lunedì 28 ottobre 2019

Il Piccolo Mondo Antico ha una nuova sede a Vado di Monzuno

L'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese informa:

Il sindaco di Monzuno Bruno Pasquini ha inaugurato la sede dell'Associazione "Piccolo Mondo Antico" di Vado a Monzuno.
L'idea di "Piccolo Mondo Antico" nasce nel 2011 a Sasso Marconi: inizialmente si tratta di un banchetto per il riuso, per gli hobbisti, una sorta di mercatino itinerante dedicato alla creatività.
Negli anni è maturata la necessità di avere uno spazio e di consolidare questo attività tramite un'assocazione. A quel punto l'obiettivo che ci si è dati non è più stato solo quello dei mercatini, ma quello dell'integrazione, della socializzazione, della comunicazione e della condivisione attraverso diversi progetti sul territorio. Per esempio laboratori tenuti da creativi, gruppi di lettura, incontri con gli autori, recupero di giochi del passato per i bambini. Dopo il successo di Sasso Marconi l'associazione ha dunque aperto una sede a Vado di Monzuno che si propone anche di diventare un punto di informazione turistica, grazie ai volantini e ai programmi delle iniziative che riguardano sia la vicina Sasso Marconi sia i comuni dell'Unione dell'Appennino bolognese. Le sale ospitano anche un mercatino di prodotti artigianali.
I primi laboratori sono già partiti, si è cominciato con il corso di cucito mentre a breve sono previsti un corso di fumetto e uno di inglese per bambini dai 3 ai 10 anni. 
 
Il brindisi

domenica 27 ottobre 2019

Sasso Marconi. L'orologio storico di Lagune è di nuovo in servizio

L'orologio del campanile di Lagune ha ripreso servizio. Con diligenza segnala all'intera comunità l'ora e la mezz'ora e le campane traducono l'informazione con tanti rintocchi, quante sono le ore e se è la mezza ora, aggiunge un rintocco della 'piccola'. Per consentire il riposo indisturbato a chi ha scelto di vivere a Lagune per l'assoluta tranquillità che garantisce nelle ore notturne, le segnalazioni acustiche dell'orologio sono attive solo dal mattino al tramonto. Con il ritorno dell'orologio si riallaccia anche uno dei 'cordoni' della storia di Lagune, interrotta dalla perdita per guasto di uno degli elementi che caratterizzava la frazione e la distingueva: il caro 'amico' del campanile. L'orologio infatti è con molte probabilità 'il più vecchio' del comune, precedente persino a quello del Borgo. La torre civica di Sasso Marconi fu infatti realizzata nel 1882, mentre quella di Lagune è più datata e ciò è testimoniato dal fatto che dispone di una sola lancetta, quella delle ore. Era in funzione quindi quando l'approssimazione del tempo poteva essere anche di diversi minuti poichè la lancetta posizionata fra due ore era già un elemento molto utile. D'altronde Lagune, prima della realizzazione della Porrettana ( negli anni trenta dell'800), era un centro di rilievo. Da Lagune passava la viabilità principale per Porretta e Pistoia. La frazione disponeva dell'Ospitale, della bottega, di un falegname e di un fabbro (servizi primari per una economia rurale per il 95%) e su queste presenze contava l'intero circondario comprese le frazioni di Mongardino e Medelana. Proprio a colui che era il 'genio' della famiglia del fabbro, quella dei Mattioli ( tuttora residenti a Lagune, di cui l'ultima erede è ancora chiamata 'l'Anna di frab'), si deve l'opera d'arte. Realizzato in una prima versione con particolari in legno ( materia più facilmente addomesticabile alle lavorazioni, ma meno resistente all'usura dello sfregamento) fu poi tutto riconvertito al ferro. Merita far notare che gli ingranaggi, per avere una precisione affidabile da 'orologio', richiedono calcoli complicati, affidati allora a pochissimi abili artigiani con una capacità delle mani non comune. Molto pregevole quindi l'opera del Mattioli, il 'genio estroso' della comunità. Mi fa piacere ricordare che il grande problema dell'epoca (essendo gli orologi realizzati a forza di lima) spesso denunciavano 'svarioni' e venivano riallineati spesso. In quegli anni il segnale orario della radio non esisteva, non esistendo ancora la radio, per cui il compito veniva quindi affidato ai mercanti del luogo, i mitici 'Galli', i quali settimanalmente, al venerdì, si recavano a Bologna per i loro affari e regolavano in quell'occasione il loro orologio a quello del Palazzo del Podestà. Alla sera poi al rientro trovavano tutti i compaesani in possesso di orologio, compreso il campanaro o il parroco, con il proprio cipollone in mano in attesa dell'ora esatta alla quale tutti si allineavano. Altri tempi, in cui l'orologio era un vanto e un privilegio.

Ora è bello curare e gustare il servizio di uno strumento antico e risentire gli stessi rintocchi che organizzarono la vita dei nostri antenati. Un grazie quindi alla famiglia Mattioli che ha provveduto alla risistemazione, perchè non vada perso il lavoro del loro geniale antenato e per ricordare Marina, una delle figlie dell'Anna Mattioli, prematuramente scomparsa lasciando un grande vuoto non solo nei famigliari. I rintocchi dell'orologio faranno ancora pensare ai Mattioli, a Marina e al tempo che è trascorso non perchè dimenticassimo chi ci ha preceduto, ma perchè raccogliessimo, migliorandola, la loro eredità. 

 

Le riflessioni di Nonna Gegè


Confrontarsi a 70 anni con il tempo della tecnologia e dell'informatica è un po’ complesso anche se si riconosce l’utilità in certi ambiti e si apprezzano i grandi progressi dovuti a questo nuovo mondo.
E’ bello sapere di come l’uomo, sfruttando questi supporti tecnologici riesca a risolvere grossi problemi in ambito medico-chirurgico.
E’ bello conoscere in tempo reale situazioni climatiche in altra parte del mondo.
E’ bello comunicare con skipe con familiari lontani.
E’ bello avere a portata di video la propria situazione bancaria.
E’ bello comunicare con INPS – POSTE ecc.. evitando lunghe file agli sportelli.
E’ bello scegliere di partire per la vacanza sognata con un solo clic.
E’ bello farsi spedire un libro (forse no…..la libreria è un posto magico).
E’ bello ….E’ bello …. Ci si potrebbero aggiungere tante cose.
E allora cosa non va?. A fronte di questa domanda un senso di freddo, di vuoto mi avvolge.
Io ho perduto qualcosa di molto importante : il RAPPORTO UMANO.
Oggigiorno tutto si esplica con whatsApp o Facebook. Raramente l’amicizia viene esercitata nel vero senso della parola.
Non ci si può più abbracciare realmente forte forte - ogni messaggio finisce quasi sempre con la parola abbraccio (la scrittura predefinita ci agevola in questo) ma il piacere del contatto fisico dov'è?
La mia verrà considerata nostalgia del passato, quando il tempo era lo stesso di oggi ma si trovava il tempo per gli altri. Anche la mia generazione ha lavorato, ha amato non virtualmente, ha seguito la propria famiglia, ha fatto vacanze, ha avuto una vita piena di tutto, ma in particolare piena di CALORE UMANO VERO.
Vantarsi di 1000 like per una ridicolaggine scritta su facebook, vantarsi di avere tanti amici….. Stiamo impazzendo per caso?
La parola amicizia è troppo sacra per essere strumentalizzata, l’amicizia è esserci materialmente in un rapporto, l’amicizia è generosità nell’ascoltare gli altri di fronte ad un caffè ormai freddo. L’amicizia non è protagonismo, è il piacere di sapere che l’altro esiste per qualunque cosa e che ti può sostenere nei momenti bui del proprio percorso di vita.
Tutto ciò ritengo vada detto, ripetuto ed insegnato alle nuove generazioni.
Tecnologia, informatica assolutamente sì, ma limitiamoci al buono che ci dà il progresso cercando di conservare le emozioni che solo il vero rapporto umano ci può regalare.

FINESTRE SULLA FILOSOFIA

 





di Marco Leoni

 




             SOCRATE :  


                                 sapere di non sapere,
 
                                                   ironia e maieutica

Torniamo, per questo appuntamento, a dedicarci a Socrate e a come egli trattava del passaggio dal discutere delle cose della natura al discutere delle cose umane.

Il pensiero, la ricerca, si sposta dall’ambito naturalistico a quello
dell’uomo e il momento, il modo per discutere dell’uomo,
parlare dell’uomo, indagare l’uomo è il dialogo.

Il dialogo consta di tre momenti:

1°) primo momento, momento distruttivo è un momento di
critica ed è il celebre sapere di non sapere .
Secondo Socrate, il sapiente è colui che ammette la sua
ignoranza, non colui che è ignorante ma non sa di esserlo,
non colui che è ignorante e pensa di sapere, non colui che
è ignorante e si vanta dell'ignoranza senza poi metterla in
discussione , ma colui che, ammettendo di essere ignorante,
essendone consapevole quindi sapendo di non sapere inizia
la ricerca, e questo vale in tutti gli ambiti della vita.
Se io so di non sapere la grammatica, la matematica, la
medicina mi metterò a studiarla. Per cui, prima di parlare,
bisogna ammettere l’ignoranza.
Cosa che purtroppo oggi nel mondo dei social molto spesso
non avviene: la gente parla senza sapere quello che dice.
La curiosità, la fame di bellezza, i viaggi sono i motori della
ricerca della conoscenza.
Purtroppo oggi viviamo in un mondo omologato dove le città
si rassomigliano tutte.
Nei vari centri delle città ritroviamo spesso le stesse
architetture, gli stessi negozi delle multinazionali, le banche,
le assicurazioni, e questo rende il viaggiare sicuramente meno
interessante.

2°) secondo momento è l’ironia che è una tecnica oratoria.
Secondo Socrate consiste in un metodo per fare cadere in
contraddizione colui col quale stai dialogando e così sarà
facile dimostrare che su quella questione non conosce la
verità.
E’ una tecnica importante nel dialogo per cui una volta
caduto in contraddizione, perde credibilità l’interlocutore.
Ma soprattutto la perde oltre che con gli altri anche con sé
stesso e dunque deve mettersi alla ricerca.
L’ironia è una tecnica che distrugge le false conoscenze e
costringe ad ammettere l’ignoranza sul tema.
Per questa sua tecnica Socrate era anche abbastanza odiato
fino a diventare quasi insopportabile.

3°) Terzo momento, pilastro del dialogo socratico, è la
celeberrima maieutica. Ripresa dalla madre che faceva la
levatrice e portava alla luce bambini, egli riporta questo
concetto in filosofia.
Chi è il filosofo, chi è insegnante, colui che insegna, non deve
riversare dei contenuti nelle menti dei ragazzi, agli allievi non
deve dire: “La bellezza è, la democrazia è, la giustizia è, la
teoria fisica è...” , deve invece portare gli studenti a giungere
alla verità. Cioè il filosofo è colui che aiuta lo studente a
partorire la verità.
Bisogna avere la capacità di autoeducarsi, l’insegnante è colui
che aiuta l’allievo ad autoeducarsi, l’insegnante non è colui che
ti dà il contenuto, ma è colui che ti da gli strumenti per
cercare il contenuto.

La filosofia è uno strumento di autoeducazione.

Come potete facilmente intuire il pensiero degli antichi
filosofi è sempre d’attualità.

A Bologna la mortadella debutta al Museo

Inaugurata mostra permanente, anche per educare al prodotto Igp



La mortadella parte della storia di Bologna tanto che ora sbarca anche al museo. È stata inaugurata al Museo della Storia di Bologna, a Palazzo Pepoli, una mostra permanente sulla Mortadella Bologna Igp, un percorso interattivo che racconta la storia della specialità felsinea.
    Con una madrina d'eccezione, l'attrice Anna Falchi, fiera della sua infanzia emiliana a suon di "gnocco fritto e mortadella".
    L'inaugurazione ha lanciato il secondo Mortadella Day, evento a Fico Eataly World con spettacoli e degustazioni ed è avvenuta, simbolicamente, in occasione del 358/o anniversario dell'editto del Cardinal Farnese che regolamentava la produzione del salume.
    La mostra, ha sottolineato Simona Caselli, assessore regionale all'agricoltura, serve anche per "raccontare" il prodotto simbolo della gastronomia bolognese ai turisti, e in qualche modo per "educarli" a consumare "la vera mortadella, quella col marchio Igp".