Grande
partecipazione e forte coinvolgimento della cittadinanza al Museo Arti e
Mestieri di Pianoro in occasione dell'incontro pubblico dedicato al progetto
dell'Accordo di Foresta e allo sviluppo delle filiere locali. L'iniziativa, rivolta
a proprietari terrieri, imprese e agricoltori, ha registrato un'ampia
affluenza, confermando il crescente interesse del territorio verso la tutela
del patrimonio ambientale e il rilancio economico dell'Appennino.
Il
progetto, sostenuto dalla Regione, coinvolge i Comuni di Pianoro, Loiano,
Monghidoro, Monzuno e San Benedetto Val di Sambro e punta alla realizzazione di
uno strumento giuridico innovativo in grado di mettere in rete superfici
pubbliche e private a vocazione agro-silvo-pastorale. L'obiettivo è promuovere
una gestione coordinata e condivisa dei terreni, senza modificarne la
proprietà, valorizzando le risorse esistenti attraverso una programmazione
comune.
Nel
corso del confronto è emerso con chiarezza il principio cardine
dell'iniziativa: la presenza attiva dell'uomo sul territorio rappresenta un
elemento essenziale per la prevenzione del dissesto idrogeologico, grazie a una
manutenzione costante e programmata del patrimonio forestale. Parallelamente,
la valorizzazione del capitale naturale delle foreste è destinata a generare
nuove opportunità economiche a beneficio dell'intera comunità e degli operatori
locali.
L'Accordo
di Foresta consentirà infatti di organizzare e rafforzare le diverse filiere
produttive del territorio, integrando le fasi di produzione, trasformazione e
distribuzione. Il percorso prenderà avvio dalla filiera del legno, con
applicazioni nei settori dell'energia, dell'edilizia e dell'arredo, per
estendersi progressivamente alle altre eccellenze locali, dall'agricoltura e dall'allevamento
– con carne, latticini e frutta – fino ai prodotti della silvicoltura, come
miele, funghi e tartufi, senza trascurare le opportunità offerte dal turismo
responsabile e sostenibile.
Tra
le prospettive evidenziate nel corso dell'incontro anche la possibilità di
creare nuovi posti di lavoro qualificati e di favorire la crescita di
competenze specializzate nel settore forestale, contribuendo così allo sviluppo
sostenibile dell'intero comprensorio appenninico.
N.R. : Bella proposta. Se dovesse trovare una
concreta applicabilità, diverrebbe un modello utile per l’intero Appennino.
3 commenti:
Eravate in 10, nessuno sapeva niente, adesso volete essere un esempio per tutti? Ma tutti chi?
Sarei interessato di sapere come intendono, i promotori di tale iniziativa, valorizzare e rilanciare i territori che si trovano all'interno dei parchi (vedi M.te Sole ecc.), nonché garantire la presenza attiva in questi areali dell'uomo in veste di controllore e manutentore dei boschi e del buon funzionamento idrogeologico. Si perché chi può, scappa da parchi e preparchi a causa dei vincoli restrittivi imposti dalle regolamentazioni che rendono mortificante le diverse attività agropastorali. Grazie, saluti.
Accordo di Foresta! Quando la finirete di prendere per le terga la gente dell'appennino?
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