Servizi,
accoglienza e percorsi di autonomia in un nuovo centro aperto a tutti
in via Porrettana 430
Il Comune di Casalecchio di reno informa:
Domani, sabato 20 giugno, alle ore 11.00, si inaugura il Centro polifunzionale – Stazione di posta, realizzato dall’Unione Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia in co-progettazione con Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna ed altri enti del Terzo Settore con finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, Missione 5 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.
Si tratta di un servizio innovativo per il territorio dell’Unione, centrato su un luogo fisico inclusivo ed aperto, punto di riferimento per le persone in condizioni di bisogno e per la comunità tutta: cittadini, istituzioni, professionisti, volontari. La sede è in via Porrettana 430, a Casalecchio di Reno.
Partendo
dalle indicazioni ministeriali, la Stazione è stata costruita in un
percorso di co-progettazione, avviato a seguito di avviso pubblico e
coordinato da IRESS - Istituto Regionale Emiliano-Romagnolo per i
Servizi Sociali e Sanitari, la ricerca applicata e la formazione.
In
collaborazione con i Servizi Sociali, le organizzazioni del terzo
settore e la rete dei servizi del territorio, qui vengono erogati
interventi di
risposta a bisogni contingenti ma,
soprattutto, viene offerto orientamento e supporto alle persone in
condizione di bisogno con l’obiettivo di sostenerle nel
raggiungimento di una maggiore autonomia.
Ma
la Stazione di Posta è anche, appunto, un Centro polifunzionale,
aperto all’incontro con tutti i cittadini dell’Unione nel quale
sono e saranno realizzate attività culturali, ricreative e
socializzanti. La sinergia
con i servizi realizzati nella struttura da Croce Rossa Italiana, con
l’esperienza e la capacità organizzativa di questa storica
organizzazione, qualifica ulteriormente la capacità di risposta
della Stazione.
“Si tratta di un traguardo
importante per l'intera Unione – spiega Matteo
Ruggeri, sindaco di
Casalecchio di Reno e Presidente dell’Unione – ma anche di un
punto di partenza per l’innovazione del nostro territorio. Abbiamo
avviato un servizio fondamentale per sostenere le persone in un
percorso di uscita dalla situazione di bisogno, in stretta
integrazione con il sistema del Terzo Settore. L'Unione continua
ad investire sul potenziamento del welfare di comunità, su nuovi
servizi progettati e realizzati con i rappresentanti del Terzo
Settore e della società civile. Questa scelta è motivata dalla
consapevolezza di poter così attivare risposte più efficaci per i
cittadini perché più vicine ai loro bisogni, di favorire la
creazione di soluzioni innovative e nuove alleanze tra soggetti
diversi, migliorando reti sociali, coesione e benessere dell’intera
comunità”.
Il progetto finanziato dal PNRR ha visto l’Unione dei Comuni Valli Reno Lavino Samoggia quale Ente capofila e la partecipazione dell’Unione Comuni Appennino bolognese. Questa partnership ha permesso il raggiungimento degli obiettivi posti anche grazie alla realizzazione di analogo servizio in quel territorio. Il finanziamento complessivo del progetto è di 1.090.000 € dei quali 848.285 € destinati all’Unione Reno, Lavino e Samoggia per interventi di adeguamento dell’immobile e di gestione del servizio.
Durante l'inaugurazione interverranno:
Matteo Ruggeri, presidente Unione Reno Lavino Samoggia
Roberto Parmeggiani, delegato al Welfare Unione
Marco Gamberini, presidente CRI Comitato di Bologna
Giuseppe Zammarchi, presidente CRI Emilia-Romagna
Maurizio Fabbri, presidente Assemblea legislativa Emilia-Romagna
2 commenti:
Bla, bla, bla. Non si capisce nemmeno a cosa serve.
TRAPPOLA PNRR: IL CONTO MILIARDARIO CHE PAGHEREMO NOI
(la Verità)
Il "regalo" dell'Europa non era gratis e adesso i nodi vengono al pettine: l’Italia dovrà sborsare circa 21 miliardi di euro aggiuntivi solo come prima tranche di rimborsi, un salasso che peserà sul bilancio pubblico come un'intera manovra finanziaria, costringendoci a tagli draconiani su sanità e istruzione o a nuove tasse mentre i rimborsi per i prestiti europei continueranno a dissanguarci fino al 2056.
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