domenica 12 luglio 2026

Occupazione a Bologna, Confesercenti: «La crescita la fanno imprese e lavoratori, non la politica»

Loreno Rossi: «Commercio e turismo trainano l'occupazione. Per aumentare i salari servono meno tasse e un costo del lavoro più basso»



«La crescita dell'occupazione è il risultato dell'impegno quotidiano delle imprese e dei lavoratori, non della politica». È la posizione espressa da Loreno Rossi (nella foto), direttore di Confesercenti Bologna, dopo la diffusione dei nuovi dati sull'occupazione nel capoluogo emiliano.

«È stucchevole – afferma Rossi – che ogni volta che vengono pubblicati dati statistici sul lavoro, a livello nazionale o locale, la politica cerchi di attribuirsi i meriti dei risultati raggiunti. In realtà, il lavoro lo creano gli imprenditori, le imprese e i loro collaboratori, che ogni giorno investono e si impegnano per far crescere le proprie attività e, di conseguenza, il territorio».

Secondo Confesercenti, i dati confermano il ruolo strategico del terziario nell'economia bolognese. La crescita dell'occupazione è infatti trainata dal comparto commercio e turismo, che registra un incremento del 7,5%, seguito dal settore dei servizi (+3,4%), mentre l'occupazione nella produzione segna una flessione del 2,5%.

«Questi numeri – osserva Rossi – evidenziano in modo chiaro l'importanza che commercio e turismo hanno assunto per la città di Bologna. Un dato che dovrebbe far riflettere quanti continuano a considerare questi comparti soltanto fonte di criticità, anziché riconoscerne il contributo alla creazione di occupazione, ricchezza e benessere per l'intero territorio».

Sul tema delle retribuzioni, il direttore di Confesercenti sottolinea come i recenti rinnovi contrattuali nei settori del commercio e del turismo abbiano introdotto strumenti significativi di flessibilità, rispondendo alle esigenze sia delle imprese sia dei lavoratori, anche attraverso il ricorso al lavoro part-time.

«Se gli stipendi sono bassi – sostiene Rossi – non è corretto attribuirne la responsabilità agli imprenditori. Il problema sta soprattutto nella differenza tra quanto un lavoratore costa all'azienda e quanto percepisce effettivamente in busta paga. Su questo incidono il peso della tassazione, i contributi previdenziali e il complesso delle norme che riducono il salario netto».

Da qui l'appello rivolto alla politica, sia a livello locale sia nazionale.

«Piuttosto che cercare di intestarsi risultati che appartengono alle imprese – conclude Rossi – la politica dovrebbe concentrarsi sul proprio ruolo, creando condizioni favorevoli agli investimenti e allo sviluppo delle aziende. Troppo spesso, invece, introduce vincoli e ostacoli burocratici. Se si vogliono davvero sostenere i salari, è necessario intervenire con una riduzione del cuneo fiscale e contributivo, alleggerendo il peso delle imposte e dei contributi sul lavoro e aumentando così il reddito netto dei lavoratori».

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