giovedì 28 luglio 2016

Lizzano in Belvedere. In quattro assaltano una casa per svuotarla. Provvidenziale un controllo dei Carabinieri.

A Lizzano in Belvedere, i Carabinieri della stazione locale, coadiuvati da quelli di Gaggio Montano, hanno arrestato quattro moldavi, un 19enne due 20enni e un 25enne, per tentato furto aggravato in concorso ai danni di un’abitazione situata nell’Appennino bolognese che avevano raggiunto a bordo di una BMW. L’auto, parcheggiata lungo la strada e chiusa a chiave, ha attirato l’attenzione dei Carabinieri. Questi, avvicinandosi per un controllo, hanno udito dei forti rumori metallici provenire da una casa situata nelle vicinanze. I militari, precipitatisi sul posto, si sono accorti che alcuni ragazzi stavano scappando nel bosco per evitare di essere fermati a seguito del tentato furto con scasso che avevano messo in atto cercando di entrare da una finestra dell’abitazione. Fermati poco dopo mentre tentavano di raggiungere la BMW, i quattro soggetti sono stati arrestati e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, tradotti nel Carcere di Bologna in attesa della convalida dell’arresto.  



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

SAECO DI GAGGIO MONTANO: LEGA, M5S E FI SPRONANO LA GIUNTA A PASSARE DALLE PAROLE AI FATTI.

Riceviamo:
 Adesso basta con le promesse e con le parole al vento. Servono i fatti e servono subito. La situazione economico-lavorativa dell’Appennino bolognese non può essere lasciata ancora in un angolo come se il problema non riguardasse la nostra regione”.
Così Daniele Marchetti, consigliere regionale della Lega Nord illustra un’interrogazione a sostegno dei dipendenti della Philips-Saeco di Gaggio Montano (BO) sottoscritta anche dai consiglieri Raffaella Sensoli e Silvia Piccinini (M5S); Galeazzo Bignami ed Enrico Aimi (FI)”.
Questa larga condivisione – spiega Marchetti -, vuole riportare sotto la luce dei riflettori, una situazione come quella dell’appennino, troppo spesso dimenticata”.
Il 4 febbraio 2016 – si legge nel testo dell’interrogazione - presso il Ministero dello sviluppo economico, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, del sindaco del comune e della Città metropolita di Bologna Virginio Merola, e del Sindaco di Gaggio Maria Elisabetta Tanari è stata sottoscritta un’intesa per accompagnare la fase di riorganizzazione aziendale della Philips-Saeco di Gaggio Montano e consentire a coloro che hanno accettato volontariamente la mobilità di potersi ricollocare nel mondo del lavoro”.
Tra gli interventi per le misure di politica attiva del lavoro per favorire il reinserimento occupazionale di lavoratori in mobilità – continuano i firmatari del documento - è stato messo a disposizione un milione di euro dal Fondo sociale europeo 2014-2020 mentre la Regione e il Ministero dello Sviluppo Economico  hanno avviato un’analisi complessiva sulla reindustrializzazione della parte del sito produttivo non più utilizzato dalla multinazionale olandese”.
Per questo – sostiene Marchetti -, alla luce delle difficili condizioni dal punto di vista occupazionale e industriale in cui versa l’Appennino bolognese e vista l’approvazione in aula dell’atto di indirizzo n.1772 con cui (a fine 2015) si invitava la Giunta a perseguire ogni ulteriore iniziativa che sarebbe stata ritenuta utile a contribuire alla positiva soluzione della crisi della Saeco, salvaguardando la produzione nello stabilimento gaggese, impegnandola altresì a utilizzare la Conferenza per la montagna come momento per la predisposizione di politiche industriali per tutto l’Appennino vogliamo sapere che cosa è stato fatto. Alla Giunta – conclude – chiediamo di sapere il costo e l’esito dell’analisi avviata tramite una società specializzata per la reindustrializzazione della parte del sito produttivo non più utilizzato e in che modo la Regione si è attivata per la predisposizione di politiche industriali per la montagna. Il tempo delle parole è finito. La nostra gente chiede interventi concreti”.

Bologna, la protesta dei dipendenti Alstom contro i trasferimenti.




Richiesto



Bologna, la protesta dei dipendenti Alstom contro i trasferimenti
Sciopero di quattro ore con presidio in stazione contro lo spostamento di 33 persone: "Sono licenziamenti mascherati"
di MARCO BETTAZZI







Undici trasferimenti da Bologna a Sesto San Giovanni e altri 22 verso altre sedi non meglio specificate. «Licenziamenti mascherati», secondo Fim, Fiom e Uilm, che hanno portato stamattina davanti alla stazione a protestare i lavoratori della Alstom di Bologna, che ha 600 dipendenti in un gruppo di proprietà francese che lavora nel segnalamento ferroviario. Quattro ore di sciopero oggi, dopo le quattro della settimana scorsa e altre quattro ancora da fissare, per opporsi alla scelta della multinazionale di ridurre le attività nella sede di via Corticella, dove lavorano soprattutto ingegneri e tecnici specializzati.

«In questo modo non rimarrà più alcuna produzione a Bologna», protesta Roberta Castronuovo, della Fim, che punta il dito contro le gare indette dalle regioni per i treni dei pendolari, vinta in parte proprio da Alstom per la fornitura di 150 convogli alla Regione Emilia-Romagna. «Sono le conseguenze delle gare legate solo al costo», continua. La protesta ha fatto tappa prima ai cancelli dell’azienda e poi davanti alla stazione centrale per segnalare ai pendolari e ai viaggiatori che con la riduzione dei costi è a rischio anche la sicurezza dei sistemi che regolano il traffico ferroviario. Tra i lavoratori di Bologna, dove oltre alla progettazione (che costituisce la principale attività) si producono fino ad oggi casse di manovra per le ferrovie e si fa manutenzione delle schede elettroniche, ci sono ben pochi dipendenti che sono disponibili a trasferirsi nel milanese o nelle altre sedi del gruppo, da Nola a Bari o Firenze. «L’azienda rifiuta qualsiasi confronto, si è presentata al tavolo di discussione con le procedure già avviate – aggiunge Marco Colli, della Fiom – Alstom punta solo all’esternalizzazione delle attività e alla riduzione dei costi».

Il fine settimana di Sasso Marconi è di 'Rock Marconi Festival 2016'.  



Sabato prossimo, 30 e domenica 31 luglio , il Parco di Villa Putte di Sasso Marconi accoglie il Rock Marconi Festival 2016 .


Nato una dozzina di anni fa come 'Papinsky Rock Festival', un piccolo progetto estivo per dare l'opportunità di suonare a tutti quei giovani complessi che orbitavano attorno al Centro Giovanile di Sasso Marconi , il Rock Marconi Festival assume la sua attuale identità nel 2012, quando decide di diventare grande e trasformarsi in un appuntamento musicale di riferimento nel panorama estivo della provincia bolognese, proponendo band attuali e di qualità da tutta Italia affiancate ad una selezione di complessi locali che fotografa puntualmente lo stato dell'arte della scena musicale underground bolognese. Il tutto all'ombra dei pini secolari nella splendida cornice del Parco di Villa Putte, oasi immersa nel verde nei colli di Sasso Marconi. Un ringraziamento quindi  al patrocinio del Comune di Sasso Marconi - Assessorato alle politiche giovanili.

Quest'anno la lineup comprende gruppi provenienti da tutto lo spettro cromatico dell’underground indie italico: la giovanissima songstress pop Tight Eye da Brescia, lo shoegaze dei veneziani Hund, il cantautorato gelido e sognante di JJ Mazz da Pavullo nel Frignano, il post-punk nervoso dei ravennati Qlowski ed il broken-folk in dialetto veneto del trevigiano Krano. Ovviamente, accanto a loro, una nutrita schiera di gruppi più o meno locali: le giovani promesse dell'Indie-Pop bolognese O A K, il divertente garage rock degli Youth Boot ed il virtuosismo degli idoli locali Mt. Zuma, il power-duo ferrarese Frown e l'esperienza e la carica dei felsinei Chow, l'indie che guarda sfacciatamente ad Albione degli junior modenesi Taste of Cindy e l'irresistibile carica pop dei Regata, da Imola. Menzione speciale per i Big Cream da Zola Predosa, giovanissimi autori di uno degli esordi rock più convincenti dell'anno, che – già nella scorsa decade, adolescenti – calcarono le gloriose scene del 'Papinsky'.
Oltre ai concerti, gli showcase acustici e i DJ-set, il Rock Marconi sarà anche buon cibo e birra artigianale a Km 0, grazie alla partnership con l'associazione Traktors, che opera da anni con meritato successo alla locale Fira di Sdàz; e ancora: mercatini e oggettistica artigianale; etiltest gratuito, chill-out zone con scacchiere, biliardini e ping pong, stimoli per la tutela dell'ecosistema e l’ormai celeberrimo percorso sensoriale. Insomma – un ottimo modo per trascorrere il notoriamente afoso weekend di fine luglio: non solo per gli amanti della musica, dunque, ma per chiunque sia alla ricerca di relax e verde al fresco dei Colli Sassesi.


Come sempre, ingresso a offerta libera.

Come parlano i castiglionesi nel libro ' Nu a casctión adgén accì'. Testimone, Francesco Guccini.

Sabato prossimo, 30 luglio, alle 21.30, al Parco della Rimembranza di Castiglione dei Pepoli si tiene la presentazione del libro di Giovanni Petracchi, Antonio Zagnoli e Renata Fabbri, Nu a casctión adgén accì, il primo 'dizionario' del dialetto castiglionese, lingua che si distingue per la tipicità che la differenzia in modo deciso da quelle delle altre comunità dell’Appennino tosco emiliano.

Con la conduzione di Marco Tamarri, responsabile Turismo e Cultura dell’Unione Comuni Appennino bolognese, il libro sarà raccontato attraverso le letture dei brani più interessanti e significativi ad opera di Giuseppe Beccaglia ed Elisa Collina  e le musiche del Maestro Franco Totti, alla fisarmonica.

Nel volume, il cui titolo in italiano si potrebbe tradurre 'A Castiglione diciamo così', sono illustrate le regole, la costruzione delle frasi, la storia, con annessi, aneddoti e fole, del vernacolo castiglionese.

L’ospite d’onore sarà Francesco Guccini, amante ed esperto del dialetto, il cui intervento non mancherà di ricreare le atmosfere montanare e rinverdire il ricordo delle storie di un mondo, quello della montagna, che ha esaltato nei suoi numerosi cimenti letterari.




L’ingresso è libero.