle spiagge ma del più remunerativo gas. Lo cercheranno e lo estrarranno di fronte alle nostre coste. Per i fautori dell'offshore si tratta di un'opportunità da cogliere al volo perché porterà investimenti milionari e posti di lavoro. Al contrario per i No-Triv è una provocazione: coi grillini al governo si buca l'Adriatico? Minacciano proteste e potrebbero scatenare un altro contenzioso tra Luigi Di Maio e gli alleati leghisti, favorevoli a queste attività, fortemente sostenute dalla Confindustria.
Un tentativo di bloccare le perforazioni era avvenuto con alcuni ricorsi al tribunale amministrativo, che però ha dato torto ai contestatori, sentenziando che è il governo a concedere o meno le autorizzazioni sulla base di un piano nazionale e non le Regioni. Uno dei ricorsi era infatti firmato dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, che rivendicava competenze regionali ed è arrabbiato per la sconfitta: «La partita non è chiusa, non è finita. Apriamo un fronte anti-trivelle con chiunque voglia, con qualunque forza politica che si impegni a modificare queste norme che privano le Regioni della possibilità di intervenire. Io difendo il mare della Puglia».
Di parere opposto e favorevole alle sentenze è invece Angelo Colombini, segretario confederale Cisl: «Buon senso e la legalità, oltre al rispetto delle leggi, sono alla base delle sentenze. Opporsi alla ricerca degli idrocarburi, di cui siamo importatori per il 90%, anche in aree marine a distanza dalla costa di 12 miglia, pari a 22 km circa, significa arrecarsi del male contro ogni buon senso».
Dopo queste decisioni dei giudici e sfidando la farraginosità tutta italica degli iter burocratici i cinesi si sono fatti avanti. Non solo loro. C'è ressa perché l'Adriatico sembra un grande pozzo di gas che essendo un'energia pulita vedrà crescere in futuro la sua richiesta. Così hanno chiesto concessioni per perforare anche gli australiani della PoValleyEnergy, una potenza nel settore, e gli inglesi dello SpectrumGeo, che nonostante le incognite della Brexit sono pronti a stanziarsi lungo l'Adriatico. I cinesi che stanno sgomitando sono quelli della China Merchants Group, sede a Hong Kong, 70 miliardi di euro di fatturato.
La tecnologia dell'offshore è d'avanguardia: è stato perfezionato un modo di fotografare il fondo marino (in 3D) che riesce ad individuare in modo non invasivo, al computer, dove si trova il gas e qual è il punto più conveniente da cui incominciare l'estrazione.


La bandiera tricolore è sventolata dall'Eni, presente da tempo in Adriatico con le sue piattaforme e ansiosa di aumentare la quantità di gas che estrae dal mare. Nel suo pedigree vi è la scoperta, nel 2015, del mega giacimento egiziano di Zohr. Un successo che è stato raggiunto quando altri grandi player internazionali avevano desistito. Si tratta di una montagna di gas naturale da 900 miliardi di metri cubi, grande come il massiccio del Sella.
Invece sotto l'Adriatico vi sarebbero riserve per 53 miliardi di metri cubi di gas. È qui che i cinesi vogliono mettere le mani fiutando un business assai rilevante.
Dice Gianni Bessi, autore del libro Gas naturale, l'energia di domani: «Il nostro Zohr potrebbe essere l'Adriatico settentrionale, ma dobbiamo domandarci in fretta cosa fare con questo giacimento finora non estratto in tutta la sua potenzialità. Il sostegno al settore energetico è una questione di lungimiranza, perché le persone interessate a un suo successo non sono solo quelle impiegate direttamente ma anche quelle che occupate nelle produzioni collaterali».
Aggiunge Michele Marsiglia, presidente di Federpetroli: «Con quel mare di idrocarburi che sta sotto l'Adriatico l'Italia potrebbe soddisfare la metà della sua domanda interna e diventare una potenza energetica». Non solo. Vi sarebbero anche, da sfruttare i giacimenti sotto terra. «Federpetroli sta verificando la presenza di idrocarburi (olio e gas) anche dove un tempo era impensabile», dice Marsiglia. «Bacino tra Sardegna e Toscana, mar Tirreno, Campania, Calabria, Molise, Veneto. L'Italia è grande è vi sono riserve che non si sa di avere. Anche il Mediterraneo è un grande hub per riserve energetiche».
Un esempio di perforazione a terra è quello nella Bassa emiliana, vicino a Novi, provincia di Modena. Il Comune riceve 40 mila euro l'anno di diritti di estrazione e con quei soldi rimborsa ai propri cittadini il 50% del prezzo di un abbonamento annuale di trasporto pubblico locale e regionale sui treni o sugli autobus.
Ma il giacimento di Novi e le trivellazioni in mare dovranno vedersela coi 5stelle, che premono sul governo amico affinché blocchi tutto e avvertono i cinesi che saranno rispediti indietro. I 42 parlamentari e consiglieri regionali pugliesi pentastellati hanno sottoscritto un duro documento: «Questa follia va fermata. Ribadiamo che siamo contrari tout court alle trivellazioni, sia a mare sia a terra. Si tratta di un vero assalto ai mari per qualche sporco barile di petrolio o qualche metro cubo di gas del tutto ininfluente sul consumo del nostro paese».
Gli risponde Franco Nanni, presidente del Roca (Offshore Contractors Association): «Gli italiani pagano il gas sempre più caro e la causa è la massiccia importazione.
Mi chiedo: in Italia si può ancora produrre energia? Di quanto saliranno ancora quei 600 miliardi di progetti bloccati dai tanti comitati del no? E questo nonostante gli studi effettuati da università e Istituti scientifici evidenzino come il 60% dell'inquinamento deriva da scarichi civili e industriali e per il 40% dal traffico navale, insignificante è l'apporto dell'attività estrattiva (minore dello 0,1%). Se diventassimo meno dipendenti dall'import di gas, certamente risparmieremmo più denaro, favoriremmo l'occupazione e potremmo quasi definirci un paese normale».
Intanto in via Guerrini, a Ravenna, nel palazzo che negli anni Novanta ospitava gli uffici di Raul Gardini si sono insediati gli uffici della China Merchants Group, coi primi 24 ingegneri, un numero significativo che indica le intenzioni agguerrite del moloch asiatico. A inaugurarlo è venuto il suo direttore, Simple Hu: «Questo è il nostro primo centro di ricerca e ingegneria navale e off shore fuori dalla Cina. Puntiamo sull'Italia e vinceremo la scommessa». ( Italia Oggi)

martedì 24 novembre 2015

Una spinta verso la Cina. Attivato a Ningbo un ufficio del Credito Cooperativo per aiutare le Pmi locali ad entrare in quel mercato. Mercoledì 25 un convegno di Emil Banca di ritorno dalla missione di un mese in Oriente con Cna Bologna.



Una sede fisica sempre aperta e una conoscenza approfondita di un mercato e di un sistema economico fondamentale per la crescita delle nostre imprese, anche di piccole e medie dimensioni.

Questo il valore aggiunto che, di ritorno da una missione in Cina nella quale ha voluto con sé Cna Bologna, Emil Banca offre alle imprese locali che per battere la crisi e svilupparsi hanno intenzione di guardare anche oltre confine, per esplorare e sfruttare un mercato nuovo, enorme e in continua crescita.
Di questo si parlerà al convegno organizzato da Emil Banca, in collaborazione con Cna Bologna, domani, mercoledì 25 novembre alle 17.45 nella sede bolognese della Bcc (via Trattati Comunitari 19) dal tema Emil Banca per l’internazionalizzazione in Cina: assistenza e servizi finanziari alle Pmi.

All’incontro, che sarà condotto dal vicedirettore de Il Resto del Carlino, Beppe Boni, e aperto dagli interventi del direttore generale di Emil Banca, Daniele Ravaglia, e di Cinzia Barbieri, Segretario provinciale di Cna Bologna, parteciperanno Ruben Sacerdoti, Responsabile Servizio Sportello Regionale per l’internazionalizzazione, Morena Fiorentini, responsabile internazionalizzazione Unindustria Bologna, Lorenzo Balì, Chinese plant managers che presenterà l’esperienza della Pelliconi Spa, e Stefano Palmieri, chief financial officer Granarolo.

Alla serata parteciperà anche Vittoria San Pietro, Responsabile Area Corporate Emil Banca appena rientrata dalla missione in Cina dove ha, di fatto, “aperto” l’ufficio attivato a Ningbo(grande città produttiva di 10 milioni di abitanti a circa 200 Km da Shangai)da Iccrea BancaImpresa e che sarà sempre presidiato, con turni di 4 settimane, da personale qualificato delle Bcc di tutta Italia.

Siamo stati i primi a sperimentare questo servizio, fondamentale per la crescita delle nostre aziende, e la nostra esperienza servirà a tutto il sistema del Credito Cooperativo- spiega Daniele Ravaglia - Sono ormai molti anni che la nostra unità organizzativa dedicata, l’Ufficio Estero, assiste in modo attento e professionale i clienti che hanno esigenze di consulenza nel comparto. Con questa ulteriore iniziativa vogliamo offrire una opportunità concreta in più alle nostre aziende, soprattutto a quelle medio piccole che hanno più difficoltà a superare le barriere, anche culturali, per entrare in quel mercato: accompagnarle, anche fisicamente e non solo finanziariamente, in un paese che offre immense possibilità di sviluppo”.

Insieme ad Emil Banca è partita per la Cina anche Cna Bologna che ha inviato una sua consulente. “Le nostre aziende, strutturalmente molto piccole - spiega Cinzia Barbieri,Segretario Cna Bologna - sono quelle che più di altre hanno bisogno di un supporto per poter sbarcare in questo mercato. Cna da tempo sta potenziando i suoi servizi per l’internazionalizzazione e abbiamo intenzione di organizzare missioni con imprese, ma solo dopo aver capito bene e selezionato gli interlocutori più adatti. Aver portato una nostra consulente con Emil Banca in Cina è stato un passo importante che sicuramente porterà concreti risultati per le piccole imprese bolognesi”.




giovedì 26 novembre 2009

Il mondo cinese a Vado

Il mondo cinese sarà protagonista degli incontri previsti per domani (28 novembre) e domenica nella biblioteca comunale di Vado dove saranno esposti materiali del Fondo Librario Domenico Starngio, archivio Fiume Giallo. Alle 16 di sabato si parlerà di fiabe: Maddalena Vettoretti e Marco Macchiavelli, guideranno a scoprire alcuni caratteri cinesi ricavati dall’antica leggenda della cicogna e da altre storie. Domenica alle 15, incontro sul tema ‘Italia Cina, le visioni dell’altro: come italiani e cinesi interagiscono nella quotidianità e negli affari, per infrangere stereotipi e malintesi’. Giorgio Mantici, dell’Istituto universitario di Napali parlerà sul tema ‘Il giornalismo Italiano in Cina’.

venerdì 21 novembre 2008

MOSTRA MAOISTA

Riceviamo e con piacere riportiamo:


Sarà inaugurata domenica 23 novembre alle ore 15 presso la Sala della Biblioteca Comunale di Monzuno (Via Casaglia 1), la mostra Sulle rive del Fiume Giallo - Manifesti e cineserie degli anni '60 e '70 dalla Raccolta Domenico Strangio.
La mostra è organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Monzuno con la collaborazione di
Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità della Provincia di Bologna, Assessorato alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, Archivio Fiume Giallo - Fondo Librario Domenico Strangio, Associazione Italia-Cina, AUSER e Centro Interculturale di Vado.

All’inaugurazione interverranno:

Andrea Marchi - Sindaco di Monzuno , Giordano Calzolari - Assessore alla Cultura del Comune di Monzuno, Duccio Campagnoli - Assessore Regionale alle Attività Produttive, Gianni Sofri Presidente del Consiglio Comunale di Bologna e un rappresentante del Consolato di Milano della Repubblica Popolare Cinese

A seguire:

Come eravamo e cosa ci piaceva di Mao e del suo pensiero - Intervento di Luciana Brandi dell’Università di Firenze

Conferimento della cittadinanza onoraria di Monzuno a Elisabetta Monti

Concerto Il Fiume Giallo e musiche calypso dei musicisti orientali Mervyn Bandara, Chaminda Kalupahana e Ranjith Silva

A conclusione, assaggi di cucina cinese

Sono numerose le iniziative sulla cultura cinese in programma a corredo della mostra che resterà allestita fino al 30 novembre.

Martedì 25 novembre alle ore 21.00

Mille anni a Pechino - incontro con Renata Pisu, giornalista e inviata di Repubblica, e presentazione del suo ultimo libro edito da Sperling & Kupfer


Sabato 29 novembre

alle ore 11.00
I fiumi di Lin Bai e Yu Hua: un tuffo nella letteratura cinese di oggi
- incontro con la sinologa Silvia Pozzi e i romanzi da lei tradotti

alle ore 17.30
Tibet, Cina, diritti umani: crisi interna o questione internazionale?
- dibattito con gli interventi di: Piergiorgio Pescali - giornalista e fotografo per National Geographic e History Channel e Daniele Cologna - docente di lingua cinese presso le Università di Pavia e dell'Insubria


Domenica 30 novembre alle ore 14.30

Come un'odissea, fiumi d'inchiostro di china - Maddalena Vettoretti racconta le peripezie dello Scimmiotto nel grande capolavoro della letteratura cinese di epoca Ming, e invita bambini e ragazzi a scoprire alcuni caratteri cinesi con giochi di scrittura