lunedì 24 giugno 2019

Raccolta differenziata, Bologna ultima in Regione

I dati di tutte le province: in vetta c’è Parma, seguita da Reggio Emilia e Ferrara. In Emilia-Romagna si raggiunge il 68%, sotto le Due Torri è al 52,9%e la provincia al 63,8%

Sollecitato


C’é Bologna, con la sua provincia, all’ultimo posto in Emilia per quanto riguarda la raccolta differenziata nel 2018. Se la città migliora ma non va oltre il 52,9%, il territorio, col suo 63,8%, non spicca comunque. In Emilia risultano più brillanti tutte le altre province (Piacenza al 68,7%, Parma al 78,3%, Reggio al 77%, Modena al 70,7%, Ferrara al 76,2%) mentre in Romagna persino Rimini, col suo carico di turisti, va oltre Bologna, col 66,6% (Ravenna e Forlì-Cesena invece arrivano al 55,9% e al 56,6%).

Ma la Regione conta anche e soprattutto sui progressi bolognesi per continuare a crescere nella differenziata, arrivata complessivamente al 68% in Emilia-Romagna l’anno scorso e proiettata (almeno) al 73% nel 2020, visto fra l’altro che solo di questo passo si potrà cominciare a spegnere qualche vecchio inceneritore in regione (come ha ripetuto spesso il governatore Stefano Bonaccini). «Bologna- osserva l’assessore Paola Gazzolo analizzando gli ultimi dati- non è messa male: la città era al 48,2% nel 2017 e l’anno scorso è arrivata al 52,9%, più o meno cinque punti in più. È positivo, anche Bologna dovrà arrivare ad altri traguardi ma senza dubbio i capoluoghi sono le aree più complesse, per via dei non residenti, e non dimentichiamo che la città ha presentato migliorie sperimentali sul servizio in diversi quartieri». Dunque, la Regione non si mostra preoccupata per il ritardo storico di Bologna, battuta sulla differenziata anche da città più grandi come Milano.
Aspettando la tariffa puntuale
«Su Bologna- continua Gazzolo- abbiamo destinato anche risorse, proprio per accompagnare la nuova fase anche verso la tariffa puntuale. Abbiamo stanziato quasi cinque milioni di euro, proprio perché il Comune capoluogo è quello in cui è più difficile, come in tutte le grandi città, raggiungere percentuali importanti come il 70%, che noi chiediamo sia realtà in tutti i centri maggiori».


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